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Incentivi, in 28 da Di Maio: via il malus, sì al bonus

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Luigi Di Maio (foto d'archivio) deve tirare le fila degli incentivi e decidere quali auto sono davvero ecologiche.

Incentivi alle auto elettriche, dovremmo esserci. Luigi Di Maio ha confermato la volontà di andare avanti anche dopo il pletorico incontro dell’11 al Ministero.

Al tavolone convocato nel Salone degli Arazzi c’erano addirittura in 28, tra Case auto, associazioni di categoria, dei consumatori, varie ed eventuali. A Roma lo chiamano ironicamente “il gorillaio“, una specie di ring in cui ognuno ha pochi minuti per battere i pugni sul tavolo e rivendicare qualcosa per sé. E difendere il proprio orticello. Alcuni punti fermi sembrano essere emersi, non solo sul tema incentivi. Proviamo a vederli

1- Via il malus, resta il bonus

Di Maio di fatto ha confermato che non ci sarà il malus, ovvero la penalizzazione per chi acquista auto (nuove) che emettono CO2 oltre una certa soglia. Salta quindi il meccanismo della prima proposta (qui i dettagli), nata in casa Cinque Stelle e già approvata alla Camera. Proposta etichettata come una “tassa sui poveri” perché prevedeva di tassare anche chi acquista utilitarie come la Fiat Panda. I giochi veri ora si fanno al Senato, per l’approvazione finale, dove resterà il bonus per le auto cosiddette ecologiche. Già, ma quali? E in che misura?

2- Fino a 6 mila euro per le elettriche?

Di Maio continua a parlare di un contributo fino a 6 mila euro per le auto elettriche. E, a scalare, per le ibride e le macchine a metano. Ma c’è un dubbio: come si finanzia la misura se si smonta il meccanismo del malus, ovvero della tassa sulle auto che inquinano? Qui il governo dice di attendere proposte. C’è una funzionaria del Ministero, la vice-capo di gabinetto Elena Lorenzini, incaricata di raccogliere le indicazioni di chi sedeva al tavolo. Anche se poi, ovviamente, spetterà al governo decidere. Motus-e, l’associazione di cui anche Vaielettrico.it fa parte, propone di non includere nel bonus i veicoli che hanno emissioni compresi tra i 70 e i 90 grammi/km di CO2. Si tratta di  veicoli che hanno già un mercato avviato, come gli ibridi (non plug-in), i piccoli diesel, i mild-hybrid, i metano e i gpl bifuel. Aggiungendo che le emissioni andrebbero parametrate al nuovo sistema di omologazione WLTP, più realistico del vecchio NEDC.

3- Un incentivo anche per colonnine e wall-box?

Michele Crisci

In tanti hanno battuto sul tema delle infrastrutture di ricarica per l’elettrico. Anche il presidente delle Case estere (Unrae), Michele Crisci. Potrebbe uscirne un aiuto anche per chi installa una ricarica, pubblica o domestica. Secondo Motus-e “in molti casi, per quanto riguarda le colonnine pubbliche, i fondi sono già stanziati e si tratta quindi solo di utilizzarli secondo un disegno infrastrutturale che consenta ai veicoli percorrenze adeguate”. Motus-e si dice anche “a disposizione degli enti locali che necessitassero di supporto tecnico o normativo per l’installazione. Per quanto riguarda le infrastrutture private, invece, si può pensare a forme di incentivazione “soft”. Ad esempio tramite detrazione fiscale per i soggetti, siano essi persone fisiche o imprese, che le installano“.

4- Autostrade: il Ministero chiede un piano-colonnine

Finalmente il governo ha deciso di chiedere ai gestori delle autostrade un piano per l’installazione delle colonnine di ricarica elettrica. La scadenza è il 31 dicembre. Il tema è molto caro a noi di Vaielettrico.it, che più volte abbiamo denunciato l’inerzia di società (come Autostrade per l’Italia, qui l’articolo) che finora hanno snobbato questa esigenza. Finora si è mossa soprattutto l’Autobrennero, mentre un piano è in via di approntamento per l’A3 Napoli-Reggio Calabria.

5- Ecco lo squadrone presente al Ministero

Al tavolo sugli incentivi con Di Maio erano presenti anche il viceministro Dario Galli e i sottosegretari Andrea CioffiDavide Crippa e Michele Dell’Orco. Hanno partecipato:

  • Automobili Lamborghini SpA
  • Adiconsum Nazionale
  • Automobil Club D’Italia – ACI
  • Unione Nazionale Consumatori – UNC
  • MOTUS-e
  • Associazione Italiana Filiera Industria Automobilistica – ANFIA
  • Associazione Italiana Leasing – ASSILEA
  • Federazione Italiana Concessionari Auto – FEDERAUTO
  • Unione per la Difesa dei Consumatori – U.Di.Con.
  • NGV Italia
  • Telos A&S (delegato da Toyota)
  • Class Onlus
  • Fiat Chrysler Automobiles – FCA
  • Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori – ANCMA
  • Altroconsumo
  • Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici – ANIASA
  • TESLA
  • Associazione no profit per Tutelare i diritti dei Consumatori – ASSOUTENTI
  • CNH-IVECO
  • Confindustria
  • Renault (delega la rappresentanza al Presidente di Unrae)
  • Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri – UNRAE
  • Confconsumatori
  • Federconsumatori
  • Adoc-Associazione difesa e orientamento consumatori
  • Assoconsum
  • Movimento consumatori
  • Movimento difesa del cittadino.

 

2 COMMENTI

  1. Proprio non capisco dove stia lo scandalo nel tassare 150/300 euro una volta sola nell’acquisto chi prende una macchina che inquina di più: se la panda inquina di più ci son altre utilitarie economiche, che le case si adeguino e riducano.

    Situazione colonnine li il vero scandalo….volevo pensare avessi preso un terreno/garage a metà strada tra percorso mio per sopperire alle percorrenze limitate dell’auto elettrica. Ma scopro che se vuoi installare solo colonnina (ad esmempio avessi comprato un posto auto) devi cmq sorbire le spese fisse del contatore, che se lo metti almeno a 10 kW (giusto da ricaricare un minimo in massimo unora), paghi cifre folli di contatore, poi se vuoi rendere disponibile la colonnina a chiunque la sua gestione son altri 100 € annui. L’iniziativa privata è pesantemente ostacolata: non si può fare per sé, non si può rendere disponibile per gli altri.

    • Sul tema Panda è chiaro che c’è un discorso di opportunità: ti scontri con la Fiat, con i sindacati che lavorano nelle fabbriche coinvolte, con chi grida all’attacco ai poveri…Meglio lasciar perdere o si rischia di creare la convinzione che l’auto elettrica è roba da miliardari capricciosi, che pretendono anche l’incentivo a spese di chi non se la può permettere. Sul secondo punto, pienamente d’accordo: i primi incentivi da promuovere sarebbero quelli che riguardano la facilitazione e la convenienza della ricarica privata. A cominciare dalle colonnine e dalle wall-box nei condomini, oggi una gara a ostacoli davanti alla quale i più rinunciano. Ma che cosa c’è di più comodo che ricaricare la notte a casa propria?

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