In Sicilia è ormai una strage di cavi. «A Catania e provincia tutti i Supercharger, tutti, con i cavi mozzati. Assurdo!» è lo sdegno di Andrea Passanisi, imprenditore siciliano noto per la produzione di avocado e mango coltivati sotto l’Etna e distribuiti in tutta Italia.
Su VaiElettrico (leggi l’articolo) ci ha spiegato come sia possibile viaggiare in Tesla anche percorrendo centinaia di chilometri al giorno: finora tutto bene, senza problemi. Ora la Sicilia deve fare i conti con la strage di cavi alle stazioni di ricarica. L’imprenditore l’ha documentata (insieme al gruppo siciliano di Tesla) con numerosi scatti che mostrano colonnine vandalizzate e cavi tranciati. E non solo a Catania. Oltre a Passanisi, ci ha contattato anche Alessandro Rossi, che ha confermato la denuncia: «In Sicilia la situazione è davvero drammatica, perché non si può più fare affidamento sulla rete in DC. Ormai quasi tutte le colonnine fast sono vandalizzate, con i cavi tagliati».
Passanisi: «Ormai è impossibile affidarsi alla ricarica pubblica»
Ci vuole pazienza e costanza, bisogna essere convinti davanti a questo scempio civico. Passanisi è più che convinto della superiorità dell’elettrico: «La mia fortuna è quella di avere il box, sennò sarei tornato alla benzina. Ormai è impossibile affidarsi alla disponibilità della ricarica pubblica tra furti di cavi, malfunzionamenti delle colonnine, incivili che bloccano l’accesso e costi di ricarica pubblica altissimi».

Una situazione incredibile: «Queste foto vengono da Catania, Enna e Messina. Le uniche che si salvano, perché vicine al centro commerciale, sono le Tesla. Io sono rimasto scioccato, per fortuna che abbiamo le colonnine in casa e in azienda».
La documentazione fotografica sulle colonnine vandalizzate in Sicilia
Rossi: «In Sicilia rete azzerata, appello agli operatori, questori e polizia»
«In Sicilia la situazione è davvero drammatica, perché non si può più fare affidamento sulla rete in DC: ormai quasi tutte le colonnine fast sono vandalizzate, con i cavi tranciati. Si salva qualche colonnina ancora in fase di attivazione: evidentemente anche i ladri di rame usano le app». Un vero attentato sottolinea Alessandro Rossi. «Essendo questo un problema serio, perché incide sulla vita di migliaia di persone che hanno scelto l’elettrico, non si tratta solo di un semplice furto ma di un’interruzione di un servizio pubblico e di un grave danno alla comunità. Immaginate cosa succederebbe se venissero sabotati tutti i distributori di carburante».
Che fare? «Mi chiedo se VaiElettrico possa aiutarci ponendo alcune domande agli attori principali. Enel X, Plenitude e gli altri gestori: sono a conoscenza dei danni e si attiveranno per il ripristino, che sicuramente richiederà tempi lunghi. Stanno adottando contromisure, ad esempio sistemi di allarme o videosorveglianza? Stanno valutando l’uso di cavi antitaglio? Potremmo contattarli per chiedere una loro posizione? Sono naturalmente parte lesa anche loro».
Cavi tranciati alla stazione Atlante: perché solo quelli fast?
E le autorità? «Questori e forze di polizia: le forze dell’ordine sono già coinvolte per programmare attività di controllo, ad esempio verifiche su chi ricetta il rame. È importante capire se questi episodi vengano classificati. È pensabile che ci sia la stessa mano o un gruppo organizzato? Probabilmente sanno già chi andare a cercare. Non credo che i cittadini debbano subire passivamente, né essere limitati negli spostamenti a causa dell’azione di criminali. Conto sul vostro supporto per cercare di attivare qualche iniziativa utile alla risoluzione del problema».
Su Vaielettrico da tempo documentiamo questi atti con decine di articoli. Il siciliano sembra però più ampio, più opera di criminali organizzati che di vandali. Si parla tanto di sicurezza e anche su questo tema sarebbe necessaria una riflessione da parte delle autorità.
- Fateci vedere il prezzo della ricarica! Guarda il VIDEO










Situazione a dir poco deplorevole, ma non c’è da sorprendersi. Siamo in Italia, dove ormai lo Stato ha rinunciato ad amministrare la giustizia e chiunque può fare ciò che gli aggrada senza timore di doverne pagare le conseguenze: basta leggere i quotidiani
Mi preoccupa la stagione turistica, proprio ieri osservano 2 macchine olandesi in carica. Se l’Italia e anche il sud sono combinati così sarà un disastro.
Fatevi un giro qui a Roma e poi ne riparliamo.
Se volete, vi faccio anche io un reportage fotografico di tutte le varie Enel-X con cavi tagliati.
Non c’è niente da fare, vanno riprogettate da zero, occultando il cavo in una sorta di armadietto blindato che si sblocca con app o card.
Ma poi c’è sempre l’eterno problema dell’occupazione abusiva da parte delle termiche.
A Palermo situazione terribile quasi come Catania.
@Alessandro D.
Commento RAZZISTA che, come spesso accade per il popolo siciliano, fa di tutta l’erba un fascio e di tutti i siculi dei mafiosi in pectore.
Mi meraviglio che una tale abnormità venga pubblicata senza alcun tipo di stigmatizzazione da parte del redattore.
VERGOGNA!
Rilegga i suoi precedenti commenti. Se dovessimo censurare tutti quelli indecenti lei non sarebbe mai comparso su queste pagine
Ma ridi ogni tanto che ti fa bene. 😉
La notizia è frutto di uno “sfogo” di due siciliani che hanno messo a disposizione le foto per un chiaro motivo: sollecitare una presa di coscienza da parte delle autorità e la ricerca di soluzioni tecnologiche da parte degli operatori. Chiaro?
L’ho già segnalato più volte ma sembra che non vogliono vedere, fino a che non faranno le colonnine con il cavo che rientra e si arrotola ed esce solo quando ti sei registrato secondo me la situazione non si risolve, non ci vuole molto e penso che poi non sia facile tagliare la colonnina per asportare il cavo
Ionity per evitate il taglio dei cavi, presso la stazione di ricarica di Binasco (MI), ha installato dei cavi pressurizzati e protetti da sistema GPS, accompagnati da segnaletica di pericolo folgorazione… sembrano funzionare
1) trovare lavoro ben retribuito alle persone… troppa gente è disoccupata o sottopagata e si arrangia come può
2) aziende ed enti devono avere i propri parcheggi attrezzati con punti di ricarica AC così chi deve ricaricare lo fa quando è al lavoro o a fare shopping o pasti o palestra etc etc… i locali sono molto più sorvegliati ed utilizzati dagli utenti (e magari i cavi usati non sono i ben più pesanti e “quotati” cavi HPC).
3) faciitare al massimo le ricariche “a domicilio” (togliendo assurdi balzelli e favorire tariffe agevolate per i contatori da garage, che tra l’altro utilizzerebbero ore notturne molto più facili da gestire per la “rete” nazionale).
Bisognerebbe convincere qualche “Don” a comprare la Tesla.
Dopo vedi come tutte le colonnine della Sicilia sono linde e immacolate, con funzionalità al 100% e zero furti di rame…
Boing bi bio bo boing bi bio bo boing (è il marranzano… 🙂 )
si scherza eh?
I don non c’entrano, quelli si occupano d’altro. Questi sono furti di rame.
hai ragione, altro che scherzi… e prima che venga qualcuno a darmi del razzista, preciso di essere calabrese…
Possibile che questo scempio sia solo finalizzato al furto del rame e non sia anche opera di qualche esaltato no-watt?
Confermo quanto qui affermato, sono dovuto tornare all’ibrido proprio perché ho avuto troppi problemi a trovare colonnine dc funzionanti in giro per la Sicilia
Siamo nel terzo mondo Purtroppo qualsiasi cosa si fa per migliorare il mondo in Sicilia non funziona . Meno male che anche io carico da casa .
Forse bisognerebbe creare delle colonnine senza cavo . Come quelle AC..
Dovremmo concedere alle colonnine il diritto di autodifesa, come a tutti gli altri robot.
Non dovremmo avere robot di serie A e robot di serie B.
Come non essere d’accordo…