Import auto elettriche cinesi: accordo fatto con la UE



Import auto elettriche cinesi: la UE e il governo di Pechino hanno raggiunto un accordo, dopo i dazi decisi unilateramente da Bruxelles nel giugno scorso. 

Import auto elettriche cinesi
In alto la Leapmotor T03 (importata da Stellantis) e qui sopra la BYD Dolphin Surf. Sono i due modelli elettrici più venduti in Italia nel 2025.

Import auto elettriche cinesi, con linee-guide su come decidere i prezzi

È stata la Cina ad annunciare la svolta con Bruxelles nei negoziati sui dazi all’import delle e-car made in China. La Ue pubblicherà un Documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi. Confermando l’adesione al principio di ‘non discriminazione‘ e applicando ‘gli stessi standard giuridici a ciascuna domanda’. In conformità con le norme del Wto. Allo stesso tempo, la Ue ‘condurrà le valutazioni in modo obiettivo e imparziale’. Rispettando ‘pienamente lo spirito del dialogo e i risultati delle consultazioni tra Cina e Ue‘, spiega il ministero del Commercio cinese in una nota. Entrambe le parti convengono sulla necessita’ ‘di fornire agli esportatori cinesi linee guida generali sugli impegni sui prezzi’. In modo che ‘possano affrontare le preoccupazioni in modo piu’ pratico e mirato e in conformità con le norme’ Wto.

Che cosa succederà ai listini, dopo i dazi fino a 35% decisi l’anno scorso

Le parti confermano ‘la capacità e la volonta‘ di risolvere le divergenze attraverso dialogo e consultazione nel quadro delle norme del Wto. E ‘preservare la stabilità della filiera e della catena di fornitura dell’industria automobilistica tra Cina e Ue e a livello globale‘, aggiunge la nota. Al di là del burocratese, si tratta di capire che cosa accadrà concretamente sul fronte dei prezzi. In questi primi mesi di applicazione dei dazi, i marchi cinesi hanno reagito per lo più scegliendo due strade. C’è chi ha ripiegato soprattutto sui modelli ibridi, anche plug-in, non colpiti dai dalla stangata UE. Chi invece, come BYD, ha insistito sull’elettrico senza aumentare i prezzi e assorbendo il costo dei dazi. In attesa di produrre localmente. Ora par di capire che Bruxelles vigilerà sui prezzi delle elettriche cinesi importate, verificando che non siano vendute sottocosto grazie a sussidi del governo locale. Limitando l’offerta a un numero limitato di prodotti. In questo modo dovrebbero essere superati i dazi attuali, che variano da un minimo del 7,8% a un massimo del 35,3%.

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Visualizza commenti (11)
  1. E va bene, in un modo o nell’altro devono sempre costare tanto. Perfetto, ero andato a vedere la BYD Atto 2 ma sicuramente mi terrò la mia fida Niro hev per altri 10 anni ed arrivederci

  2. I listini delle auto europee son più alti ok, poi anche per le europee ci sono promozioni, potranno fare promozioni anche i cinesi? Dovrànno
    limitarsi?

  3. Dovrebbero farci invadere dalle auto cinesi, in modo da forzare la mano alle nostre aziende al fine di farle evolvere definitivamente. Sono troppo immobili, si muovono in maniera pigra da anni e adesso piangono con mamma UE per farsi aiutare. Tanto, una volta approvato il mercasur, avranno di che sopravvivere con il mercato sudamericano…

  4. Vediamo se ho capito bene il ragionamento che ha architettato questo accordo. Il prezzo delle auto cinesi viene equiparato a quello delle auto prodotte in Europa in modo da massacrare le nostre aziende UE.
    Quindi, in pratica, se in precedenza i dazi venivano pagati dall’importatore / produttore cinese e considerati una “tassa”, con utilizzo nel normale bilancio statale, adesso le aziende cinesi potranno vendere a un prezzo sostanzialmente protetto e incamerare il margine dei precedenti dazi. Trasferendo così risorse dai consumatori UE ai produtori cinesi
    Ho inteso correttamente ?
    Quindi a rimetterci saranno solo i consumatori europei, che pagheranno un 15/25% in più autovetture elettriche cinesi. E ovviamente le aziende cinesi staranno festeggiando con champagne / prosecco alla nostra salute!
    Dai, ditemi che ho capito male !

    1. E’ l’opposto di quello che dici, non serve a tutelare i produttori cinesi ma quelli europei perchè loro si impegnano a vendere le loro auto agli stessi prezzi di quelle europee in cambio dell’eliminazione dei dazi. Quindi anche se una loro auto potrebbe essere venduta a 15.000 verrà venduta a 30.000€ perchè Volkswagen ha deciso che la Polo deve costare 30.000€ altrimenti i loro azionisti e Manager non si portano a casa abbastanza dividenti e bonus.

      1. ecco, quindi il poveraccio che fa fatica a cambiare auto e poteva buttarsi su una cinese dal prezzo più basso, grazie a questa genialata non ha più l’alternativa economica?
        ho capito bene?

      2. Per i produttori europei è solo un allungamento dell’agonia. Se hanno margini strutturalmente inferiori ai produttori cinesi, gli europei sopravvivono, mentre i cinesi prosperano alle nostre spalle.
        Pensano che comprando “tempo” gli europei riusciranno a recuperare il gap strutturale ? Sono molto scettico in proposito…

  5. OK. Rimane da capire come si assesteranno i prezzi e se stimoleranno una certa concorrenza, affinchè le case EU propongano sempre prodotti migliori.

    1. Esatto e poi vuoi che non garantiamo i prezzi di vendita a quei dinosauri dei costruttori europei, campioni di immobilismo e di cassa integrazione permanente continua?

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