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Incentivi in ritardo? C’è un colpevole: Tria

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Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria.

Incentivi in ritardo? C’è un colpevole: il ministro dell’Economia Giovanni Tria. È lui ad avere trattenuto il decreto al Mef per due settimane. Ma non è il solo…

La versione del sottosegretario Dell’Orco

Gli incentivi per le auto elettriche, si sa, dovevano partire il primo marzo. Non lo avevamo deciso noi. Lo aveva deciso il Parlamento con la legge di Bilancio approvata a fine 2018 e subito pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Ma dal primo marzo, come abbiamo più volte lamentato (qui l’ultimo post del 30/3) non è successo nulla. Solo un avviso sul sito del Ministero dei Trasporti (qui) in cui si annuncia che gli incentivi partiranno previo “specifico avviso“. Campa cavallo.

Michele Dell’Orco è il sottosegretario ai Trasporti.

È passato un mese e finalmente il sottosegretario ai Trasporti, Michele Dell’Orco, ha battuto un colpo. Rispondendo piccato su Twitter a Vaielettrico.it e al quotidiano La Repubblica:  “Il ministro Toninelli ha firmato subito il decreto, come il ministro Di Maio, il decreto attuativo è rimasto 2 settimane fermo al MEF“, ha scritto. Concludendo: “Sarebbe bene informarsi prima di fare articoli approssimativi. Detto ciò, pare che questa settimana sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale“.

I conti non tornano, caro sottosegretario

Non amando le risse politiche, rispondiamo pacatamente all’amabile sottosegretario M5S. Primo: sarebbe bene che un governo, di cui Dell’Orco fa parte, rispettasse quel che c’è scritto nella Legge di bilancio. E invece di dare lezioni di giornalismo, spiegasse tempestivamente perché una norma che doveva entrare in vigore il primo marzo ad aprile ancora è di là da venire. Colpa del Mef? In parte, forse.

L’articolo di Repubblica in cui si denunciava il mese di ritardo degli Ecobonus.

Ma lo stesso sottosegretario ci dice che il ministero di Tria ha trattenuto il decreto per due settimane. Peccato che nel 2019 di settimane ne siano già passate tredici, forse sarebbe bene spiegare come sono state impiegate le altre undici. Fantastica, poi, la frase finale di Dell’Orco: “detto ciò, pare che questa settimana sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale“. Pare a chi, scusi? Se non Lei, che fa parte del Governo e lavora al ministero più direttamente interessato, chi lo dovrebbe sapere? Tutto questo sarebbe solo ridicolo, se in gioco non ci fossero le legittime aspettative di persone che hanno versato caparre, prenotando auto o moto che non possono ritirare. Aspettando i vostri incentivi in ritardo.

P.S. Quanto a informarci, già ai primi di marzo abbiamo compilato il format che compare sul sito del Ministero, come normali cittadini. Chiedevamo quando sarebbero scattati gli incentivi. Mai avuto risposta.

11 COMMENTI

  1. Ottime considerazioni, complimenti per l’articolo e per le giuste risposte a chi è abituato a scaricare le colpe su gli altri. Anch’io ho versata una caparra, e quasi mi sono arrabbiato con il concessionario prima di sapere che non era colpa sua…..
    Grazie per il Vostro lavoro di Giornalisti, con la G maiuscola.

    • Nessuno a dato colpe alle concessionarie infatti, siamo messi nella stessa barca, il problema secondo me è che siamo in recessione, gli incentivi sono stati approvati e ora si mangiano le mani, i ministri tirano la corda ma io saprei come usarla quella corda..

  2. Tanto chiasso per un piccolo differimento di un provvedimento che al sottosegretario pare che uscirà a giorni, non è dato sapere quanti, ma cosa volete che sia. Il governo è in mano a gente che non è mai responsabile di nulla e non è mai stata responsabile non avendo avuto mai responsabilità, prima che milioni di irresponsabili li facessero diventare responsabili, pur essendo degli irresponsabili. Allegria!

    • Allora meglio i magna magna di prima che gli incentivi li avrebbero dati agli Agnelli ed ai Berlusconi. Meglio gli incentivi in ritardo di uno o anche di due mesi o l’IVA al 25%?

      • Antonio, dai, lasciamo stare gli Agnelli e i Berlusconi: se un governo dice che gli incentivi partono il primo marzo in una legge di bilancio controfirmata dal presidente della Repubblica, è fuori dal mondo che al 2 aprile siamo ancora al punto zero.

        • Sarebbe fuori dal mondo se fosse un’eccezione ma in questo Paese il ritardo dei decreti attuativi (sempre ammesso che poi vedano la luce) è una questione cronica.

          primo articolo a caso:
          La Repubblica – Feb 2017
          Quelle 700 norme che in Italia sono legge solo in teoria: un’attesa che dura anche tre anni

          • Certo, Tony, però qui ci sono persone che hanno fatto affidamento su quanto più volte annunciato e hanno venduto la vecchia auto, ordinando la nuova (elettrica) con consegna a marzo. Ieri un concessionario milanese mi ha detto che ha già avuto due clienti che hanno annullato l’ordine dell’elettrica e hanno preso un’auto a benzina pronta-consegna.

        • Comunque, a quanto pare l’incaglio adesso è alla Corte dei Conti. E neanche ad aprile si partirebbe. Ma non è nulla di ufficiale.

  3. Certo, le inefficienze sono ovunque nella nostra burocrazia. Vedo anche come, invece di migliorarne le procedure ci si sforza solo a trovare il colpevole. Chi sono quelli che lo cercano con più impegno? proprio i colpevoli, chi picchia per primo picchia due volte. Intanto, noi aumentiamo il consenso proprio a quegli incapaci che oggi ci affondano.

  4. Articolo centrato e che condivido in pieno essendo uno di quelli che attende dopo aver ordinato l’elettrica… Aggiungo poi che sono già passato dall’arrabbiatura alla rassegnazione di vivere in un paese dove quasi tutto viene gestito in modo approssimativo o peggio. Un esempio? La filiale italiana della marca che ho scelto è stata velocissima ad aumentare il prezzo di listino di circa 3000 € a dicembre 2018 in perfetta coincidenza…..

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