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Il tetto solare della Toyota: 56 km di autonomia!

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Toyota solare
Il prototipo della Toyota elettrica ricoperta di pannelli solari.

Il tetto solare della Toyota per dare alle auto elettriche fino a 56 km di autonomia al giorno. Ecco l’innovazione presentata dalla Casa giapponese.

Un progetto con gli specialisti Nedo e Sharp

Non ci sono start-up come la tedesca Sono Motors, con la sua Sion (qui l’articolo), o l’olandese Lightyear One (qui), a preparare un’auto elettrica che percorra distanze brevi grazie all’energia immagazzinata dai pannelli solari. Ora ci lavora anche la Toyota. E i risultati dei test effettuati con due specialisti come NEDO e Sharp sembrano piuttosto promettenti. Anche perché, in caso contrario, difficilmente sarebbero stati resi noti.

Toyota solare - cofano
Il cofano ‘solare’ del prototipo Toyota.

L’autonomia giornaliera dell’auto può aumentare di ben 35 miglia, pari a 56 km. Ovvero più della distanza che molti di noi sostengono per gli spostamenti quotidiani. La Toyota non è nuova a soluzioni come questa, sperimentata più volte sul suo modello ibrido più noto, la Prius. Ma l’efficienza delle celle solari era tale da consentire solo di alimentare funzioni accessorie, come il climatizzatore. Qui invece si alimenta direttamente il pacco-batterie, fornendo energia pulita per percorrere parecchi km a zero costi e zero emissioni.

Ricarica sia da fermo che in movimento

Toyota 'solare' - tetto
Il tetto della Toyota ‘solare’

Le nuove celle sono in grado di convertire in elettrico l’energia che arriva dai raggi del sole al 34%, con 860 Watt di potenza. Contro il 22,5% e i 180 Watt delle celle usate sulla Prius. Un bel salto. Solo negli ultimi tempi era stata messa in commercio una Prius in cui il tetto solare poteva alimentare il pacco-batterie dell’auto, ma l’autonomia aggiuntiva non andava oltre i 6,1 km. Un’altra novità importante per la Toyota rispetto alla Prius con il tetto solare è dato dal fatto che questo prototipo carica il pacco-batterie anche in movimento, non soltanto da fermo. Il che può essere fondamentale per chi, come un servizio taxi, alterna i viaggi alle soste in attesa dei clienti. Dopo i primi test, favorevoli,  il tetto solare della Toyota entrerà nella sperimentazione finale già a fine mese a Tokio, nella Prefettura di Aichi e in altre zone del Giappone. Per poi entrare in produzione in uno dei prossimi modelli elettrici che la Casa di Nagoya sta preparando, dopo avere rivisto la sua dura opposizione all’elettrico.

Sion
La Sion, realizzata dalla start-up tedesca Sono Motors, interamente ricoperta di pannelli solari.
Lightyear One
L’olandese Lightyear One, anch’essa ricoperta di pannelli solari.  Costa 119.999 euro.

 

SECONDO NOI: C’è chi sostiene, come il sito americano Electrek, che i pannelli solari sono fatti per i tetti delle case, non per le auto. Ma le macchine elettriche, rispetto alle abitazioni, hanno un grande vantaggio: sono già dotate di un accumulatore. Un pacco-batterie che in prospettiva può non solo alimentare i nostri spostamenti, ma anche (quando non usiamo l’auto per lunghi periodi) stivare energia da cedere alla rete. Ed è bello vedere che una grande Casa come la Toyota si unisce finalmente a una corsa che in fin dei conti è appena partita. 

16 COMMENTI

  1. Sarò un ingenuo, ma io mi entusiasmo alla prospettiva che gli oggetti che consumano energia ne producano anche. Diventare tutti “prosumers”, produttori-consumatori, con tecnologie sempre più efficienti e meno invasive.

    • Anche per me è la stessa cosa. Il fatto più importante, secondo me, è che tecnologie del genere rendono più ottimistiche le previsioni del nostro futuro su questa Terra e ci rendono più inclini a proseguire con la ricerca in questa direzione.

    • È l’uovo di Colombo. Già avrebbero potuto e dovuto pensarci prima, e prima ancora delle automobili anche ad altri tipi di veicoli

  2. …FINALMENTE..bravi tecnici della Toyota..
    ma mi raccomando di metterla in produzione al più presto, così a malincuore vi darò dentro la mia Yaris hibrid da 30 km.al litro.. per acquistare subito quella. ( alla via cosi, siete avanti di almeno 10 anni su tutte le altre case automobilistiche..)

  3. È chiaro che ci si avvia verso un cambiamento epocale: risparmio energetico e eccesso di energia che finalmente non sarà più necessario pagare per accumulare o usare. Ma poi questo gia si sapeva, l’uomo troverà il modo di sprecarla comunque

  4. Il 34 % mi pare un po’ strano…i pannelli che hanno più potenza in meno spazio in commercio ora sono i Sunpower da 400 W che hanno efficienza di 22,6%….ora da 22,6 a 34 c’è un abisso…

    • Toyota collabora con la JAXA per il loro futuro rover lunare, quindi ha potenzialmente accesso alle migliori celle fotovoltaiche sul mercato.

      18-24% è la forchetta in cui cadono i rendimenti nominali delle celle usate negli impianti civili e industriali, perché sono quelle che hanno il miglior rapporto prezzo/prestazioni e la produzione è in volumi. Per tutto quello che deve uscire dall’atmosfera i budget sono diversi e il numero di pezzi è molto limitato, di conseguenza, si possono scegliere celle con rendimenti (che in laboratorio sono arrivati fino al 47%) più elevati.

  5. Anche i 56 km…con 860 W alla meglio (ma è impossibile con quelle angolazioni) produci 6 kWh nel migliore giorno dell’anno…per fare 56 km con 6 kWh dovresti aver consumi di 108 Wh al km.

  6. Nel 1995 ho realizzato e brevettato su un Apecar della Piaggio un sistema di ricarica a pannelli fotovoltaici, di fatto il cassone invece di essere tendonato aveva i pannelli su i due lati e il tetto. In sosta aprivo le “ali” e diventava una superfici solidare con 18 pannelli. La ricarica avveniva dunque sia in marcoa che in sosta. Per tutta la sua “vita” non ha mai avuto necessità di essere collegata a rete. Questo 24 anni fa con batterie al pb e pannelli di scarto ( quelli di 1a scelta erano irraggiungibii). Integrare il FV con i mezzi di trasporto ê una conseguenza naturale e inarrestabile. Chi vivrà vedrà.

  7. C’è poi da considerare che nel sud del mondo, le efficienza aumentano, e li la mobilità aumenterà nel prossimo futuro. Quindi velocemente alla commercializzazione di questi prodotti.

    • È quel che penso sempre anch’io, è incredibile che il paradiso della mobilità elettrica è la Norvegia, che ha pochissimo sole, mentre questa è un’enorme chance per il Sud Europa. Noi poi abbiamo tutto per produrre da rinnovabili: sole, vento, l’idroelettrico sulle Alpi…

  8. Finalmente i colossi dell’auto si muovono mettendo al lavoro i loro progettisti per obiettivi ambiziosi e utili a far tornare un clima normale sulla nostra terra e rendere la mobilità slegata dal petrolio e molto meno invasiva dal punto di vista dei costi per l’utente medio.

  9. Cara Toyota oltre al tetto e al cofano ci sono le altre zone delle vetture che gia’ oggi assorbono il calore dei raggi solari e domani potrebbero essere ricoperte anch’esse di cellule ad alta densita’ . Le uniche parti libere i vetri anteriori.

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