In Sardegna Mobility-Com: powertrain elettrici, ricariche ultra-fast…

Sardegna ricerca

In Sardegna Mob-Com. In un’isola con poche auto elettriche, industria automotive quasi inesistente e forte opposizione alle rinnovabili, si inaugura un centro di ricerca sulla mobilità sostenibile. Mob-Com (Mobility Community) è presentato come un hub di alta specializzazione. Di che cosa si occuperà? Di powertrain elettrici e ibridi, batterie “second life”, stazioni di ricarica ultrafast, sistemi di guida autonoma. E testing/omologazione di veicoli elettrici.  Tanta roba, per la ricerca e la possibilità di far cambiare idea ai negazionisti. Il centro è promosso da ACI e Università di  Cagliari. 

In Sardegna Mob-Com: si occuperà anche di batterie Second-life

Abbiamo premesso che in Sardegna il settore automotive è marginale, ma ciò non significa che non si possa fare ricerca. In passato l’isola è riuscita a diventare un punto di riferimento internazionale nello studio del web, attirando a Cagliari scienziati provenienti da ogni parte del mondo. A partire dalla Silicon Valley e dal MIT. Lavori pionieristici su streaming, reti, interfacce web e data science grazie  anche al CRS4. Nel sito si possono leggere sintesi interessanti sui progetti di ricerca da “Ricarica intelligente dei veicoli elettrici: una soluzione digitale per integrare mobilità elettrica ed energie rinnovabili”  a quello dedicato ai robot guidati dalla IALa capacità di produrre ricerca di qualità è un dato oggettivo. L’Università del capoluogo sardo ha sviluppato progetti significativi legati alla gestione dell’energia e, sul fronte della mobilità pubblica, Cagliari è considerata una città virtuosa a livello nazionale per il trasporto a emissioni zero. Nonostante un contesto politico spesso ostile all’innovazione energetica, esistono competenze e risorse umane di alto livello nel campo della ricerca.

In Sardegna Mobility-Com
Due auto in ricarica nella stazione ultra-fast Ewiva di Giave (Sassari).

Premessa doverosa per capire il senso di questo investimento dedicato alle auto elettriche. La struttura nasce per svolgere attività di ricerca industriale, testing, verifica e omologazione di veicoli a zero o basse emissioni. La missione è duplice, come si legge nel comunicato ufficiale del progetto: «da un lato contribuire allo sviluppo di tecnologie avanzate per automobili sostenibili. Dall’altro sostenere la filiera locale e favorire il trasferimento tecnologico verso le piccole e medie imprese regionali». Non mancano iniziative interessanti da parte di operatori privati che offrono servizi di ricarica alimentati da energia pulita. Anche se la diffusione delle auto elettriche nell’isola resta disastrosa. I numeri sono da prefisso telefonico, con percentuali che collocano la Sardegna tra le ultime regioni italiane per mobilità elettrica privata.

Le sette aree di ricerca di Mob-Com

In Sardegna Mob-com
La sede della Regione Sardegna

L’hub dedicato alle auto elettriche si articola in sette aree di ricerca. Tra queste figurano sistemi di ricarica fast e ultra‑fast progettati per ridurre l’impatto sulla rete elettrica, tecnologie per idrogeno e metanolo sintetico. Oltre a soluzioni per l’accumulo e batterie second life. Attenzione particolare è riservata anche alla telemetria e alla gestione dei dati tramite intelligenza artificiale. Sottolineiamo questo passaggio della nota stampa: «La creazione dell’hub auto elettriche rappresenta una svolta importante per l’Isola, dove storicamente il parco auto è tra i più anziani e inquinanti d’Italia. Seppure con una crescita recente di veicoli elettrici e ibridi. La nuova infrastruttura non solo punta a migliorare la sostenibilità ambientale, ma anche a generare occupazione qualificata. E favorire collaborazioni pubblico-private, con istituzioni come il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST)». Il presidente diACI Cagliari, Antonello Fiori, spiega che questo progetto «segna un grande cambiamento e rinnovamento nel modo di affrontare le sfide della mobilità sostenibile, prospettando un ruolo chiave della Sardegna nel panorama europeo».  Il raggruppamento Temporaneo dei Dipartimenti universitari costituito da 9 Dipartimenti universitari nazionali e internazionali, coordinato dal professor Alfonso Damiano (del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica), fornirà le competenze scientifiche e tecnologiche.

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