In Sicilia al via il parco agrivoltaico più grande d’Italia: da 225 MW

socilia Agrivoltaico

A Vizzini, in Sicilia, si avvicina alla meta il parco agrivoltaico più grande d’Italia. Un’idea coltivata dal 2018, autorizzata nel 2023, quando ne abbiamo scritto parlando di un parco fotovoltaico con investimenti in forestazione e tutela della biodiversità. Ora European Energy, l’investitore danese, parla di produzione energetica su larga scala e uso agricolo: agrivoltaico. La scelta definitiva di investimento, come sottolineano gli stessi imprenditori, è arrivata con l’aggiudicazione di un’asta CfD statale che garantisce al produttore un prezzo stabile per l’elettricità prodotta.

Un parco da 200 ettari da 225 MW

Occuperà 200 ettari e avrà una potenza installata di 225 MW il «più grande parco solare d’Italia», da realizzare vicino a Vizzini, in Sicilia, in prossimità della nuova stazione elettrica di Terna. Un elemento che valorizza ulteriormente l’investimento di European Energy. Dopo diversi anni l’impianto è ora in fase di realizzazione grazie alla vittoria, da parte dell’operatore, di un’asta CfD del governo italiano.

Sicilia agrivoltaico
Integrazione tra agricoltura e fotovoltaico

Il Contract for Difference è un contratto in cui lo Stato garantisce al produttore di energia rinnovabile un prezzo stabile per l’elettricità prodotta. Si definisce un prezzo di riferimento (strike price): se il valore di mercato scende al di sotto di quel valore, lo Stato paga la differenza al produttore; se invece è superiore, è il produttore a restituire la differenza allo Stato. Si tratta di una politica che riduce il rischio economico per chi investe in grandi impianti rinnovabili e permette allo Stato di mantenere sotto controllo i costi dell’energia nel lungo periodo. Un sistema che accelera la realizzazione di nuovi impianti.

Il precedente dell’impianto pugliese di Troia

L’investimento si basa sull’esperienza maturata in Italia. In una nota, infatti, la società cita «l’impianto a connessione unica più grande della Penisola, a Troia». Il progetto di Vizzini punta a integrare la produzione di energia solare industriale con l’attività agricola: le strutture fotovoltaiche sopraelevate permetteranno infatti la continuità delle coltivazioni, come previsto anche dal nuovo decreto dedicato alle aree idonee e all’agrivoltaico. L’avvio della produzione è previsto per la fine del 2027.

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«Il progetto Vizzini dimostra la capacità di European Energy di sviluppare iniziative rilevanti nel mercato italiano in evoluzione. Il design integrato mostra come sia possibile mantenere l’uso agricolo in impianti fotovoltaici su larga scala», afferma Alessandro Migliorini, Country Manager Italia.

 

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Da European Energy sottolineano inoltre che «una volta operativo, diventerà il più grande parco solare italiano, superando gli impianti finora collegati alla rete e contribuendo in modo significativo alla capacità rinnovabile nazionale». Thorvald Spanggaard, Vicepresidente esecutivo, evidenzia anche la sostenibilità economica del progetto: «Il risultato dell’asta FERX garantisce stabilità dei ricavi a lungo termine».

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Visualizza commenti (1)
  1. eh ma che meraviglia,
    quando installato immagino fornirà una bella spinta all’economia del luogo, pagherà gli stipendi a moltissimi più dipendenti dell’azienda agricola e del gestore, rispetto all’uso solo agricolo del terreno;
    inoltre se segue le regole attuali pagherà al Comune tra il 3% e il 4% del suo fatturato di ogni anno, come pratica di buona connvivenza

    in un certo senso a volte è anche una protezione, evita a terreni pocopregiati di fare una brutta fine (non irrigati e seccati, abbandonati e infine magari pure cambiati di destinazione d’uso), protegge economicamente le aziende agricole dei terreni, e i piccoli centri di campagna da spopolamento per mancanza di lavoro

    poi a gusti, per me con quella grande taglia non comune in Italia, forse può essere persino una attrazione paesaggistica, una curiosità da includere in un itinerario

    potrebbe essere un parco agrivoltaico di “tipo 2” secondo le definizioni nelle linee guida del 2022 del Mite (ora Mase), cioè con pannelli (eventualmente con o senza inseguitore solare a 1 asse) montati su supporti non troppo alti, e coltivazioni agricole fatte tra le fila dei pannelli, non anche sotto i pannelli, oppure “banale” pastorizia

    perchè se ha partecipato all’ultimo FerX, per vincere l’asta bisognava proporre tariffe del kwh abbastanza basse, per il sud italia intorno ai 56 €/MWh ( 5,6 cents al kwh )

    contando che in italia pare 20 €/MWh sono di spese burocratiche e finanziarie per via del lungo e difficile iter autorizzativo e gabelle varie,
    per rientrare nei rimanenti 36 €/MWh, ci si riesce più facillmente con installazini con pannelli montati su leggeri e semplici sostegni bassi

    cioè se è stato autorizzato nel 2023, forse ha evitato la mannaia del “decreto agricoltura” che ha vietato questo tipo di impianti, che guarda caso erano quelli più razionali, economici, efficenti, e meno visibili da lontano; se non li vietavano, ne avremmo avuti spontaneamente un buon numero installati ogni anno per toglierci velocemente almeno dall’emergenza prezzi energia, e creare lavoro qualificato

    ora sarà da vedere alle prossime aste quanti nuovi progetti si presenteranno, forse meno, e magari stabilendo prezzi meno bassi di quanto sarebbe stato possibile

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