Incentivi pronti via. Ma le Aree Funzionali cambieranno dal 15 novembre?

incentivi aree funzionali

E’ il punto più controverso e criticato dei nuovi incentivi auto elettriche che scatteranno dopodomani, mercoledì 15 ottobre. Stiamo parlando del criterio geografico per ottenere il bonus. Per il quale bisogna essere residenti all’interno dei comuni che fanno parte di un’Area Funzionale Urbana (FUA).  Non è solo un paletto controverso, ma è anche il più “confuso”. Perché l’elenco dei comuni che fanno parte delle FUA potrebbe cambiare un mese dopo la partenza delle prenotazioni. Sempre che ci siano ancora fondi disponibili.

Ma da dove nasce il “pasticciaccio”? E perché l’elenco potrebbe cambiare? Partiamo dall’inizio. Per poter sottoscrivere l’incentivo bisogna abitare in un Comune con più di 50.000 abitanti o in una grande area metropolitana che comprende i comuni immediatamente vicini, indicata come FUA. La definizione data dall‘Istat è la seguente: “Un’Area funzionale urbana (FUA) è un contesto territoriale integrato che comprende una città centrale (con almeno 50mila abitanti) e la sua area del pendolarismo circostante definita da flussi di pendolarismo casa-lavoro”. In altre parole, sono territori economicamente interconnessi. Formati da una città e dai comuni limitrofi con i quali ha un forte legame lavorativo. Secondo criteri elaborati dall’Istat, l’Istituto centrale di statistica.

Metà italiani esclusi, e tanti sono pendolari

La scelta ha una sua ragion d’essere. Il governo ha limitato la distribuzione degli incentivi alle aree dove sono maggiori le emissioni inquinanti causate dal traffico. Ricordiamo che l’Italia viola le direttive in materia, in particolare in Pianura padana.  Ma allo stesso tempo si tratta di una scelta che penalizza una buona parte dei cittadini . (L’elenco a questo link del ministero dell’Ambiente (https://www.bonusveicolielettrici.mase.gov.it/veicolielettriciEsercente/#/verificaFua).

Sconto più incentivo: quali sono le occasioni

Circa metà degli italiani non potrà così accedere al bonus a causa dei vincoli legati alla residenza (oltre a quelli del reddito). E questo è il punto più controverso, perché esclude tanti che abitano al di fuori delle aree metropolitane, ma vi gravitano per motivi economici o socio-culturali. Pendolari a lungo raggio, grandi utilizzatori di auto, quindi grandi inquinatori.  Tra l’altro, la scelta contiene una contraddizione evidente. Mentre le aree metropolitane, soprattutto le più grandi, sono dotate di un sistema articolato di mezzi pubblici, chi abita in “provincia” è di fatto costretto ad affidarsi ai mezzi privati.  

In questo quadro già controverso si aggiunge un elemento di ulteriore confusione. Entro il 15 novembre verranno approvati i nuovi elenchi dei Comuni che fanno parte delle FUA. Ci sta lavorando l’Istat di concerto con i tecnici della Commissione Ue, sulla base dei dati del censimento del 2021 (mentre l’elenco attuale si basa sul Censimento 2011).

L’Istat sta aggiornando gli elenchi delle Aree Funzionali, ma si parte con i dati di 15 anni fa

In questo quadro già controverso si aggiunge un elemento di ulteriore confusione. Entro il 15 novembre verranno approvati i nuovi elenchi dei Comuni che fanno parte delle FUA. Ci sta lavorando l’Istat di concerto con i tecnici della Commissione Ue, sulla base dei dati del censimento del 2021 (mentre l’elenco attuale si basa sul Censimento 2011).

Ma questo significa che le domande per gli incentivi verranno presentate per un mese con un elenco e per altri sette mesi e mezzo con un secondo elenco che potrebbe (comprensibilmente) essere anche diverso (per quanto con un numero limitato di Comuni)? Di certo, come comunicato dal ministero, si parte con l’elenco attualmente in vigore. Poi si passerà, dal 15 novembre, al nuovo elenco. Maggiori chiarimenti nel webinar che sarà disponibile sulla piattaforma del Ministero/Sogei nei prossimi giorni e che fornirà tutte le indicazioni per presentare la domanda in modo corretto.

SPECIALE INCENTIVI/Leggi anche:

2/La Guida Facile al bonus auto elettrica

3/La Guida Facile per veicoli commerciali elettrici

4/Dieci domande e dieci risposte

Visualizza commenti (19)
  1. Buonasera, anche io faccio parte di quegli “orfani” che nel 2024 non sono rientrati negli incentivi statali, che come tutti sanno, sono finiti in poche ore perché resi disponibili anche alle aziende di noleggio.
    Speriamo che questo ritardo sia dovuto ad una rivalutazione e che serva ha togliere l’oscenità delle FUA, che per decreto ministeriale, ha creato Italiani di serie A e di serie B.
    Avendo io due dei tre requisiti richiesti per accedere agli incentivi, non abitando in una zona FUA, anche quest’anno, purtroppo, non potrò usufruirne.
    Inoltre, non dimentichiamoci che i soldi degli incentivi “auto elettriche 2025” non sono altro che quelli del PNRR stanziati per il bando per l’installazione delle colonnine di ricarica al quale nessuna azienda si è presentata, ma che graveranno su tutti gli italiani, senza distinzione di FUA, motivo per il quale non dovrebbero esserci discriminazioni di assegnazione.
    Tengo a sottolineare che un’auto termica inquina nello stesso modo che sia dentro o fuori dalle FUA, anzi nelle maggior parte dei casi in quelle zone sono più agevolati con i trasporti pubblici piuttosto che nei piccoli centri urbani.

  2. Giovanni Battista Dini

    Ma….per i motocicli niente?!?
    Per le FUA mi sembra siano molto più utilizzati i due ruote e i quattroruote leggeri.
    I due tempi e i diesel sarebbero da rottamare assolutamente!

    1. Concordo…per uno come me che tutti i giorni si fa circa 10km a/r in bicicletta (rigorosamente muscolare) per recarsi al lavoro i motorini sono assolutamente MORTIFERI.
      Della puzza delle auto manco me ne accorgo. I motorini a due tempi sono una tragedia ambientale.

  3. Se lo scopo degli incentivi è ridurre l’inquinamento bisogna che gli incentivi permettano di sostituire un numero maggiore possibile di auto che percorrono parecchi km. Per sostituire un numero maggiore possibile di auto bisogna ridurre il prezzo massimo dell’auto, ad esempio a 25 mila. Per sostituire auto che percorrono parecchi km le FUA non bastano e sono discriminatorie, bisogna dare gli incentivi a chiunque rottami un’auto con più di un tot di km e che, in base ai dati chilometrici delle revisioni alla mano, percorre in media più di un tot di km all’anno. Incentivi del genere sarebbero incontestabilmente efficaci e potrebbero anche essere resi strutturali.

    1. Ma Sid non vuole mica ridurre l’inquinamento!

      Che cosa ti ha indotto in questa errata convinzione?

    2. pierluigi mariotti

      Salve sig.r Mario, il discorso legato alla percorrenza che si puo’ verificare tramite le revisioni potrebbe anche avere un senso ma puo’ cambiare l’ utilizzo della vettura in qualsiasi momento e per le piu’ disparate motivazioni.
      Piu’ si semplifica l’ incentivo e meglio e’ per tutti.
      Tetto massimo per incentivo auto elettrica per me sarebbe 30.000 euro, chi vuole spendere di piu’ si paga la differenza.
      Non far pagare l’ iva sulla nuova a patto che si rottami un’ auto vecchia.
      Incentivi aperti a chiunque.
      Sviluppare da parte dello stato una formula finanziaria di acquisto o leasing, anche al privato, nel caso non avessero le necessarie garanzie come ad esempio i contratti part time i quali richiedono quasi sempre un garante, con un tasso massimo del 3,99%
      L’ incentivo secondo me oltre al costo di acquisto dell’ auto dovrebbe andare di pari passo con una formula d’ acquisto molto conveniente.
      Come ho gia’ scritto tempo fa lo stato non dovrebbe cercare i soldi chissa’ dove ma avrebbe solamente un eventuale mancato incasso dell’ iva ma darebbe la possibilita’ a tantissime persone di andare in giro con una nuova vettura piuttosto che vecchia, si venderebbero tante auto in piu’ dando un aiuto a tutto l’ indotto che ruota attorno all’ automobile.

      1. solamente un eventuale mancato incasso dell’ iva…..
        questi sono soldi a bilancio che servono a fare qualche cosa, se mancano, quel qualche cosa non si puo’ fare…..

        1. pierluigi mariotti

          Sig.r Franco, io ritengo che sia meglio far girare l’ economia piuttosto che non farla girare per nulla !!
          I 597 milioni messi a disposizione per questo incentivo che riguardera’ solamente la meta’ degli italiani, circa 60.000 solamente tra l’ altro non sono soldi tolti come dice lei ” a bilancio ” ?
          Tenga presente che chi non puo’ usufruire dell’ incentivo l’ auto nuova non la compra quindi niente entrate per lo stato.

  4. Grazie mille per la guida mostrata. Però mi chiede: siete cosi sicuri che il 15 ottobre è la data ufficiale del via? avete una qualche fonte, anche vostra interna, che in qualche modo lo conferma?
    Perchè ad oggi tutte le varie testate parlano del 15 ottobre, ma in realtà la data non è ancora stata confermata ufficialmente dal Ministero.
    Sullo stesso sito della piattaforma indica espressamente di aspettare l’ufficialità che sarà pubblicata sul sito del MASE.

  5. pierluigi mariotti

    Sig.r Massimo il fatto e’ che si crea anche un altro problema, dando gli incentivi in questa maniera cosi’ sostanziosa non si fa altro che ” drogare ” il mercato dell’ elettrico in Italia, se vengono vendute auto nuove elettriche a partire da 3.900,00 euro non si fa altro che insinuare nell’ immaginario collettivo che le auto a batteria o si acquistano a queste condizioni oppure possono rimanere ferme nelle concessionarie per tempi lunghissimi a parte pochi casi particolari.
    Anche quando tra qualche anno si vorra’ vendere come usata un’ auto elettrica verra’ sempre ricordata come auto acquistata da nuova a prezzi ” ridicoli ” quindi il potenziale cliente pretendera’ che il prezzo sia molto ma molto basso.

    1. Concordiamo, infatti Vaielettrico ritiene che gli incentivi sarebbero stato più efficaci con una platea più ampia e un importo ridotto di almeno un terzo. Così distorcono il mercato del nuovo e dell’usato.

      1. Ahhh, se l’ha detto Pichetto allora sarà vero! Mercato drogato, confusione a non finire, e probabilmente lo denuncerò per il danno che mi ha procurato come pendolare verso area di pendolarismo ma non residente nell’area stessa e perciò non ho potuto usufruire degli incentivi pagati anche con le mie tasse nonostante avessi tutti gli altri requisiti.

    2. Sarò alla fine curioso di sapere in quanti effettivamente avranno “vinto” la Dacia a € 3.900. Mah….

      1. pierluigi mariotti

        Salve sig.r Massimo, se ha un’ isee sotto i 30.000 euro, un’ auto fino ad euro 5 come classe ambientale e risiede in un’ area funzionale la Dacia Spring modello Expression di colore bianco la paga 3.900,00 euro piu’ i.p.t. ( circa 200,00 ) ed il kit sicurezza circa 150,00 euro quindi 4.250,00 finita su strada.

  6. Buongiorno Pierluigi io ho già l’auto elettrica presa senza incentivi ma fatti così io penso che neanche un malato di mente le avrebbe fatti si vede da qui che non gliene frega niente dell’elettrico e sembra lo facciano a posta a fare queste porcherie ( mi perdoni il termine ) , é una vergogna perché come dice lei i soldi sono pubblici e li possono usare tutti.

  7. pierluigi mariotti

    Salve, questa situazione mette in evidenza tutta l’ incapacita’ politica di questa nazione.
    Da commerciante di auto posso dire che, non risiedendo in un’ area ” fua ” cosi’ come la quasi totalita’ dei miei clienti e non solo, non posso vendere auto elettriche anche a tutti quei clienti rimasti “orfani” dell’ incentivo farsa dello scorso anno e che hanno tanto atteso questo.
    Proprio questa mattina un mio cliente mi ha contattato dicendomi se poteva usufruirne la figlia, residente a Roma ma vettura intestata a lui ( padre ) qui’ in provincia di Frosinone ( zona altamente inquinata e ad alto tasso di pendolarismo ), purtroppo nulla da fare, continuera’ a circolare con una vecchia Ford Fiesta diesel.
    Ricordo che i soldi sono pubblici ma ne usufruiranno solamente la meta’ degli italiani.

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