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In un giorno 1.268 km con la ID.3: ecco come è andata

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ID3 1st Max in ricarica presso una stazione ultra fast

In un giorno ho percorso 1.268 km con la Volkswagen ID.3 1st Max (batteria da 58 kWh), ricaricando dentro e fuori autostrada nelle stazioni Ionity. Ecco com’è andato il nostro test.

Nei piani doveva essere un po’ più lungo, per la precisione 1.352 km, il tour che vi avevamo anticipato. Si è svolto lunedì 26 ottobre, con partenza da Trento alle 08.30 e arrivo a Riva del Garda (TN) alle 02.15 del mattino seguente. Strada facendo siamo stati costretti a una leggera variazione del percorso, a causa del maltempo intenso. Attraversando Trentino, Veneto, Lombardia, Liguria, Toscana ed Emilia Romagna.

In un giorno oltre 1.200 km: il racconto in questo VIDEO

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In un giorno oltre… / Si parte con un fuori-programma

Il tempo è molto variabile ma decido di partire comunque. Imposto la modalità di guida Comfort, il climatizzatore a 21,5 gradi, accendo la radio e mi dirigo verso il casello di Trento Sud, A22, direzione sud. Nel frattempo imposto come destinazione la stazione Ionity di Binasco (MI), che si trova a 235 km di distanza. L’app ABRP (qui tutte le info)  mi dice che ci arriverò in 2 ore e 19 minuti e con il 14% di batteria.

in un giorno
Partenza e prime gallerie, l’head-up display mi proietta la velocità sul vetro anteriore

Questo significa che ha calcolato che il mio consumo medio sarà di 21,2 kWh/100 km. Finché il mio consumo reale non supererà questa soglia, potrò stare sereno. Significherà che sto rispettando il piano. In realtà mi accorgo immediatamente che l’auto non mi è stata consegnata con il 100% di batteria ma solo con l’80%. Questo significherà un prolungamento della sosta presso la stazione di Binasco.

In un giorno… / A Binasco alle 11, ma il navigatore… 

Una mancanza inaspettata. Nel database del navigatore integrato (l’unico utilizzabile dal sistema di infotainment, vista l’assenza di Apple CarPlay e Android Auto) mancano le colonnine Ionity. Per raggiungere la stazione di Binasco, devo arrangiarmi impostando come destinazione il Mc Donald di fronte alla stazione, solo perché lo so. Questo non va. Do un’occhiata al consumo medio quando sono in prossimità di Brescia. 18,3 kWh/100km. Non male.Il meteo peggiora, piove a dirotto. Lo stallo si trova appena fuori dal casello autostradale, proprio di fronte al Mc Donald, dove potrò rifocillarmi.

in un giornoLa carica della batteria all’arrivo è del 4%. Nonostante siamo partiti con un 20% in meno di carica (80% invece che 100%), siamo a destinazione con un 10% in meno di quanto previsto. La sosta suggerita da ABRP, per riportare la batteria al 78%, è di 30 minuti. Collego l’auto e vedo che la ricarica parte quasi al 100% della potenza massima di 100 kW. Dopo 27 minuti la potenza erogata è scesa, ma è ancora alta (54 kW). Ne approfitto per uno spuntino  e quando torno  mi accorgo di aver raggiunto quasi il 90%. Sosta più lunga del necessario per mia distrazione.

  •  Media da Trento a Binasco, per un totale di 228 km, percorsi in 2 ore e 33 minuti, alla media di 89 km/h: 17,9 kWh/100km

Arrivo ad Andora dopo 207 km con il 27% di batteria

in un giorno
Particolare del connettore di ricarica Ionity, con cavo con raffreddamento a liquido

Ripartendo imposto sul navigatore la stazione di ricarica Ionity di Rinovo Nord, a 207 km di distanza. Il meteo è terribile (piove parecchio) ma il viaggio scorre comunque senza problemi. Arrivo ad Andora alle 14.19 (presso la stazione di Rinovo Nord) con il 27% di batteria. Questa stazione si trova in autostrada, il che rende molto comodo l’utilizzo. In pochissimi minuti, si entra nell’area di servizio, si collega l’auto e si è seduti in Autogrill con il caffè davanti. In 26 minuti (il sistema di climatizzazione delle batterie funziona davvero bene) ricarico il 73%. Posso ripartire, diretto alla stazione di Valdichiana.

in un giorno
Ricarica dell’auto presso la stazione Ionity di Andora, Savona. Stazione di servizio di Rinovo Nord.

Tappa per rabbocco a Brugnato Ovest, a 185 km 

Arrivo a Brugnato alle 17.00 con ancora il 17% di batteria. Siamo alla terza ricarica ultra fast, ma nessun cenno di cedimento nelle performance di ricarica. La ricarica inizia comunque a 97 kW di potenza, e dopo 10 minuti si attesta ancora sui 78 kW. In dieci minuti riusciamo a immagazzinare circa 17 kWh di energia, sufficienti con la nostra media a percorrere circa 100 km. Niente male.

Superato l’80%, la potenza di ricarica è ancora di poco superiore ai 50 kW. Sono a circa metà del mio tour ed è tempo di fare un primo bilancio.

  • Fino ad ora ho percorso 620 km, per un totale di 7 ore e 12 minuti.  Media di 85 km/h, con consumo medio di 17,3 kWh/100km.

A Valdichiana decido un cambio di programma

in 16 oreQuesta stazione si trova fuori dall’autostrada nel parcheggio di grande outlet village. Arrivo a Valdichiana alle ore 20.54 con ancora il 13% di batteria. Qualche dato dalla partenza: 873 km, 86 km/h di velocità media, consumo medio 17,8 kWh/100km. A questo punto del viaggio, visto il meteo particolarmente avverso e la stanchezza;  decido di non proseguire per Forlì ma di puntare verso casa.ABRP mi dice che posso spostarmi dal Valdichiana Outlet Village a Riva del Garda (dove vivo) effettuando una singola sosta di ricarica a Carpi. Mi piace. In questo modo salterei una sola delle stazioni previste. L’auto, anche qui, si ricarica, nonostante tutte le fast della giornata, a piena potenza. Ricarico la batteria fino al 90% e riparto, sotto la pioggia battente. 234 km per raggiungere Carpi.

A Carpi con l’11% di batteria: ho già fatto 1.112 km

Arrivo a Carpi (Modena) con l’11% di batteria. Collego l’auto e la ricarica parte alla massima potenza. Fino a questo momento: 1112 km percorsi, media velocità 88 km/h, 18,0 kWh/100 il consumo medio

Stazione Ionity di Carpi, a pochi km dall’uscita del casello

La stazione Ionity di Carpi si trova appena fuori dall’uscita del casello, nei pressi di un centro commerciale. Tra i ristoranti presenti vedo McDonald e Roadhaouse. Ricarico fino al 65% e alle 12.24 riparto, destinazione casa. Raggiungo Riva del Garda con il 10% di batteria residua. Sono le ore 02.15 e ho percorso 1268 km in elettrico in un giorno. Per la precisione in 17 ore e 30 minuti con un consumo medio di 18,7 kWh/100 km. Ho viaggiato sempre alla velocità massima consentita dal codice.

Volete sapere quanto ho speso? In tutto 67 euro 

Il costo di una ricarica ultrafast presso le colonnine di Ionity parte da un minimo di 0,30 euro/kWh (ad esempio per i nuovi acquirenti di VW ID3). Fino ad un massimo di 0,79 Euro/kWh, per chi non dispone di nessun tipo di contratto. Per i nuovi acquirenti della  ID.3 i primi 2.000 kWh sono gratuiti. L’acquisto della ricarica presso le colonnine Ionity è possibile con tessera WeCharge Volkswagen o tessera di altro costruttore. in un giornoOppure tramite token fornito da Ionity o tramite l’utilizzo dell’app di Ionity. Inoltre, anche in assenza di contratti, token e app, è comunque possibile effettuare il pagamento con carta di credito. Nel nostro tour abbiamo ricaricato per un totale di 190,8 kWh presso le colonnine di questa rete. Considerando il prezzo di 0,30 Euro/kWh, la nostra spesa è stata di 57,24 Euro. A questo importo dovremmo sommare la ricarica fatta dalla concessionaria, che possiamo stimare in circa 10,68 Euro (0,20 Euro/kWh x 53,4 kWh, considerando anche la dispersione del sistema di ricarica). Quindi i nostri 1268 km in 17 ore e 30 minuti ci sono costati 67,92 euro.

Conclusioni: programmando, i viaggi lunghi si fanno. Ma chiediamoci quanta batteria ci serve davvero

in un giornoTutto considerato, un viaggio di questo tipo, se ben programmato e quando una rete come Ionity sarà ancor più capillare, sarà di fatto possibile ovunque. In un giorno e senza eccessivi compromessi in termini di tempo impiegato. La ID.3 sarà presto disponibile anche con batteria da 77 kWh e ricarica massima a 125 kW di potenza. Questo significa circa 60 km di autonomia in più a velocità autostradale. Ma soprattutto almeno 150 km di autonomia autostradale ricaricabili in poco più di 10 minuti (se la batteria è sotto una certa soglia). In viaggi come questo tornano utili, certo. Ma è importante chiederci quante volte all’anno facciamo viaggi impegnativi come questo. Se la risposta è mai, o anche solo un paio di volte, forse non vale la pena spendere di più e portarci appresso batteria più costose e pesanti. Bisogna rifletterci.

 

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  1. Grazie per le precedenti risposte. Mi resta una grossa perplessità sui costi delle ricariche fast DC nei lunghi viaggi, che è l’unico modo per avare tempi di ricarica sensati. Senza particolari convenzioni o abbonamenti ricaricare a una Ionity o a una Enel X costa 0,79€ per kWh. A 18,7kWh per 100 km siamo a 14,7 € per 100km. Se facciamo il paragone con una auto a gasolio (oggi che scrivo 1,264€ al litro) per avere lo stesso costo ne dovremmo scegliere una che percorre 100 km con 11,6875 litri di gasolio, ossia 8,55 km/litro. Forse una classe S ha consumi simili. MI sfugge qualcosa? Mi sembra che per i viaggi lunghi l’elettrico in assenza di abbonamenti (che comunque sono un costo fisso da non trascurare!) sia assai poco conveniente. Io vorrei acquistare una id3 pure 45kwh, con incentivi, ho il box e per la maggior parte delle volte caricherei da casa, ma le rare volte che facessi un viaggio in autostrada di 400km consumerei come una Porsche… insomma, ho grossi dubbi. Tenete presente che We Charge Plus (Ionity a 0,30€ kmh) per una ID3 pure 45kWh costa 17,49€ al mese. Grazie per la pazienza.

    • Buon giorno Dario,
      se l’utilizzo è occasionale (poniamo caso le vacanze), il problema non si pone. Il costo di 0,79 Euro/ kWh presso le Ionity alzerebbe impercettibilmente la media del costo di ricarica casalingo (attorno a 0,16/0,18 Euro/ kWh).
      Nel caso in cui le ricariche presso le FAST o Ultra FAST fossero invece frequenti, esistono pacchetti senza costi fissi che portano il costo a kWh attorno a 0,40 Euro o abbonamenti che a fronte di pochi Euro al mese di fisso portano il prezzo a kWh attorno ai 0,30 Euro.
      In un viaggio autostradale di 400 km dove parte da casa, lei necessiterebbe di una ricarica intermedia diciamo di circa 30 kWh. A 0,16 Euro a kWh il “pieno” prima di partire le costerebbe attorno ai 7 Euro. Il rabboco intermedio presso un’ultra FAST Ionity circa 23 Euro. Quindi i suoi 400 km costerebbero più o meno 30,00 Euro. Vale a dire che spenderebbe all’incirca l’equivalente che con un diesel da 16/17 litri per 100 km. Questo senza sottoscrivere abbonamenti. Ma nel suo caso specifico, acquistando ID.3, potrebbe sottoscrivere un abbonamento WeCharge che, a fronte di 10,00 Euro al mese, porterebbe il suo costo alle Ionity a 0,30 Euro/kWh. In questo caso, un viaggio come quello dell’esempio costerebbe attorno ai 16,00 Euro. Come viaggiare con un diesel che percorre oltre 30 km/litro, in autostrada.
      Tenga conto che questo sarebbe il suo consumo solo dei lunghi viaggi. Nel resto delle situazioni (la maggior parte) i suoi costi sarebbero estremamente più bassi. In città e su strade extra urbane i consumi sono molto inferiori a quelli autostradali e la ricarica casalinga costa molto molto meno.

    • Il mio parere è che, con le batterie di oggi, l’elettrico non conviene a chi fa viaggi lunghi tutti i santi giorni. Per ragioni di spesa e di praticità.

  2. Alcune colonnine sono prenotabu da app, se poi scegli colonnine multistallo sei abbastanza sicuro .
    Con l elettrico , data anche la curva di ricarica , bisogna abituarsi a fare ” biberonaggi,” veloci più che cariche totali .
    Passare da 80% al 100% può richiedere più tempo che passare dal 20 al 50

  3. Buongiorno. Ho una domanda. Ma come faccio a sapere che una data colonnina che ho inserito nel mio percorso per una certa ora sarà libera quando la raggiungerò? Mi sfugge qualcosa? Grazie

    • Glielo segnala la app, che le dice quali sono libere e quali no. E con molte applicazioni (tipo Enel X) la prenota un quarto d’ora prima di arrivare a destinazione, per evitare che qualcuno la “blocchi” nel frattempo.

      • Esatto. Ad ogni modo, presso le stazioni Ionity sono disponibili minimo 4 stalli di ricarica. E in questo viaggio in nessuna delle stazioni dove mi sono fermato ho trovato nemmeno un’altra auto.

        • Criticità si potrebbero verificare in occasione dei cosiddetti esodi in cui gli spostamenti sono molto maggiori rispetto al normale. Ad esempio in passato si sono già verificate lunghe attese in alcuni supercharger negli Stati Uniti durante la festa del Thanksgiving.
          Diciamo che in generale la criticità è che le reti di ricarica crescano di pari passo con l’aumento del parco auto elettrico.

          • Certo. E’ vero. Al momento in Italia non abbiamo questo problema.
            Consideri anche che generalmente il tempo di sosta medio presso le colonnine ultrafast non supera i 10/15 min. Si ricarica l’indispensabile per arrivare a destinazione.

  4. Bell’articolo, bravo!
    Io ho preso una city proprio pensando che viaggi ne farò un paio all’anno.
    Anche facendo 200 km al massimo in autostrada facendo 2 soste e caricando a 100kWh posso tranquillamente arrivare a 500… ed ho deciso che mi bastano!

    Se dovessi far viaggi più lunghi opterò per l’aereo o per un noleggio…

    Concordo in pieno con la considerazione finale quindi… anche se continuo a vedere gente che si lamenta di 300 o 400 chilometri di autonomia e si prendono macchine enormi per usarle all’80% in città

  5. Concordo pienamente e, come disse Maslov, “Se l’unico utensile di cui disponete è un martello, tenderete a trattare ogni cosa come se fosse un chiodo”.
    Per fare dei paragoni più moderni direi che siamo ad un punto molto simile all’uscita dell’iPhone, con fan sfegatati e, senza offesa, una retroguardia incapace di vedere i vantaggi delle nuove tecnologie o capace di vederne soltanto i lati negativi. Come sempre i limiti più invalicabili sono quelli che ci creiamo da soli nella nostra mente.

  6. Credo che Luisella abbia fatto bene a scegliere un’ibrida, l’auto di cui ha apparentemente bisogno ancora non esiste, se non ho sbagliato a fare i conti, prendendo come riferimento i consumi medi autostradali della ID.3 l’auto ideale per Luisella dovrebbe avere una batteria da 130kWh, quindi più del doppio della capacità della WV. Inoltre, tutti sappiamo che più si aumenta la capacità della batteria più aumentano i pesi e di conseguenza i consumi. Non ho dubbi nel credere che Luisella percorra dai 23 ai 27km con un litro di carburante, ma consultando il database https://www.spritmonitor.de/ e verificando i consumi medi di un’auto identica con percorrenze 2/3 autostradali e 1/3 cittadini e non si va oltre i 20km/l.

    • L’auto ideale per Luisella non è quella che lei immagina, a immagine e somiglianza dell’auto termica che ha sempre utilizzato. Nelle elettriche le dinamiche sono diverse. E se facciamo lo sforzo di comprenderne in vantaggi, immediatamente dopo diventa intuitivo capire come utilizzarle.

  7. Ho già scritto l’equipaggiamento della mia attuale auto e sì spero in una autonomia reale di almeno 400 chilometri (usando la batteria tra il 20% e l’80%).

    • Luisella,
      moderi cortesemente i suoi toni. Siamo qui per condividere informazioni ma non siamo al suo servizio. E se è venuta qui per autoconvincersi di aver fatto bene ad acquistare un’ibrida e non un’elettrica è nel posto sbagliato.
      Stia bene.

    • La sua auto elettrica dovrebbe avere un’autonomia di 660/670 km per fare 400km tra il 20% e 80% con una batteria da 75kwh e non 130kwh come qualcuno scrive!!!! Questa auto ci sarà tra un anno sarà la Tesla model 3 e Y con le nuove batterie 4680.

      • Non mi tornano i conti, il pacco dovrebbe essere di circa 90 kWh per aumentare l’autonomia a 670-680 km, e ci sarebbe da fare un ragionamento sulla differenza tra WLTP e percorso autostradale. In ogni caso la sparata dei 130 kWh ha fatto sorridere anche me se non fosse che c’è qualcuno che ci crede…

        • Auto Tesla Ciclo WLTP con la batteria da 75 kwh ma con le nuove batterie 4680, anche perché già oggi senza le batterie 4680 la model 3 in WLTP dichiara 580 km. 660-670 km solo con le nuove batterie 4680, a me risulta con ciclo WLTP di 400 km dal 20% al 80% la batteria deve essere con un’autonomia di 660/670 km, poi riguardo alla vera autonomia su strada e un’altra storia….

          • Sì ho capito con le nuove batterie 4680 ma per aumentare l’autonomia deve aumentare la capacità del pacco, altrimenti da dove escono i km in più?

  8. Buona sera Luisella,

    “Già il prezzo è “allestimento base”… 🙂”

    Scusi, ma sono curioso: quali optional mancano nella versione base di ID3 che sono invece presenti in un’auto termica di pari categoria e prestazioni o in Hyundai Ioniq?

    “P.S. 600 chilometri andata e ritorno li faccio anche in giornata.”
    Ok. Quindi? Vuole necessariamente farli senza caricare?

  9. Wow! Potenza di ricarica totale già con il 4%!

    Purtroppo esiste sempre una correlazione tra pacchi batterie più grandi e ricariche più veloci, é una legge della fisica. Più paralleli elettrici = più corrente comunque 👏🏼👏🏼

  10. Vorrei saper dove è scritto che un motore a metano libera il 10 % di incombusto .
    Se esistono dati prego fornirli ,se non esistono prego esimersi di sparare cose che con si conoscono

  11. no ma certo… era per ragionarci su! visto appunto il suo articolo………..
    Con la mia auto i consumi bassi, al contrario dell’elettrico sono in autostrada appunto!
    Se poi invece si ricarica l’auto con i propri pannelli solari, quindi implica che bisogna avere un garage; insomma non proprio per ogni italiano!!…!!…

    • Certo Francesco. Ma i consumi bassi della sua auto corrispondono ai massimi consumi di un’elettrica, che ha molto altro da offrire. Non ho mai parlato di pannelli solari per avere convenienza nell’elettrico. Ovvio che se ci sono è tanto meglio, ma non è assolutamente indispensabile. Avere un luogo dove ricaricare l’auto mentre è parcheggiata la notte invece a mio avviso si. So che non tutti ne dispongono. La mia opinione è che ad oggi l’auto elettrica non sia la scelta giusta per chi non ha la possibilità di caricarla a casa la notte.

  12. con la mia golf variant 2015… diesel, ad una media di 25km/litro
    con 60 euro percorri 1200 km!!!!!
    andando costante, senza accelerazioni, come un auto elettrica…
    ma soprattutto!!! senza 10 pause a mangiare ai vari mcDonald 🙂

    • Buon giorno Francesco,
      ok. Lo ripeto nuovamente. Ho aggiunto il costo del tour a puro titolo informativo.
      Le condizioni di questo tour non rappresentano in nessun modo il costo standard al km di un’elettrica. In queste condizioni l’auto consuma tra un 30 e un 60% in più di quanto faccia nell’uso quotidiano (su ciclo misto urbano circa 12 kWh/100km, extraurbano 15/16 kWh/100km). Inoltre in un tour di questo tipo si ricarica presso colonnine fast che costano minimo 0,30 Euro/kWh, mentre il costo dell’energia a casa, considerando anche le perdite durante il processo di ricarica, è di 0,20 Euro.

  13. Blindwrite, sono assolutamente d’accordo con lei. Personalmente non farei mai un viaggio del genere in auto (indipendentemente che si tratti di auto elettrica o termica). Ma sono in molti a essere “infastiditi” dal pensiero “di fatto errato” di non poterlo fare. Questo frena molte persone dall’acquisto di un’auto elettrica. Anche se poi di fatto non faranno mai un viaggio così, o poche volte. Un po’ come l’autonomia: i costruttori offrono oggi autonomie sempre più elevate per tranquillizzare i potenziali clienti. In futuro, a mio avviso, quando la tecnologia elettrica sarà stata metabolizzata, in molti vorranno auto dall’autonomia inferiore perché avranno capito che, a fronte di una spesa inferiore e consumi inferiori, avranno comunque ciò di cui hanno bisogno.

  14. Se non ho calcolato male sono quasi 18 ore effettive per percorrere 1200km. Con un auto termica ce la si fa in massimo 13-14 ore (mi capita spesso di fare Grenoble-Salerno). Improponibile nonché estremamente pericoloso mantenere la concentrazione per 18 ore.

    • Se mi permette è molto più pericoloso, per se’ e per gli altri, che viaggia ai 100 km/h di media per 13-14 ore (immagino senza nutrisi e facendo i bisogni nel Pappagallo). Spero di non incrociarla mai.

      • A 100km/h di media 1200km sono 12 ore di viaggio non 14. Quindi si ho considerato almeno una o due ore di pausa anche con l’auto termica, che corrispondono a tre quattro pause caffè, un pieno di benzina e un pranzo.
        Se dovessi partire per 17h30 di viaggio lo spezzerei sicuramente su due giorni. Troppo faticoso restare quasi 18 ore in giro. E la fatica si vedeva chiaramente dal volto e dalla voce della persona che ha fatto la prova.

        • Blindwrite, ho percorso tutto il tour sempre alla massima velocità consentita dal codice (in questo ID3 aiuta parecchio visto che l’adaptive cruise control adegua la velocità anche in base ai limiti). Quindi, rispettando il codice della strada, lei non avrebbe potuto percorrerlo in meno di 14 ore. Se alle 14 ore aggiunge le 2 ore di pause, arriva a 16 ore, cioè 1 ora e mezza in meno rispetto a quanto ho impiegato io con ID3.
          Anch’io spezzerei questo viaggio in due, Blindwrite, o più probabilmente lo fare in treno o in aereo. Ma quando qualcuno si avvicina timidamente all’elettrico, la prima obiezione che porta è: “si, ma io una volta ogni due anni vado in vacanza in Abruzzo, come faccio?”. 🙂 ecco perché ne parliamo.

          • La risposta è abbastanza semplice a mio avviso. Con tutto quello che si risparmia in un anno si affitta una termica e si fa un viaggio in modo molto più tranquillo. Non credo che bisogna sempre dare una risposta positiva. Il viaggio di 1200km in elettrica è certamente possibile, ma è probabilmente sconsigliabile.

    • Blindwrite buona sera, sono 17 ore e 30 minuti e i km 1268.
      Di queste ore, 14 ore e 9 minuti di viaggio effettivo e 3 ore e 21 minuti di pause.
      Se mantenere la concentrazione per 18 ore di fila è improponibile (e sono d’accordo con lei), come fa con una termica a completare il viaggio in 14 ore? Anche con un’auto termica farà delle pause, immagino. Diciamo almeno un paio? La differenza si riduce in questo caso.

  15. Ho letto che Ionity carica 0.79 EUR/kWh a tutti tranne a chi ha auto appartenenti ad un consorzio di marche tedesche. Immagino ci sia anche VW. Ora, con la ID.3 quanto si paga?

    • Buona sera Paul,
      Ionity è una joint venture di BMW, Ford, Mercedes, Volkswagen con Audi e Porsche e dove stanno entrando anche altri costruttori.
      L’idea è quella di consentire ai propri clienti di accedere a ricariche rapide con costi sostenibili nei lunghi viaggi, un po’ come ha fatto Tesla in passato. Tesla ha però ristretto l’utilizzo ai suoi clienti. Ionity consente l’utilizzo a chiunque ma ha un occhio di riguardo per i propri clienti.
      ID3 1st gode di un bonus di 2000 kWh e paga poi 0,30 Euro a kWh.

  16. Io continuo a leggere commenti di persone che si fanno troppi problemi. Quasi 1300 km in un giorno non si percorrono quasi mai, se non forse dai rappresentanti. Ora, io abito in provincia di Modena…grazie al libero mercato, bolletta alla mano, col mio gestore attuale pago 0,09 al kW…altro che 0,20…ripeto, 0,09 € a kW. Ricaricando la ID.3 a casa mia, da 0 a 100% pago 5,22 €. E ho un contratto standard da 3,4 kW/h. Il discorso colonnine Fast riguarda solo i viaggi autostradali…quando si va in ferie. Ora, diciamo che il bollo è gratis x 5 anni…che l’assicurazione costa meno…e che la manutenzione costa 1/3 rispetto a quella delle auto termiche standard….il risparmio complessivo su una elettrica non è poco, tutt’altro. E no, non è una moda passeggera…le case automobilistiche stanno investendo decine se non centinaia di milioni sull’elettrico. Quindi mettetevi l’animo in pace perché il futuro è questo. Sinceramente, uno stop a una stazione di servizio dopo 300 km circa guidati per 30 minuti non solo non mi sembra affatto un grosso problema ma tutt’altro, in 30 minuti ci si sgranchisce le gambe….si beve un caffè e si mangia qualcosa al bancone della stazione…pit stop in bagno…si esce a fumare una sigaretta (nel mio caso IQOS)….ed è già passata più di mezz’ora. E si riparte. Non vedo davvero dove sia il problema. Capisco che siate troppo abituati ai carburanti e le soste brevi alle pompe…e che la novità possa spaventare…ma alla fine dei conti, non è questo grande impedimento. Dal mio punto di vista, sono molti di più i vantaggi degli svantaggi. Meditateci sopra…rimanendo onesti con voi stessi. Anche io ho la patente da 24 anni e sono figlio di un ex pilota rally…ma ho voluto fare il mio primo passo, ordinando proprio una ID.3. 😉

    • Buona sera Gabriele, la ringrazio per il suo intervento. Il prezzo di 0,20 Euro a kWh per l’energia l’ho calcolato aggiungendo il 15% (dispersione in fase di ricarica) al mio costo dell’energia, che è di 0,175 Euro/kWh (se prendo una mia bolletta, tolgo l’importo pagato per il canone tv, e divido l’importo restante per il numero di kWh fatturati, ottengo 0,175 Euro). Avendo selezionato attentamente il fornitore dell’energia tra molti sul mercato, ritengo di avere un costo che può essere rappresentativo di quanto si possa ottenere sul mercato. E già questo rappresenta una convenienza nell’utilizzo di un mezzo elettrico confronto a qualsiasi altro mezzo, anche metano o gpl. Certo, se esistono contratti di fornitura dell’energia con un costo di 0,09 Euro a kWh, a maggior ragione! Anche se davvero non capisco come sia possibile, mi perdoni. Per essere sicuro di capirci, se lei in bolletta ha 500 kWh, la sua bolletta ha un importo di 45,00 Euro (al netto di eventuale canone tv)? So che una parte del costo che compone il prezzo finale del kWh è dato dalla zona geografica, ma mi sembra una variazione davvero elevata.

      • Guarda…mi avevi fatto venire dubbi e ho ricontrollato….e te lo confermo, Paolo (dammi pure del tu, ho 42 anni e mi fai sentire vecchio sennò 😁)…sono socio Coop, ho contratto luce e gas con Coop…e pago 0,09 kW 😉

        • Il prezzo € 0,09 e il prezzo della materia prima senza la spesa per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore, senza la spesa per gli oneri di sistema senza le imposte e iva, altrimenti vuol dire che lei paga 0,045 di materia prima non e possibile, sono andato nel sito coop luce e gas il prezzo + basso della materia prima senza le spese e di € 0,0575 prezzo bloccato per 12 mesi !!!!!!!!

          • Lei è socio Coop? Perché i soci hanno uno sconto ulteriore. Sono cliente da oltre un anno, saprò no quanto pago di luce…anche perché è chiaramente indicato sulla bolletta. 🙂

    • Buonasera sig. Gabriele Mattioli e possibile sapere chi è questo gestore che fa pagare € 0.09 al kw, faccio immediatamente anch’io il contratto con questo gestore. grazie

      • Coop Accendi si chiama, e quello è ciò che mi fanno pagare essendo socio Coop appunto…e il contratto di fornitura è per luce e gas. 😉

        • Ho parlato con coop lue e gas e mi hanno detto che è IMPOSSIBILE che lei paghi €0,09 al kw prezzo finale in bolletta semmai come le avevo detto i € 0,09 kw e il prezzo della materia prima anche se è socio coop!!!!!!!!! Questo è il cellulare dell’agente coop luce e gas che ho parlato 3703029158

        • Infatti questo e il sito dove sono andato € 0,0575 prezzo bloccato per 12 mesi adesso chiedo essendo socio quanto ho di ulteriore sconto.

        • Ho parlato con coop lue e gas e mi hanno detto che è IMPOSSIBILE che lei paghi €0,09 al kw prezzo finale in bolletta semmai come le avevo detto i € 0,09 kw e il prezzo della materia prima anche se è socio coop!!!!!!!!! Questo è il cellulare dell’agente coop luce e gas che ho parlato 3703029158

      • L’esenzione del bollo non è prevista per le ibride su tutto il territorio nazionale, ma solo in alcune regioni e con differenze tra regione e regione. In ogni caso non è il costo del bollo a fare la grossa differenza sulla convenienza dell’elettrica, ma piuttosto i bassi consumi, i bassi costi di manutenzione, i bassi costi assicurativi.

        • Nella mia regione l’esenzione c’è.
          Non mi è chiaro il “bassi costi assicurativi”: in che senso? Su che basi e su quali voci?
          Per la convenienza il prezzo di acquisto, per me, è e sarà sempre il primo punto da considerare.
          Ho scelto la ibrida invece della plug-in perché con la differenza di prezzo pago la benzina per 150.000 chilometri…

          • Bassi costi assicurativi nel senso che l’assicurazione di un’auto elettrica, a parità di tutte le altre condizioni, costa meno dell’assicurazione di un’auto termica. Provi a farsi fare un preventivo e se ne renderà conto.
            Ad ogni modo non è nell’assicurazione e nel bollo la grossa differenza di costo che consente di risparmiare con l’utilizzo di un’auto elettrica, ma nei consumi.
            Per quanto riguarda il prezzo d’acquisto, per quanto a oggi in molti casi un’auto elettrica abbia un prezzo di acquisto uguale o persino più basso rispetto alla controparte endotermica, se per lei è meglio spendere meno oggi per spendere di più nel tempo, prendo atto della scelta anche se faccio fatica a comprenderla.

  17. Buongiorno
    Parlo da utilizzatore di Fiat Multipla a Metano.
    In teoria, e tendenzialmente anche in pratica il costo del metano rende favorevole l’utilizzo di questo combustibile.
    Nel mio caso, spesso mi trovo a viaggiare a bz perchè per gli impegni familiari e di lavoro diventa impossibile fermarsi 20 minuti a fare il pieno.
    In questo caso, il problema, è il fattore rifornimento, non penso che si potrà mai partire al mattino da casa, con il “pieno” fatto, caricare durante la spesa al supermercato, mai ci si potrà rifornire di notte e mai si potrà generarsi in autonomia l’energia (come invece con un FV installato sul tetto), e mai si potrà condividere l’energia immagazzinata sull’auto (V2V,V2H,V2G…)

    • Esattamente Federico, purtroppo il problema principale è pensare ai problemi nei limiti delle soluzioni precedenti, fintantoché si scopre che un nuovo limite apre la strada all’eliminazione di diversi altri limiti che prima erano dati per scontati. Il progresso ha sempre funzionato così, non è che l’iPhone non ha avuto successo perché la sua batteria durava pochissimo, è che sull’altro piatto della bilancia c’erano molti altri vantaggi che lo hanno reso la scelta preferita rispetto ai vecchi telefoni cellulari.

    • Il metano era sicuramente una soluzione interessante , peccato che la Multipla , auto interessantissima nella configurazione a Metano non ha avuto il successo che le spettava .
      Oggi le auto a metano non raggiungono il 2% del cisrcolante e lo dico per esperienza , ho un furgone a metano ,non trovi distributori aperti il sabato e domenica ,
      Inoltre per caricare una multipla senza coda alla colonnina ci metti 10 minuti .
      Un ultima cosa ,ogni 4 anni anni hai 400 Euro di revisione bombole piu tutte le manutenzione delle auto termiche .

      • Concordo… io sto aspettando che i miei tedeschi preferiti, riescano a tirare fuori la Sion dagli stabilimenti ex Saab. Non ho nessuna fretta, nel frattempo porto allo stremo la gloriosa 6posti di casa FIAT…
        Per non parlare che nell’uso quotidiano delle vetture elettriche, per minimizzare i problemi di usura batteria, prolungandone la vita, si deve avere l’accortezza di caricare tra il 20 e l’80% della carica massima, e per farlo si deve cercare di non forzare troppo la mano caricando quindi con poca potenza , cercando di evitare il più possibile le cariche rapide. Quindi il caricare da casa a bassa potenza equivale a prolungare la vita del veicolo, e penso che nell’uso quotidiano della stragrande maggioranza degli utilizzatori, questo sia fattibile.
        Buona vita a tutti!

        • C’è anche da considerare che ormai tutti gli EV non sfruttano tutta la batteria ma ne tengono una certa %di scorta, proprio per evitare la dannosa scarica completa ed aumentare così la vita della batteria.
          Anche nella carica verso il 100% basta guardare le curve di potenza di carica per capire quanto in realtà si arrivi in fondo senza stressarle troppo. Molto oramai è fatto grazie al software e il sistema di raffreddamento.

    • Mirco, può essere. In questo percorso un’elettrica è penalizzata sia nei consumi che nel costo dell’energia. Ma questo non è il costo medio per km di un’elettrica su base annuale. E’ il costo di un’elettrica su un percorso autostradale estremo coperto in un giorno. Non è in nessun modo rappresentativo dei consumi reali del quotidiano. L’energia a casa costa 0,20 Euro kWh e non 0,30 come sulle colonnine Fast. In un utilizzo cittadino il consumo è attorno ai 12,5 kWh per 100km. In un utilizzo extra urbano attorno ai 15/16 kWh/100km.

    • Il metano CH4 è la vera alternativa sulle lunghe distanze ,peccato che le auto a metano sono a malapena il 2% del circolante , peccato che senza i self service i distributori sono chiusi sabato e domenica ,peccato che i distributori siano pochi ,peccato che ogni 4 anni devo spendere 4000 euro di revisione bombole , peccato …

        • Secondo me per i problemi che comporta sono cifre spese bene per la sicurezza.
          Inoltre ricordiamo che il 10% del metano immesso nel bombolone, salvo altre perdite, esce dallo scarico incombusto ed è un gas serra mediamente 27 volte peggio della CO2. RImangono inoltre come in tutti i motori a pistoni: le letali nanopolveri da combustione (primarie e secondarie) e da sfregamento metallico, oltre alla bassissima efficienza: è la termodinamica e non ci si può far nulla.
          Se fosse per me toglierei la fortissima defiscalizzazione di cui indebitamente questo carburante fossile gode.
          Il 100% elettrico è l’unica vera risposta alla decarbonizzazione, basata su efficienza e rinnovabilità dell’energia primaria e consente di togliere di mezzo le polveri sottili.

          • Non so da che parte esce che il 10 % di metano esce incombusto ,prego fornire dati .
            La mia visione è Elettrico per le Auto e Metano per i camion ,ad oggi è impossibile avere pacchi batterie così grossi , Tesla ha stimato che un Semi si mangia la capacità produttiva di 35 model 3
            Il Metano e il GNL già oggi possono essere una valida alternativa al gasolio

          • @ Daniele
            Le emissioni maggiori non sono dalla combustione ma dalla sua estrazione e trasporto

            “A large part of methane emissions get caused by natural gas. Methane is the main component of natural gas. So leakage throughout this industry releases methane straight into the atmosphere. This includes the extraction, processing and transportation of natural gas.”

            Il problema della capacità produttiva delle batterie è un problema relativo e verrà facilmente superato nel medio periodo. Gli ultimi calcoli dicono che le batterie battono l’idrogeno sui camion anche per le lunghe percorrenze e le prestazioni sono certamente migliori del metano. D’altra parte se avesse avuto senso produrre mezzi pesanti a metano l’avremmo già fatto da tempo.

          • Molto male che non si conosca da dove esce il 10% di incombusto, vuol dire che si fanno scelte e si parla di cose senza sapere bene cosa comportino. Banalmente, è sufficiente far riferimento agli HC (idrocarburi incombusti) nelle emissioni dei motori fossili/a combustione interna/a pistoni. Il 10% di quanto messo nel bombolone è una buona stima di quello che viene emesso non combusto.

  18. Articolo interessantissimo, grazie.
    Con una full hybrid (Hyundai Ioniq) percorro mediamente tra i 23 ed i 27 chilometri/litro su un pieno: oltre 1100 chilometri senza patemi d’animo, senza preoccuparmi del riscaldamento o del condizionamento acceso, il tutto con un costo di 63€ (45 litri per 1,4€ litro).
    Mi piace l’elettrico e vorrei lo fosse la mia prossima auto ma mi aspetto di più.
    Grazie nuovamente perché queste “prove sul campo” sono reali e serie.

    • Buon giorno Luisella,
      grazie a lei!
      Vorrei però attirare la sua attenzione su un aspetto molto importante e che evidentemente le è sfuggito.
      Il costo di questo tour NON E’ RAPPRESENTATIVO del costo quotidiano di un’auto elettrica. In un tour di questo tipo si spende molto di più per due motivi: 1. in autostrada si consuma di più che in qualsiasi altro tipo di percorso 2. in un tour di questo tipo si ricarica alle colonnine fast, pagando un minimo di 0,30 Euro a kWh, mentre a casa il costo dell’energia è di 0,175 Euro, 0,20 se consideriamo le dispersioni. Lei con la sua Hyundai percorre una media di 25 km con un litro (1,40 Euro). Con 1,40 Euro di energia elettrica (7 kWh) si percorrono in media nel ciclo urbano e extraurbano con ID3 circa 42 km! In ciclo urbano (ci sono moltissimi utenti che utilizzano l’auto esclusivamente nel ciclo urbano) con 1,40 Euro di energia si percorrono oltre 60 km con 1,40 Euro di energia (più del doppio di quanti ne percorre lei con il pur ottimo consumo di Hyundai Ioniq).

      • Buon pomeriggio Paolo,
        grazie della risposta.
        I miei consumi, su un pieno, non fanno distinzione tra urbano ed autostradale. Anzi è proprio su superstrade ed autostrade che io consumo meno (in città e su brevi tratti consumono molto di più…). Io vivo in provincia e comunque, ribadendo che vorrei la mia prossima auto fosse elettrica, tra i 25.000€ (ovviamente con offerte) per un veicolo full optional (inclusi interni in pelle con sedili ventilati e riscaldati e tettuccio
        apribile) ed il prezzo attuale della VW in questione quanti litri di benzina potrei acquistare e quanti chilometri potrei farei in più? 🙂
        P.S. Caricare a casa oggigiorno vuol dire ore di auto ferma e se ho una emergenza?

        • Buon giorno Luisella,
          lo so che il suo consumo con una termica è inferiore su superstrade e autostrade rispetto alla città. Per le elettriche la situazione è opposta. Ma come le ho scritto già, è influenzata anche da dove si fanno le ricariche. Non ho capito bene la sua domanda sulla sua prossima auto. Ad ogni modo ID3, nel suo allestimento base, costa al netto dell’incentivo statale attuale se ha un usato da rottamare, circa 27.000,00 Euro. Riguardo ai consumi, può leggere questo https://www.vaielettrico.it/quanti-km-per-litro/
          Rispondo anche al suo p.s.
          Non pensi alla ricarica come al rifornimento di carburante. Il rifornimento di carburante lo può fare solo presso la pompa e è importante che duri poco (non può stare presso la pompa per ore). La ricarica dell’auto la può fare a casa quando comunque l’auto sarebbe parcheggiata. Ma non si deve immaginare ferma a casa in attesa che l’auto si ricarichi. ID3., ad esempio, ha circa 360 km di autonomia nel ciclo misto, circa 480 in città e circa 280 in autostrada. Non so ovviamente quale utilizzo lei faccia dell’auto, ma immagino che questa autonomia le permetta sempre di rientrare a casa con ancora un minimo di autonomia per le emergenze. Almeno nell’uso quotidiano. E se un giorno dovesse percorrere più di 280 km probabilmente è perché sta facendo un viaggio e a quel punto può utilizzare le colonnine fast.

          • Già il prezzo è “allestimento base”… 🙂
            Per me, per le mie necessita, i prezzi devono scendere, senza rinunciare ad optional e comodità, e le autonomie salire (almeno 400 chilometri reali con l’80% di carica…).
            Poi sarà tranquillamente elettrica…
            P.S. 600 chilometri andata e ritorno li faccio anche in giornata.

  19. 67 euro per 1200km? Il diesel è ancora competitivo. Mettendoci anche il costo molto superiore di un’auto elettrica, siamo ancora nel campo dei giocattoli per ricchi.

    • 67 Euro per 1268 km fatti in un giorno con ricariche fast.
      Gli stessi km fatti nel tempo e quindi con ricariche casalinghe costano la metà.

    • Peccato che con l’elettrica nella stragrande maggioranza dei casi si ricarica da casa a costi irrisori (o gratis se uno ha il fotovoltaico).

      Pensi alla salute e la smetta di dirle grosse.

      Giocattoli per ricchi: la Model 3 LR costa di listino come una Giulia turbodiesel con qualche optional, se poi sottraiamo gli incentivi pure meno.

      • @Giuseppe: Non capisco mai tutto questo essere contro a tutti i costi. Secondo me qua il concetto è da ribaltare, ossia se elettrico mi costa anche uguale al diesel, significa che è ok. Ricorda che qui parliamo di quella vta che usiamo ricariche fast. In genere, caricare a casa costa meno.
        Più in prospettiva, se posso evitare una buona fetta di inquinamento, perché non dovrei passare ad una EV?
        Io ci vedo solo vantaggi e la mia prossima sarà certo un’elettrica, saltando le ibride in toto.

  20. Ottima prova! Ero certo di questo risultato. Mi stupisco che nel database del navigatore integrato mancassero le colonnine Ionity. Nella mia ID3 si possono selezionalre punti da evidenziare sulla mappa tra cui le Ionity, che appaiono regolarmente (anche se poche dalle mie parti.) Due domande : 1) Condizionatore sempre acceso? (pompa di calore o resistenza) 2) Lei dice: velocità massima consentita dal codice quindi 130/110 in media. Con conrollo velocità gestito dall’ACC o solamente con attenzione personale?Grazie

    • Buon giorno Gianni,
      si, clima sempre acceso.
      1. Niente pompa di calore, non disponibile per questa versione di ID3.
      2. Controllo velocità gestito dall’ACC, che legge anche i segnali e adatta la velocità di conseguenza

  21. Per me Tutti questi valori lasciano il tempo che trovano, ognuno a seconda dei percorsi e stile di guida farà cambiare le medie, ma comunque ritengo sempre che l’elettrico sia solo una moda momentanea per alcuni, non è la soluzione futura, sono convinto che negli anni cambierà proprio il tipo di mobilità, qualcosa che rivoluzionerà completamente il concetto di auto. Ciao a tutti.

    • Quanti di voi, e quante volte nella vita, ha fatto 1.268 km in un giorno con un’auto termica? Penso pochi: io credo tre volte in 40 anni. Quindi il senso vero del test dell’ottimo Paolo non è confrontare le prestazioni o i costi di una elettrica con una termica sulle lunghe percorrenze, confronto che ha un esito scontato, ma piuttosto confutare la solita obiezione di chi dice “ok l’elettrica in città, ma se devo andarci in vacanza?” Paolo ha dimostrato che semmai una volta capitasse di dover fare un viaggio estremo, con la ID3 si può. E allora perchè rinunciare ai plus dell’elettrico per i restanti 394 giorni dell’anno?

      • La tratta più lunga che abbia mai fatto in in 35 anni in un solo giorno è stata di 1000km, solo perché ho perso l’aereo e dovevo necessariamente essere a casa per il giorno successivo. Forse la gente no ha idea di quanti siano 1268km, quanto sia pericoloso per se e per gli altri guidare per così tante ore tanto che, l’azienda per cui lavoro, ha imposto il limite di 600km/giorno per ridurre il più possibile la possibilità di infortuni. Comunque Googlemaps dice che da centro a centro tra Milano e Reggio Calabria ci sono 1247km per chi non lo sappia.

        • Grazie, Marco, per questa lezione di buon senso. Qui c’è gente che si accapiglia per dimostrare che 1.268 km con l’auto a gas costano 6 euro in meno e si fanno in 25 minuti in meno. Ma di cosa stiamo parlando?

  22. Buongiorno, ottima iniziativa ma è un viaggio un pò…artificiale. Di solito non si va a visitare le colonnine Ionity ma qualcos’altro. Comunque l’auto ha ottima autonomia e per fare viaggi in luoghi con una infrastruttura a livelli decenti è perfetta.

    • Giuseppe buon giorno,
      si, esatto. Non voleva essere esemplificativo di un viaggio qualsiasi, ma dimostrativo di una situazione ideale in cui ci sia disponibilità di colonnine ultra fast sul percorso, come dichiarato.

  23. Va bene, ormai abbiamo capito che si PUÒ fare. Ma perché uno dovrebbe volerlo fare? In questa maniera non è più il guidatore che comanda l’auto, ma è l’auto che comanda, anzi schiavizza, il guidatore.

      • Più che dai petrolieri siamo schiavizzati dalle loro emissioni inquinanti e ipercancerogene a partire dalle forme di estrazione, trasporto, raffinazione, stoccaggio (con tanto di vapori), ritrasporto (con tante grosse ed inquinanti autobotti), ristoccaggio, e combustione finale (spesso imperfetta).

        E’ una questione di salute nostra e del pianeta, non di soldi.

        Con i soldi la salute non si compera.

    • Non glielo saprei dire Graziano. Personalmente non farei mai un viaggio così lungo in auto. Ma è una delle maggiori obiezioni all’adozione dell’auto elettrica da parte delle persone: “si, ma io una volta all’anno vado in vacanza in Puglia… Come faccio?”
      Allora, se proprio uno desidera farlo, questo è quello che in prospettiva sarà possibile fare. Tempi e costi sono penalizzati dalla necessità di coprire così tanti km in così poco tempo. Ma se nel resto dell’anno i vantaggi economici, prestazionali ed ecologici sono così tanti, forse possiamo accettare qualche compromesso nel caso di viaggi fatti saltuariamente. Ecco il motivo per quale “uno dovrebbe volerlo fare”. Oppure, se proprio ci va stretto, possiamo, con il denaro risparmiato durante l’anno, pagarci un comodo volo aereo, o frecciarossa per le nostre destinazioni di vacanza.

  24. Come la mettiamo quando alla colonnina ci sarà la fila per fare la ricarica? Siamo tornati al 1800 quando bisognava fermarsi per far riposare i cavalli…

    • Buon giorno Domenico, in nessuna delle 5 stazioni (tutte a 4 o 6 stalli) ho trovato nemmeno un’auto in carica. Considerando un tempo MEDIO di occupazione della colonnina di 15/20 minuti, anche nel caso in cui tutti gli stalli fossero occupati, uno di questi si libererebbe a breve. Non mi è mai capitato di vedere code fino a oggi.

  25. Innanzi tutto complimenti per la prova e per come lo hai fatto visto che, a livello d’accessri usati (radio, climatizzazione e, per il maltempo, tergicristallo), non ti sei risparmiato.

    Visto il maltempo, ovviamente non potevi superare i 110 e comunque, partendo con l’80% di carica e con una media di 89km/h da Trento a Binasco, per un totale di 228 km, sei arrivato a destinazione con il 4% di batteria nella tua prima tappa.

    A questo punto qualche domanda soprattutto al riguardo della prima tappa:
    1. Sei arrivato con una carica residua del 4%… quanti km ancora avresti potuto fare con quel 4% e che % di batteria corrisponde un margine di riserva di 60km (ossia la riserva di un auto classica)?

    2. A trovare quella prima stazione ionity guasta o, per qualche causa, fuori servizio con il 4 % di batteria dov’è che saresti potuto andare da quelle parti per caricare ?
    Perché a non potercela fare, hai rischiato a scendere al 4% per raggiungere quella stazione…. dovevi caricare a qualche stazione prima di quella per avere un certo margine di sicurezza.

    3. Hai percorso 228km alla media di 89kmh partendo dall’80 % arrivando al 4%…saresti andato a 130 kmh, quanti km stimi (perché ovviamente non lo hai potuto fare per il maltempo) che avresti potuto fare (sempre partendo dall’80% e però tenendo un margine di riserva maggiore e quindi non scendendo al 4% al raggiungere una colonnina) ?
    I miei 168 km teorici previsti in un mio commento in un altro tuo articolo sarebbero stati giusti? i miei calcoli erano : l’80% di 260 km a 130 kmh (valori dichiarati) meno 60km della riserva = 168km
    …perché poi, alla fine, in molti viaggi che si fanno (penso anche per lavoro o per altro anche se si fanno 300 km) , sono queste le medie che interessano visto che è raro che uno viaggi a 90/100 kmh in autostrada con il sole quando è possibile andarci a 130 kmh…

    Una mia considerazione più in generale… Visto la dipendenza dalle colonnine, è assurdo che il navigatore di un elettrico non si comporti come quello della tesla a programmare un viaggio con tanto di fermate alle colonnine …. Il navigatore dell’id. 3 non mostra i POI (punti d’interesse ) quali colonnine multimarche per lo meno lungo il percorso o nelle vicinanze del percorso ? So che google maps li mostra.

    • Grazie Giuseppe,
      Rispondo alle sue domande:
      1. Con l’autonomia residua avrei potuto percorrere altri 20 km circa.
      2. Posto che ho visualizzato online la disponibilità e il funzionamento dei 4 stalli Ionity prima di arrivare e che quindi sapevo che non avrei avuto problemi, entro 20 km di distanza dalla stazione Ionity di Binasco ci sono ben 9 stazioni Enel X Fast 50 kW.
      3. La media di velocità di 89 km/h in questa tratta non è influenzata dal maltempo. Fino quasi all’arrivo a Binasco, dove il tempo è peggiorato, pioveva si, ma non al punto di dover ridurre la velocità. Tuttavia, la invito a provare, se anche lei imposta il cruise control a 130 km/h, la sua media sul percorso non sarà mai di 130 km/h ma meno. Inoltre questa tratta prevede anche una parte di percorso fuori dall’autostrada. Su questo percorso sarebbe stato impossibile consumare più di quanto ho consumato a meno di non oltrepassare i limiti imposti dal codice.
      Riguardo all’eventualità di tenere un margine residuo di batteria più elevato, personalmente mi sembra superfluo, vista la possibilità di verificare la reale opportunità di caricare a destinazione e il numero di possibili alternative. Ma è una scelta, ovviamente.
      Il suoi calcoli di un’autonomia di 168 km non sono corretti. La prima tratta, partendo da casa, si effettua solitamente con batteria al 100% (se si sta partendo per un viaggio su carica al 100%). Questo garantisce nella peggiore delle ipotesi 280/290 km di autonomia autostradale. Il resto dipende dalla destinazione, dalla posizione dei punti di ricarica nel percorso, dalle necessità di sosta. E, le ripeto, non ho viaggiato a 90 km/h in autostrada in questa tratta.
      La invito a fare una prova. I tempi di percorrenza indicati da Google maps sono per mia esperienza di guida, molto affidabili. Se controlla vedrà che il tempo indicato è di circa 2 ore e 30 minuti.
      Riguardo alla sua ultima considerazione sul navigatore, sono d’accordo con lei e lo scrivo anche nell’articolo. Immagino che con i futuri aggiornamenti arrivi un supporto in questi termini da parte di Volkswagen.

    • Buon giorno Marco,
      Si, ho contato 23 stazioni Enel x da 50 kW nel percorso Roma – Palermo. Con un’auto come questa effettuerebbe tre soste per la ricarica.

  26. Bene L esercizio “teorico” effettuato. Scrivo teorico perché il viaggio è stato pianificato sulle stazioni Ionity disponibili e non su un reale percorso turistico o di lavoro. Per cui le “vere” destinazioni sono quelle in cui magari trovi stazioni “normali” da 24kw max (con tempi di ricarica NOTEVOLMENTE superiori). Per cui bene la prova (sono un neo proprietario di ID.3), ma mettiamo in conto tempistiche diverse

    • Mauro buon giorno!
      Si, questa era stata la mia premessa. Verifichiamo cosa è possibile fare in una situazione ideale.
      Tuttavia non è corretto dire che potremmo trovarci a dover utilizzare colonnine da 24 kW in alternata (e quindi caricare a 11 kW). La disponibilità lungo le autostrade di punti di ricarica in continua da 50 kW ormai è molto buona.

  27. Bhe mi sembra ottimo. Come futuro possessore di ID.3 ero interessato a sapere come avrebbero reagito le batterie a uno stress prolungato e con ricariche fast.
    Questo test mi conferma che la climatizzazione batterie funziona bene e che l’auto non soffre di problemi di surriscaldamento batterie come invece avviene sulle Leaf che non hanno a disposizione la climatizzazione delle batterie. Ora non ho più timori di sorta. Grazie Paolo. 😉

    • Grazie a lei Gabriele!
      Consideri che il test si è svolto con temperature ambientali attorno ai 13 gradi. Sarà interessante rifarlo in estate e capire che succede. 🙂

    • Buon giorno Leopoldo,
      Si, è probabile che i costi siano simili. A patto di riuscire a fare un viaggio come questo viaggiando sempre a metano e mai a benzina. Non conosco la disposizione delle stazioni a metano.
      Non trascuri però il fatto che questa è la sola situazione nella quale i costi si avvicinano. L’utente medio di un’auto elettrica paga 0,30 Euro a kWh solo in queste rare occasioni (in cui è costretto a caricare rapidamente e lontano da casa). Tipicamente il viaggio delle vacanze. E durante tutto l’anno la sua spesa è attorno ai 0,20 Euro/ kWh. Chi invece si sposta giornalmente per centinaia e centinaia di km in autostrada, a parità di costi con il metano, potrebbe forse fare una scelta, l’elettrico, che privilegi i più bassi costi di manutenzione, l’ecologia, le prestazioni, il comfort.

    • Concordo sul metano a parte che già oggi ci sono più colonnine elettriche che distributori di metano .
      Inoltre il metano va bene da lunedì a venerdì ,il sabato e domenica tutto chiuso . Te lo dice un metanista

  28. Ha cambiato le tappe ha capito che in quei 5 punti non sarebbe mai arrivato con 1% di batteria come le avevo detto, comunque complimenti per il giro in giro una bella faticaccia, però la cosa più dura e quando sei in autostrada magari con pochissime auto e non poter schiacciare il pedale dell’acceleratore a 130km/h e più perché sai che se lo fai non arrivi a destinazione, io ho un amico con la tesla model 3 lui sa che se va in autostrada non arriva a destinazione quindi ha deciso di non fare quasi mai autostrada, invece io con la mia stationwagon Diesel di 18 anni sempre autostrada schiaccio e via, le auto elettriche adesso in commercio le ho provate tutte formidabili ma……. ha detto giusto un’auto elettrica non si potrà mai confrontarla con un’auto Diesel!!!! in autostrada quanti km ha fatto a 130km/h fissi ?

    • Paolo buon giorno,
      non ho cambiato le tappe. Ho solo saltato la tappa di Forli. E non è che ho capito che non sarei mai arrivato con l’1%. Semplicemente una volta collegata l’auto in carica, vista la velocità di ricarica, è facile caricare di più di quanto previsto, visto che spesso si utilizza la pausa per utilizzare la toilette e il ristorante. Lo spiego anche nel video. Provi a farci caso: se si ferma in autogrill, va in bagno, prende un caffè, 20/25 minuti passano in fretta. Inoltre le condizioni meteo avverse e i limiti intrinsechi delle autostrade percorse mi hanno costretto a tenere la velocità bassa. Quasi mai il limite era superiore a 110 km/h. E quindi ho consumato poco.
      ID3 1st ad ogni modo ha un consumo medio di circa 20 kWh/100 km a 130 km/h. Quindi, per rispondere alla sua domanda, l’autonomia a quella velocità è di circa 290 km.

      • Ehh ma qui si sta parlando di schiacciare… 150-160 km/h ché i limiti sono solo “consigliati” per chi ha auto diesel!

        Lo dico con il dente avvelenato perché proprio questa mattina attraversando un passaggio pedonale con mia figlia un “simpatico” signore ha suonato al furgone che si è fermato a darci la precedenza e lo ha superato accelerando. Questa purtroppo è la mentalità usata da molti automobilisti sulle strade tutti i giorni e provarli a ricondurre alla ragione un’impresa immane.

        • Per chi deve macinare centinaia di chilometri a settimana e non vuol perdere tempo a fare rifornimento, il diesel è lo standard.
          In genere, mettono il cruise a 135 e via.
          In genere, fanno 2-3h di autostrada, per andare dal cliente o clienti, prima di tornare. Per questa categoria, probabilmente è già fattibile andare in elettrico, a patto di avere una batteria adeguata e di programmare un po le tappe di ricarica.
          Paradossalmente sono proprio quelli che nel lungo periodo andrebbero a spendere meno.
          Io che faccio 25 km al giorno, tipico del pendolare, me li faccio in motorino elettrico e ricarico a casa, spendendo pochissimo.
          Il benzinaio non lo vedo da 2 mesi, magari passo a salutarlo per natale (covid permettendo)

  29. Mi complimento,un esercizio interessante che dimostra che un auto elettrica oggi deve avere dai 60 kWh in su per avere una autonomia Interessante.
    Le colonnine stanno arrivando e sarà sempre più facile pianificare viaggi

    • Questo solo se percorri grandi distanze io che non mi muovo mai in auto per lunghi tragitti la vedo una spesa inutile infatti quando dovrò cambiare la mia e-golf prenderò una id con il taglio più piccolo.

    • Buon giorno Daniele,
      Dipende sempre dall’utilizzo che se ne intende fare.
      Per chi si muove in autostrada quotidianamente per 250 km un modello come questo può iniziare a essere stretto. Per chi utilizza l’auto per 30 km al giorno può essere esagerato.

      • Non ci siamo ancora. Io con la mia Seat Arona TGI faccio 1400 km con 45 euro di metano! E voi vi stupite che spendete 68 euro per fare meno km in elettrico? Ma dove lo vedete il risparmio! ? E ditelo chiaro che dovete vendere elettrico! Perché altrimenti a livello di risparmio, tra l’elettrico ed il metano non c’è proprio paragone!!

        • Caro, ricaricando a casa oppure alle stazioni free dei supermercati spendi anche zero.
          Non era questo lo scopo dell’esperimento. La simulazione è interessante per capire quanto si spende sulle lunghe tratte (ad esempio per andare in vacanza) e soprattutto per far vedere al pubblico che l’elettrico è più versatile di quanto si pensi

        • Infatti il metano è una scelta interessante per le lunghe distanze , peccato che sia una scelta portata avanti solo dal 2% degli utilizzatori,peccato che il gruppo Vwagen abbandonerà il metano , (Ateca mai arrivata) peccato che ogni 4 anni devi spendere 400 Eu per la revisione bombole,peccato che bisogna fare la gimkana per trovare il distributore ,peccato che sabato e domenica i distributori sono chiusi , peccato…

        • Il risparmio lo si ha, per ora, nei tagliandi di manutenzione. Basta chiedersi cosa si spende per un tagliando ad una endotermica contro la spesa del tagliando di un’auto elettrica, senza contare che è sicuramente da fare dopo molti più chilometri della endotermico.e sarà quasi sicuramente limitato al controllo dello stato delle batterie, dei pneumatici e dei filtri e gas dell’impianto di climatizzazione. Non essendoci più ne motore termico e né cambio, spariscono completamente gli oli motore/cambio, candele o iniettori, frizione inesistente poiché il motore elettrico è a presa diretta con le ruote motrici (salvo un ingranaggio demoltiplicatore). La manutenzione si riduce alla lubrificazione di qualche ingranaggio o cuscinetto e alla sostituzione dei pneumatici (come per un’auto classica). Certo è che per ora le società di fornitura delle stazioni di ricarica hanno i prezzi più alti; ma dando tempo al tempo, la concorrenza farà il suo lavoro.

  30. Grande, Mariano! Grazie, e’ stato molto interessante e utile per capire meglio l’esperienza di un’auto elettrica. Usando i suoi dati e il planner di Tesla (per la Model 3 – nota: non fa differenza fra AWD e RWD) riporto:

    Maps (stima)
    Km: 1353
    Tempo: 14h50
    Se non erro, Maps considera solo il tempo di guida.

    ABRP (stima)
    Km: ? (immagino lo stesso di Maps)
    Tempo: 16h07
    Ricariche: 6
    Tempo di ricarica: 2h40

    VW (reale)
    Km: 1268 (~ 80 in meno)
    Tempo: 14h09
    Ricariche: 4 (ma percorso cambiato)
    Tempo di ricarica: ? (certo < 2h40)

    Tesla M3 (stima)
    Km: 1336
    Tempo: 17:08 (~14h50 di Maps + 2h10 di ricarica)
    Ricariche: =
    Tempo di ricarica: 2h10

    Sembrerebbe che la prova reale, anche al netto degli 80 Km in meno sul previsto, sia a netto favore di ID.3 in comparazione con Tesla: 3 ore in meno! Com'e' possibile? Forse mi sono perso qualche pezzo o ho commesso qualche errore (confesso che non ho ricontrollato).

  31. Complimenti !
    Si, la valutazione della effettiva capacità necessaria e dei relativi costi e pesi è un argomento interessate, purtroppo si scontra con con un classico modo di pensare : io ce l’ho “grande” o potente del tuo .

    • Buona sera Paolo,
      più che altro, la tendenza è ad aspirare a un’auto che rispecchi le caratteristiche di un’auto endotermica. Ma un’auto endotermica è simile a un’elettrica solo perché ha quattro ruote e trasporta persone 🙂
      Non possiamo aspirare a utilizzare un’elettrica come se fosse un Diesel. Dovremmo provare a uscire da questo impasse. 😉

      • Grazie mille, resoconto a mio parere impeccabile, complimenti!
        Concordo sulla valutazione, il passaggio ad un veicolo elettrico è un autentico cambio di paradigma, se si decide di farlo serve uscire dallo schema della disponibilità di molti più km consecutivi che il diesel consente, con la conseguente elasticità in termini di necessità di sosta.

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