In Sardegna sul lago Cedrino le escursioni sono con la barca elettrica

sardegna barca elettrica



In Sardegna, nelle acque interne, grazie a una legge regionale si naviga quasi sempre in barca elettrica. Poche le eccezioni, introdotte con una una modifica recente. Ci si è adeguati sul Lago Cedrino, siamo nel Comune di Dorgali, uno specchio d’acqua nato da una diga ma immerso in un contesto di sorprendente naturalità. L’Agriturismo Canales ha scelto di compiere un passo che unisce rispetto ambientale, innovazione e coerenza con il territorio scegliendo le emissioni zero. 

La barca per le escursioni convertita in elettrico

La barca utilizzata per le escursioni è stata  convertita in elettrico. Il lago, dove si riflettono  pareti di roccia vulcanica e quelle calcaree del Supramonte si trova in una delle zone più selvagge dell’interno sardo. Un sito amato dagli sportivi in kayak, che qui trovano quiete e un contatto diretto con la natura. Proprio per questo, racconta Francesco Nieddu, la scelta dell’elettrico è stata  inevitabile. Non solo per la legge.

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Navigazione in elettrico sul Lago Cedrino in Sardegna nel Comune di Dorgali

L’autonomia della barca supera ampiamente le necessità quotidiane. Francesco spiega che la velocità massima non viene mai raggiunta e che le batterie non arrivano praticamente mai a livelli critici, perché il sistema è stato dimensionato con largo margine. In condizioni normali, sarebbe possibile effettuare due uscite consecutive senza ricaricare. Il percorso copre circa dodici chilometri, distribuiti tra soste, visite e tratti di navigazione tranquilla, e non rappresenta mai un problema per la capacità energetica disponibile. La ricarica avviene direttamente al pontile. La barca? Una Sunchaser 7518 Cruise ovvero un pontoon boat prodotto da Sunchaser Corp.

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È stato sufficiente portare un cavo fino all’ormeggio, senza installare per ora una colonnina dedicata, ma che arriverà più avanti. Con una potenza di circa tre chilowatt e mezzo, il caricatore lavora al minimo necessario e impiega poco più di due ore per riportare la barca dal sessanta al cento per cento. Queste le necessità della barca.

Con la navigazione elettrica, stop alle taniche per rifornire

La scelta dell’elettrico, in questo caso un X20 della ePropulsion da 20 kW,  non è stata dettata solo dalla praticità. Francesco racconta che l’esperienza a bordo è completamente diversa: «Niente rumore, niente odore di benzina, nessun gas di scarico e vibrazioni.  Anche la gestione quotidiana è più semplice, perché non occorre più trasportare taniche, fare rifornimento o correre il rischio di sversamenti. L’energia utilizzata proviene dall’impianto fotovoltaico dell’agriturismo, un aspetto che rende l’intero sistema ancora più sostenibile».

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Il fuoribordo della X-Series della Epropulsion, sulla barca del Cedrino il modello X20 da 20 kWl

C’è poi un tema di coerenza: «Proporre escursioni in kayak, offerta presente da circa trent’anni, come esperienza di quiete assoluta e, allo stesso tempo, accompagnare i visitatori con una barca a motore termico sarebbe stato contraddittorio. L’elettrico permette invece di offrire un’alternativa confortevole a chi non può o non desidera affrontare un’attività sportiva, mantenendo intatta l’atmosfera del luogo».

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Le reazioni dei primi passeggeri sono state «di autentico stupore. Anche se l’elettrico viene annunciato, il momento in cui la barca si muove senza alcun rumore sorprende sempre. Non c’è avviamento, non c’è vibrazione, non c’è cambio che ingrana. Il silenzio accompagna la navigazione e stimola la curiosità dei visitatori, che spesso pongono molte domande perché, per la maggior parte di loro, si tratta della prima esperienza su una barca completamente elettrica». Purtroppo visto che l’elettrificazione delle escursioni turistiche è molto lenta.

Il fuoribordo Epropulsion da 20 kW con sullo sfondo il ponte sul lago Cedrino
Il fuoribordo ePropulsion da 20 kW con sullo sfondo il ponte sul lago Cedrino

L’escursione proposta dall’Agriturismo Canales occupa mezza giornata e parte alle nove e mezza del mattino. Il percorso attraversa l’intera parte navigabile del Cedrino, risale l’affluente Rio Frumeneddu tra grotte e canali calcarei, raggiunge San Pantaleo per una breve visita alla chiesa  circondata dall’acqua e prosegue verso le sorgenti di Su Gologone, dove è prevista una sosta prima del rientro. Il servizio è disponibile fino a luglio, perché il livello del lago varia molto e agosto è quasi sempre un mese critico.

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