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Il tiro all’auto elettrica, nuovo sport nazionale. E “Il Fatto”…

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Il tiro all’auto elettrica. Eccolo il nuovo sport nazionale, in cui si stanno esercitando grandi giornali e comuni cittadini, nel nome della solita paura del “nuovo che avanza”.

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Il titolo del nuovo articolo uscito su “Il Fatto Quotidiano”.

Il tiro all’EV: dopo Il Sole, di nuovo Il Fatto

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato di un curioso articolo del Sole 24 Ore, pubblicato con grande evidenza in prima pagine. Curioso per diversi motivi. Uno è che il contenuto non era poi così negativo, rispetto a un titolo tranchant come “Auto, quanto è lunga (e inquinante) la via per l’elettrico“. Un altro che lo stesso servizio, identico, è apparso con due titoli di segno opposto nell’edizione venduta in edicola e in quella pubblicata on-line. Qui infatti il titolo è stato: “La lunga ma promettente via verso l’auto elettrica di massa“. Mah…Questa settimana, comunque, è tornato alla carica Il Fatto Quotidiano, con l’articolo “L’auto elettrica? Le emissioni zero ad oggi restano una chimera: ecco dati sul consumo energetico delle batterie“. L’autore è il solito Omar Abu Eideh, che già a novembre ci aveva deliziato con un pezzo  che ricordava un po’ la scoperta dell’acqua calda. Ovvero il fatto che le auto elettriche nel ciclo di vita non sono a emissioni zero, visto che produrre le batterie e l’energia comporta comunque emissioni di Co2.

Il tiro all’elettrico: ma estrarre e trasportare il petrolio…?

Premessa: anche quest’articolo di Eideh prende in esame le sole emissioni di Co2. Tralasciando tutte le porcherie che le auto con il motore endotermico rilasciano. A partire dalle famose polveri sottili dei diesel che tanto bene hanno fatto all’aria delle nostre città. Ma anche restando alle sole emissioni di anidride carbonica, i risultati esposti dal Fatto appaiono piuttosto forzate. Anche perché i confronti sono sempre falsati da un presupposto. il tiroMentre per le auto elettriche si esamina con certosino puntiglio la fase più critica, la produzione delle batterie, per i veicoli tradizionali si fa finta che il petrolio sgorghi spontaneo sotto casa. La verità, purtroppo, è un’altra: l’oro nero si estrae a profondità sempre maggiori, con controverse tecniche energivore. E portarlo fino ai distributori, comporta lunghi viaggi di petroliere e camion che non sono proprio esenti da emissioni. Estrazione e trasporto hanno devastato mari e Paesi interi. Ma su tutto questo si sorvola.

Il mondo va avanti e le energie da rinnovabili pure

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Il prof. Massimo Ceraolo

Non vogliamo qui entrare di nuovo nel merito dell’ennesimo articolo che pratica il tiro all’elettrico. Abbiamo pubblicato i risultati di innumerevoli studi scientifici che dimostrano che le auto a batteria non eliminano le emissioni, ma le riducono fino almeno a dimezzarle. Citiamo, tra i tanti, un documentato studio del prof. Massimo Ceraolo, docente di Sistemi Elettrici e di Veicoli Elettrici e Ibridi all’Università di Pisa. Quel che ci interessa ancor più far presente è che il treno dell’auto elettrica è appena partito e si confronta con una tecnologia, quella dei motori “caldi”, che ha alle spalle un secolo e più di sviluppo. E ha raggiunto una maturità di affinamento oltre la quale sarà difficile andare. Come al solito, poi, si mette in dubbio la capacità di migliorare il bilancio di sostenibilità nella produzione di energia, mentre i dati del 2020 dicono l’esatto contrario. Le energie rinnovabili hanno superato per la prima volta i combustibili fossili come principale fonte di elettricità della UE (38% contro 37%). E anche nella produzione di batterie l’Europa si sta attrezzando, con grandi investimenti pubblici e privati.

Morale della favola: il mondo va avanti, mentre i nostri giornali si sbattono per spaccare il capello in quattro e dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio. Certo, attaccare l’auto elettrica sta diventando di moda e può fruttare qualche clic, magari andando a cercare tutti i dati più sfavorevoli per costruire tesi discutibili. Noi preferiamo stare ai fatti, elencando pregi e limiti dell’elettrico. Ma sapendo che è un libro tutto da scrivere: nessuno ne può conoscere i prossimi capitoli, ma di certo le prime pagine sono molto, molto incoraggianti.

 

 

 

 

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107 COMMENTI

  1. Ciao, se la ricarica si puo fare a 3 KW, basta il normale cavo che già va ai box.
    Se vogliamo accelerare a 7kw, serve aggiornare l’impianto.
    Su quali siano gli aggiornamenti da fare alla centralina non so risponderti, ma Terna dice che si può fare e senza nemmeno spese folli. La ricarica notturna, essendo lunga per definizione (tanto dormi) non richiede potenze alte e la 3kw (o la 4,5) potrebbe già bastare per gli usi di un classico pendolare. Per i casi di necessità, colonnine fast.
    Se i tuoi vicini hanno già degli EV, cosa ne dici di chiedere a loro? Cosa c’è di meglio dell’esperienza di prima mano? Magari ci puoi fare pure un giro con loro o farti mostrare la ricarica come funziona e quanto è lenta/veloce. Se hai un box, sei nella condizione ideale per passare ad un EV.

  2. Filippo P mi hai fatto tornare in mente la teoria del montagna di m…a, e per questo posso dirti che nessuno qui ha intenzione di farti cambiare idea. Anche se Terna e Enel dicono che si può fare senza troppi problemi, probabilmente ci stanno prendendo in giro e le infrastrutture non basteranno, solo che loro non vogliono dircelo. Vogliono farci comprare le auto elettriche e poi farci andare tutti quanti a piedi per evitare di rimanere al buio. Oppure, molto ma molto più semplicemente, con i giusti investimenti potremo ricaricare le auto senza troppi problemi. A te scegliere a cosa credere.

    https://www.vaielettrico.it/terna-auto-elettrica-e-v2g-lenergia-ce-e-la-distribuiremo-cosi/

    https://urielfanelli.altervista.org/keinpfusch/la-teoria-della-montagna-di-merda/2010-03-26/

    • Ciao grazie.
      Perdonami, ma quale sarebbe questa teoria ?
      Io sono sempre pronto a cambiare idea, dopo un serio dibattito, non sono radicato fisso sulle mie posizioni.
      Non credo al complotto, credo che però molto sia pilotato dal mercato che spostandosi sull’elettrico (per inseguire Musk e gli introiti pazzeschi) ha spinto molte case a cavalcare un pò l’onda (ergendosi a fieri sostenitori dell’elettrico).
      Io ho fatto delle semplici domande, ho un box e potrei caricare pure io lì, ma dovrei adeguare l’impianto, dotarmi di wallbox, ecc… (alcuni miei colleghi han preso delle ibride aziendali con l’idea di caricarle come uno smartphone).
      Mi incuriosiva proprio il capire tecnicamente come sarebbe possibile portare cavi di quella portata se diciamo l’80% dei box condominiali dove sto fossero dotati di wallbox (la mia vicina ha una 500EV e in fondo al complesso dei garage ho visto un tizio con una ID3).
      Semplice.

  3. Perfetto.
    Quindi la cortesia è morta.
    Ottimo.
    Poi ci si lamenta se in rete si trovano solo troll e gente che vuol semplicemente polemizzare.
    Pensa che non mi sia messo a cercare la risposta prima ? Frequento la rete da oltre 20 anni, saprò bene come fare una ricerca….

    Comunque, la sua non risposta è anche una risposta essa stessa, di fronte a domande precise, un talebano risponderà sempre allo stesso modo “Lo sai bene”,”Lo hanno già chiesto ed hanno già avuto risposta”,”Non accetto polemiche”,”Lei è qui solo per trollare”,”Lei è ostile al cambiamento”,”Sei solo qui per prendere in giro”, ecc…. così si incentiva proprio il dialogo tra le varie “fazioni”.
    Fossi un estremista “petrol head” sarei ben contento di iniziare un bel flame, ma non essendolo , cercavo solo delle risposte chiare.
    Non ci sono E non le si vogliono dare.
    Bene così.
    Rimarrò nell’ignoranza e quindi sulla mia posizione, per ora una EV è un giocattolo per chi ha modo di autoprodursi l’elettricità (e ha una termica a fare da tappabuchi).
    Change my mind.

    F

  4. Ciao a tutti, premetto che il mondo della tecnologia mi affascina e mi reputo un appassionato, stessa cosa per quello dei motori (ho una normale monovolume ICE 1400T a benzina e una moto, sempre ICE, 900cc), e le EV mi incuriosiscono parecchio per guida divertente, dotazioni, qualità dell’infotainment/elettronica a bordo.

    Ho per voi una domanda semplice, a cui non vedo mai risposta.

    Se tutti si passasse alle EV, qui in Italia, non vado a guardare paesi più “virtuosi” o avanti tecnologicamente, le infrastrutture sarebbero all’altezza ? Rispondo pure: Secondo me NO.

    Io abito in provincia di Monza, in un palazzo di 20 famiglie (ma essendo un supercondominio, contano anche quelle degli altri 2 palazzi, quindi 60), box di proprietà, nessuna possibilità di avere il tanto amato FV (soluzione a tutti i problemi energetici a quanto leggo), se io e tutti gli altri avessimo una EV, che razza di cavi dovrebbero arrivare al palazzo per trasportare tutta l’elettricità necessaria al palazzo e a tutte le nostre EV? E nei palazzi da centinaia di box ?
    Non rispondete “tanto non caricherete tutti contemporaneamente”, perchè bisogna sempre pensare all’ipotesi peggiore possibile quando si progetta qualcosa.
    (badate bene… NON del cavo in box, ma io parlo del primario, Strada->Garage).

    E alle migliaia di colonnine FAST, ULTRAFAST, SUPERCHARGER o che dir si voglia, da piazzare in strada ?
    Avete la vaga idea della sezione del cavo che ci vorrebbe per avere la certezza che non vada tutto a fuoco ? Ed è solo uno dei problemi.

    E quanti GW in più ci vorranno ? “40% di rinnovabili, e a breve 100%” mi direte, quante centrali eoliche/idroelettriche/solari dovranno essere costruite per coprire il restante 60%?

    Ultima cosa, poi chiudo, ora come ora una EV resta un “giocattolo” interessante per chi vuole perdere tempo a pianificare viaggi con opzioni “di sicurezza” (in caso di colonna guasta, auto “permalosa” che non fa caricare, problemi vari, code alla ricarica…), per chi vuol sentire il brivido del restare a secco (come quando da sbarbati si mettevano 5000 lire nel serbatoio per tenersi il resto per far serata, ma al max si prendeva una bottiglia dell’acqua, a piedi fino al distributore e via, si riparte)o per chi ha anche una ICE su cui fare affidamento in caso di necessità urgente, ritenete davvero che sia una “vita” fattibile per tutti ?

    Grazie per le risposte (ripeto, senza nessuna polemica, è solo una questione che mi vien sempre alla mente quando leggo i vostri articoli, per informarmi e per curiosità personale, senza retropensieri).

    • Ma lei li legge i nostri artcioli? Parrebbe di no, altrimenti non ci proporrebbe domande a cui abbiamo risposto centinaia di volte.

      • A quanto pare non ho letto TUTTO il sito o tutti i commenti, ho semplicemente posto delle domande normalissime, in maniera pacata.
        Se invece di scrivere quanto ha scitto, Signor Degli Esposti, mi avesse risposto (o anche “copia-incollato” una delle centinaia di risposte già date), sarei stato ben contento di aver finalmente fugato questi miei dubbi.
        Evidentemente A) una vera risposta non c’è B) non c’è la voglia di darla

        Grazie lo stesso.

        • Filippo, hai provato con Google o più semplicemente con la funzione cerca del sito?
          Io l’ho appena fatto e se cerco energia nel sito di Vaielettrico si ottiene questo.

          https://www.vaielettrico.it/?s=Energia

          Il motivo per cui hai ricevuto una risposta brusca è che hai scritto un lungo commento esponendo dei dubbi come se fossero certezze e si capisce anche subito che non hai neppure provato a cercare né su vaielettrico né su un motore di ricerca la risposta alla tua (finta?) domanda. La netiquette imporrebbe anche di non obbligare le altre persone a perdere prezioso tempo solo perché si è svogliati e non si ha la pazienza di cercare le risposte a domande che molte altre persone prima di noi si sono già poste.

    • Provo a rispondere educatamente, ok?
      Nei vostri appartamenti avete contratto “standard” da 3kW? Se tutti e 60 li consumate contemporaneamente che succede? Sa che potete prelevare il 30% in più per 3 ore? Fanno 4kW per 60 appartamenti. Ecco, vede, l’infrastruttura già l’avete.
      Di notte dormite? 8 -10 ore di carica con il carichino con presa schuko, fanno 18-23kWh, direi circa 130km di autonomia. Con la mia e-up sarebbero 200km.
      Servono altre pale eoliche? Bene, installiamole! Preferisco vedere una decina di pale eoliche che girano a 10km dalla riva di Rimini, che le piattaforme di estrazione!
      Per quanto riguarda le ricariche in viaggio, fino ad ora, causa COVID di viaggi ne ho fatti 2, ed ho effettivamente trovato coda alla colonnina, una Tesla model3 che ricaricava. Ho atteso 10min, e mi sono collegato per 30min, solo perché nel frattempo sono entrato nel supermercato vicino a fare un poco di spesa.

      Mi permetto di darle un consiglio. La prima volta che vuol farsi un giretto nel fine settimana, provi a noleggiare un’auto elettrica, vedrà che ci darà ragione.

      Saluti a tutti

  5. Che poi confrontare la sola CO2 tra veicoli elettrici e termici mi sembra quasi inutile visto il peso sulle emissioni totali. Guardassero i dati sugli inquinanti in particolare in città sarebbe meglio…ah ci ha già pensato 4R 😀

  6. Hai perfettamente centrato le tempistiche. 2-3 anni, parità di costi. Fine dei giochi.
    L’adozione ha una curva ad S, I costi per le case auto caleranno.
    Al che, comprare un ICE diventerà economico stupido, per via del costo di rivendita azzerato, le leggi sulle emissioni e i blocchi in città.
    Fra l’altro visti i soldi che le case stanno investendo, saranno loro a spingere verso gli ev

  7. A parte i mille ragionamenti da bar più o meno supportati dai dati, questi articoli servono a convincere quelle centinaia di migliaia di pensionati rimbambiti a spendere i loro soldi in modelli ICE che lr case automobilistiche già cominciano a darsi in faccia e così sarà sempre più nei prossimi due anni.
    Chi prova elettrico e può spendere meno di ventimila euro se la compra il giorno dopo e non torna mai più indietro.

  8. Ciao a tutti…noi siamo da qualche anno incuriositi dal mondo elettrico ed abbiamo provato alcuni modelli,ora grazie agli incentivi possiamo permetterci la nostra prima ev…stiamo predisponendo anche un impianto fotovoltaico….stiamo cercando da tempo risposta ad una domanda…le batteria a fine vita x auto,potranno essere ritirate dal privato x il proprio impianto x usarlo come accumulo domestico? O sarà considerato rifiuto speciale?…grazie mille x eventuali info🙂

    • No Greta: le case auto hanno l’obbligo di ritirare le batterie auto a fine vita. Non è possibile trasformarle in accumulo domestico con il “fai da te”. Ci penseranno loro a valutarle, ricondizionarle e riassemblarle come accumulatori statici anche per le abitazioni.

  9. Argomentate contro il motore endotermico il fatto che anche i consumi per l’estrazione ed il trasporto del petrolio contribuiscono ad inquinare. Ma le centrali per la produzione di energia elettrica con cosa pensate che funzionino ?

  10. Leggo molto volentieri gli articoli che scrivete, anche perchè un giorno piacerebbe anche a me comprare un’auto elettrica.
    Trovo tuttavia un po’ ridicolo voler sempre sminuire gli articoli e le opinioni di chi la pensa diversamente.

    Io, ad esempio, che non ho alcun interesse a favore dell’uso del petrolio o della benzina e che anzi sono interessata all’elettrico, non ho problemi nè a vedere i grossissimi problemi di inquinamento dovuti allo smaltimento di miliardi di batterie (no, non potranno essere tutte riciclate e, anche se lo fossero, prima o poi quelle riciclate dovranno essere smaltite), nè a vedere i limiti oggettivi delle macchine elettriche *oggi*, cioè distanze di percorrenza, scomodità e tempi di ricarica lunghissimi, e costi elevati (si perchè 30000 euro per una macchina base sono tantissimi).

    Una automobile è, oltre ad un mezzo di trasporto, anche una libertà.
    Da ragazza salivo in macchina e magari raggiungevo un’amica lontana, oggi mi capita di dover correre per andare a prendere nipoti o fare una commissione non prevista.
    Il pensare di dovermi programmare la vita per stare nei km massimi, nel dover aspettare 30-40 min per una ricarica fast(parlo inglese e chiamare fast una ricarica di 40 minuti, quando con un motore a scoppio ce ne metto forse 2 mi fa ridere) è una follia.

    E non tutti hanno la fortuna di avere un garage proprio, ecco un’ altra fetta di persone escluse dall’avere un’ auto elettrica.

    Quindi per concludere, l’auto elettrica, oggi, va bene per pochi, pur avendo molte potenzialità. Continuerò a leggere con interesse i vostri articoli, ma mi pare evidente che l’elettrico abbia ENORMI problemi, quindi è normale ci siano tanti articoli che li sottolineano.
    Non si tratta di accanimento, solo di normale libertà di stampa.

    • Cara Alessandra, va benissimo la libertà di muoversi, anche io sono cresciuto così. Ma della libertà dei suoi nipoti di vivere in un mondo meno inquinato e tossico, non è interessata?

    • Gentile Alessandra,
      se meritiamo un briciolo della sua stima, mi creda, trarrebbe molto giovamento se fosse così elastica da essere in grado di rimettere in discussione le sue convinzioni.
      Non vogliamo sminuire sempre gli articoli e le opinioni di chi la pensa diversamente. Ma se chi la pensa diversamente sapesse di cosa parla, non scriverebbe ciò che scrive. Considerato che purtroppo la maggior parte delle persone non approfondisce alcun argomento e si ferma alla superficie, è triste leggere articoli come questo. Perché sappiamo che finiranno per alimentare false convinzioni.
      Chi ha scritto l’articolo de Il Fatto Quotidiano ha dato per scontato che l’auto elettrica presa in esame fosse prodotta in Asia con un mix energetico estremamente inquinante, senza verificare alcunchè. Se avesse approfondito meglio, voglio credere nella buona fede, non avrebbe probabilmente scritto questo articolo. Perché avrebbe rilevato che la batteria in questione è prodotta con energia 100% green. L’autore inoltre ha messo a confronto due auto assolutamente non paragonabili per prestazioni. Non ritiene che questo sia forviante? Secondo lei noi dovremmo stare a guardare?
      Riguardo alle batterie, riutilizzo e riciclo sono due cose distinte. I pacchi batteria delle auto elettriche possono essere riutilizzati in prima battuta e poi riciclati per la produzione di nuove batterie. Le autonomie delle auto elettriche moderne superano di gran lunga le necessità di mobilità di una larghissima fetta della popolazione. I tempi di ricarica sono lunghissimi solo se lei si ferma a osservare l’auto mentre si ricarica. Diversamente, nella stragrande maggioranza dei tempi, sono pari a zero: quindi persino inferiori al tempo che oggi impiega per andare a rifornire la sua auto termica. Ovviamente a patto di poter ricaricare a casa o sul posto di lavoro. Ed è vero, certo, questo non possono farlo tutti. Ma in molti si.
      Non so cosa intenda lei con auto base, ma una citycar elettrica si acquista per molti oggi al netto degli incentivi con poco più di 10.000,00 Euro. Un’auto del segmento C si acquista con poco più di 20.000,00 Euro (con contributo 40% per isee fino a 30.000,00 Euro). E sono in arrivo auto ancora più economiche. Le ricariche fast si effettuano solo durante i viaggi a lungo raggio e non nella quotidianità. E non è necessario ricaricare per 40 minuti se la sua destinazione finale è a 100 km dal punto di ricarica. La media di permanenza presso le colonnine Fast è inferiore ai 18 minuti.
      L’elettrico richiede di imparare da zero alcuni nuovi concetti. È vero. L’elettrico non è per tutti. È vero. E lo ripetiamo spesso, a ogni occasione. Ma è per molti di più di quanti oggi lo utilizzano. Per questo noi ci battiamo affinché sempre più persone possano saperlo. Perché il motivo per il quale oggi l’elettrico in Italia ancora non ha raggiunto la sua potenzialità è solo uno: la scarsa conoscenza e la scarsa propensione al cambiamento.

      • Ma il decreto attuativo di questo benedetto incentivo del 40% quando verrà fatto? Non doveva essere firmato entro fine gennaio?

  11. Dobbiamo guardare i numeri , la via e’ elettrica , miglior comfort di guida meno inquinanti fossili ecc. Ma bisogna anche ragionare sui numeri.
    I numeri dicono che in Europa per produrre un kW di energia si emettono 253g di co2 , un auto elettrica al km consuma 0,18 kw perciò emette 0,45 g di CO2 per km .
    Una diesel emette 80-90 g di CO2 per km ma la CO2 in produzione del veicolo e’ 3 volte inferiore all’ elettrico .
    Questo cosa significa banalmente ? Che ad oggi non vi e’ un vero vantaggio ambientale lo dicono i numeri , fino a che i nostri governanti non inizieranno ad imporre una produzione di energia che emetta meno CO2 in atmosfera , se vi sarà questo cambio e taglio alla fonte , che oggi non c’è , ma anzi secondo me alcune nazioni vedi Germania per ovviare alla domanda in surplus di energia utilizzeranno per assurdo più carbone , perciò questo vantaggio elettrico per la ambiente per ora e’ solo sulla carta se non si cambia o converte la produzione di energia .

    • A parte che 235*0,18 fa 42, i conti lasciali fare a chi lo fa di mestiere.
      La comunità scientifica ha ampiamente mostrato i dati e l’elettrico emette la metà.
      Per la cronaca col ciclo wltp, quello per l’omologazione dei veicoli, è stato inserito il rde (test di guida reale) : ai veicoli a combustione è ancora permesso di sforare sui limiti teorici del 110% nel test reale. Significa che le emissioni reali sono almeno il doppio.
      E ancora non abbiamo parlato di polveri sottili e NOx….
      Ciliegina sulla torta, la Germania ha un piano per uscire dal carbone. Insomma, non ne hai azzeccata una

      • Un altro errore commesso da Andrea è che nella foga di fare il carabiniere con l’auto elettrica si è dimenticato che le cisterne dei distributori non si riempiono come per magia, ma occorre produrre e trasportare la benzina e il gasolio, questo include l’estrazione del petrolio, la sua raffinazione e il trasporto per molti chilometri fino a destinazione, tutte attività che comportano l’uso di un mucchio di energia e l’emissione di un mucchio di CO2 e purtroppo spesso anche di metano, un altro gas serra, rilasciato in atmosfera senza che se ne ricavi nulla di utile.

  12. E vabbè sapete tutto voi …….beata saccenza.
    Non do colpa a Greta e non diffido di nessuno e neanche mi permetto di mettere indiscussione gli accordi di Parigi…….!!!!
    E una analisi mia personale le stte sorelle sono ovviamente
    Solo nel petrolio!!!!!
    Non siamo sulle stesse onde continuate a fare i fans boy.
    Leggete informatevi e poi sparate le vostre belle diatribe sul nulla con dentro il niente.
    Bravi consumatori

  13. “Estrazione e trasporto..” e perché la raffinazione? Mi creda, lavoro nel campo e la raffinazione è una delle parti più nocive per l’ambiente e l’uomo… che tristezza sentire parlare male di una tecnologia che seppure non elimina il problema del tutto sicuramente ne riduce gli impatti.
    Ottimo articolo comunque
    Saluti

  14. Una volta chiarite e confutare scientificamente le questioni di inquinamento tra i due modi di pensare la mobilità tra elettrico e termico, vorrei capire le motivazioni vere per “ostacolre” la transizione. Magari, anzi quasi sicuramtnte, a livello di macroeconomia ci sono interessi molto grandi, ma a livello di utente mi risulta più difficile trovare problmatlche, se non il prezzo elevato per ora. Altre ipotesi… ansia da rifornimento, piacere di guida…come rumore mancante, scalare le marcie, appasionato di meccanica, o altre che non riesco a immaginare.

    • Per me il fatto che non c’è rombo, non c’è da scalare le marce e non respiro veleno sono le cose fondamentali per comprarmi una model 3 entro l’estate

  15. Ho già commentato altre volte ma con gli integralisti è difficile discutere su ogni argomento, il sito si chiama viaelettrico e voi fate il vostro mestiere, sbaglio io a leggervi…anche quando si parla del riscaldamento globale ci sono scenziati di fama che negano esista, lo stesso per altri mille argomenti…due cose veloci: sull’impatto ecologico globale delle auto a combustibili fossili abbiamo avuto una sostanziale smentita durante il primo lockdown nella pianura padana, i valori nonostante la circolazione fosse praticamente zero sono rimasti quasi inalterati… ciò non significa che le auto non inquinino ma che le auto incidono in minima parte rispetto a tutto il resto…altra questione riguarda l’estrazione del cobalto per realizzare le batterie non per l’inquinamento ma da un punto di vista etico…ve lo dice uno che va a piedi…perché è ora di smetterla di chiedersi se sia meglio l’elettrico, la benzina o il diesel è ora di chiedersi se sia giusto avere un’auto a testa per muoversi, per piccoli spostamenti, un’auto una persona,
    solo vent’anni fa la gente si organizzava, ci si trovava in un bar, si andava al lavoro in quattro per auto, Questa settimana con la mia, la prossima con la tua, il traffico era un decimo rispetto a ora…eravamo più civili ….bisogna fare passi indietro perché davanti c’è il baratro e con un auto elettrica o diesel ci precipiteremmo comunque

    • Fai I nomi di questi scienziati di fama internazionale che dicono che il riscaldamento globale non esiste. Poi però vai anche a leggere gli studi sottoscritti dai concerned scientists nonché I panel scientifici della conferenza di Parigi. Scoprirai che è esattamente l’opposto di quello che dici tu.
      Non continuare a dire che gli scienziati non concordano sull’esistenza (e l’origine del problema), perché è semplicemente una bugia.

      Riguardo agli spostamenti, io lavoro a 12 km da casa e ci vado in elettrico. Molti si stanno impegnando prendendo monopattini, bici elettriche, i mezzi pubblici. Anche il car pooling è presente ma in un anno di covid è Sconsigliato.

      Infine una nota sul cobalto: la ricerca ha portato ad un uso molto inferiore: mentre prima era un terzo della batteria ora sta al 5-10% e si progetta di farne a meno. In alcuni casi (le lfp) è già così.

      • Non ho detto che il riscaldamento globale non esiste, ho detto che se si va a cercare di troveranno voci autorevoli che lo negano, allo stesso modo col quale premi Nobel per la medicina negano l’utilità dei vaccini, io sono un ecologista convinto.. come ho scritto vado a piedi, il mio discorso era un altro, una persona per auto è abominevole, prendere un auto per fare 500 metri è abominevole, due vicini di casa che vanno al lavoro con due auto pur lavorando nello stesso posto e con gli stessi orari è abominevole, siamo un popolo di trogloditi che si scontrano su temi dai contorni tragicomici, se ci fosse un minimo di coscienza collettiva potremmo girare con auto degli anni cinquanta…ma come ho detto questo è un sito di estremisti e un confronto non è possibile

        • Ma gli estremisti dove sono?? Siamo qua a discutere.
          Se un paio di scienziati dicono che il riscaldamento globale non c’è e tutto il resto della comunità dice che c’è, cosa concludiamo?

          Capisco il discorso del car pooling, sono d’accordo, ma non sempre è possibile. Probabilmente con l’avvento della guida autonoma e del transport-as-a-service sarà possibile farlo anche con sconosciuti.

  16. Pensavo il fatto quotidiano un giornale indipendende rispetto agli altri … ma sinceramente articoli come questo mi fanno dubitare seriamente che sia stata “commissionata” una linea da tenere … anche perchè per chi è informato questo è un articolo palesemente fallato o comunque con intento di confondere le cose facendo credere all’utente medio che l’auto elettrica è peggio

  17. Il nuovo che avanza fa sempre diffidenza e paura, restando su qualcosa di concreto parliamo di efficienza, per quale motivo dovrei continuare a spendere 1,50 € al litro (benzina) per la mia vettura termica e di quei soldi solo il 30% viene trasformato in movimento, se considero la mia (futura) auto elettrica spendo 55 / 75 centesimi ( colonnine fast) al kwh e trasformo in movimento il 90/95% di quello che ho speso. Solo questo dato determina la sconfitta del motore termico, senza contare tutto il resto, alla sua scomparsa contribuiranno in modo importante le normative euro7 , che devono essere ancora definite nel dettaglio ma entreranno in vigore al più tardi nel gennaio 2026 , per le tempistiche automotive praticamente dopodomani.

  18. Buongiorno, per conto mio l’elettrico può essere utile se incastonato in un cambio di paradigma, cose che servono e utilizzano più persone, un car sharing diffuso .
    Fare pagare bolli salattissimi accessi alle città da 10 euro in su.
    Produrre ancora automobili per un possesso personale non risolverà il problema dell’inquinamento lo sposterà solo di qualche
    Km più in là.Credere che il fenomeno Greta tumberg sia spontaneo
    E non prezzolato dalle case automobilistiche e produttori di energia varie siete fuori strada!!!!
    Tutto e interconnesso banche e gruppi industriali vari sono collegati uno all’altro con saldi ancoraggi…….giornali, TV, internet…..non sfugge niente…….se il cambio epocale e una batteria mi sembra poco o nulla.
    Comunque bel sito e aperto anche a chi non sempre è d’accordo
    Con i più .

    • Non si concentri sul fenomeno Greta, che può anche risultare antipatica o manipolata (a noi no: quanto a manipolazioni e lobbismo le sette sorelle del petrolio potrebbero dar lezione a chiunque). La svolta verso la sostenibilità l’ha data l’Accordo di Parigi sul clima (firmatari tutti i 196 membri dell’Onu, data 2016 quando Greta era ancora alle elementari)

    • Ha dimenticato le scie chimiche e la terra piatta. Poi ha detto tutto.
      Io, invece, continuo a produrre energia con un sistema complicatissimo chiamato FV. Nel nord Italia, in provincia di Varese, in questo esatto momento, 14:20, sto alimentando casa e caricando l’auto. Comodo, no?
      Saluti a tutti

  19. ” ma le differenze non sono così ampie da giustificare un passaggio di massa all’elettrico!”… Solo il 50% in meno di CO2. Ma non sei contento. Ah e molti meno ossidi di azoto e polveri sottili, ma questo non lo considerate mai vero?
    Pensa, c’è gente che gira in elettrico da un bel po.
    Lhai mai provata una elettrica tu?

  20. Questo anno cercherò una buona EV per ottenere il bonus versando il mio Diesel. Resto però convinto che il futuro sarà nell’idrogeno. Fonte rinnovabile inesauribile e ricavabile con elettrolisi anche su Marte e Luna dai prossimi austronauti. Il nostro Universo è pieno d’acqua persino sui meteoriti una navicella spaziale potrebbe fermarsi a fare il pieno. Più comodo anche andare al distributore per riempire il serbatoio di idrogeno così come si fa per il metano. Anche l’autonomia è superiore. Insomma sembra quella la soluzione giusta e la Hyundai fabbrica da vent’anni auto a idrogeno bloccate solo dalla mancanza di distributori di idrogeno. Gli Arabi distribuiscono Rolex…

    • No, l’idrogeno è molto inquinante e per la sua produzione serve una quantità enorme di energia elettrica. Perché non usarla invece per caricare batterie (efficienza molto maggiore)?
      Ah e soprattutto scordati il “faccio il pieno in 5 minuti”: l’idrogeno, oltre ad avere un brutto vizietto (è giusto un filo infiammabile, citofonare Norvegia per ulteriori informazioni), tende a ghiacciare. In California riescono al massimo a rifornire 4 o 5 vetture consecutivamente, poi le pompe di distribuzione ghiacciano.
      Inoltre l’idrogeno produce vapore acqueo: indovina che succede sotto zero quando quel vapore acqueo è nella tua vettura FCEV? Si deve sprecare ulteriore energia per non farlo ghiacciare.
      Per finire, pure Scania ha abbandonato l’idrogeno per i mezzi pesanti: https://twitter.com/gnievchenko/status/1353688046609293312?s=20

    • Non dimentichiamo che l’idrogeno è molto piccolo e tende ad uscire dai pori del serbatoio, per non parlare poi che in caso di incidente esplode

    • Più comodo di attaccare la propria auto a una presa domestica a qualsiasi ora e andare a dormire mi scusi? Per poi trovarla carica la mattina dopo e pronta a percorrere 200 km nella peggiore delle ipotesi? Io ho avuto un’auto a metano ma per via dei pochi distributori… dei tempi di rifornimento relativamente lunghi e persi in attesa alla pompa e della necessita’ di effettuare il tutto nei giorni feriali e durante l’orario che più aggrada al gestore non era assolutamente paragonabile in quanto a praticità alla mia attuale elettrica, poi certo… se lei è un rappresentante e percorre più di 200 km in un giorno… e casualmente sotto casa sua ha uno dei 4 o 5 distributori di metano aperti h24 vuol dire che è un uomo molto fortunato. Si goda la sua auto. Saluti.

  21. ….in parte ha ragione il Fatto Quotidiano…. è inutile pensate che l’elettrico sia pulito….su….. probabilmente senza dubbio sara’ più pulito del termico ma le differenze non sono così ampie da giustificare un passaggio di massa all’elettrico!!!!!…..senza pensare poi alla mancanza di colonnine di ricarica….al costo rincarato dell’energia venduta in esse e alla scomodità di utilizzo delle auto elettrificate!!!….a parte Tesla poi bisogna tenere conto delle autonomie sbandierate dai più che nella realtà sono quasi dimezzate…..siamo ancora acerbi per l’elettrico….la gente lo deve capire…..meglio una bella auto a metano per ora ….poi si vedrà!

    • Nessuno dice che l’elettrico sia 100% pulito. La realtà è però un’altra: le vetture elettriche, considerato il loro complessivo ciclo di vita, sono terribilmente *meno* inquinanti delle rispettive ICE.
      Purtroppo però molte persone dicono “ah ma l’elettrico non è a emissioni 0” (ma va?!) “, dunque rimaniamo con ICE”. Ecco, questa è un bel ragionamento da asilo…

    • Ma lei ha un naso? Non le capita mai di sentire la puzza di molti scarichi (benzina o diesel?). Ho una diesel, e da mesi sto cercando di capire come fare per passare all’elettrico. E non è facile, perché dobbiamo un po’ stravolgere il nostro stile di vita. Ma, dopo aver rubato tutto quello che potevamo si nostri figli e nipoti, non crede sia il caso di fare un piccolo sforzo per restituire loro qualcosa? Al momento, è evidente che il BEV sia la soluzione meno inquinante, e di gran lunga, se un domani mandassimo le auto ad acqua, sarebbe ancora meglio. Intanto, però, inquiniamo meno e, se passassimo all’elettrico, avremmo anche città più pulite, e meno morti da polveri sottili. Basterebbe solo essere meno egoisti, non trova?

  22. Produrre un veicolo nei suoi vari componenti, che sia tradizionale o elettrico comporta un dispendio energetico e di conseguenza un inquinamento. Ma non rilevare che l’utilizzo di un veicolo elettrico e certamente più favorevole rispetto ad un motore endotermico, specie in quelle città maggiormente congestionate, è folle. La strada è ancora lunga e le difficoltà notevoli ma un interesse comune da parte dei produttori sta notevolmente accelerando il processo.

  23. Ciao, ma nessuno si accorge che le auto elettriche fanno molto meno inquinamento sonoro, rendendo le città più vivibili e che le emissioni inquinanti che pur ci sono a differenza delle endotermiche non sono sotto il naso delle persone…se ragionando a livello di pianeta un tot di inquinamento è un tot di inquinamento si trascura il fatto che se lo hai sotto il naso per te è assai peggio…

    • Inquinamento sonoro??????? Davvero???? Davvero mi viene fuori con sta pagliacciata???? Una normalissima auto euro 6 a livello sonoro ha una rumorosità ridicola.

  24. La discussione è sempre interessante.
    La parte ecologista non mi coinvolge troppo, non perché non penso sia importante, ma perché sono abbastanza convinto che elettrico su trasporto individuale non sposterà significativamente l’ago della bilancia.
    Ci sono alcuni aspetti che mi piacerebbe capire meglio…
    1) un condominio in città, medio piccolo, 20 famiglie 40 auto che si ricaricano la sera/notte tutte insieme, come il condominio di fianco e quello dopo ancora… funziona?
    2) pianifichi il viaggio arrivi alla colonnina dove vuoi farti uno spash and go da 30min/1ora, si è appena attaccato uno. Domanda ignorante, ci sono 50/100 colonnine nei punti di ricarica ?quale è il numero di colonnine necessario? Funziona?

    Comunque sia, il nome di questo forum/sito non è “mobilità del futuro” il nome è “vaielettrico” sicuramente un luogo legittimamente partigiano per una tecnologia specifica.

    • Se lei desse un’occhiata agli articoli pubblicati sul nostro sito si renderebbe conto che a) i vantaggi ambientali della trazione elettrica sono più significativi di quel che lei pensa, come dimostrano tutti gli studi scientifici seri, a partire da quelli accreditati dall’Unione Europea; b) l’aumento del fabbisogno elettrico per alimentare le auto a batteria è ampiamente conpatibile con le capacità di generazione in Italia, in Europa e nel resto del mondo c) la rete di ricarica in ciascun paese evolve parallelamente alla diffusione delle auto elettriche: in Norvegia o in Olanda, dove le auto a batteria coprono già oltre il 50% del mercato, sono in funzione tutte le colonnine necessarie ad alimentarle; d) Vaielettrico è convinto che la mobilità del futuro sia quella elettrica. Non ne nasconde mai le criticità, ma si sforza di indicare la strada (non impossibile) per superarle. Questa è partigianeria?

    • Sono d’accordo con lei, il problema principale sono le infrastrutture, pensiamo solo ai black out estivi causati dai climatizzatori. Mi immagino un quartiere intero di una grande città, che ogni sera quasi simultaneamente ricarica la propria auto. Qui non vedo quasi nessuno approfondire questo aspetto. Pensate che l’energia elettrica corra nell’aria?

      • Fabiano, con tutto il rispetto, non vede nessuno perché non si informa. Si sta parlando da anni del problema dei picchi di energia e si stanno approntando tecnologie per cui le auto elettriche invece di essere il problema siano parte della soluzione. Come il “Vehicle-to-grid” (V2G), la possibilità che l’auto possa non solo ricevere, ma anche cedere energia alla rete. Tecnologia già presente nei veicoli Nissan e presto su quelli del Gruppo Volkswagen. E la stessa Fiat ci sta lavorando, con un progetto specifico con le 500 a Mirafiori.

        • Quindi per caricare la batteria di un’auto il rendimento tra l’energia prelevata e stoccata cala, dopo per rimetterla nella rata dalla batteria un’ulteriore perdita. Presto arriveremo ad un rendimento inferiore al 50% se va bene

          • Hai idea di quanto sia inefficiente dover avere centrali e reti elettriche sovradimensionate che devono inseguire la variazione istantanea della domanda sulla rete elettrica?

    • Scusi, ma se tutte le 40 auto ricaricano a 3kW di notte, ciascuna sulla sua utenza privata, quale sarebbe il problema? Potrebbero essere anche 400 o 4000…

  25. Ah Direttore dimenticavo, oltre ad estrazione e trasporto …mi raccomando di indicare anche la raffinazione che ha un impatto ambientale devastante e crea una quantità sempre maggiore di scarti (per lo smaltimento dei quali hanno creato una legge ad hoc trasformando il petroleum coke da rifiuta altamente tossico e inquinante a combustibile) in quanto i petroli sono sempre meno puri.

  26. Non credo che la disponibiltà di auto elettriche faccia aumentare la sensibilità ecologista. Credo che fare le stesse cose con mezzi meno inquinanti sia meglio che continuare con mezzi più inqunanti.
    Negli anni ho visto parecchi materiali sostituiti da nuovi meno impattanti su ambiente e salute. Non mi è sembrata moda o fanatismo ecologico. Mi è sembrato un miglioramento, o mi sbaglio?

  27. Sull’articolo che confrontava la ibrida Toyota con la Volkswagen id.3 (non menzionata, ma parlavano di 58 kWh…) C’erano un sacco di piccoli errori, dal fatto che dicevano che la batteria della EV era di 58 kWh mentre quella ibrida solo di 1,4 ma, al momento di fare i conti del maggior inquinamento necessario per produrre la batteria rispetto alla Toyota invece di usare il valore di 58-1,4 hanno usato il valore di 58. Al fatto che hanno detto che escludendo la batteria, il costo ambientale di costruzione di un motore termico e elettrico è uguale (il termico è molto più grande, ha più pezzi, ha olio che anche è inquinante). E già hanno così creato un maggior vantaggio a favore nella ICE al momento della partenza del confronto.

    Poi (ma soprattutto, dato che qui si gioca buona parte dell’inquinamento) nel vedere le emissioni della EV, giustamente, prendono i dati di quanta CO2 ci costa un kWh (nei vari paesi). Nella ICE ibrida, solo il dato delle emissioni, come se la benzina si autogenerasse a costo zero.

    • Per dire, l’eroei del petrolio dicono sia 25:1 da una ricerca in rete (ogni 25 litri estratti ne bisogna consumare uno per l’estrazione), poi va trasportato, raffinato, trasportato, distribuito. Alcuni studi parlano di un valore finito addirittura da 6:1 fino anche a 3:1….che prendendo il valore di 6:1, il più favorevole alla ibrida, porta un errore solo per questo del 16% nelle valutazioni della CO2 al km per l’ibrida (spostando il punto di pareggio da 76000 km a 63300 circa…. solo con questo singolo errore!)

    • Ha ragione Andrea, ma non solo.
      Ci sono cose molto più macroscopiche. La batteria di ID.3 non è prodotta in Asia, come si scrive in quell’articolo, ma in Polonia, in uno stabilimento di LG Chem, alimentato con energia 100% green.
      Altro punto importante: hanno confrontato una Toyota Corolla con una Volkswagen ID.3, auto di prestazioni decisamente non paragonabili. E visto che per Corolla hanno preso i dati di consumo nel ciclo WLTP (come se tutti si muovessero con piede di fata), avrebbero allora dovuto considerare un consumo di ID.3 in modalità di guida analoga (con almeno 7,5 km/kWh di media).

      • Quando hai scritto Polonia ho avuto un sussulto, poi ho letto che la fabbrica è alimentata da energia rinnovabile e mi sono ripreso 🙂
        Che le batterie VW fossero prodotte là mi era sfuggito però è molto interessante che anche in un paese famoso purtroppo per il mix energetico sbilanciato sul carbone si possa comunque produrre (qualunque cosa) in modo efficiente e rispettoso dell’ambiente.
        E come sempre è solo una questione di volontà e di scelte oculate.

      • Girando in motorino (elettrico ovviamente) vedo tante auto seminuove emettere quantità evidenti di fumo, specie al semaforo e nelle ripartenza. Altro che wltp, queste andrebbero manuteute meglio ma passano la revisione e via.
        Bisognerebbe misurare le emissioni reali, per fare davvero un confronto.

  28. Ho appena inserito questo commento sul fatto.
    “Molti commentatori credo siano pagati, o per altro interesse, solo per gettare discredito e stancare i commentatori che cercano di portare verità nella mole di cavolate che purtroppo ancora volano indisturbate.
    Sapete benissimo che i problemi legati alle auto elettriche sono quasi inesistenti, continuando con le solite litanie: stoccaggio batterie, produzione elettricità e altre finte preoccupazioni. Siete in malafede assoluta!
    Fatevi una domanda, la questione chi propongo permetterà un punto di vista volutamente ignorato, a dimostrazione che molti commenti sono di probabili “infiltrati”, dunque: AVETE PRESENTE IL VOLUME DI UNA TANICA DA 20 LITRI DI BENZINA?
    Dopo che l’auto termica ha consumato quella benzina, dove è stato stoccato il contenuto di quel volume? NELL’ARIA!!! Tutto bene??
    Per quanto riguarda la produzione elettrica siamo già oltre il 40% da rinnovabili, in pochi anni arriveremo al 100%, alimentando così le auto elettriche e mandando in malora tanto business, legato alla salute.
    Forse a qualcuno dà fastidio anche questo?”

    • Esatto Alex.. E una altra cosa che mai viene ricordata é che per quei 20 litri di benzina, il petrolio devo estrarlo, raffinarlo, trasportarlo non solo una volta… Ma centinaia di volte per tutta la vita di una termina.. L’estrazione del litio (che tanto fa discutere i finti ecologisti) lo fai una volta e basta.!! Basterebbe questo per capire!! Ma credo che i detrattori e amanti del termico partano solo dall’invidia, dal fatto che magari non hanno il garage o hanno appena comprato una termica da 50.000 euro senza bonus statale.. Solo questi motivi potrebbe essere giustificati.. Altri argomenti non hanno motivo di esistere.. Non hanno senso.

  29. Come diceva Henry Ford: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”.

    Sarà la tecnologia ad imporsi sulle argomentazioni. E quella elettrica si sposa magnificamente con il digitale, l’intelligenza artificiale e la ricerca sulle rinnovabili.

    La conversione elettrica è un processo avviato ed è irreversibile.
    Presto le vetture elettriche di piccole e medie dimensioni costeranno come quelle combustione e saranno sempre più vantaggiose per l’utente. Irrinunciabili.

    • Hai citato esattamente ciò che l elettrico nn è…disponibile per tutti, infatti senza supporti di grossi incentivi o limiti legali nessuno comprerebbe elettrico ma continuerebbe con l endotermico.
      Non è una naturale evoluzione, bensì un imposizione.
      Se fosse una cosa naturale, esempio semplice gli smartphone rispetto ai cellulari, tutti vedrebbero il vantaggio nel elettrico che nella realtà e solo presumibilmente ambientale, per tutto il resto è un limite drastico rispetto al endotermico.

      • No, semplicemente è esattamente come è stato per il Fotovoltaico. Agli inizi degli anni 2000 un impianto da 3kWp costava 25000€, se non lo avessero incentivato con i vari conto energia nessuno lo avrebbe fatto. Una volta che ha preso piede e la filiera si è sviluppata, i prezzi sono calati di parecchio. Oggi, per un impianto da 6kWp non è difficile stare sotto i 10000€. Un 3kWp siamo sui 5000€.

        Ciao

  30. Ho notato invece il crescente numero di pubblicità di auto elettriche e ibride prima e dopo le partite di calcio. La gente comincia a essere informata. Il 24ore a confronto del calcio è seguito da pochi.

    Questo sito invece ha il merito di essere indipendente e dare voce a entrambe le parti, come nel caso del recente dibattito in streaming.
    Siete fantastici. Grazie

    • Poi però devono anche essere vendute e sponsorizzate anche dai concessionari.
      A oggi, molte case buttano BEV o PHEV sul mercato giusto per abbattere la media CO2 e non pagare sanzioni.

      • I concessionari dovrebbero fare di più, è vero.
        Per le case auto invece, le multe si calcolano se sforano sul venduto. Non è che le buttano fuori per farle marcire nei depositi, perché in quel caso, no vendita, multa

        • Appunto, visto che vendono un casino di auto ICE, allora immatricolano inutilmente equivalenti BEV e PHEV. In Svizzera ci sono circa il 15% di ID.3 immatricolate già in vendita a km0 su AutoScout24, in Austria circa il 10%

          • Non stento a crederlo ma ogni anno i limiti di emissioni calano e ne sono consapevoli in quanto sono programmati. O vendono bev e ibride o beccano multe e sarà sempre peggio. Infatti hanno investito molto tutti e la strada è ormai inevitabile. Anche gruppi come GM e nissan hanno annunciato che al 2035 venderanno solo elettriche o ibride. All’appello mancano gli irriducibili, toyota e bmw.

          • Wolk sono indietro e sono dei truffatori vedi dieselgat , meglio tesla,kona, zoe ??? La id3 ha dei problemi poi 2 anni di garanzia sono pochini se si rompe sono cavoli, tesla( 4 o 8 anni) kona (5 anni ) zoe(2anni ???????) .
            Viva lelettrico avremo un buon prodotto nel 2023 pero, autonomie accettabili + colonnine carenti nelle isole e in autostrade , comprerò un fiat talento diesel ( lo so che ul diesel è morto ) anche perche furgoni eletrrici o a metano ce ne sono pochi e sono limitati (300km in wltp e in autostrada faranno a malapena i 200km aspettiamo con impazienza il 2023

  31. Timore del nuovo legittimo e per certi versi tutelante. Ignoranza, può succedere, non tutti possono sapere ed avere competenze per valutare. Chiudere al nuovo per interesse di parte, su argomenti importanti che possono portare migliorie per ambiente e sulla salute collettiva è “reato”. Almeno giustificassero il rimanere al motore termico in maniera sostenibile. Non demonizzando altri sistemi per puro interesse economico. Se avessero un carburante veramente pulito e disponibilè in alte quantità, si potrebbe anche rimanere al termico.
    Screditare la concorrenza, senza basi scientifiche, non aggiunge niente di positivo al proprio prodotto.
    Tante case criticano, e intanto investono e sviluppano l’elettrico. La cosa non quadra.

    • In realtà lo schema è lo stesso di esperienze precedenti (es. tabacco, Eternit, ecc.). Tutte le volte che è capitato in passato chi era fortemente investito in un settore destinato a un grande ridimensionamento ha sempre “comprato tempo” cercando in tutti i modi di rallentare l’inevitabile, anche finanziando studiosi scettici nei confronti del nuovo (ci sono anche loro) e favorendo la stampa a pubblicarne gli studi (cosa ancora più semplice, basta fornire fondi e contratti pubblicitari, pecunia non olet). Se per i produttori di auto è relativamente facile investire sull’elettrico (nonostante richieda sforzi economici che si sarebbero volentieri evitati) la stessa cosa non si può dire di chi lavora nel settore oil & gas. Per loro il destino è lo stesso dell’industria del tabacco: continueranno ad esistere ma avranno costi maggiori e saranno fortemente ridimensionati. Se vogliamo cercare stranezze possiamo trovarle in casa nostra con ENI che investe ancora nell’estrazione nei nostri mari e SNAM che investe nella rete di distribuzione del gas mentre a livello locale si istigano a mezzo stampa le persone a scagliarsi contro le torri eoliche in mare che deturperebbero il paesaggio, quando in realtà sono il cambiamento necessario per rendere il mondo un po’ meno inquinato.

      • Campagne ridicole a mio avviso. In Sardegna al largo di svariate decine di km, praticamente invisibili. In Romagna alla distanza circa delle piattaforme petrolifere.
        È stato un errore demandare alle regioni la politica energetica. Manca una visione d’insieme e ci sono innumerevoli clientelismi.
        Poi facciamo i gasdotti dal medio oriente invece che sfruttare tutto il sole che inonda il sud. Pazzesco

      • In realtà Snam sta investendo molto sia per diminuire il suo impatto inquinante adeguando ed aggiornando la sua infrastruttura, sia in progetti green per diminuire l’uso del gas.
        Te ne riporto giusto un esempio:
        https://www.snam.it/it/media/comunicati-stampa/2020/FNM_A2A_Snam_accordo_mobilita_idrogeno_verde_Lombardia.html
        Ci sono alcune società gas & oil che stanno modificando il loro business o lo stanno ampliando a fronte di questi cambiamenti. Ad esempio alcune investono nella rete di ricarica per le macchine elettriche, altre oltre a venderti energia elettrica e gas forniscono anche servizi di efficientamento energetico per abbattere i consumi ( sebbene potrebbe sembrare un controsenso perché vendi meno gas o elettricità no?).
        Ho fatto questi esempi semplicemente per dire che probabilmente qualcuno remerà contro ma non tutti, alcuni sono abbastanza intelligenti da comprendere che il mondo e le necessità cambiano ed adeguarsi o sfruttare anche nuove possibilità

        • Diego c’è da sperarlo, anche se c’è anche tanto greenwashing. Puntare sullidrogeno che probabilmente sarà una via percorribile non prima di un lustro è un modo di mostrarsi. Bisogna andare a vedere dove spendono i soldi. Snam per esempio ha investito in tap e transmed, nuovi gasdotti che costano un occhio e che probabilmente non servivano perché siamo già coperti a livello di fornitura gas europea.
          Sarebbe bello se si convertissero, ma è più facile a dirsi che a farsi

          • In realtà sono gasdotti strategici in quanto a livello nazionale bruciamo tipo 60/80 miliardi di mc ogni anno e dipendiamo principalmente dalle importazioni. Se nel mix aggiungi le instabilità geopolitiche (ad esempio lato Libico con repentini blocchi/cali delle forniture, ma anche lato russo non dimentichiamo della crisi ucraina degli anni scorsi), capirai che poter diversificare è molto importante, sia per la stabilità del sistema, sia per diminuirne i costi (grazie alla maggior offerta).
            In ogni caso una transizione energetica richiede grandissimi investimenti e tempi lunghi per il continuo sviluppo di nuove tecnologie sempre più efficienti, bisogna continuare a pretendere e spingere i governi a procedere in tal senso, ma dobbiamo anche comprendere le criticità annesse.
            Bisogna portare avanti una transizione energetica in maniera equilibrata e sostenibile, ma non è facile. Di certo il gas sarà ancora rilevante per molti anni a venire. Sia perché le centrali termoelettriche continueranno a produrre energia bruciando gas (per stabilizzare la rete/compensare le fluttuazioni delle fonti rinnovabili), sia perché continuerà ad essere impiegato a livello residenziale ed industriale.
            Dubito che nei prossimi anni si possa trovare velocemente le risorse e pensare già solo di ristrutturare tutte le abitazioni con sistemi di isolamento e riscaldamento efficienti. Sarebbe bello, ma richiederà molto tempo.

  32. Caro Direttore, purtroppo (come scrivo e dico sempre) il principale problema dell’italia è il clientelarismo ed alcuni giornalisti (direi molti) non esitano a vendere la propria penna al miglior offerente….politico, car maker o petroliere che sia.

    Vedrà che alla fine l’italia anche in questo settore resterà indietro come in ogni cosa.

    Non per niente molti cervelli se ne vanno, in un paese dove chi detiene il potere economico e non solo corrompe tutto e tutti per non perderlo chi ha idee di cambiamento è costretto ad andarsene.

  33. Grazie di questo articolo. Anch’io trovo insopportabili gli articoli che parlano dell’inquinamento delle auto elettriche come se quelle a combustione interna funzionassero per magia e senza inquinare.
    Il petrolio non è solo molto inquinante, è una catastrofe ambientale. Quante volte ci siamo indignati di fronte alle immagini dell’ennesimo sversamento di petrolio senza poterci fare niente? E ora che esiste una via per basare l’automotive sulle rinnovabili devo leggere articoli che vanno ad disquisire quale può essere l’inquinamento dovuto al rotolamento degli pneumatici di un auto elettrica. Sono patetici!

    • Sinceramente nn vedo tutti questi attacchi all’auto elettrica!Ile forze politiche europee hanno già deciso date e blocchi x le auto a combustione (anche in Italia) i costruttori date di fine produzione delle stesse….Ormai i giochi sono fatti mi pare. A me piuttosto interssa come sarà il passaggio di consegne che al momento mi sembra abbastanza incerto….
      Saluti

    • Tutto vero Però c’è da mettere in conto che il petrolio non serve solo per i carburanti quindi l’estrazione ci sarà sempre fino ad esaurimento E le petroliere continueranno a navigare Con il rischio forte di inquinamento

      • Beh, intanto l’estrazione del petrolio va sempre più verso pozzi non convenzionali, con costi alti. Potremmo assistere ad una forte riduzione dei consumi dovuto al passaggio all’elettrico è duqnue molte compagnie potrebbero andare in difficoltà.
        È vero che l’industria chimica si fonda sul petrolio. Ciò non toglie che i volumi per il trasporto siano importanti. Non a caso gli attacchi al nuovo che avanza

    • Ho un amico che fa l’agente di vendita x una società petrolifera importante quando sente parlare di auto elettriche diventa rabbioso. E si capisce che è guidato dagli impiegati della società quando va in sede quasi tutti i giorni, e oltre dì parlargli male dell’elettrico gli fanno vedere le auto elettriche che prendono fuoco e c’è ne sono a centinaia x via delle batterie al Litio. E tanto altro da immaginare

      • Non mi meraviglia affatto, almeno internamente il lavaggio del cervello è scontato. L’obiettivo finale è negare fino alla fine per ritardare il più possibile l’inevitabile. Basta rileggere le storie di Eternit per farsi un’idea delle dinamiche in atto.

      • Qualcuno ha fatto una statistica della percentuale di vetture che prendono fuoco in funzione del parco circolante e sorpresa delle sorprese. Percentualmente prendono fuoco piu’ veicoli a combustibili fossili di quelli a batteria.. OPS.

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