Il Massachusetts avvia una delle sperimentazioni più avanzate negli Stati Uniti sul Vehicle to Everything (V2X), installando colonnine bidirezionali gratuite per scuole, comuni e cittadini. L’obiettivo è trasformare le auto elettriche in vere e proprie batterie mobili, capaci di restituire energia agli edifici e alla rete nei momenti di maggiore stress.
Il progetto-pilota punta a ridurre i picchi di domanda, aumentare la resilienza del sistema elettrico e rinviare investimenti costosi in nuove infrastrutture.
Auto elettriche come accumuli distribuiti
Il programma è stato lanciato dal Massachusetts Clean Energy Center (MassCEC) e rappresenta un test su scala reale di come la ricarica bidirezionale possa cambiare il ruolo dei veicoli elettrici. Grazie al V2X, le batterie non servono più solo alla mobilità: possono restituire energia alla rete, supportare edifici pubblici e garantire backup elettrico durante blackout o eventi climatici estremi.
Secondo MassCEC, l’insieme delle colonnine installate sarà in grado di fornire oltre 1 MW di potenza in risposta alla domanda energetica, un valore paragonabile al consumo orario di circa 300 abitazioni statunitensi. Numeri che mostrano come la flotta elettrica, se coordinata, possa diventare un tassello concreto delle cosiddette centrali elettriche virtuali.

Scuole e flotte pubbliche al centro del progetto
Tra i partecipanti figurano cinque distretti scolastici – Acton Boxborough, Arlington, Boston, Concord e Lincoln – insieme a quattro progetti municipali e a 30 residenti privati. Una scelta non casuale: scuole e comuni dispongono spesso di flotte elettriche, come autobus scolastici o veicoli di servizio, ideali per testare il V2X in modo strutturato.
In particolare, gli autobus elettrici rappresentano una fonte interessante: veicoli con batterie di grandi dimensioni, parcheggiati per molte ore, che possono fornire energia durante i picchi senza compromettere il servizio di trasporto.

E le colonnine bidirezionali sono installate gratuitamente
Uno degli elementi più rilevanti del programma è la gratuità delle colonnine e dell’installazione, un aspetto che affronta direttamente uno dei principali ostacoli alla diffusione del V2X: i costi iniziali.
I partecipanti saranno inoltre supportati nell’accesso ai programmi delle utility che remunerano l’energia restituita alla rete, con un potenziale beneficio diretto sulle bollette.
Non secondario il focus sociale: oltre un terzo dei finanziamenti del programma sosterrà i partecipanti che vivono in comunità attente alla giustizia ambientale, rafforzando il legame tra transizione energetica e inclusione.
V2X, una risorsa strategica?
Tutte le installazioni saranno operative entro l’estate 2026, con una raccolta dati che proseguirà per l’intero anno. A fine progetto, MassCEC pubblicherà una guida sul V2X dedicata a progettazione, gestione, costi e barriere normative.
Per il contesto europeo, l’esperienza del Massachusetts offre spunti interessanti ma anche interrogativi aperti. Le regole di mercato, l’interoperabilità degli standard e il coinvolgimento dei distributori restano nodi centrali.
Tuttavia, l’esperimento porta a riflettere sulla crescente importanza della mobilità elettrica come risorsa strategica per il sistema elettrico, soprattutto in uno scenario di crescente penetrazione delle rinnovabili.
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