Il successone della Leapmotor T03: solo effetto-bonus? No…



Il successone della Leapmotor T03 è solo dovuto all’effetto-bonus? Le quasi 15 mila auto vendute in 4 mesi sono legate solo agli incentivi? Vediamo…

Il successone della Leapmotor: tutto incentivi, dice l’Unrae

il successone della Leapmotor
 Nella tabella a destra le 25 elettriche più vendute nel 2025, con le quote di mercato.

Nelle analisi delle vendite di auto l’Unrae è sicuramente un punto di riferimento. Stavolta però c’è qualcosa che non ci convince nel modo in cui l’Unione dei costruttori ha liquidato il successo della T03 in questa prima parte del 2026. Commentando l’ottimo risultato di vendite conseguito anche in aprile, scrive:Questo dato riflette ancora l’onda lunga degli incentivi e degli ordini acquisiti nel 2025. Concentrati tra l’altro su uno specifico brand e un singolo modello, già molto economico e reso ancor più accessibile dagli 11.000 euro di abbattimento del prezzo legati agli incentivi. E che pesa circa il 31% del totale immatricolato elettrico”.

Perché non ci convince? Per un motivo semplice: gli incentivi c’erano per decine e decine di modelli elettrici (in molti casi solo 9 mila euro). Ma solo la T03 ha raggiunto risultati così eclatanti, risultando anche il terzo modello più venduto in assoluto, di tutte le motorizzazioni. E sfiorando il 29% di quota di mercato tra le sole elettriche nel 2026.

Dicevano: “Le elettriche agli italiani? Neanche se le regali…”

il successone della Leapmotor

Eppure gli incentivi, 9 o 11 mila euro che fossero, c’erano per tutti. E nei limiti prezzo stabiliti dal governo per usufruirne (35 mila euro più IVA) c’erano decine e decine di modelli tra i 130 che la stessa Unrae censisce. C’erano auto europee, come la Citroen e-C3, che figura al secondo posto, ma a distanza siderale (3.276 auto vendute, quota 6,4%). C’erano auto americane, come la Tesla Model Y, terza con 2.760 (5,4%). E c’erano altri modelli cinesi, come la BYD Dolphin Surf (quarta con 2.535,  4,9%).

Ma solo la T03 ha raggiunto risultati così eclatanti, segno che forse c’è qualcosa in più degli incentivi. Smentendo una volta per tutti il luogo comune secondo il quale “gli italiani le auto elettriche non le vogliono neanche se gliele regali”. Vediamo che cosa succederà nei prossimi mesi, quando l’effetto-incentivi sparirà completamente. E la T03 camminerà sulle gambe del suo vero prezzo, 15.900 euro. Migliore di tante concorrenti a benzina, con costi di mantenimento molto inferiori.

  • Le app immancabili/ Guarda il VIDEO di Luca e Valerio

 

Visualizza commenti (29)
  1. Davide Isidoro P

    per quanto ne so chi ce l’ha è soddisfatto e non vuole più scendere dalla macchina: i costruttori europei devono fare l’ennesimo mea culpa perchè sta diventando la seconda auto per le famiglie italiane

  2. A chi è convinto che gli incentivi escono delle proprie tasche cosa pensano dei vari missili Tomahawk e similari che l’occidente lancia tanto allegramente alla modica cifra di 2 milioni di dollari al pezzo?

  3. La t03 è un’ottima city car e merita tutto il successo incontrato. Ha fatto benissimo chi ha sfruttato gli incentivi e lo avrei fatti anch’io se non fossi stato estromesso. Una lezione di umiltà per tutte le case europee! Spero che la t03 sia la prima di una lunga serie e che chi viaggia in SUV ci ripensi ai soldi che sta sprecando

  4. Mi chiedo ma a nessuno è mai venuto in mente che gli incentivi potevano essere proposti tipo max 6000€ esclusivamente a tutti i privati in modo da vendere circa il doppio di auto elettriche e quindi portare ad un miglior risultato di minori emissioni di cui ne abbiamo tanto bisogno? Mi chiedo con quale criterio il Ministro ha fatto questa scelta, non dovrebbe avere l’obiettivo dell’ambiente come 1° scopo ?
    Evidentemente fino a che la propria salute funziona gli alti si arrangiano .

  5. @> R.S. del 6 Maggio 2026

    7 anni di sviluppo per “partorire” piccoli progressivi miglioramenti (un -5% di consumi, qualche nuovo accessorio, piattaforme più sicure nei crashtest..) che han portato grandi guadagni ai nostri costruttori.. e noi consumatori che ci siamo abituati a cambiar auto magari perché era arrivato il “restyling” con progressi ancora minori ma che facevan sembrare “vecchia” la nostra auto e da cambiare prima che non valesse nulla…
    Ora i progressi tecnologici continui alla velocità dell’elettronica non rispecchieranno la Legge di Moore ma comunque son veramente molto più consistenti (funzioni evolute come assistenti personali, autonomie e tempi di ricarica, guida assistita etc) anche se le vetture attuali continueranno a fare il loro prevalente lavoro, esattamente come le nuove caffettiere faranno quello delle vecchie caffettiere…
    Il guaio è che l’estrema concorrenza ha portato ad aumentare i volumi produttivi per ricavi marginali inferiori… e contemporaneamente ha ridotto il costo manod’opera e quindi gli stipendi di chi poi tutte queste auto dovrebbe o vorrebbe comprarle…
    Le prossime auto se le compreranno solo i robot e l’intelligenza artificiale (che tra l’altro sta drenando gran parte dell’elettronica necessaria anche ai dispositivi di consumo più piccoli).

    1. in effetti.. mi dimentico che la nostra industria auto non era principalmente “ricerca”, ma soprattutto una forma di economia, occupazione lavorativa.. più che innovare doveva dare lavoro, “produrre” tante auto, redditi e tasse, arricchire gli azionisti, e nei periodi ricchi anche far cambiare l’auto più spesso.. anche se l’auto termica era un disastro a livello di ciclo ambientale.. e lo dico da appassionato di motori e di auto d’epoca

      .. visto che è un settore che stiamo perdendo, spero ci rifaremo con attività produttive più ambientalmente utili.. datacenter ni.. utili ma anche problematici.. in lombardia pare però siamo già fregati.. tante installazioni future sembrano prenotate..

      piuttosto oggi ci sarebbe l’installazione di impianti rinnovabili ad avere un potenziale occupazionale enorme (decreti governativi sabotanti del settore permettendo).. e se fosse ai miei gusti ci aggiungerei anche produzione di massa di quadricicli elettrici da città, anche di quelli fatti meglio.. e l’industria del riciclo e delle bonifiche di terreni.. fare diventare un business il compito di ripulire dove hanno esagerato in turbo-consumismo i nostri padri 🙂

      1. Purtroppo l’impostazione pluri-decennale è affidare gran parte degli investimenti pubblici e dei contributi europei a BIG di vari settori (in cui magari piazzare dirigenti “amici” del governo di turno).
        Sicuramente per l’occupazione ed il PIL sarebbe molto meglio investire i 13 Miliardi (si fa per dire… in realtà sarebbero almeno 30..) accantonati per il famigerato Ponte sullo Stretto per impiegarli in tutta la riparazione, messa in sicurezza e ampliamento delle strade e ferrovie tra Calabria e Sicilia per aumentare enormemente sia l’occupazione del territorio che anche la competitività (a maggior ragione visto che è l’hub ottimale per il commercio con Asia (Cina, India, Giappone in primis) ed il resto d’Europa… mentre i 3km del ponte (ammesso che sia fattibile, realizzato in pochi anni 😂😂ed utilizzato poi.. viste le peculiarità della zona) farebbero solo “PIL transitorio” al periodo costruttivo ma successivamente i colli di bottiglia sarebbero comunque presenti e non faciliterebbero affatto l’economia. Meglio sarebbe sostituire o fare un refitting dei traghetti per aumentare l’efficienza e magari alimentarli con banchine elettriche (nb.. visti i tempi brevi di sosta delle Ro.Ro. perché non studiarle con “batterie sostituibili” in contemporanea al carico/scarico veicoli ? togli un MegaPack scarico e ne metti su uno caricato da F.E.R. magari direttamente in porto con eolico on/off shore).

  6. cit. “gli incentivi c’erano per decine e decine di modelli elettrici…”

    attenzione che conta tantissimo anche la determinazione dei reparti commerciali a spingere le vendite verso un determinato prodotto.
    Non lavoro più da anni nel gruppo concessionarie quindi non ho idea di quali direttive ricevano i direttori del reparto vendite (dalla casa madre o dai titolari / CEO ) ma so quanto contano gli incentivi a spingere certi modellil rispetto ad altri.
    Stellantis è tra le case più “inguaiate” per le emissioni medie e sicuramente dovranno spingere parecchio sui modelli elettrici BEV o EREEV disponibili (di cui gran parte Leapomotor) perché con le ibride light/mild o plug.in rischiano sanzioni su emissioni CO2.

    (Tempo addietro, FIAT spinse fortissimo su NaturalPower piazzando vetture a metano anche a chi non ne aveva affatto bisogno, puntando sui minimi costi di rifornimento…. Peccato che poi quei “vantaggi” son stati abbondantemente mangiati dai maggiori costi di manutenzione per chi faceva pochi km anno).

    Se fate un giro in vari concessionari sentirete “musica diversa” a seconda del mix disponibile che hanno a disposizione a seconda dei marchi presenti.

  7. L’ha presa il mio vicino di casa per la figlia rottamando una Panda di 15 anni.. Mi ha detto ” con 4500 euro non compravo neanche uno scooter” Direi che basta. Tra l’altro la ritira a Giugno

    1. Il vero motivo è proprio questo, il prezzo di acquisto. E un abbattimento di € 10.000 su una macchina di € 15.000 porta molta gente a scegliere proprio questa soluzione. Molti che conosco l’hanno comprata solo per questo motivo. Chi ha scritto l’articolo dovrebbe fare 2+2…

  8. Apprezzo sempre gli articoli di questa testata, questa volta però sono un po’ perplesso: é indubbio che l’attuale successo della t03 sia da attribuire a folli ed ipertrofici incentivi (ricordo che i fondi PNRR non sono regalati, ma sono debito…) ed é fazioso non riconoscerlo. Le vendite dei prossimi mesi le vedremo ed analizzeremo con interesse, ma i commenti attuali sui dati unrae sono più che corretti. Vedremo se avrà ancora appeal un’auto che ha venduto migliaia di unità a 5K€, dovendone spendere ora quasi 16. Provate ad immaginare la tenuta del valore di quest’auto nei prossimi anni…

  9. Sono uno dei fortunati acquirenti della Leapmotor T03 e sono venuto in possesso dell’auto 3 settimane fa dopo quasi sei mesi dall’ordine.
    Sono assolutamente soddisfatto dell’auto, ma con un caveat, se non ci fossero stati gli incentivi probabilmente non l’avrei mai comprata. Avevo una seconda macchina quasi ai limiti della decomposizione che non usavo poiché non ero sicuro che sarei partito. Ho colto la palla al balzo e, per una macchina che forse farà 3.000 Km all’anno (a dir tanto) ho preso semplicemente quella che costava meno. L’ho presa a scatola chiusa scegliendo fra lei e la spring basandomi solo su vari video di youtube, ho guidato la macchina al ritiro.
    Poi è stata una sorpresa assolutamente positiva, divertentissima da guidare (ma comune a tutte le elettriche immagino), molto parca nei consumi e ottima in città. Talvolta mi capita di preferire lei alla mia termica perché la trovo più divertente… Detto questo, ex ante l’avrei mai presa senza bonus? Assolutamente no, ma non per deficienze evidenti della macchina, ma perché da buon “italiano medio” avevo una certa ritrosia ad una macchina elettrica (per lo più cinese).

    1. Dal principale gruppo fb della t03 si legge che per il primo tagliando annuale alcuni hanno speso attorno alle 120€ altri attorno agli 80 € ad altri ancora è stata preventivato un costo che fiorava o superava le 200 € ma c’è la possibilità di sentire più officine autorizzate prima di accettare.

    2. purtroppo è bene “accettare” a malincuore il programma ufficiale di manutenzione (con fattura/ricevuta !) dell’assistenza ufficiale per non perdere la garanzia (e fare sempre le estenzioni quando disponibili ! ) perché le macchine moderne (qualsiasi motorizzazione) sono zeppe di componenti molto costose da sostituire … meglio che sia a carico della Garanzia; io, da ex responsabile Assistenza e Garanzia, ho beneficiato più volte negli anni di lavori con contributo della casa anche fuori garanzia (così come riuscivo ad ottenere per i clienti più precisi nella manutenzione).
      Però come scrive anche @Fiore è bene fare un giro di preventivi perché ogni azienda può “interpretare” diversamente i tagliandi, con m.opera e servizi aggiuntivi, e si può trovare costi più bassi. Francamente su una BEV si dovrebbe stare sempre sotto i 100 euro (più che altro m.opera per controlli ben fatti, anche sottoscocca) visto che si cambia solo filtro abitacolo e rabbocco liquidi.

  10. penso T03 ha le misure giuste per il segmento A e l’uso cittadino, specie su viabilità italica:
    lunghezza 3,62 m
    larghezza 1,65 m
    (altezza generosa 1,57 m, che pure aiuta insieme alle 4 porte)

    prende il posto delle vw e-up e cugine, che pure piacevano molto; ci sarebbe anche Spring ma è ancora più stretta (1,58 m) rimanendo forse un po’ meno comoda, e con batteria più piccola e meno accessori di serie

    i costruttori europei sono anni (dopo la e-up) che si rifiutano di offrire buone segmento A elettriche se non azzopate in qualche caratterista (la twingo inizialmente disponibile solo con batteria piccola, ed è comunque un auto già più grandicella) almeno finché non satureranno i segmenti più alti.. ci stà che allora ci pensino i costruttori cinesi a coprire l’offerta, o meglio Stellantis che rivende un marchio cinese, sennò gli anni prima alla T03 Leapmotor che già era in vendità in Europa, non veniva permesso di avere listini bassi e vendere tanto

    1. ora non resta che vedere l’accoglienza delle altre Leapmotor seg. B e C … Con le promozioni annunciate “rischiano” di mettere in ombra i modelli Made in Stellantis….visto che la B10 EREEV rischia di costare quanto una 208 😂

      1. si tutta la nuova serie di taglia media Leapmotor in arrivo ricorda i tempi della convenienza delle prime MG4.. bene un po’ di novità.. e speriamo movimenteranno un po’ anche i listini degli altri, magari le compatte vw in arrivo.

        208 e cugine chissà.. se abbassano i listini oppure diventeranno ancora di più vetture caratterizzate per le finiture, posizionate per clienti benestanti e con la presa di ricarica in gagare.. quel sistema pianale-batteria della 208 (non a skateboard, e con corpo vettura che risulta più basso, come le auto di una volta) è più costoso da produrre e più macchinoso da raffreddare (avevo visto dei video e dentro alla batteria ci sono dei piastroni lavorati in alluminio messi a contatto tra gli strati delle batterie e percorsi da acqua, sembra roba costosa, cosi come anche l’involucro della batteria è complicato), si intuisce che rischia di finire dismesso.. eppure a me piaceva, per chi non usa l’auto solo in città avere ancora una scelta, flessibilità fisica da “giovini” permettendo, avere auto alte “solo” 1,43 cm senza essere troppo scomode all’interno.. se resistono ancora qualche anno senza dismettere quella piattaforma, forse passando alle batterie semisolide che necessitano di meno spazio e peso, potrebbe ridiventare interessante

        in Cina BYD mi pare abbia annunciato che il prossimi aggiornamenti di Dolphin, Atto3, e anche Surf avranno batteria blade aggiornata più grande e più veloce da caricare (e forse anche un lidar sul tetto).. tempo forse un anno o poco più (?) e magari le propongono anche qua.. una ipotetica Surf con oltre 50 KWh e ricarica in meno di 15 minuti si inizia ad avere una compatta che può fare tutto in comodità, viaggi compresi

        personalmente ho simpatia soprattutto per le utilitarie (oltre ai quadricicli); Spring ancora azzeccata per chi avesse garage molto stretti; ma T03 e Surf con quella volumetria alta e con vetri laterali quasi dritti da “furgoncino” (molto spazio interno), l’impostazione moderna per uso comodo in città come era già la pandina termica fiat, e prezzi meno irraggiungibili di altre, me le immagino come prossimi best-seller per uso cittadino nella fascia segmento A e B

        1. Ciao R.s.,
          sapresti darci più dettagli sul pianale della e208? Magari hai un link a un articolo o a un video YT?
          Non ho capito in cosa si differenzia rispetto al piane skateboard.
          grazie!

          1. ciao, è il sistema pianale che ha le celle batterie posizionate in due gruppi e solo sotto ai sedili posteriori e sotto ai sedili anteriori, mentre non hai celle batterie nelle zone dove appoggiano i piedi degli occupanti, zone in cui il pavimento abitacolo non risulta rialzato.. cosi in pratica la vettura ha la stessa altezza di una vettura termica.. la lamiera di involucro che rachiude i due blocchi batteria anteriore e posteriore ( e anche qualche cella nel tunnel centrale) è molto più complessa e meno rigida di un pacco batteria skateboard;

            il gruppo delle celle posteriori poi per recuperare un po’ più di capienza può avere celle batterie messe su due strati sovrapposti oppure montate in parte in verticale e in parte in orizzontale, con disomogeneità nel raffreddamento tra loro e ripsetto al gruppo anteriore, in parte compensate con grosse (e costose) piastre di alluminio interposte e percorse da liquido

            oggi è un sistema tecnicamente obsoleto, perchè un pacco batteria skateboard cioè un blocco unico unico ad altezza circa costante costa meno, è più semplice da costruire e da smontare dall’auto, ha più volume per le celle, ha un raffreddamento più omogeneo e più performante ( permette ricariche più rapide a parità di resistenza interna delle celle e forse le aiuta anche a durare di più), però era anche un sistema raffinato per l’ergonomia che permette.. e con celle semisolide che richiedono meno spazio a parità di kwh, potrebbe tornare in voga, magari con strati di celle disposte più ordinate anche sotto ai sedili posteriori

            ci sono anche vie di mezzo.. oggi trovi vetture che non hanno celle batterie solo sotto ai piedi degli occupanti posteriori ( alcune Porsche, per poter abbassare i piedi degli occupanti posteriori e il tetto dell’abitacolo nella parte posteriore), oppure non le hanno solo sotto ai piedi anteriori, però il pacco batterià è già più quasi un blocco unico

            il pianale stile 208 si usava ancora su vari modelli mi pare nel 2016-2020 (?) in abbianamento a celle NMC, come la prima e-golf.. Stellantis credo avesse comprato questo sistema batteria-involucro da un produttore cinese ( Dongfeng?) , e poi fatto giusto piccole evoluzioni ( 47 KWh -> 49 KWh -> 51 KWh su 208 -> 54 KWh su Avenger )

            la batteria della 208 oggi è una NMC da 51 KWh (credo lordi) e 345 kg.. cioè non molto prestazionale ( R5 fa molto meglio), però tutto sommato la vettura ha il suo perché per i nostalgici della guida un po’ meno alta, e con celle semisolide potrebbe riportare in produzione anche vetture “basse” simil coupè, ammesso che vadano ancora di moda (oggi forse siamo meno frivoli di una volta sull’auto);

            altrimenti per fare vetture basse la batteria devi metterla in un blocco verticale davanti all’ asse ruote posteriore, e al massimo hai 2+2 posti o 2 posti secchi da auto di nicchia, un 4 posti “una leggermente sportiva” non si riesce.. la più bassa con batteria skateboard forse è la model 3 con 1,45 m di altezza, e leggo non essere comodissima come accessibilità

            https://www.youtube.com/watch?v=gc0v3u99xBw

        2. a parte il pesante “inciampo” coi motori PureTech (ora rivisti a catena e ribattezzati) credo di capire che come per Renault sdoppieranno le linee… una 208 “classica” ICE (ibrida e non) ed una “nuova 208” completamente nativa BEV per riuscire a competere seriamente contro le agguerritissime asiatiche, sfruttando il momento di ancora non perfetto adattamento dei prodotti al nostro mercato (comandi fisici, schermi e menu più semplici da utilizzare dal cliente medio europeo… che personalmente in anni di lavoro ho visto in difficoltà persino con le Panda !!) proponendo aspetto e funzionalità più vicine al mondo conosciuto….
          Quando poi arriveranno i modelli più europeizzati (e prodotti qui) allora il gioco si farà realmente duro….
          In Cina forse da 100 marchi dovranno calare a 5 o 6 … idem da noi, con 1 o 2 conglomerati ,i mmagino (italo) francesi + Opel vs tedeschi, un po’ come successo con Aerbus o il consorzio per il caccia europeo (gli “inglesi” ormai son colonia asiatica.. dovranno solo trovare accordi migliori per rientrare in Europa continentale).

          1. se penso agli anni passati.. mi sembra in europa non eravamo più abituati a modificare scocche e meccaniche con cicli rapidi.. una piattaforma la si sviluppava in 7 (?) anni e la si faceva durare 15-25 anni, al più ritocchi alle lamiere esterne e ai tessuti sedili 🙂

  11. Dare 11 euro alle auto cinesi e della Fiat è una stronzata enorme,non so’ chi ha dato questi incentivi se è stato lo stato italiano è un soppruso fatto nelle tasche degli italiani .

    1. sono soldi dell’Europa , dal PNRR , da spendere obbligatoriamente per la transizione ecologica. La vendita della ottima compatta leapmotor T03 a circa 5 000 euro è stata per molti l’unica occasione di acquistare una auto 100% elettrica rottamando spesso le proprie auto stravecchie e scassate.

      1. I schei son si del PNRR, ma di darne ben 11 mila a vettura l’ha deciso l’attuale governo italiano! Cosi’ tanti, e senza pensare ad una % massima sul costo della vettura, li hanno pensati al solo scopo di ridurre il numero di vetture da incentivare! Meno elettriche facciamo comprare = meno sara’ il calo di carburanti fossili cosi’ consumati. E chi se ne frega se questo comportera’ anche un minor calo degli inquinanti, w l’Eni e abbasso l’Europa 🙁

        1. 11.000 € di incentivo per acquistare una auto nuova 100% elettrica non sono tanti, non tutti vogliono city car piccole ma tanti forse la maggioranza ha bisogno di auto più grandi e con più autonomia che costano 30 / 35 mila minimo.

          1. Beh proprio nel caso della T03, 11000 di incentivo su 16000 di costo non sono tanti? Su… Dai…

        2. Concordo a pieno… Dare 11000 euro per un’auto senza stabilire una percentuale sull’acquisto significa regalare, non incentivare. In aggiunta la stessa Leapmotor non ha nemmeno riportato il prezzo al valore di listino (19890) ma ha lasciato lo sconto di casa madre di 3000 euro. Una buona auto che così è diventata svenduta e di fatto svalutata come usato futuro.

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