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In Trentino sotto la neve: bene la Mercedes EQA 300, male l’Italia

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Dario e Michela abitano a Mendrisio, in Svizzera. Per l’ultimo week end di novembre hanno deciso di concedersi il primo viaggio elettrico con la loro Mercedes EQA 300 nuova di zecca e sono venuti in Trentino. Trovando temperature invernali e una bella nevicata. Ma la loro Mercedes non ha fatto capricci e, a parte qualche sensibile riduzione dell’autonomia, tutto è filato liscio. Altrettanto non possono dire delle infrastrutture italiane…

mercedes eqa 300
La Mercedes EQA 300 di Dario e Michela: l’ultimo sole prima della nevicata

Buongiorno, da 3 mesi siamo possessori di una Mercedes EQA 300 4Matic. Abbiamo fatto diversi weekend in giro per la Svizzera e venerdì 26 novembre siamo stati 4 giorni in Trentino, primo viaggio in Italia.

 

Dario Oberti e la moglie Michela

Mancano 20 km alla destinazione: rabbocco extra

Partenza con il 100% di batteria, l’applicazione Mercedes mi dice che saremmo arrivati a Trento, nostra destinazione, senza fare rabbocchi. Invece a Rovereto (20 km da Trento n.d.r.) l’app mi fa uscire dall’autostrada per fare un rabbocco di 10 minuti: trovata la colonnina scopriamo che è fuori servizio. Poco male, ne troviamo una da 11kw poco distante, 45 minuti di ricarica, il tempo di bere un caffè e sgranchirsi le gambe, e si riparte per arrivare a destinazione con il 10% di batteria.
Avendo prenotato un’albergo con wallbox abbiamo caricato l’auto durante la notte.
Sabato abbiamo approfittato dei mezzi pubblici quindi l’auto è rimasta in autorimessa.
Domenica siamo partiti in direzione Lago di Carezza, 90 km con circa 1000 metri di ascesa, e siamo arrivati con la batteria al 53% sotto una fitta nevicata ed un gran freddo.

Al Bondone non c’è la colonnina: ricarica alla presa

Al pomeriggio siamo ripartiti sempre sotto una bella nevicata che ci ha bloccati per circa 45 minuti, dopo di che siamo ripartiti direzione Monte Bondone altri 90 km e 1000 metri di ascesa.
mercedes eqa 300
Il cruscotto della Mercedes EQA 300: un bell’esempio di leggibilità e completezza .
Arrivati in albergo con la batteria del 13% invece di trovare una wallbox troviamo una presa domestica da 3kw, facendo di necessità virtù abbiamo ricaricato durante la notte arrivando a circa 80% di carica.
L’indomani mattina siamo ripartiti direzione casa facendo una tappa già programmata in zona Brescia con una ricarica 40Kw. Abbiamo percorso circa 800 km con una spesa di circa 35€ di corrente.
mercedes eqa 300
Fare di necessità virtù: ricarica da presa domestica a 3 kW

“Da noi in Svizzera ricariche ovunque”

Una mia considerazione personale: dispiace che in Italia in autostrada non ci sia la possibilità di ricarica. Da noi in Svizzera in tutte le aree di servizio ci sono ricariche e praticamente in tutti i paesi anche i più piccoli trovi colonnine di ricarica.
Comunque, allo stato attuale siamo felicissimi della scelta fatta passando all’elettrico.

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24 COMMENTI

  1. Buongiorno, scusate ma sono nuovo del mondo EV e volevo sapere se avevo capito correttamente. Domenica siete riusciti a fare solo 180Km con macchina carica al 100%?
    Vi ringrazio per questi articoli
    Saluti
    Lucien

    • Sarò banale…ma con un pandino da 13000 euro sareste andati e tornati spendendo poco di più, inquinando probabilmente meno (tenendo conto dell’intero ciclo di vita dell’auto), senza doversi fermare a fare rabbocchi, senza app che ti programmano la vita pure in vacanza…e vai elettrico…ma vai vai…ciaooo

        • Banalità spesso fa rima con semplicità che a sua volta fa l’occhiolino a razionalità…io da sviluppatore software cerco di approcciare un problema con razionalità al fine di trovare la soluzione più efficace ed efficiente, non quella che piace di più a me. Have a nice day and go electric if you like…

      • Hai capito bene. Usando una macchina con prestazioni, confort, abitabilità, capacità di carico e soprattutto sicurezza infinitamente superiori avremmo speso meno che ad usare una Panda.
        Come valuti sotto questa luce efficacia e efficienza della soluzione?
        Ritieni che sia più semplice offrire queste soluzioni o convincere i proprietari di Mercedes che una Panda alla fine è uguale se non meglio ?

    • Buongiorno esatto circa 180 km con 2 salite di 1000 metri di dislivello lunghe circa 20 km l’una e fermi 45 minuti con il riscaldamento acceso per i disagi causati dalla nevicata siamo arrivati in albergo con circa 40 km di autonomia. Bisogna anche pensare alla temperatura abbastanza rigida che ti fa perdere a mio modo di vedere circa il 15% di autonomia.

  2. Strano, l’A22 è l’unica autostrada dotata di colonnine… Affi, Paganella Est e Ovest, Rovereto e via salendo… Quale colonnina di Rovereto avete usato? Mi interessa perchè settimana prossima vado a Merano 😉

    • Buongiorno Roberto magari l’app di mercedes non è aggiornata, comunque all’uscita di rovereto alla.rotonda a destra al secondo incrocio ancora a destra ( la fast non in funzione) poi in centro al paese ho trovato quella funzionante

    • Bastava scaricarsi l’App NextCharge.
      Comunque è vero, in Südtirol le colonnine Neogy (fast in DC) sono relativamente abbondanti; in Trentino scarseggiano.

  3. Domandina per Dario e Michela. Come mai nel 2021 in Svizzera le auto 100% elettriche pure sono ferme all’11% delle vendite totali mentre a gennaio del 2022 si stima che in Norvegia si arriverà al 100% del venduto? Mmmmm … lo chiedo a Dario e Michela perché sono svizzeri e forse si saranno confrontati con amici e parenti sulla loro scelta.

    Io ho una mezza idea, la dico a bassa voce per non influenzare: è possibile che questo dipenda dal fatto che in Norvegia (5 milioni di abitanti) ci sono 3300 punti di ricarica veloce mentre in Svizzera molti meno? In tutta la Svizzera mi pare ci sono circa 700 punti di ricarica con potenza da 60 a 350 kw

    E visto che mi piace documentarmi, riporto [ https://www.swissinfo.ch/ita/mobilità_le-auto-elettriche-avanzano–ma-la-svizzera-è-pronta-/46478762 ]
    >>> […] un Paese come la Svizzera […] è completamente sottodotato in termini di stazioni di ricarica [ …] L’infrastruttura dei punti di ricarica è spesso citata come il tallone d’Achille della Svizzera […] La rete dei punti di ricarica in Svizzera è “abbastanza densa”, ma è “orientata verso il modello sbagliato”, sostiene Patt. “Molti villaggi e città hanno cercato di fare la loro parte creando uno o due spazi. Ma non è quello che la gente vuole. Sono piuttosto inutili <<<

    Se la rete è "abbastanza densa" ma è "orientata verso il modello sbagliato" che "non è quello che la gente vuole" mi chiedo e chiedo: quale sarà mai questo fantomatico modello alternativo che gli svizzeri vorranno? Ah, saperlo …

    • Buongiorno Enzo vedrò di risponderle in modo esaustivo.
      Sappiamo che i paesi nordici sono avanti anni luce rispetto a tutti, la Norvegia è un’esempio. Noi non ci siamo confrontati con nessuno abbiamo fatto 2 conti e avendo un impianto fotovoltaico abbiamo installato una wallbox da 11kw quindi viaggiamo a costo 0 con energia pulita,passando da 200€ al mese di gasolio a quasi 0 €
      Ho letto l’articolo che ha citato nel suo commento le posso garantire che la rete di ricarica aumenta di giorno in giorno, trovi sia le veloci che le meno veloci sta a noi decidere quale usare.
      Non capisco cosa si intende con “modello sbagliato” e “quello che la gente non vuole” la Svizzera sta investendo parecchio sulla mobilità elettrica sia con incentivi e con infrastrutture sempre più performanti.
      Ci sono alcuni centri commerciali o supermercati che danno la possibilità di ricaricare gratis con colonnine fino a 40kw.
      Spero di essere stato esaustivo buona giornata Dario

      • Grazie per la risposta Dario. Il fatto che stiano costruendo le veloci mi consola e credo sia conseguente all’analisi di quell’articolo.

    • Comunque tutta questa ottima situazione dell Svizzera non la vedo. Guardata la Val Müstair non c’è una fast nel raggio di 100km..

      • Buongiorno Sandro io ho caricato a sankt Moritz circa 50 km dalla Val Mustair con una da.60 kw se non ricordo male buona giornata Dario

    • Enzo ti confido un segreto (di Pulcinella): in Norvegia, oltre agli incentivi sulle EV, c’è la tassa sulle emissioni per le termiche (che ripaga, o meglio: ripagava, più che abbondantemente la spesa per gli incentivi). Ti posso dire che un Nissan Qashqai Tekna nel 2015, al cambio di allora, mi era costato quasi 48k €, mentre una Model 3 LR AWD attualmente ne costa 45 (37 la RWD). Continuo a ripeterti che la rete di ricarica ha molta meno influenza di quello che credi, fidati.

  4. In generale mi sembra che Vaielettrico abbia sempre un pò minimizzato il fatto che in Italia ci siano grossi problemi per ricaricare, rispondendo spesso a chi evidenziava la cosa che le colonnine esistono, e in abbondanza, e che basta un pò di buona volontà e programmazione per viaggiare serenamente. A me sembra (e questa testimonianza va in questa direzione) che in realtà in Italia le colonnine ci saranno pure come numero assoluto, ma la metà non funziona o presenta comunque qualche problema, che sono dislocate a casaccio, anche come tipologia di potenza, senza un piano che consideri le esigenze di chi deve viaggiare su lunghe tratte. E che dire dello SCANDALO vergognoso della mancanza delle stazioni fast sulle autostrade (problema enorme di cui non se ne parla o se ne parla pochissimo). Su quest’ultimo punto bisognerebbe iniziare seriamente a martellare…

    • Ecco un breve elenco degli articoli scritti ultimamente sul tema:
      due giorni fa: Ricarica in autostrada, un diritto da garantire a tutti
      36 giorni fa: Venturini (Enel X): “Dove sono le colonnine in autostrada”?
      50 giorni fa: Anche Federauto attacca: poche colonnine in autostrada
      Potrei continuare quasi all’infinito, ma mi limito a segnalarle ancora il primo articolo, scritto tre anni e mezzo fa, quando eravamo nati da pochi mesi: L’estate c’è, servono più colonnine in autostrada

    • Caro Vittorio le consiglio di guardare un film “Who killed the electric car”, e vedrà di che razza di porcherie sono capaci alcuni personaggi.
      Anche all’epoca;
      – la politica dirotto l’attenzione del popolino sull’idrogeno;
      – i petrolieri misero mano al portafoglio per screditare l’auto elettrica;
      – alcuni politici dalla sera alla mattina cambiarono atteggiamento;
      – politici e car maker terrorizzarono il popolino con lo spettro della perdita dei posti di lavoro;
      – le case automobilistiche fecero di tutto per far fallire il progetto.

      Successivamente diedero pure una detrazione del 100% per l’acquisto dei suv (se non ricordo male Bush (petroliere));

      E c’è pure una chicca: Reagan (filo petroliere) una volta arrivato alla casa bianca fece smontare dal tetto i pannelli fotovoltaici installati da Carter.

    • E si ricordi che Don Rodrigo non è rimasto confinato ai Promessi Sposi, è onnipresente ed è ricco, potente, influente, e se secondo lui l’auto elettrica non s’ha da fare farà di tutto per bloccarla, avvalendosi dei suoi bravi di fiducia che molto spesso ricoprono cariche politiche importanti.

  5. Sono anni che voglio dare le dimissioni da italiano, e sono anni che vorrei andare a vivere in Svizzera ed avere il piacere di andarmene da questo paese fondato sulle clientele dove la burocrazia viene usata come strumento per agevolare gli amici e rallentare/fermare ciò che rattrista gli amici.

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