A Skellefteå, nel nord della Svezia, una sauna pubblica rosa shocking e a forma di cristallo di litio sta diventando un laboratorio per la ricarica bidirezionale. Nel progetto “Vehicle-to-Sauna”, Skellefteå Kraft sperimenta l’uso dell’energia contenuta nelle batterie delle auto elettriche per alimentare la sauna e il parco circostante.
Si tratta di un’applicazione certamente insolita, ma comunque concreta, del principio secondo cui l’auto elettrica può trasformarsi da semplice consumatore di energia a sistema di accumulo.

Un cristallo di litio in Svezia
La Crystal Sauna si trova nell’area di Wasteland, un ex sito industriale di Ursviken trasformato in parco, ed è stata realizzata nell’ambito della Society EXPO 2026. L’installazione è pubblica e perfettamente funzionante, di proprietà del comune di Skellefteå.
L’architettura richiama volutamente il mondo delle batterie: l’edificio riproduce infatti la forma di un cristallo di litio, elemento fondamentale delle moderne batterie agli ioni di litio. La struttura esterna è composta da circa 280 prismi rivestiti con pannelli a specchio rosa trattati al titanio, mentre oltre 140 elementi metallici tagliati al laser completano la costruzione.
All’interno, il linguaggio futuristico lascia spazio a un ambiente più tradizionale, con legno e una stufa per sauna forgiata a mano. Il progetto intende mettere in relazione il controllo del fuoco da parte dell’uomo e l’odierno controllo dell’energia elettrica attraverso le batterie.

Il progetto Vehicle-to-Sauna
L’aspetto più interessante per la mobilità elettrica è però nascosto nel sistema energetico. Con il progetto Vehicle-to-Sauna, Skellefteå Kraft sta verificando la possibilità di utilizzare direttamente l’elettricità immagazzinata nella batteria di un veicolo elettrico per alimentare la Crystal Sauna e le aree circostanti.
Il sistema può inoltre utilizzare batterie stazionarie, creando una piccola infrastruttura di accumulo nella quale la batteria dell’auto diventa una delle possibili fonti energetiche.
Il principio è quello della ricarica bidirezionale: l’energia non viaggia più soltanto dalla rete verso l’auto, ma può seguire anche il percorso inverso. Come nel Vehicle-to-Home (V2H), per esempio, dove la vettura può alimentare un’abitazione, o come il Vehicle-to-Grid (V2G), dove l’auto elettrica può restituire energia alla rete.

Tutto il potenziale della ricarica bidirezionale
È proprio questa seconda funzione a rendere strategico il tema per la transizione energetica. Una flotta crescente di auto elettriche significa milioni di batterie potenzialmente disponibili per assorbire energia e restituirla alla rete quando la domanda aumenta.
Il modello è particolarmente interessante in sistemi elettrici con una quota crescente di fotovoltaico ed eolico, dove la disponibilità di energia rinnovabile può variare rapidamente. I primi modelli d’auto stanno già cercando di trasformare questa flessibilità in un vantaggio economico per gli automobilisti.
La diffusione della tecnologia rimane però limitata. Standard differenti, problemi di interoperabilità, sistemi proprietari e infrastrutture non ancora sufficientemente mature frenano l’adozione della ricarica bidirezionale su larga scala.
Una sperimentazione insolita ma concreta
Il progetto di Skellefteå non risolve questi ostacoli e una sauna non rappresenta certo il caso d’uso destinato a cambiare il sistema elettrico europeo. La sua forza sta però nella capacità di rendere immediatamente comprensibile un concetto spesso confinato a standard, protocolli e documenti tecnici.
La Crystal Sauna mostra infatti una possibilità molto concreta: quando l’auto non deve muoversi, la sua batteria può diventare una risorsa energetica utilizzabile altrove. La dimostrazione è decisamente insolita, ma tutt’altro che banale, del potenziale della ricarica bidirezionale.
- LEGGI anche: E.ON scommette: «Le auto elettriche diventeranno batterie per la rete» e guarda il VIDEO




