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In California via i tosa-erba a benzina: dal 2024 solo elettrici

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In California via i tosa-erba a benzina, solo elettrici. La norma entrerà in funzione nel 2024, secondo la legge firmata dal governatore Gavin Newsom. 

I California
Il sorprendente confronto tra le emissioni di un tosa-erba  di una soffiatrice con quelle di un lungo viaggio da Los Angeles in auto, fino a Las Vegas o Denver. Fonte : California Air Resources Board (CARB)

In California se ne vieterà la vendita

Chi già ne possiede uno potrà naturalmente continuare a usarli. Ma la norma impegna l‘Air Resources Board dello Stato a emanare entro tre anni regolamenti che ne vietino la vendita. La categoria di dispositivi al centro del provvedimento si chiama negli Stati Uniti SORE. E non comprende solo le attrezzature da prato. Ma anche generatori e altri dispositivi per produrre energia elettrica durante le emergenze. Con pragmatismo tutto americano, il governatore ha lasciato all’Air Resources Board di decidere che cosa è tecnicamente fattibile. Rinviando a un successivo provvedimento eventuali aspetti non attuabili nella prima fase. Il provvedimento è legato al fatto che le attrezzature da giardino alimentate a benzina producono livelli sorprendentemente elevati di emissioni. Senza che nessuna norma ne abbia mai regolato il funzionamento.

Il governatore Gavin Newsom.

Emissioni nocive sorprendenti in confronto alle automobili

Secondo gli studi dell’Air Resources Board, i piccoli motori di questa apparecchiatura non bruciano completamente la benzina utilizzata. Il che si traduce in emissioni nocive in primis per gli utilizzatori (giardinieri ecc.).  Addirittura in California le emissioni di questi SORE in termini di ossido di azoto (NOx) e  gas organici reattivi (ROG) sarebbe superiore a quello delle autovetture. Per esempio l’utilizzo di un soffiatore per le foglie a benzina per un’ora produce tante emissioni di NOx+ROG quanto un’auto nuova  in 1.100 miglia (circa 1.700 km). L’auto presa a riferimento è una Toyota Camry. Oltre all’inquinamento atmosferico, il provvedimento del governatore Newsom intende contrastare anche quello acustico, particolarmente fastidioso. Nel provvedimento appena varato si raccomanda anche di accompagnare il bando per tosaerba & C. a benzina con incentivi per ridurre il prezzo dell’elettrico.

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11 COMMENTI

  1. Quello che mi piace in maniera particolare del motore a scoppio è la sua incredibile versatilità, lo si può costruire diesel, benzina, a metano, a gpl, aspirato, turbo o con compressore, lo si può posizionare anteriormente o posteriormente, può essere un w16 oppure un 3 o un 2 cilindri, enorme per una nave cargo, così come minuscolo per un motorino o un tosaerba. È qualcosa di unico e che mi affascina, sapere che esistono così tante variazioni e che lavorano bene in ogni contesto mi sorprende sempre!

    Detto questo, che era solo un incipit del tutto personale, l’uso del motore a scoppio nei macchinari da giardino di piccole dimensioni ha senso solo se le dimensioni del terreno non consentono la rasatura in tempi normali con l’elettrico oppure la prolunga non è sufficiente per tagliare tutto il prato. Noi personalmente a casa siamo passati da una macchina taglia erba a benzina al robottino: meno fatica, meno costi, rasatura più precisa e giardino molto più curato!

    • io li ho eliminati, oltre che per l’elevato inquinamento (non sono catalizzati) in quanto rognosi.

      il vecchio decespugliatore Kawasaki era 2t a miscela e grazie (dissero) alla benzina verde (che è tutto meno che verde) non si lego correttamente con l’olio e grippò.

      Il nuovo decespugliatore McCulloch dopo un anno di inattività non è più partito e portato dal venditore meccanico lo stesso mi ha detto: non si trovano i pezzi (lo dice sempre per vendertene un’altro).

      Il falcia prato Honda un bel giorno non è più partito ed ho evitato la trafila, ho preso un elettrico Bosch.

      Per ora gli elettrici non hanno dato rogne, speriamo continuino così.

  2. con i nostri tosa erbe con motore a due tempi che inquinano quanto 40 vetture recenti e con rumore a 120 decibel a nessuno viene in mente che sono pericolosi per i poveracci che li usano inquinano noi oltre ad impazzire per il rumore????? Si da il 110% per lavori straordinari di case e non un centesimo per i mezzi di servizio(spazzatura, giardinaggio ecc.) Povera Italia!

  3. Ah ma che ipocrisia…vietiamo i tosaerba ma lasciamo che Musk e Besos spediscano dei ricconi in orbita per puro business e nessuna finalità scientifica ..quanto inquina un lancio spaziale?

    • Hai detto bene… un lancio contro milioni di tosaerba. Chi inquina di più?

      Spiegare perché sono importanti i voli spaziali ci porterebbe off-topic però suggerisco i siti istituzionali di NASA, ESA, ASI. Buona lettura.

  4. Estenderei questo principio alle macchine da golf che sino divise in due settori 65%? ( elettrici con o senza ricarica solare) e a scoppio

    I numeri parlano da soli del inquinamento se si considera che la produzione mondiale annua di golf cary e di 200 000 golf cart

    Tenuto conto che concerne un attivita di svago sportivo e non utlitaria non vedo perche non si potrebbe impore che tutte le golf cart fossero elettriche con panello solare con un rendimento minimo dalla presa alla ruota al di sopra dei 70% ( brusless+ Batterie Litio) e non 50% come nella maggiore parte del parco mondiale circolante di 10 milioni di golf cart elettrici (motore brush + batterie al piombo)

  5. Ben venga questa norma. Quest’estate ho fatto il passaggio anche io, complice il furto del precedente tagliaerba con motore a scoppio a 4 tempi. L’anno scorso ho supplito con gran fatica con falce e poi un decespugliatore (elettrico anch’esso) e, dopo lunghe e ricerche, analisi e confronti ho trovato un modello che mi soddisfaceva. Per quanto riguarda la mia esperienza, attualmente c’è solo un’azienda che è un po’ la Tesla nel campo di questo tipo di attrezzatura, sia per le performance che (purtroppo) per i prezzi.
    Ci sono alcune analogie con il campo automobilistico perché non riesco a completare il taglio di tutto il prato con una sola carica di batteria ma la ricarica avviene in circa 45 minuti e quindi basta un po’ di pianificazione.
    A livello di operatività, non rimpiango il vecchio tosaaerba che comunque era un prodotto di alta gamma e riesco a tagliare anche l’erba alta senza grosse difficoltà. Ho dovuto attendere un po’ l’arrivo del nuovo tagliaerba e l’erba era ormai cresciuta…
    Il rumore prodotto è ovviamente minore, niente gas di scarico e molto probabilmente notevole risparmio a livello di costi di gestione non usando più benzina né olio per la lubrificazione (non ho mai fatto dei conti precisi dei consumi). Ha pure delle luci anteriori che permettono di operare col buio.

    Il mercato comunque ormai offre una certa scelta per i modelli a spinta e trazionati (pochissimo ancora per i trattorini non professionali) e mi aspetto che questa iniziativa californiana porterà ulteriori miglioramenti in tempi relativamente rapidi. L’introduzione ed il miglioramento delle tecnologie nel campo delle batterie sono significativi sia nel campo automobilistico che in questo campo.

    • Sottoscrivo tutto quanto, e questo senza voler dire che io per anni sul mio praticello di 100 mq mi sono egregiamente arrangiato alla stragrande con una tagliaprato elettrica a filo da ben €50. Poi chiaramente all’aumentare delle superfici aumentano anche le esigenze. Non si discute. Però giusto per dire che non sono nemmeno sempre necessari le batterie.

      • Verissimo. Giusto per circostanziare meglio e magari fornire un’informazione utile a qualcuno, il prato di cui parlo nel mio caso è di circa 3000 mq. Avevo valutato anche un trattorino ma la presenza di alberi, qualche irregolarità e un po’ di aiuole mi hanno fatto propendere per il tosaerba.

  6. su tosaerba e compagnia rasante posso essere anche d’accordo. Tantopiù che già esistno ottimi prodotti a batteria che fanno esattamente lo stesso lavoro e possiamo dire che, in un giardino privato, l’ansia da colonnina non dovrebbe rappresentare un problema. 😀
    Sull’abolizione dei generatori di corrente a combustibili fossili, invece, mi pare di ravvisare un discreto “comma 22”. Perchè va bene tutto, ma se la questione è avere corrente in una fase di emergenza più o meno prolungata è abbastanza ovvio che in quel preciso frangente per definizione non ci si può affidare alla rete elettrica al fine di tenere in carica un eventuale pacco batterie “di continuità”. Un generatore di emergenza, per lo meno nella teoria, è tale perchè si usa quando la corrente non c’è e non si può ripristinare in tempi utili.

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