Impossibile ricaricare a Torino: le auto termiche sostano davanti alle colonnine senza che nessuno intervenga, segnala un lettore. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Impossibile ricaricare a Torino: “Che cosa posso fare? Occupano le colonnine per giorni…”
“Sono mesi, ormai, che è impossibile ricaricare auto in zona Santa Rita. In particolare segnalo i posti in Corso IV Novembre quasi angolo via Baltimora. In pratica ci sono sempre auto in sosta senza cavo, alcune stazionano per giorni e giorni. Spero possiate fare qualcosa. Allego delle foto. Questa è Torino. Al limite ditemi che cosa posso fare. Grazie“.
Prima cosa: chiedere alla Polizia Locale di intervenire e multare
Risposta. Purtroppo è anche da questi particolari che si giudica il grado di civiltà di una città e di un Paese. Quando non si rispettano gli spazi per i parcheggi dei disabili, gli attraversamenti su strisce pedonali e anche gli stalli per auto elettriche, la situazione non è allegra. Che cosa si può fare, dunque? La prima cosa, ovviamante, è contattare la Polizia Locale ( a Torino il numero è 011.4426401). La sosta nelle aree di ricarica è sanzionata dal Codice della Strada. Ed è tanto più legittimo chiedere un intervento se la violazione non è un fatto occasionale, documentabile con tanto di foto. Giusto poi segnalare la cosa anche alla società che gestisce le colonnine in questione, in questo caso Drivalia. È proprio quest’ultima la prima a subire un danno da questi comportamenti, avendo speso soldi per installare la colonnina. Senza averne alcun ritorno economico, se lo stallo è perennemente occupato da auto in sosta. Infine giusto segnalare l’accaduto ai media locali, a cominciare dall’apposita rubrica de La Stampa, La Voce dei lettori.
– E quando la Polizia Locale interviene, che che succede? Guarda il VIDEO



Come già detto a commento di un’altra lettera dal contenuto simile il grande problema dell’occupazione abusiva di stalli di ricarica in città è una realtà diffusa non solo in Italia, il problema c’è e su questo non ci sono dubbi, ma vedo che di miglioramenti nei comportamenti degli utenti che guidano auto termiche non ce ne siano minimamente. Le colonnine così come sono installate vengono ignorate e gli stalli di ricarica presi come normali parcheggi. E allora? Semplice, le colonnine di ricarica in AC installate nelle città devono essere raggruppate/concentrate in punti strategici delimitati fisicamente che funzionino come tradizionali stazioni di servizio/distributori, in maniera tale da sembrare evidente che siano luoghi inviolabili ed interdetti a chi non ne ha l’autorità e la necessità di fare rifornimento. Nessuno entra in un distributore se non ha bisogno di fare rifornimento, per la stessa ragione nessuno entrerebbe in una stazione di ricarica adibita esclusivamente e platealmente a tale scopo. Basta colonnine sparse qua e là occupate abusivamente costantemente, via alle stazioni di ricarica cittadine, delimitate e protette. Il problema si ridurrebbe drammaticamente fino a scomparire nel breve tempo.
Se ne aprirebbe un altro: quante “aree riservate” si potrebbero fare nei centri storici delle nostre città? E quanti automobilisti elettrici avrebbero una colonnina nei pressi dell’abitazione?
Ritengo il carro attrezzi eccessivo, perché basterebbe multare tutte le soste vietate, come se parcheggiassero sui posti dei disabili.
La “civiltà” arriverebbe immediatamente.
L’occasione fa l’uomo ladro, e senza certezza di pena, gli stalli continueranno a essere occupati fino alla notte dei tempi.
Il Codice della Strada infatti prevede innanzitutto la sanzione amministrativa e, come sanzione accessoria, la rimozione o il blocco del veicolo.
Se, come dice lei, semplicemente multando le auto in divieto di sosta «la “civiltà arriverebbe immediatamente», figuriamoci quanto ancor più rapidamente arriverebbe trovandosi a pagare anche per la rimozione o il blocco del veicolo.
Se in una colonnina è parcheggiata un’auto termica, questa può essere multata e rimossa dal carro attrezzi. Se in una colonnina è collegata un’auto elettrica o ibrida che ha finito la carica generalmente la prima ora dalla fine è gratuita e le ore successive vengono pagate (non poco) al gestore della colonnina con addebito diretto sul sistema di pagamento dell’utente, ma non possono essere né multate né rimosse perché la sosta può essere considerata inevitabile per problematiche dell’utente. Quindi è come se l’auto si trovasse in un garage a pagamento.
“…Se in una colonnina è collegata un’auto elettrica o ibrida che ha finito la carica generalmente la prima ora dalla fine è gratuita e le ore successive vengono pagate (non poco) al gestore della colonnina con addebito diretto sul sistema di pagamento dell’utente, ma non possono essere né multate né rimosse…”
Totalmente sbagliato.
Il Codice della Strada è inequivocabile:
«Art. 158.
Divieto di fermata e di sosta dei veicoli
1. La fermata e la sosta sono vietate:
[…]
h-ter) negli spazi riservati alla ricarica dei veicoli elettrici. Tale divieto e’ previsto anche per i veicoli elettrici che non effettuano l’operazione di ricarica o che permangono nello spazio di ricarica oltre un’ora dopo il completamento della fase di ricarica. […]»
La relativa sanzione è regolata dal successivo art. 159:
«Art. 159.
Rimozione e blocco dei veicoli
1. Gli organi di polizia, di cui all’art. 12, dispongono la rimozione dei veicoli:
[…]
b) nei casi di cui agli articoli 157, comma 4 , e 158, commi 1, 2 e 3;
[…]
3. In alternativa alla rimozione e’ consentito, anche previo spostamento del veicolo, il blocco dello stesso con attrezzo a chiave applicato alle ruote, senza onere di custodia, le cui caratteristiche tecniche e modalita’ di applicazione saranno stabilite nel regolamento. L’applicazione di detto attrezzo non e’ consentita ogni qual volta il veicolo in posizione irregolare costituisca intralcio o pericolo alla circolazione.
4. La rimozione dei veicoli o il blocco degli stessi costituiscono sanzione amministrativa accessoria alle sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione dei comportamenti di cui al comma 1, ai sensi delle norme del capo I, sezione II, del titolo VI.»
Quindi, riassumendo:
● I veicoli elettrici che sostano in uno stallo di ricarica a bassa potenza tra le 7:00 e le 23:00 senza ricaricare o per vi permangono per più di 60 minuti dal termine della ricarica sono soggetti, oltre che all’addebito previsto dal gestore utilizzato dall’utente, anche a rimozione del veicolo, o, in alternativa, al blocco con le famose “ganasce”;
● la rimozione o il blocco si aggiungono alla sanzione amministrativa (= multa) prevista dal Codice stesso.
Poi rimane il problema di come determinare i famosi 60 minuti di tolleranza per un veicolo elettrico collegato alla colonnina e che abbia terminato la ricarica. Al giorno d’oggi le colonnine – a quanto mi consta – purtroppo non indicano l’orario di fine della ricarica, per cui la Polizia Locale, SE e QUANDO interviene, non può fare altro che annotarsi l’ora del primo intervento e attendere ulteriori 60 minuti prima di poter intervenire con piena causa.
Sarebbe molto utile che, come vado proponendo da anni, ai costruttori di colonnine venisse imposto per legge di mostrare a display, tra le altre informazioni, anche l’ora di termine della ricarica.
Seppur deprecabile, il comportamento di un automobilista elettrico che terminata la ricarica non sposta l’auto, lo trovo infinitamente meno grave di colui che con una termica occupa lo stallo.
Che tipicamente lo fa con la consapevolezza di farla franca nel 90% dei casi , cosicché gli incivili che parcheggiano sugli stalli , continueranno a farlo , tanto non gli succede nulla.
Perché, se uno occupa uno stallo con una bev ma non sta caricando dovrebbe essere meno grave? A me invece pare più grave proprio per il fatto che l’automobilista elettrico sa benissimo quanto sia importante che le colonnine siano libere. Per non parlare poi di quelli che occupano lo stallo attaccando il cavo ma senza caricare, giusto per fare vedere ai vigili che si è in regola e trovare un parcheggio facile. Ci siamo dimenticati di quelli che avevano i gruppi Wa dice organizzavano le ricariche nelle colonnine gratuite dei supermercati, così che nessun altro potesse usarle? Un incivile resta sempre tale, qualsiasi auto guidi.
Nella fattispecie, io mi riferivo proprio alla condizione di fine carica senza poi procedere allo spostamento del veicolo.
È chiaro che tutti gli altri stratagemmi descritti, sono esempio di inciviltà tali e quali agli utenti delle vetture termiche.
Teniamo presente che chi comunque lascia realmente in postazione la vettura senza rimuoverla, si sobbarca un onere aggiuntivo anche piuttosto salato e quindi penso che non ci siano così tanti utenti che lo faranno, in virtù proprio di questa maggior spesa.
Viceversa, chi parcheggia la vettura termica lo fa con l’arroganza di colui che sa che non gli succederà nulla , e in effetti il più delle volte è così.
In realtà la questione del termine della ricarica per i veicoli elettrici non è molto rilevante. La potenza di ricarica di qualsiasi EV può essere limitata a 3,7 kW, basta usare un cavo monofase da 16 A. Caricando a bassa potenza l’auto può essere lasciata in carica molte ore senza commettere alcuna infrazione.