Incentivi diesel a Firenze: insorgono anche gli ambientalisti

Firenze incentivi

Il Comune di Firenze finanzia anche l’acquisto di veicolo termici Euro 6, paradossalmente in un programma di tutela dell’aria. Lo abbiamo denunciato nei giorni scorsi. Ora arrivano anche gli ambientalisti fiorentini, che salgono sulle barricate e chiedono all’amministrazione di innestare la marcia indietro.

“Non si possono più finanziare i combustibili fossili”

Lo abbiamo scritto più volte in questi anni: se davvero si vuole la decarbonizzazione, non si possono continuare a finanziare i motori endotermici. Basti ricordare il penultimo bando incentivi statale: ben 400 milioni sono finiti su veicoli non elettrici. Al contrario l’ultimo finanziato con i fondi europei, andato benissimo, è stato dedicato solo ai veicoli elettrici. A Firenze, per i soggetti giuridici, si è arrivati addirittura a ripescare il diesel Euro 6, una scelta che gli ambientalisti bocciano senza esitazioni.

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A Firenze incentivi anche alle diesel

«L’obiettivo di ridurre le emissioni dei veicoli più obsoleti è condivisibile. Tuttavia, nel 2026 appare ormai inaccettabile continuare a sostenere con risorse pubbliche la mobilità alimentata da combustibili fossili – scrivono gli ambientalisti di “Alleanza fiorentina per la giustizia ecologica, climatica e sociale”-. Si tratta di una scelta anacronistica che contribuisce ad aumentare il peso dei SAD, i sussidi ambientalmente dannosi, ed è in contrasto con gli indirizzi europei sulla transizione ecologica, con la disciplina sugli aiuti di Stato e con il Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), oltre che con le migliori pratiche già adottate da numerosi enti locali italiani».

Firenze incentivi
Incentivi per le auto green a Firenze

L’equità sociale è solo una scusa per giustificare il sostegno al termico

«Il tema dell’equità sociale e delle difficoltà economiche delle famiglie non può essere utilizzato per giustificare il sostegno ai veicoli fossili: anzi, è proprio questo tema che dovrebbe indurre ad orientare diversamente le risorse». Ricordiamo la minore spesa per il carburante  e la manutenzione, l’esenzione del pagamento del bollo, che ridotto il differenziale di prezzo rendono sostenibile la scelta elettrica.  Gli ambientalisti parlano di energia pubblica condivisa per abbattere i costi. Su questa rotta l’appello ad «incentivare l’acquisto di wallbox che rendono “il pieno” dell’auto elettrica ancor più economico e accessibile alle fasce meno abbienti».

Si promuove il sostegno all’usato a batteria. «Una misura coerente dal punto di vista sociale e ambientale che risulta però contraddetta dalla contemporanea incentivazione di benzina, GPL e metano. Se l’obiettivo è una transizione equa le risorse dovrebbero essere concentrate sui veicoli elettrici usati, legando il contributo alla rottamazione o alla cessione del mezzo a un altro comune e riservando il contributo alle fasce di reddito più basse».

Ma gli altri fanno meglio?

Gli ambientalisti pensano che negli altri enti locali si fa meglio. «Negli ultimi anni, Regioni come Veneto, Lombardia, Sicilia e Valle d’Aosta, le Province autonome di Trento e Bolzano, e Comuni come Bologna, Torino, Milano e Genova hanno già escluso benzina, GPL e metano dagli incentivi alla sostituzione». Purtroppo non è così.  In Veneto il bando ancora aperto finanzia tutte le alimentazioni,  logica simile per il bando della Lombardia, un flop per le elettriche. In Sicilia si finanziano elettriche e ibride, ma si tratta di pochi spiccioli. Positivo il taglio degli interessi, ma è un contributo ridotto.

Incentivi in Lombardia senza senso: boom ibrido (71%), flop elettriche (9%)

Bologna e l’Emilia Romagna sul fronte degli incentivi latitano da anni, si sono finanziati solo gli enti locali, zero euro ai cittadini.  Pure l’ultimo bando di Milano finanziava i motori termici, così come a Genova dove i termici hanno portato a casa anche 4mila euro. A Trento hanno sorprendentemente sospeso l’incentivo. Si resiste in Valle D’Aosta e Bolzano. Anche Torino risulta non presente tra i Comuni che finanziano. Insomma alla fine Firenze è uno dei pochi comuni che investe, ma con la pecca di sostenere anche i veicoli non elettrici.

Che fare? Gli ecologisti fiorentini si rivolgono all’amministrazione. «Chiediamo all’Amministrazione comunale di rivedere questa scelta e di avviare un confronto serio per orientare le risorse pubbliche verso soluzioni coerenti con gli obiettivi climatici, socialmente giuste e realmente orientate al futuro».

Queste le associazioni che hanno firmato l’appello: Aspo Italia, Associazione Pro CER, Associazione Progetto Firenze, Cittadini PER L’Italia Rinnovabile, EcoFuturo, EcoLobby, Energia per l’Italia, Extinction Rebellion Firenze, FIAB Firenze Ciclabile, ISDE Firenze, Legambiente Firenze, WWF Area Fiorentina

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