In tilt 100 robotaxi Apollo Go: passeggeri piantati in autostrada a Wuahn

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Oltre 100 robotaxi della flotta Apollo Go di Baidu si sono improvvisamente fermati nel traffico a Wuhan, lasciando i passeggeri bloccati anche su arterie sopraelevate ad alta velocità. L’episodio, avvenuto la sera del 31 marzo, è stato causato da un malfunzionamento del sistema di guida autonoma e ha generato situazioni potenzialmente pericolose, con utenti costretti ad abbandonare i veicoli in mezzo al traffico. Nessun ferito, ma il caso riapre il dibattito sull’affidabilità della guida autonoma su larga scala.

Il blackout ha coinvolto una parte significativa della flotta robotaxi di Apollo Go, il servizio di mobilità autonoma sviluppato da Baidu, uno dei principali player globali del settore. Secondo le autorità locali, le auto si sono arrestate improvvisamente per un “guasto di sistema”, restando immobilizzate anche nelle corsie centrali di strade ad alto scorrimento.

Stop improvviso e passeggeri intrappolati

Le testimonianze raccontano di veicoli che si fermano senza preavviso, mostrando a bordo messaggi di errore del sistema di guida. In diversi casi, l’assistenza remota non è intervenuta rapidamente, costringendo i passeggeri a prendere decisioni autonome.

Alcuni utenti sono riusciti a uscire dai veicoli, mentre altri hanno esitato per il rischio rappresentato dal traffico veloce. In diversi episodi è stato necessario l’intervento della polizia per consentire l’evacuazione in sicurezza.

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Non sono mancati disagi prolungati: secondo fonti locali, alcune persone sarebbero rimaste bloccate anche per oltre un’ora prima di ricevere assistenza.

Un problema sistemico, non un caso isolato

L’elemento più critico è la natura “di massa” dell’evento: non un singolo veicolo in avaria, ma un’intera flotta paralizzata quasi simultaneamente. Questo suggerisce un problema a livello di software centrale o connettività cloud, componenti fondamentali per il funzionamento dei robotaxi.

Non è ancora chiaro cosa abbia innescato il blocco, ma tra le ipotesi ci sono bug software o interruzioni nella comunicazione con i server.

Questo tipo di architettura, altamente centralizzata, è uno dei punti di forza ma anche di vulnerabilità dei sistemi di guida autonoma: se il sistema “fallisce”, può farlo su larga scala.

Espansione globale sotto esame

Il caso arriva in un momento delicato per Baidu, che sta espandendo il servizio Apollo Go anche fuori dalla Cina, con progetti in Medio Oriente ed Europa.

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Robotaxi Apollo Go in servizio a Pechino

Per il mercato europeo  episodi come questo rappresentano un campanello d’allarme. Se da un lato la Cina è oggi il laboratorio più avanzato per i robotaxi, dall’altro restano aperti interrogativi su sicurezza, ridondanza dei sistemi e gestione delle emergenze.

Non è la prima volta che la guida autonoma mostra fragilità: casi analoghi hanno coinvolto anche flotte di Waymo negli Stati Uniti.

Il nodo sicurezza nella mobilità autonoma

L’incidente di Wuhan riporta al centro una questione chiave: quanto sono davvero pronti i robotaxi per un’adozione su larga scala?

Dal punto di vista tecnico, i sistemi sono progettati per entrare in “modalità sicura” in caso di errore. Tuttavia, fermarsi improvvisamente in mezzo al traffico veloce non è necessariamente una soluzione priva di rischi.

Per i regolatori europei, che già adottano un approccio più prudente rispetto alla Cina, episodi come questo potrebbero rallentare ulteriormente l’introduzione commerciale dei servizi completamente autonomi.

  • LEGGI anche: “E dopo la guida autonoma? Le auto connesse e cooperative” e guarda il VIDEO 

Visualizza commenti (3)
  1. Guido Baccarini

    Infatti Tesla ha scelto la totale indipendenza dal Cloud w persino dalle mappe, nel senso che le usa per sapere la direzione e i limiti, nient’altro.
    In caso di blackout selle comunicazioni funziona ugualmente come prima.

    1. ora stanno investendo in micro “orologi atomici” per poter abbandonare anche la connettività satellitare per calcolare esattamente la posizione; per ora li utilizzeranno per missioni spaziali o veicoli che si spostano sotto terra ma penso che a breve arriveranno pure su dispositivi più “consumer” come le autovetture e sarà possibile determinare la posizione senza neppure temere l’oscuramento dei vari sistemi GPS

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