Import auto elettriche cinesi: la UE e il governo di Pechino hanno raggiunto un accordo, dopo i dazi decisi unilateramente da Bruxelles nel giugno scorso.

Import auto elettriche cinesi, con linee-guide su come decidere i prezzi
È stata la Cina ad annunciare la svolta con Bruxelles nei negoziati sui dazi all’import delle e-car made in China. La Ue pubblicherà un Documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi. Confermando l’adesione al principio di ‘non discriminazione‘ e applicando ‘gli stessi standard giuridici a ciascuna domanda’. In conformità con le norme del Wto. Allo stesso tempo, la Ue ‘condurrà le valutazioni in modo obiettivo e imparziale’. Rispettando ‘pienamente lo spirito del dialogo e i risultati delle consultazioni tra Cina e Ue‘, spiega il ministero del Commercio cinese in una nota. Entrambe le parti convengono sulla necessita’ ‘di fornire agli esportatori cinesi linee guida generali sugli impegni sui prezzi’. In modo che ‘possano affrontare le preoccupazioni in modo piu’ pratico e mirato e in conformità con le norme’ Wto.
Che cosa succederà ai listini, dopo i dazi fino a 35% decisi l’anno scorso
Le parti confermano ‘la capacità e la volonta‘ di risolvere le divergenze attraverso dialogo e consultazione nel quadro delle norme del Wto. E ‘preservare la stabilità della filiera e della catena di fornitura dell’industria automobilistica tra Cina e Ue e a livello globale‘, aggiunge la nota. Al di là del burocratese, si tratta di capire che cosa accadrà concretamente sul fronte dei prezzi. In questi primi mesi di applicazione dei dazi, i marchi cinesi hanno reagito per lo più scegliendo due strade. C’è chi ha ripiegato soprattutto sui modelli ibridi, anche plug-in, non colpiti dai dalla stangata UE. Chi invece, come BYD, ha insistito sull’elettrico senza aumentare i prezzi e assorbendo il costo dei dazi. In attesa di produrre localmente. Ora par di capire che Bruxelles vigilerà sui prezzi delle elettriche cinesi importate, verificando che non siano vendute sottocosto grazie a sussidi del governo locale. Limitando l’offerta a un numero limitato di prodotti. In questo modo dovrebbero essere superati i dazi attuali, che variano da un minimo del 7,8% a un massimo del 35,3%.

