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Il varo di Cargo31, la barca da lavoro di Pietro Tosi per Venezia

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CARGO 31 sfila a Canal Grande

Cargo31 barca elettrica che copre in autonomia una giornata di lavoro: 8 ore. Ideale per l’ampia flotta di Venezia. Il protagonista principale è Pietro Tosi (guarda), pioniere della mobilità elettrica, che con Walter Rosada ha varato questa soluzione per la città lagunare.

Bisogna andare elettrici. Basta navigare con motori che metà dell’energia la buttano via in calore. È una follia continuare con questo sistema”. Pietro Tosi ha circumnavigato tutta la penisola con l’energia delle batterie, ma il suo pallino è cambiare il traffico della sua città: Venezia. Ci prova con questa barca della società  CCM PAEA (qui il sito) che ha fatto sfilare e benedire in Canal Grande.

Tecnologia italiana: Transfluid e Kaitek

Il progetto CARGO 31 può contare su numerosi sponsor e sostenitori (vedere il link), a iniziare da Assonautica sempre in prima fila ed in trincea su questi temi. Il coordinatore del progetto è Walter Rosada, che spiega a Vai Elettrico le caratteristiche della barca: “Partiamo da lunghezza/larghezza, che sono pari 9×2,20 metri e sono misure che permettono di attraversare tutti i canali e quasi tutti i rii della città. La barca è stata pensata per Venezia. Lo scafo è in vetroresina, mentre il motore è da 35 kW” . Le batterie sono suddivise in due pacchi “con capacità di 30 kWh, tensione 153,6″– ci racconta Walter – “Il sistema di propulsione è firmato Transfluid, batterie Kaitek, cantiere Studioplast”. Tecnologia italiana, un bene per la nostra economia.

Più 30% di spazio, 3 viaggi invece di 4

Pietro Tosi in cantiere illustra Cargo 31

A bordo c’è un generatore diesel, per le emergenze. “Il motore è collocato nello scarpone di chiglia. Abbiamo recuperato così il 30% di spazio in più: si riescono a fare 3 viaggi invece di 4”. Questa è un ottima notizia per una barca da lavoro, anche se CARGO 31 può essere adibita al trasporto passeggeri. In concreto significa aumentare l’autonomia delle ore di navigazione e si perde meno tempo. Un guadagno netto.

Giù il moto ondoso

A bordo di Cargo31

Spesso siamo concentrati nel sottolineare l’aspetto di contenimento dell’inquinamento creato dalle emissioni. Nel caso di Venezia oltre quello atmosferico, come abbiamo scritto numerose volte (guarda), è fondamentale quello creato dal moto ondoso che danneggia i palazzi e i monumenti storici. “Lo scafo è stato pensato e progettato per evitare l’onda di trascinamento e, dunque, diminuire il moto ondoso. Venezia è troppo delicata – sottolinea Rosada – a causa delle continue lesioni sulle rive provocate dalle imbarcazioni”.

Zero rumore nelle case dei residenti

Un altro prezioso beneficio ambientale e sociale riguarda l’abbattimento dell’inquinamento acustico. Nella città lagunare è un grosso problema. Il rumore del traffico continuo delle imbarcazioni entra nelle case dei residenti. “Con l’elettrico sarà possibile fare anche dei trasporti e dei lavori nelle ore notturne. Impensabile finora”.

cargo31 prima del varo

C’è anche un impatto positivo per chi lavora tutto il giorno a bordo. Ma anche il diportista che naviga nel fine settimana potrà finalmente fare a meno delle vibrazioni.La condizione di lavoro è molto più salutare” conclude Rosada, a cui Tosi ha affidato questo progetto che arriva a pochi giorni dal Salone Nautico lagunare. “Il numero zero di una serie che cambierà la navigazione in città”. E dal Comune arrivano segnali positivi. L’assessore Francesca Zaccariotto ha accolto la barca in città e lodato l’iniziativa. Cargo31 sarà esposta al Salone Nautico Venezia.  Consigliamo il sito internet dedicato agli operatori, qui il link, con tante informazioni utili.

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