In Sudafrica una rete di ricarica HPC “off-grid”: tutta l’energia autoprodotta

Sudafrica ricarica



Il Sudafrica inaugura due nuove stazioni HPC completamente off-grid lungo la trafficata autostrada N3 tra Johannesburg e Durban. I nuovi hub utilizzano energia solare e sistemi di accumulo per alimentare la ricarica ultra-rapida di auto e camion elettrici senza dipendere dalla rete nazionale.

L’apertura ufficiale dei due siti rappresenta un passaggio importante per il mercato sudafricano, dove l’elettrificazione dei trasporti è ancora agli inizi e deve confrontarsi con un contesto energetico particolarmente complesso.

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Il nuovo hub di ricarica off-grid inaugurato sull’autostrada N3 in Sudafrica

Ricarica solare e accumulo

L’autostrada N3 collega Johannesburg a Durban ed è uno dei principali corridoi logistici e commerciali del Sudafrica. Qui transitano quotidianamente sia traffico passeggeri sia una quota rilevante del trasporto merci nazionale.

Le nuove stazioni – sviluppate dalla società locale Zero Carbon Charge – funzionano interamente “fuori rete” grazie a una combinazione di impianti fotovoltaici, batterie di accumulo e colonnine HPC ad alta potenza. Una soluzione che nel contesto sudafricano assume un valore strategico, considerando le frequenti criticità della rete elettrica nazionale e i problemi legati ai blackout programmati.

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Secondo l’azienda, durante i primi due giorni di attività oltre 25 veicoli elettrici, inclusi camion elettrici, hanno utilizzato le nuove infrastrutture, consumando più di 1 MWh di energia prodotta da fonte solare.

I benefici al trasporto merci green

L’aspetto più interessante dell’iniziativa riguarda probabilmente proprio il supporto ai mezzi commerciali elettrici. Il trasporto pesante rappresenta infatti uno dei segmenti più difficili da elettrificare nei mercati emergenti, soprattutto dove l’infrastruttura energetica non è ancora pienamente stabile.

Secondo l’azienda, i risultati iniziali dimostrano che queste infrastrutture alimentate da energie rinnovabili possono sostenere non solo le auto private ma anche il trasporto merci elettrico su lunga distanza.

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Le stazioni di ricarica rapida garantiscono energia autoprodotta da solare e accumulo

Obiettivo: 60 stazioni entro il 2027

Visto il successo dell’operazione, Zero Carbon Charge punta ora ad ampliare rapidamente la rete nazionale. Dopo il corridoio N3, la prossima direttrice individuata è la N1 (Johannesburg – Cape Town), altra infrastruttura strategica del Paese.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a 60 stazioni di ricarica operative entro la fine del 2027, creando una rete nazionale capace di supportare sia il traffico privato sia il trasporto merci elettrico.

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Off-grid come risposta ai limiti della rete

Il progetto sudafricano evidenzia un tema destinato a diventare sempre più importante: il ruolo delle infrastrutture energeticamente autonome nella diffusione della mobilità elettrica.

In Sudafrica, dove la rete soffre da anni problemi strutturali, sviluppare stazioni indipendenti dalla distribuzione nazionale può infatti rappresentare una soluzione concreta per accelerare l’adozione dei veicoli elettrici senza aggravare la pressione sul sistema elettrico.

Il modello potrebbe risultare interessante anche in altre aree del mondo con infrastrutture energetiche fragili o in territori remoti dove l’estensione della rete sarebbe economicamente complessa.

  • LEGGI anche: “Prima le auto elettriche o le colonnine? Dipende: nelle città del Nord, per esempio…” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (2)
  1. Ora in Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia non hanno più scuse…. anche consorzi di piccoli imprenditori possono creare proprie stazioni di ricarica off-grid (magari in capannoni artigianali abbandonati o sotto-utilzzati) con pannelli sul tetto e batterie d’accumulo per caricare a media/bassa potenza i frequentatori della zona (con tutta la gente che lavora in aree artigianali e industriali… se gli fornisci il servizio a prezzi bassi poi vieni velocemente ripagato dalla frequentazione assidua.. e l’esempio dei primi clienti porta altri a “copiare” )

  2. Tutto corretto nulla da eccepire tuttavia c’è un problema di prezzi della ricarica che sono ingiustificabili se uno non pianifica prima le ricariche in un viaggio si trova a dover sostenere costi del prezzo al kwh da furto legalizzato. Poi con tutti i fornitori disponibili devi essere un esperto informatico altrimenti ti viene la gastrite.
    La domanda è: “Perchè non si stabilisce un prezzo nazionale come per gli altri rifornimenti?” Mi sembra invece che la logica sia quella del più forte chi ha più colonnine e vende di più ha il prezzo più basso.
    I Comuni declinano il servizio ai vari fornitori e non ci pensano nemmeno di creare una loro rete a prezzi calmierati, potrebbero guadagnarci, ma non interessa. Meglio togliersi il problema.
    La rete autostradale in parte ha già venduto le colonnine e terzi non interessa mettere in piedi una assistenza adeguata.
    Restano i clienti che se sprovveduti pagano un salasso ” chi se ne frega”
    e il risultato è una giungla dove vince il più forte o quello che ti fa cascare nella sua rete senza che te ne accorgi.
    Ci sono stati esempi virtuosi di ricariche con accumuli e fotovoltaici ma sono durate poco, o sono in aree poco frequentate, sarebbe bello accreditare le stazioni e aree di sosta nelle vie e autostrade più trafficate alle aziende più virtuose.
    Senza considerare che si parla di tassare un rifornimento che è già tassato alla fonte nelle bollette di casa e se vai fuori lo è ancora di più.
    Secondo me se si regolamenta questo groviglio e si diminuiscono i prezzi alle colonnine il mercato parte da solo.
    Oppure dobbiamo aspettare che si faccia saltare definitivamente Hormuz che il prezzo schizzi a 3€ al litro e allora diventa un’altro film.
    Politiche concrete sulle rinnovabili staccate dal prezzo del gas non se ne vedono e facilitazioni burocratiche per incentivarne l’istallazione ben che meno, questo è il panorama che frena la diffusione in Italia.
    Chiudo con un’altra questione chissà perche lo stato ha calmierato le accise sul petrolio e invece per chi usa l’energia elettrica per muoversi e pure non inquina non’è nemmeno menzionato se non per togliere agevolazioni e permessi di circolazione nei centri, vedi ZTL a Roma.

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