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Incentivi alla cinese, Tesla ai clienti: restituirli

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Incentivi alla cinese: Tesla sta chiedendo la restituzione ad alcuni clienti con auto aziendali, non essendo state soddisfatte le condizioni alla base dei sussidi.

incentivi alla cineseIncentivi alla cinese: te li dò solo se fai 20 mila km in due anni

Il meccanismo messo in piedi dalle autorità di Pechino è molto particolare. Sono le Case automobilistiche ad anticipare l’incentivo, subordinato al fatto che i clienti facciano almeno 20 mila km in due anni. Finito questo periodo, viene controllata la percorrenza: se è soddisfatto il chilometraggio richiesto, il governo salda l’importo. In caso contrario lo nega, lasciando che sia il costruttore a rifarsi sui clienti. Cosa che Tesla sta facendo con un’intimazione resa nota da una società di consulenza locale, Land Roads. Ecco i passaggi fondamentali della lettera, pubblicata dal sito CnEVPost:Poiché la tua azienda ha acquistato un veicolo Tesla e non è riuscita a soddisfare le condizioni relative alle miglia percorse entro il periodo di tempo stabilito dalla politica statale, è stato definitivamente confermato che il veicolo della tua azienda non è in grado di ricevere la liquidazione del sussidio pubblico”.

Il governo non aiuta acquisti di auto poco utilizzate

Secondo il contratto, la sovvenzione già goduta dalla vostra azienda nel prezzo di acquisto è stata anticipata dalla nostra azienda”, continua la lettera di Tesla. “La vostra società deve ora effettuare un pagamento supplementare di tale importo alla nostra azienda”. Secondo Land Roads, i costruttori cinesi sono stati più trasparenti nel far presente ai clienti l’esistenza di questa condizione. Qualcuno chiede addirittura il versamento di una caparra a garanzia, che viene restituita appena viene raggiunto il tetto dei 20 mila km di percorrenza nel tempo stabilito. I contratti che Tesla fa firmare ci clienti, invece, contengono un generico richiamo all’accettazione delle norme sui sussidi governativi. Di queste, fa parte appunto la condizione del chilometraggio minimo, istituita per evitare frodi e anche che denaro pubblica finisca per acquistare auto che poi vengono poco utilizzate.

incentivi alla cinese— Leggi anche: Tesla spiona? Cina e Germania corrono ai ripari

 

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7 COMMENTI

  1. Ma perché sto Titolo così brutto? Scritto coi piedi.

    Non si può pronunciare davvero.
    Cambiatelo in : Tesla richiede gli incentivi indietro ai clienti.
    Qualcosa di semplice, scritto così è davvero brutto.

  2. giustissimo, si incentiva realmente l’abbattimento delle emissioni, non la produzione di 2 tonnellate di rifiuti e batterie per poi non usarle

    • Dipende dall’auto. Per una Tesla fare 20k km vuol dire fare poca strada, per una k-ze (la Dacia spring in pratica) significa usarla davvero tanto.

      Poi c’è da discutere se è meglio risparmiarsi 20000 km di emissioni di cui il 90% in autostrada o magari 15000 di cui il 90% in città inquinata.

  3. Normalmente le officine “scalano” i km alle auto … qui si sono visti arrivare proprietari che hanno chiesto un aumento del chilometraggio …

    Fossimo stati a Napoli, già sarebbe partito il business, facendo incontrare … domande e offerta (proprietari che vogliono scalare per vendere e quelli che vogliono aumentare per evitare la tassa).

    SCHERZO EH! SCHERZO!

    • Si si lo fanno e i furbetti non sanno che in centralina c’è il km originale non modificabile, per di più ora ogni due anni viene registrato anche alla motorizzazione e sul libretto di circolazione, così i furbetti non la passeranno liscia

  4. L’idea cinese è decisamente furba: le auto elettriche, se incentivate, vanno usate, non lasciate in garage!
    Poi 20mila km in due anni non sono moltissimi in assoluto.

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