In Romania a -15: come va un’auto elettrica con temperature così rigide? Lo racconta Andrea, un lettore che è da poco tornato da un viaggio con la Volkswagen ID.3.
di Andrea d’Accordi
“2.500 km percorsi in pieno inverno con la nostra ID.3 del 2021, 58kWh. Temperature da 0 a -15 °C. Partenza da Verona. Poi attraverso la Slovenia e Ungheria fino al suo estremo est per entrare in Romania ad Oradea, poi Arad e Timisoara. Viaggio per raggiungere quest’ultima, città natale di mia moglie, per ìtrascorrere Natale e Capodanno. Ci accompagneranno per tutto il soggiorno e il viaggio di ritorno temperature sottozero a due cifre, con abbondanti nevicate.
“Con il freddo ricariche molto lente, non oltre 45-50 kW”
All’andata il viaggio prosegue senza problemi, nonostante avessimo 150Kg di bagagli. I consumi appaiono leggermente più alti e le temperature non scendono mai sotto i -4, ma ci obbligano ad una breve sosta in più rispetto alle 5 programmate. Rimaniamo invece stupiti dalle lunghissime code ai distributori di benzina fra Slovenia e Ungheria. In quest’ultima il carburante è più caro, non c’è più l’euro e l’ungherese risulta praticamente incomprensibile. Per cui molti Rumeni che ritornano in patria preferiscono evitare di fermarvisi a fare rifornimento. Con l’auto elettrica la gestione dei punti di ricarica risulta ovunque molto comoda, ma soprattutto zero code. Il problema maggiore lo abbiamo riscontrato al ritorno. La batteria della ID.3 non ha il preriscaldamento e le ricariche con il freddo estremo risultano molto lente, raggiungendo un picco di ricarica massimo di 50, 45 kW . Abbiamo pertanto optato per soste più brevi e più numerose, con notevole risparmio di tempo.
In Romania a -15: “Cala la potenza del motore e Android Auto ti abbandona…”
A – 10 ha smesso di funzionare la Keyless per l’apertura porte e il sistema di pianificazione dell’auto è risultato molto impreciso. Ma ci siamo affidati all’app ABRP. Anche la connessione con Android Auto ad un certo punto ci ha abbandonato, quindi avanti con il cellulare. A -15 la potenza del motore e la capacità di rigenerazione in frenata risultano ridotte e calano notevolmente sotto il 30% di capacità residua della batteria. Fantastica la tenuta di strada sulla neve, la possibilità dell’auto di attivare e lasciare il riscaldamento acceso in sosta e in ricarica. Anche la rete dei Supercharger, a cui spesso ci siamo appoggiati, risulta molto comoda. Quest’ultima funziona praticamente sempre, è intuitiva ed economica. Tirando le somme, posso dire che qualsiasi viaggio in auto elettrica è fattibile. Bisogna pianificare, conoscere capacità e limiti del proprio mezzo per tirarne fuori il meglio. L’ auto elettrica non è un’ altra auto, è un’altra cosa. Buon viaggio in elettrico a tutti verso il futuro”.
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