La Thailandia ha annunciato un piano da oltre 600 milioni per sostituire fino a 80mila auto inquinanti con altrettante vetture elettriche. Un intervento strategico per elettrificare la flotta del Paese e rafforzare l’industria automobilistica nazionale, accompagnandola nella transizione tecnologica. L’Italia sembra essere rimasta tra le poche realtà europee a sostenere ancora i veicoli tradizionali, rinviando scelte strutturali sull’elettrificazione.
Incentivi per sostenere il mercato interno
La notizia, diffusa dall’agenzia Reuters, mette in evidenza non solo il programma da 600 milioni di euro per sostituire 80mila veicoli con modelli elettrici, ma anche un elemento particolarmente significativo: l’inserimento dei pick-up tra i veicoli acquistabili con gli incentivi.
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Perché questa scelta? La Thailandia è il principale polo produttivo automobilistico del Sud-est asiatico, ma negli ultimi anni ha registrato una domanda interna debole. L’elevato indebitamento delle famiglie e criteri di prestito più rigidi hanno colpito soprattutto il mercato dei pick-up, un segmento cruciale per l’economia thailandese e per la sua industria automotive.

Per sostenere il settore e rilanciare il mercato, il governo sta valutando di ampliare le misure oltre la sostituzione degli 80mila veicoli più vecchi, includendo ulteriori acquisti di veicoli elettrici. L’obiettivo è duplice: accelerare l’elettrificazione della flotta nazionale e rafforzare l’industria automobilistica nazionale, oggi sotto pressione.
Vendite: un veicolo su cinque è elettrico
Il mercato thailandese dei veicoli elettrici ha recentemente registrato una forte accelerazione. Secondo la Federazione Industriale Thailandese (FTI), nel 2025 sono stati venduti 120.301 veicoli elettrici a batteria, con un aumento dell’80% rispetto all’anno precedente.

I BEV hanno così rappresentato il 19,4% del mercato totale, pari a 621.166 veicoli. La produzione nazionale ha visto una crescita ancora più marcata: nel 2025 la Thailandia ha prodotto 70.914 auto completamente elettriche, oltre sei volte il numero dell’anno precedente.
Questo boom è in parte dovuto alle nuove capacità produttive avviate dai costruttori cinesi. BYD produce nel Paese dal 2024, mentre Changan ha aperto uno stabilimento nel 2025. Con l’aumento della produzione, la Thailandia ha iniziato anche a esportare veicoli elettrici prodotti localmente.
Attenzione ai pick-up elettrici
I pick-up hanno tradizionalmente un ruolo centrale nel mercato automobilistico thailandese, ma nel 2025 sono stati venduti solo 726 pick-up completamente elettrici contro nessuno l’anno precedente. Includere questi veicoli nel programma di sostituzione potrebbe quindi fornire ulteriore slancio a un segmento che finora ha visto una scarsa elettrificazione.
Slate scopre le carte: il pick-up elettrico low cost parte da 24.950 dollari
Per la Thailandia, l’obiettivo non è più soltanto promuovere la mobilità elettrica in generale: ulteriori incentivi alla domanda potrebbero anche contribuire a valorizzare la crescente base produttiva nazionale di veicoli elettrici.


Sono stato in Thailandia alcuni mesi fa. E rispetto alla precedente visita le EV hanno fatto un piccolo boom. Pensavo di vederle per lo più in grossi centri e/o zone turistiche. Invece sono presenti anche in zone non turistiche e meno abitate. Moltissimi distributori hanno minimo due stazioni di racarica HPC.
In strada si vedono per lo più BYD e marchi cinesi come GWM e DEEPAL (il brand EV di CHANGAN. E ovviamente varie TESLA sebbene non come da noi visto il costo meno abbordabile per gli stipendi tailandesi.
Una simpatica curiosità: dovendo viaggiare per regioni molto poco turistiche, abbiamo noleggiato un’auto termica non sapendo come si era evoluta la situazione. La sorpresa è stata grande e con il senno di poi sarei stato tranquillo con una EV. Proprio il mese scorso l’azienda di noleggio mi ha mandato una mail “marketing” in cui sbandierava di aver aumentato la flotta di EV disponibili! E parliamo di tutti i segmenti, dal SUVvone al Pickup al sgmento A. Da noi i noleggiatori si guardano bene anche solo di avere delle EV…. 😐
Redazione non censuratemi perchè sto solo citando il titolo di un film che casca a fagiolo: “E noi come stronzi rimanemmo a guardare”.
😂😂😂😂
credo che la citazione del film ci stia bene (con benevolenza sul titolo) proprio per la propensione degli italiani a subire angherie dai “potenti”…
La Thailandia è uno di quei paesi rapidamente colonizzati dalle compagnie automotive cinesi per aggirare i famigerati dazi di Trump, mantenendo però il vantaggio di prezzo… Essendo comunque un paese fortemente dipendente dall’import di idrocarburi riuscire ad affrancarsi da quella “sciagura” almeno in parte (visto che possono dotarsi di economici impianti FV anche i potenziali acquirenti BEV) agevola la bilancia dei pagamenti, diminuisce i rischi di stop alle produzioni (se si bloccano i passaggi navali causa folli ed interminabili guerre) e molti clienti anche nelle località più isolate citate da Endyamar potranno ricaricare in autonomia in casa dalle prese dell’abitazione o in azienda senza dipendere per forza dai distributori se non nei lunghi viaggi.
Verissimo.
Per completezza però va detto che nel recente scenario la Thailandia gode di un privilegio. Essendo stato amico della Cina e dell’Iran, hanno ottenuto lo sblocco navale anche nel periodo più “oscuro”.
Nel nostro viaggio (che coincideva con l’escalation in iran e lo stretto bloccato) ci è capitato una volta di trovare un distributore “a secco” ma la siruazione non è stata drammatica come altrove.
I local hanno però vissuto un incremento di costo del carburante considerevole. E’ stato bello vedere come i cartelloni per le strade, la pubblicità televisiva, quella online e le iniziative nei centri commerciali fossero incentrate sulle BEV.
Si può fare. E se si mettono da parte le pure ideologie da bar si può fare anche senza troppi patemi.
si può fare si… basta che Europa e (soprattutto) Italia diventi molto autosufficiente per creazione, accumulo e distribuzione dell’energia elettrica e con reti sia resilienti che difficilmente attaccabili (anche da SW a.i. !! ) perché altrimenti anche avere tanti veicoli elettrici non ci risolve il problema , soprattutto se ancora usiamo centrali turbo-gas.. a GNL che vien dall’altra parte del mondo su navi a cherosene…