In Germania le EV diventano batterie per alimentare un traghetto elettrico

Germania EV batterie traghetto





In Germania, la compagnia Norden-Frisia sta sperimentando un sistema che utilizza i veicoli elettrici parcheggiati nel porto come accumulo energetico per supportare la ricarica del primo traghetto elettrico passeggeri del Paese.

Il progetto di ricerca BIDI-EL dimostra come la tecnologia della ricarica bidirezionale (V2G) possa trasformare le vetture in una risorsa preziosa della transizione energetica, soprattutto nei porti e nelle infrastrutture di trasporto.

Germania EV batterie traghetto
Il primo traghetto elettrico di Norden-Frisia

Il traghetto si ricarica…grazie alle auto dei passeggeri

L’iniziativa si sviluppa nel porto di Norddeich, punto di partenza dei collegamenti verso l’isola di Norderney, dove da un anno è entrato in servizio il primo traghetto elettrico per passeggeri della Germania. L’imbarcazione è alimentata da batterie per una capacità complessiva di 1.800 kWh e viene ricaricata attraverso infrastrutture ad alta potenza alimentate da energia solare.

Come accade spesso negli impianti alimentati da fonti rinnovabili, uno dei principali problemi riguarda la gestione dei surplus energetici. Durante le ore in cui il traghetto è in navigazione, infatti, l’impianto fotovoltaico installato nel terminal continua a produrre elettricità che non può essere immediatamente utilizzata.

Per risolvere questa criticità è nato il progetto BIDI-EL, sviluppato insieme all’Università di Osnabrück. L’idea è sfruttare la tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G) e la ricarica bidirezionale per immagazzinare temporaneamente l’energia in eccesso nelle batterie delle auto dei viaggiatori parcheggiate presso il terminal.

Così, quando il traghetto rientra in porto, l’energia accumulata può essere restituita alla rete locale e contribuire alla sua ricarica.

  • Clicca qui e partecipa al nostro concorso

I vantaggi della ricarica bidirezionale

La struttura dispone già di circa 600 posti auto coperti da pensiline fotovoltaiche, che ospitano un impianto da 1.700 kWp. Nelle giornate più favorevoli la produzione supera ampiamente il fabbisogno immediato del sito, rendendo necessario trovare soluzioni di accumulo sempre più flessibili.

In questo contesto, le auto elettriche compatibili con la ricarica bidirezionale rappresentano una risorsa potenzialmente significativa. A differenza dei tradizionali sistemi di storage, la capacità disponibile cresce automaticamente con l’aumento dei veicoli collegati all’infrastruttura.

Si tratta di un modello particolarmente interessante per le aree portuali e i nodi di trasporto, dove la permanenza dei veicoli può durare diverse ore, creando le condizioni ideali per lo scambio energetico.

Germania EV batterie traghetto

Sondaggio sulla ricarica bidirezionale: quanto vi interessa?

Un’alternativa alle batterie stazionarie

Prima dell’avvio del traghetto elettrico, Norden-Frisia aveva già investito in sistemi di accumulo stazionari per sfruttare meglio l’energia prodotta dal fotovoltaico. L’integrazione delle batterie delle auto consentirebbe però ora alla compagnia di aumentare la capacità disponibile senza installare ulteriori sistemi dedicati.

Oltretutto, questa flessibilità potrebbe diventare ancora più importante in vista dell’ampliamento previsto dell’impianto solare del terminal. Più energia rinnovabile prodotta localmente significa infatti una maggiore necessità di accumulo per evitare sprechi e massimizzare l’autoconsumo.

Una soluzione futuribile nei porti europei?

Il progetto-pilota, sostenuto anche dalla Deutsche Bundesstiftung Umwelt (DBU) – tra le più grandi fondazioni no-profit in Europa dedicate alla tutela ambientale – proseguirà fino a gennaio 2027. L’obiettivo è verificare se l’utilizzo coordinato delle batterie dei veicoli possa aumentare la quota di energia rinnovabile consumata localmente e ridurre l’impatto sulla rete elettrica.

Al di là del successo o meno dell’iniziativa, l’esperimento tedesco offre spunti concreti. L’integrazione tra fotovoltaico, accumuli distribuiti e ricarica bidirezionale potrebbe infatti diventare una soluzione efficace per sostenere la transizione energetica delle infrastrutture portuali senza ricorrere esclusivamente a costosi sistemi di storage centralizzati.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Escavatori elettrici: Danfoss svela la nuova pompa idraulica contro gli sprechi

Articolo Successivo

Haters anti Luce scatenati: gli attacchi a Ferrari continuano

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!