Home Auto Incentivi col freno a mano, si parte

Incentivi col freno a mano, si parte

18
CONDIVIDI
Il premier Mario Draghi con il ministro Giancarlo Giorgetti: 130 giorni per varare gli incentivi 2022.

Incentivi col freno a mano, finalmente si parte. La trafila burocratica è finita col timbro della Corte dei Conti e la norma sarà in Gazzetta Ufficiale entro pochi ore.

incentivi vol frenoIncentivi col freno: tre categorie di bonus per le auto

C’è voluto un mese per completare l’iter, dato che in Consiglio dei ministri i bonus erano stati approvati il 6 aprile. Ma nel governo nessuna sembrava (e sembra) avere fretta e così nei primi 130 giorni dell’anno l’Italia è stato l’unico grande mercato europeo a non avere incentivi. Con un’altra differenza: il governo non premia solo le auto che inquinano meno, elettriche e ibride plug-in, ma anche i veicoli tradizionali che emettono meno di 135 g./km di Co2. Ricapitoliamo:

  • per le elettriche 3 mila euro o 5 mila se si rottama un’auto inferiore a Euro 5. Il prezzo cella vettura che si acquista non dev’essere superiore a 35 mila euro +Iva (42.700).
  • per le ibride plug-in (fino a 60g./Km di Co2) 2 mila euro e 4 mila con rottamazione. Il prezzo dell’auto nuova non deve superare 45 mila euro +Iva (54.900)-
  • per tutte le auto entro i 135g./km di Co2 (solo con rottamazione) 2 mila euro. Il prezzo dell’auto nuova non deve superare i 35 mila euro più Iva (42.700).

incentivi col frenoTanti gli esclusi, per due motivi

A ore sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico compariranno le modalità per usufruire dello sconto governativo e le FAQ con le risposte ai dubbi più frequenti.Perché abbiamo scritto incentivi col freno a mano nel titolo? Perché almeno due motivi fanno sì che i bonus non saranno fruibili da molti potenziali acquirenti. Eccoli:

  • la consegna dell’auto deve avvenire entro 180 giorni dall’ordine, pena decadenza del bonus. Era stato chiesto di portare a 360 giorni il limite, perché è noto che i tempi di consegna per molti modelli sono lunghissimi, causa crisi delle forniture.
  • dagli incentivi sono escluse le persone giuridiche, le società. Ovvero il maggior acquirente di auto elettriche in Italia. E già nei giorni scorsi, prima ancora dell’approvazione definitiva, Michele Crisci, n.1 dell’Unione della Case auto Unrae, aveva chiesto di rivedere la norma. Nei fatti, risposta negativa dal governo.

  —  Iscriviti gratuitamente alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico.it  —

Apri commenti

18 COMMENTI

  1. OVVIAMENTE ERA GIA’ TUTTO SCRITTO NEL LIBRETTO DEI COMPITI PER CASA DI GIORGETTI
    Sarò sintetico.
    Quando un paese ha una classe dirigente di questa portata la strada giusta è una sola:
    IL DEFAULT.
    Non mi è chiaro in che tempi avverrà ma la strada dell’Italia è chiaramente in questa direzione.
    Questione di mesi o di anni?
    Non saprei … ma mio malgrado … … … … . non si può far ste leggi ragazzi … non si può!!

  2. Per questi nuovi incentivi, i veicoli rottamabili sono (A) “fino a Euro 5” (come scrivete nell’articolo) o *inferiori a Euro 5* come riportano (la maggior parte delle) altre fonti?
    Fa ovviamente una differenza fondamentale per chi possiede una auto Euro 5.
    Grazie.

    • inferiore a Euro 5, abbiamo corretto, come scritto da noi si prestava a un’interpretazione errata: grazie per la segnalazione.

      • Grazie per la correzione. Immagino che sia così per tutte e tre le categorie di auto acquistabili con gli incentivi, altrimenti avreste fatto i distinguo del caso.
        Un parere: secondo voi le case offriranno qualche incentivo “privato” ai possessori di auto Euro 5, per compensare le mancata copertura di queste rottamazioni da parte degli incentivi statali?
        Nello specifico, sono possessore di un’auto Euro 5 di quasi 13 anni di età, non marciante da diversi mesi (e la cui riparazione non è economicamente conveniente), che avevo tenuto (sostenendo delle spese, es. l’assicurazione visto che si trova parcheggiata su strada pubblica) proprio in attesa che fossero varati gli incentivi… salvo poi rimanerne escluso, con mia grande delusione.
        Grazie

        • Difficile, si continua a sentire che non hanno auto da consegnare, più probabile che, per le poche che riusciranno ad avere, con gli incentivi azzerino qualsiasi tipo di sconto.

          • Ovviamente il singolo caso non vale per il tutto, ma sono felice di riportare che il concessionario presso cui ho acquistato una Zoe il 7 aprile – fresco fresco di DPCM! – ha più che raddoppiato senza alcuna sollecitazione il bonus di €5.000 per la rottamazione della mia vecchia Euro 4.
            Secondo me hanno così tanta voglia di vendere – e tanto invenduto – che potrebbero scoccare sconti interessanti… parere personale, eh!

  3. Un decreto fatto su misura per permettere ad alcuni costruttori di smaltire il parco macchine prodotte e rimasto invenduto, altro che incentivo sul nuovo!
    Poi il fatto di dare maggiori incentivi alle plugin, è un ulteriore conferma che il governo non sostiene pienamente la transizione ecologica ma mira a mantenere ancora a lungo lo stato di fatto.
    Come diceva la frase nel Gattopardo: “tutto cambia perché nulla cambi”

    • Ma gli incentivi non sono mai stati per noi ma solo per i produttori, perché, perché se fossero stati per noi dovremmo averli tutti, mentre hanno deciso gli importi con relativi tetti, così sanno anche il fatturato che incentivano.

  4. “La consegna dell’auto deve avvenire entro 180 giorni dall’ordine”…….. Per affondare le elettriche tiriamo fuori l’artiglieria pesante.

  5. Tale incentivo a malapena compensa l’aumento del costo delle EVs negli ultimi 3 mesi, pari ad oltre il 10% con ulteriori aumenti a venire. Gli analisti del settore, le cui fonti non cito perché gli articoli sono su siti web concorrenti, hanno evidenziato che solo nell’ultimo anno in Cina il costo delle batterie è aumentato di quasi il 60% a kWh ( da 105 a 160 $ per kWh) e questo a fronte di un costo che invece era previsto in calo sotto gli agognati 100 $ per kWh. Con aumenti del genere nessuna casa automobilistica è in grado di produrre EVs decenti a prezzi abbordabili almeno per i prossimi 4 anni. Rimane solo il mercato Premium dominato dall’eccellenza di Tesla.

  6. Incentivare auto con prezzo superiore a 40k e’ follia, oltre che inutile chi puo spendere quelle cifre di 3k euro di sconto se ne fa poco.

    Meglio sarebbe incentivare modelli con prezzo fino a 20k ovviamente con incentivi molto maggiori e con tetto isee in modo che chi ha bisogno di cambiare auto e non puo permetterselo lo faccia.

    Incentivare un bene di lusso come le macchine elettriche e’ una ingiustizia sociale.

  7. Qualcuno mi può spiegare la ca##o di logica di prevedere il limite massimale più alto sull’acquisto delle plugin rispetto alle full elettric????
    Davvero mi sfugge..

        • Tutte auto per poveri….quindi quelli che urlano che gli incentivi dovrebbero essere regolati da ISEE e cazzate varie vedono gli incentivi non come un modo per far pendere la scelta su un’auto più green che renderà la dipendenza del paese da fonti fossili più debole ma solo un modo per comprare l’auto a chi ha problemi economici che semmai non comprerà nemmeno il nuovo ma propenderà all’usato (diesel o gpl). Non mi sembra che sia questa la direzione che devono dare gli incentivi…

          • Non ho mai visto un povero acquistare auto nuove e nemmeno auto sopra i 3/4000€ quando va bene, purtroppo questa fretta di società è già fuori mercato da sempre, chi ha deciso di cambiare auto ha già un budget prefissato, e anche caratteristiche del mezzo, quindi sotto i 20k € solo usato se hai necessità di una famigliare, utilitarie idem Dacia a parte.
            Quindi cosa resta ben poco di EV molto di tutto il resto.
            Se uno è convinto e non rientra nella sua spesa non compera fino a quando non è costretto ma a questo punto gli anni passano e aumenta il mercato del usato.
            Chi invece può cambia a prescindere.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome