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In Volkswagen ha vinto (ai punti) il partito dell’elettrico

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PACE FATTA / Dopo il durissimo scontro, sorrisi tra il n,1 Herbert Diess e la leader del sindacato, Daniela Daniela Cavallo.

In Volkswagen ha vinto il partito dell’elettrico. Il presidente, Herbert Diess, esce (quasi) indenne dal tentativo di defenestrarlo, guidato dal sindacato interno.

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Hans-Dieter Pötsch presiede il Consiglio di Sorveglianza, l’organo che riunisce gli azionisti Volkswagen

In Volkswagen ha vinto…/ Fine del braccio di ferro

Avanti con l’elettro-mobilità e la digitalizzazione, con 89 miliardi di investimenti nei prossimi 5 anni. In buona parte serviranno per convertire alla produzione di EV le fabbriche europee del gruppo.  E Diess, sotto attacco anche dall’azionista pubblico, lo Stato della Bassa Sassonia, mantiene il ruolo di n.1, ma deve cedere parte dei suoi poteri, per una gestione più collegiale. È stato l’uomo che rappresenta gli azionisti, Hans-Dieter Pötsch, a chiudere il durissimo braccio di ferro. Precisando che si è voluto rafforzare il consiglio di amministrazione con nuovi ingressi e una re-distribuzione delle deleghe. Sale di un gradino il capo del marchio VW, Ralf Brandstätter, che entra in consiglio e assumerà la guida delle attività in Cina dall’agosto 2022. Gli succederà come n.1 del marchio principale l’attuale capo di Skoda, Thomas Schäfer.

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NON È UNA RESA / Diess non si sente sminuito dal nuovo assetto.

In Volkswagen ha vinto…/ Diess si mette al software

Comunque un ridimensionamento per Diess? Diciamo che nella conversione all’elettrico e al digitale, da lui fortemente voluta, si andrà aventi, ma con minore autonomia per il n.1. Secondo Pötsch, Diess potrà dedicarsi con “ancora più attenzione” alla società di sviluppo software, Cariad, destinata a diventare un importante centro di profitto. Sulla falsariga di quanto annunciato da altri colossi del settore, come Stellantis. Diess manterrà comunque il controllo del Volume group, compresa la strategia, ma anche la validazione di nuovi modelli, il design e la comunicazione. Sarà “il motore del cambiamento“, ha chiosato Pötsch. Lo stesso Diess ha precisato di sentirsi rafforzato dal nuovo organigramma. “Non posso lamentarmi di una mancanza di responsabilità. Ora stiamo rafforzando ulteriormente il comitato esecutivo e ci concentreremo costantemente sulla trasformazione“.

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Come procederà la conversione all’elettrico delle fabbriche europee.

Un punto per Daniela Cavallo,  leader del sindacato interno

Lo scontro con il sindacato, e in particolare con la leader Daniela Cavallo, verteva in particolare sul futuro dello stabilimento storico del gruppo, Wolfsburg. Diess ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco: “Per molto tempo ero preoccupato che non stessimo affrontando il cambiamento con sufficiente coerenza. Ma ora abbiamo deciso un pacchetto di trasformazione completo e non riconoscerete più questa fabbrica tra 10 anni. Sono molto più fiducioso che sapremo gestire la trasformazione e la competizione. E che saremo in grado di far fronte alla nuova concorrenza“, ha detto. Il riferimento è alla nuova fabbrica Tesla che sta per aprire i battenti nel vicino Brandeburgo, con un’efficienza produttiva non paragonabile agli attuali ritmi Volkswagen. Era già previsto che dal 2026 a Wolfsburg venisse prodotta la nuova elettrica Trinity. Ma le pressioni di Daniela Cavallo hanno fatto sì che già dal 2023 venga aperta una seconda linea di montaggio della ID.3. Tanto per dire quanto contano i sindacati in Germania…

La nuova Wolfsburg vedrà la produzione di due modelli elettrici, la ID.3 e la Trinity, e un nuovo Campus come centro di Rcerca&Sviluppo.

La conversione all’elettrico non inciderà sui profitti

Con tutte le decisioni prese nel rimodulare vertice e strategie, si è convenuto che il 25% di tutte le auto Volkswagen costruite nel mondo saranno elettriche entro il 2026.  E questo non andrà a scapito dei bilanci. Diess prevede un ritorno operativo sulle vendite dall’8 al 9% per il 2025/2026. Già nel 2021, anno funestato dalla carenza di chip, con c 9 milioni di veicoli venduti l’azienda finirà “all’estremità superiore” del margine compreso tra il 6 e il 7,5%. Nella conferenza-stampa in cui è stato annunciata la ritrovata armonia, non si è parlato di tagli di posti di lavoro. Diess si è limitato a dire: “Possiamo gestire questa trasformazione del secolo solo se lavoriamo in modo efficiente“. E Daniela Cavallo:  “Guardando ai progetti futuri, posso essere soddisfatta: la trasformazione è in pieno svolgimento nei nostri siti“. Anche se per l’immediato non è ottimista:  “Nel 2021 non arriveremo a produrre 400.000 veicoli a Wolfsburg. Con i semiconduttori saremo in difficoltà anche nel 2022. La rotta è giusta, ma i prossimi mesi saranno duri».

 

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6 COMMENTI

  1. AHAAHAHAHAHAHHAHHAHA … grazie, avevo bisogno di farmi una risata. Ha vinto Diess o Daniela Cavallo? Se ha vinto Diess allora quest’anno il Bologna vince il campionato di serie A.

    Ha vinto Daniela Cavallo su TUTTA la linea. Diess voleva fare come tutti, passare all’elettrico con una strage di licenziamenti e risparmiare. Invece grazie alla mossa della Cavallo non solo non ci saranno licenziamenti in Germania, ma probabilmente assunzioni e VW dovrà indebitarsi per 90 miliardi di euro in investimenti che saranno fatti in Germania, potenziando e riconvertendo le fabbriche esistenti anziché chiuderle.

    Diess c’ha provato, gli ha detto malissimo, ha fatto una figura barbina davanti a tutto il mondo, ne è uscito fortemente dimezzato e tra l’altro l’hanno messo a capo del settore più spinoso, quello software, dove ovviamente lui è un pesce fuor d’acqua (e quindi dovrà affidarsi a persone che prenderanno decisioni al posto suo). Se Diess, quando ha annunciato i tagli (che ora certo non saranno fatti in Germania), avesse saputo che sarebbe finita così, si sarebbe tagliato la lingua. E questo dimostra la “lungimiranza” di questo uomo. Un uomo che ci prova e che si è fatto prendere a calci nel sedere da una donna che potrebbe essere sua figlia.

    Germania, paese civile con sindacati forti, hanno vinto una battaglia STORICA che sarà ricordata negli anni della storia del sindacato. A proposito di sindacati e di digitalizzazione: guardatevi il nuovo film di Pif, “e noi come str***i rimanemmo a guardare” e capirete un po’ di cose. Certo, voglio vedere come Volkswagen riuscirà a coniugare prezzi competitivi con salari tedeschi. In bocca al lupo, Diess …

  2. io ho sempre considerato tutto questo che stava succedendo con Diess abbastanza surreale, e meno male che alla fine hanno deciso di continuare a puntare sull’elettrico.

  3. Stellantis spera di non dover fare investimenti minacciando l’Europa di tagli, mentre Volkswagen aumenta e porta gli investimenti a 89 miliardi. Vedremo chi avrà usato la strategia migliore.

    • In realtà Stellantis sta facendo un sacco d’investimenti, facendo anche diversi accordi con produttori di batterie e non solo.

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