Incendi auto elettriche/Cosa ne sanno le case (e cosa fanno)?

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Un lettore chiede un approfondimento sugli incendi delle auto elettriche e, soprattutto, di capire cosa fanno le case automobilistiche quando emerge un problema. Per scriverci: info@vaielettrico.it.

“La presente per chiedere di approfondire i casi, seppur rari, di incendio di auto elettriche per vedere ,ad esempio, se le case costruttrici organizzano una campagna di richiamo o altri provvedimenti per tutelare la sicurezza„. Stefano Fiorani

Risposta – Bisogna distinguere tra l’incendio provocato da un difetto strutturale della vettura, da un difetto occasionale di un singolo componente, o da un danno che può verificarsi, per esempio, dopo un incidente. Una ricerca appena pubblicata negli Stati Uniti, che ha mandato deliberatamente in fumo 18 veicoli per studiare il fenomeno, offre anche indicazioni interessanti sulle modalità di spegnimento.

Il punto di partenza è quindi capire che non ogni incendio di un’auto elettrica o termica significa automaticamente che il modello abbia un problema di sicurezza. Perché si arrivi a un richiamo, normalmente deve emergere un difetto riconducibile alla progettazione, alla produzione o a un componente mal fatto che possa determinare un rischio per la sicurezza.

Quando un incendio può portare a un richiamo

Le case automobilistiche monitorano gli incidenti e i problemi segnalati sui propri veicoli. Questo indipendentemente dalla motorizzazione. Se viene individuato un difetto di sicurezza sistematico, il costruttore può avviare una campagna di richiamo per controllare o modificare le vetture interessate.

Con le auto elettriche in diversi casi sono stati effettuati richiami legati a batterie, celle, sistemi di gestione della batteria o software. Su un’auto termica le cause possono riguardare perdite di carburante, olio, cablaggi o componenti del vano motore. Il fatto che un modello venga richiamato non significa però che tutte le auto di quella serie siano destinate a incendiarsi: significa che è stato individuato un rischio che richiede un intervento preventivo.

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Hyundai Kona elettrica del 2021. Alcune migliaia di esemplari furono richiamati per il rischio di corto circuiti nelle celle batteria

Non ci sono statistiche attendibili sui richiami, poichè elettriche e termiche hanno finora numeri troppo diversi tra loro. I richiami più massicci hanno riguardato finora auto endotermiche o ibride. Ma si ricordano anche alcuni casi relativi alle elettriche. Per esempio:

  • Chevrolet Bolt EV nel novembre 2020 per  50.932 vetture prodotte dal 2017 al 2019 (pacchi batteria difettoisi);
  • Hyundai Kona Electric nel 2021 per circa 4.694 Kona Electric 2019-2020 e due Ioniq Electric 2020 (possibile cortocircuito interno alle celle agli ioni di litio);
  • Jaguar I-Pace nel 2024 per alcuni modelli 2019 (surriscaldamento della batteria ad alta tensione).

Diciotto auto bruciate per capire come spegnere un’elettrica

In questo quadro è particolarmente interessante una ricerca pubblicata il 7 agosto dall’UL Research Institutes, attraverso il Fire Safety Research Institute. I ricercatori hanno effettuato prove di incendio su larga scala coinvolgendo 18 veicoli, confrontando anche il comportamento degli incendi di auto elettriche e di vetture con motore endotermico.

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Nove veicoli sono stati lasciati bruciare senza interventi di spegnimento, mentre altri nove veicoli elettrici sono stati utilizzati per mettere alla prova diverse tecniche: acqua, coperte antincendio specifiche e acqua con agente estinguente.

Il risultato più interessante è forse anche quello meno spettacolare: l’acqua rimane lo strumento principale. Nelle prove effettuate, l’aggiunta di un agente estinguente non si è dimostrata più efficace dell’acqua nel controllo dell’incendio.

La batteria cambia l’incendio, ma non rende inutile l’acqua

Lo studio segnala che, una volta innescata l’instabilità termica della batteria, nessuna delle tecniche testate è riuscita ad arrestarla completamente. L’acqua permette però di spegnere le fiamme nell’abitacolo, limitare l’esposizione e controllare l’incendio mentre la batteria continua a consumare la propria energia.

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Prove di spegnimento con la tecnica della coperta antincendio

Un altro risultato interessante riguarda le coperte antincendio. Possono limitare la propagazione delle fiamme sottraendo l’ossigeno necessario alla combustione. Ma devono essere utilizzate con cautela perché l’accumulo di gas infiammabili sotto la copertura può creare un rischio di esplosione. Non sono quindi considerate un’alternativa ai sistemi di spegnimento ad acqua.

Per i vigili del fuoco il tema è dunque soprattutto quello delle procedure operative e della formazione, più che della ricerca di un liquido miracoloso capace di spegnere immediatamente una batteria in thermal runaway.

  • LEGGI anche: “Rischio incendio e auto elettriche? Ecco come e perchè” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (14)
  1. La domanda che dovremmo farci è: anche se è molto difficile che un auto elettrica prenda fuoco cosa si può fare se succede in un garage interrato vicino ad altre centinaia di auto oppure nei nuovi garage in costruzione in grotta?( come nel nuovo parcheggio in costruzione a Merano? (BZ).Mi sembra molto difficile rimuovere la macchina e immergerla in acqua…o anche usare tantissima acqua per ore per riuscire a raffreddare le batterie… sicuramente sarà un evento rarissimo ma non impossibile…non si può trascurare questo evento gravissimo…

    1. La stessa cosa che succederebbe con una termica, ne prende fuoco una prendono fuoco anche tutte quelle vicine se non gra parte del.parcheggio, partono gli impianti antincendio chiamano i vigili del fuoco e tu pensa sempre di avere assicurazione pagata per eventi come l’incendio che almeno sei coperto per danni verso terzi

    2. @Marco :
      // Mi sembra molto difficile rimuovere la macchina e immergerla in acqua…o anche usare tantissima acqua per ore per riuscire a raffreddare le batterie \\
      Si stanno diffondendo nuove tecnologie che permettono l’irroramento diretto delle batterie anziché l’immersione dell’intero veicolo (vedi anche gli articoli che ho linkato qui sotto)
      Altre tecnologie prevedono l’inserimento delle batterie in un fluido refrigerante per prevenire i surriscaldamenti e quindi gli incendi

  2. BERNARO PANIZZO

    Per quanto riguarda il recente incendio di Milano mi è parso di capire che la causa sia stata una Toyota ibrida.

    Dalle statistiche parrebbe che su 100.000 auto, quelle che prendono fuoco siano nell’ordine decrescente:
    3474 Ibride
    1530 Termiche
    100 Elettriche pure

    Fonte NFPA regulations.gov

    Poi tre le elettriche le Tesla
    11 Tesla

    Insomma parrebbe esserci una notevole divergenza di dati se la batteria è la sola forma di alimentazione o se in accoppiata con un motore termico, sarebbe da capire il perché, ma credo che in un auto 100% elettrica tutto il power train sia molto più curato sia perché è l’unica fonte di alimentazione dell’auto e sia perché c’è maggiore attenzione progettuale focalizzata al 100% sull’unica modalità di trazione a batteria

  3. Per farsi un’idea piú precisa sull’evoluzione delle tecniche contro gli incendi, invito Stefano a leggere gli articoli VE (e relativi commenti) sull’argomento pubblicati negli ultimi anni.. Eccone alcuni fra i piú recenti
    https://www.vaielettrico.it/lincendio-delle-auto-elettriche-ecco-come-e-perche/
    https://www.vaielettrico.it/auto-elettriche-incidentate-ce-rischio-di-incendio/
    https://www.vaielettrico.it/lincendio-di-una-batteria-al-litio-si-spegne-cosi-in-15-minuti/

  4. In questo momento sul sito europeo dedicato ai richiami di sicurezza ci sono alcuni veicoli (tra vetture, motociclette e veicoli commerciali) con richiami per rischi incendio o ustioni;

    https://ec.europa.eu/safety-gate-alerts/screen/search

    Chi volesse dilettarsi a verificare quanti richiami vengono predisposti periodicamente non ha che da consultarlo .. così come il sito UNRAE , immettendo il numero di telaio:

    https://richiami.unraeservizi.com/

    Ricordiamoci tutti che quando in cronaca si legge che si è incendiato un veicolo…spesso non si sa la vera causa d’innesco (guasto? difetto all’ origine produttivo o progettuale? incidente? atto vandalico o negligenza dell’ utilizzatore ..con sigarette accese o caricatori cellulari etc ? fulminazioni ? ).

    Resta il problema che auto moderne son piene zeppe di materiali che possono innescare incendi molto più complessi da domare rispetto alle vetture che guidavamo 20 anni fa… (quando ad esempio son cominciate ad essere dotate di cariche esplosive a bordo per attivare i vari airbag volante, laterali ed a tendina…oggetto di frequentissimi richiami anche in questo periodo…. Takata docet !)

  5. Ivone, Francia

    Tra le auto che ho posseduto, tre sono state richiamate per rischio incendio:

    Anni 90. una Toyota con motore endotermico, aveva un difetto al sistema di trasporto del carburante da serbatoio a motore.

    Anni 2010, una Suzuki con motore endotermico, aveva un problema al condotto del carburante tra bocchettone di rifornimento e serbatoio.

    Infine la Kona elettrica, vedi articolo.

      1. Ivone, Francia

        Caro Massimo, mi sa che devo rinfrescarti un po’ la memoria 😊. La risposta è proprio nei primi due articoli che vi inviai nel 2022 — della serie: il primo articolo non si scorda mai… — “Disavventure con una Kona” e, cinque mesi dopo, il seguito con la sostituzione della batteria.

        In breve: la batteria di trazione fu sostituita integralmente dopo circa cinque mesi e mezzo di fermo.

        La cosa curiosa è che ufficialmente la mia Kona non rientrava nella campagna che prevedeva la sostituzione preventiva delle batterie a rischio incendio. Dopo il secondo articolo, però, ho scoperto altre informazioni interessanti sulla vicenda del BMS e su come allora il BMS controllava le batterie per prevenire il rischio incendio.

        Se sei d’accordo, posso inviarti un breve aggiornamento. Così accontento anche Damiano che, già in un paio di occasioni, ha scritto di essere impaziente di leggere nuovi articoli da parte mia 😉.

    1. Massimo granarolo

      Ivone mi sembra di aver capito che possiedi Ister ti è arrivato un richiamo x un cablaggio? Ultimamente Grazie

      1. Ivone, Francia

        Caro Massimo, sì, possiedo una Inster, che ha sostituito la Kona poi passata a una delle nostre figlie.

        Per quanto mi risulta, almeno in Francia Hyundai distingue tra aggiornamenti software ordinari e interventi, software o hardware, che hanno rilevanza per la sicurezza. Le lettere ai proprietari vengono inviate per questi ultimi; gli aggiornamenti ordinari, invece, vengono normalmente comunicati ed effettuati in occasione dei controlli di manutenzione presso la rete Hyundai.

        Fino a oggi non ho ricevuto alcuna lettera di richiamo per la mia Inster. Va però ricordato che i richiami possono dipendere dalla versione e dal lotto di produzione. Per stare tranquillo, io passerei da un’officina Hyundai e chiederei di verificare, tramite il numero di telaio, se per la tua auto risultano campagne o aggiornamenti da eseguire.

        1. Massimo granarolo

          Grazie x la risposta
          Ho già appuntamento x settembre
          Mi devono cambiare la valvola a tre vie (parte del sistema di raffreddamento dei componenti alta tensione)

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