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Il Vespino diventa elettrico con un kit

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Da sinistra Alex Leardini, Leonardo Ubaldi e Chiara Bizzocchi

La Vespa con motore due tempi fu prodotta in 7 milioni di esemplari dal 1963 al 1988. Pare che solo in Italia, nascoste in cantina e nei garage, ne “sopravvivano” 14 mila. Tante in disarmo, ma tante altre ancora funzionanti.

Presto, però, saranno messe al bando perché troppo inquinanti. Come evitare di separarsi da un pezzo così importante della nostra storia personale? Semplice: convertendole in moto elettriche. E’ l’uovo di Colombo, ma nessuno ci aveva ancora pensato. L’hanno fatto tre ragazzi riminesi_ Alex Leardini e Leonardo Ubaldi entrambi ingegneri e Chiara Bizzocchi laureata in Economia _ fondando Motoveloci, la start up che presto metterà sul mercato un kit per la trasformazione del vecchio “vespino” in uno e-scooter. Il nome del prodotto è Retrokit e verrà fornito in scatola di montaggio con istruzioni per l’assemblaggio “come un mobile dell’Ikea _ sostiene uno dei tre, Alex Leardini _ e altrettanto facile da installare al posto del tradizionale due tempi”.

Chi non volesse cimentarsi nella meccanica “fai da te”, potrà comunque rivolgersi a qualsiasi moto officina, dopo aver ordinato Retrokit via internet al sito www.motoveloci.it. Costo previsto: 1.300 euro per il kit di trasformazione del cinquantino con una sola batteria al litio, 1.900 per la Vespa 125, con un doppio accumulatore. Bisognerà però pazientare ancora qualche mese perché il prodotto è in fase di sviluppo. Poi andrà brevettato e omologato. Intanto Motoveloci ha già ottenuto un largo consenso tra addetti ai lavori e potenziali investitori che l’hanno selezionata fra le dieci finaliste del concorso Start Cup per l’Emilia-Romagna. Ma i tre ragazzi romagnoli non hanno intenzione di fermarsi  alla Vespa. “Stiamo già studiando  altri kit per elettrificare alcuni veicoli icona del passato, e non solo moto” promette un agguerrito Alex.

6 COMMENTI

  1. Ciao, ero presente alla Premiazione delle migliori Startup presso il CNR a Bologna, l’altro giorno e Motoveloci ha fatto una gran bella figura destando notevole interesse.
    Giampaolo Rimondi
    Presidente VZ19 Incubatore ed Innovazione

    • E’ vero, bellissima idea, simpaticissimi i ragazzi e bellissima la presentazione. Il kit di trasformazione, però, va migliorato e sviluppato per ottenere l’omologazione. E’ critica, per esempio, la collocazione della cinghia di trasmissione: senza un carter che la protegga non può funzionare.

  2. Da amante della vespa, possessore di svariati modelli e da meccanico motorista posso affermare che è proprio una bella idea. I tempi avanzano e le tecnologie anche, un bel kit prendi e monta senza modifiche strutturali all’amato mezzo trovo sia un bel modo per far usare il mezzo anche quando non previsto dalle norme ormai sempre più presenti. Fosse possibile un aggiornamento della carta di circolazione con la possibilità di montare sia il classico blocco motore che quello elettrico, sarebbe il top. COMPLIMENTI

    Marone Massimiliano

    Torino

    • Caro Massimiliano
      lei ha perfettamente ragione: l’idea è bellissima. Però i ragazzi sono solo all’inizio e il loro progetto ha bisogno di essere molto affinato sia dal punto di vista tecnico industriale, sia da quello burocratico-normativo. Sviluppo, industrializzazione, commercializzazione e omologazione richiederanno grande lavoro e grandi risorse finanziarie, proprio i due principali ostacoli per ogni start up. Il mio auspicio è che i ragazzi trovino un partner industriale capace di accompagnarli e sorreggerli nello sviluppo del progetto. Sull’intercambiabilità delle due motorizzazioni ho qualche dubbio, perché la versione elettrica presuppone molte modifiche credo irreversibili. Comunque le lascio i recapiti di uno dei tre fondatori, Leonardo Ubaldi. Tel 3286451180, mail info@motoveloci.it. Continui a seguirci su Vaielettrico: riparleremo di Vespa e dintorni

    • Caro Angelo l’adozione del cambio sarebbe un inutile appesantimento del Kit. I motori elettrici, a differenza di quelli termici, erogano la coppia massima già al minimo dei giri, quindi il cambio è superfluo, se non per usi estremi. Infatti lo adottano solo alcune moto off road (trial, enduro, rally e cross) e le e-mountain bike a pedalata assistita che però devono fare i conti con motori elettrici di piccole dimensioni, quindi poco potenti.

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