Home Scenari Il successo delle ibride plug-in: un pericoloso franitendimento

Il successo delle ibride plug-in: un pericoloso franitendimento

49
CONDIVIDI
Volvo V90 Recharge

Consumi poco interessanti, scarsi incentivi (rispetto alle elettriche), alta complessità costruttiva (e quindi alti costi di manutenzione). Perché mai qualcuno allora dovrebbe sceglierle? A cosa è dovuto il successo delle ibride plug-in? Le aziende le acquistano a volte per spirito ecologico o ritenendo di poter risparmiare sul carburante (e vedremo poi perché si sbagliano). Ma la spinta arriva probabilmente anche dai dipendenti, che, dallo scorso 1 luglio, hanno un vantaggio fiscale non trascurabile guidando un’ibrida.

— DIVERSO PARERE /  Diego: con la mia plug-in vado quasi sempre in elettrico

Il successo delle ibride plug-in: un fatto di tassazione

A partire dallo scorso 1 luglio 2020 infatti chi ha un’auto aziendale paga il fringe benefit in misura correlata alle emissioni di CO2 del veicolo (quelle dichiarate, ovviamente).

Le soglie sono le seguenti:

  • 25% – se le emissioni di CO2 sono inferiori a 60 g/Km;
  • 30% – se le emissioni di CO2 sono comprese tra 60 e 160 g/Km;
  • 40% – se le emissioni di CO2 sono comprese tra 160 e 190 g/Km;
  • 50% – se le emissioni di CO2 sono superiori a 190 g/Km.

Inoltre, a decorrere dal 2021, sono previsti ulteriori aumenti per i veicoli più inquinanti:

  • 50% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km;
  • 60% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190 g/km

Il risultato è che sempre più dirigenti d’azienda spingono per avere un’auto ibrida plug-in, e sempre più aziende le acquistano (o noleggiano) senza considerare però due aspetti fondamentali:

  • le performance di consumi dell’auto sono strettamente legate alla tipologia di utilizzo del driver, sul quale non si ha alcun controllo. Posso affidare un’ibrida plug-in oggi al sig. Rossi, che vive a 10 km dall’azienda e non fa quasi mai trasferte. Ma il sig. Rossi tra sei mesi potrebbe trasferirsi a 60 km di distanza e magari cambiare le sue abitudini e iniziare a macinare un sacco di km, magari autostradali
  • anche nel caso in cui il profilo d’uso sia ben definito e il nostro sig. Rossi utilizzi l’auto per la maggior parte del tempo in elettrico, il consumo in elettrico di un veicolo ibrido plug-in raggiunge quasi i valori di un efficiente diesel. Siamo estremamente lontani dall’efficienza dichiarata E stiamo considerando la migliore delle ipotesi.

L’esempio di Volvo V90 T8 Recharge

Volvo V90 Recharge

Station wagon di grandi dimensioni e motorizzazione ibrida plug-in, percorre, in elettrico circa 38 km con un pieno di energia, pari a 11,6 kWh.  Questo significa un consumo di 30,5 kWh/100 km, che corrispondono a circa 6,40 Euro di spesa, se l’auto viene ricaricata in azienda. Se dovessimo rapportarlo a un diesel, è come se fossimo in presenza di un diesel che, guidato con la massima parsimonia, ha un consumo di circa 4,60 litri/100 km (performance non così lontana da quella di un diesel moderno, guidato in modalità hypermiler). E, badiamo bene, un consumo di questo tipo lo si ha utilizzando Volvo V90 Recharge con il solo motore elettrico da 87 CV a spostare una massa di oltre due tonnellate di peso. Non certo il concetto di auto elettrica scattante! Per questo parliamo di hypermiling.

E rispetto a un’elettrica pura?

Nella migliore delle ipotesi, quella in cui l’auto venga effettivamente utilizzata, per la maggior parte del tempo, in elettrico, i consumi sono sostanzialmente doppi rispetto a quelli di un’elettrica pura. Un’elettrica come Tesla Model S percorre infatti circa il doppio dei km con la stessa quantità di energia.

Conclusioni

Il nuovo tipo di tassazione darà un spinta a veicoli, gli ibridi plug-in, che rischiano di rappresentare un costo inutilmente alto per le aziende, e uno scarso beneficio per i driver. Il dipendente che sceglie un’auto di questo tipo ha qualche agevolazione sul fringe benefit, è vero, ma si sposterà con un’auto che, nella migliore delle condizioni, consuma e inquina il doppio della sua controparte elettrica. E questo a mio avviso è un peccato.

ATTENZIONE: Vuoi far parte della nostra community e restare sempre informato? Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube

Responsabile acquisti e appalti per Sasa spa (società che gestisce il trasporto pubblico a Bolzano e Merano) a Bolzano. Si occupa dei veicoli elettrici aziendali a idrogeno e a batteria. Da oltre 10 anni gestisce flotte aziendali anche di grandi dimensioni.

49 COMMENTI

  1. mi sa che pochi hanno provato una plug.in
    io ho una kia optima phev
    percorro max 50 km in elettrico puro in città giornalmente
    ho fotografato il tachimetro e con meno di 10kwh riesce a fare 50km in città

    e nei fine settimana la uso come idbrida da 30 km/l con la batteria carica

    è come avere due auto , recentemente ovviamente i prezzi si sono avvicinati alle elettriche
    e quando sono troppo vicini ovviamente conviene un elettrica pura

    però, perchè parlarne così male in continuazione
    capisco; ci sono utenti a cui sarebbe meglio non venderle , perchè magari non le caricheranno mai
    ma ci sono utenti come me che hanno la pazienza e la voglia di caricare 2,5 euro di corrente al giorno , magari solo per iil gusto di non accendere il motore per arrivare al supermercato

    alla fine è solo questione di budget
    io ho trovato una occasione permuta usato ibrido con usato plug-in con due anni di meno
    appena potrò passerò a elettrico puro

    my 2 cent di budget limitato

    • Buon giorno Nello,
      il punto è proprio questo. La sua Kia Optima, auto delle stessa categoria di prezzo di Tesla model 3, ma meno incentivata, se guidata con molta parsimonia, ha un consumo di 20 kWh/100km. E la maggior parte delle persone che hanno un’auto aziendale non guidano con parsimonia. Tesla Model 3 ha un consumo cittadino di circa 13 kWh/100km, probabilmente 10 o 11 kWh se guidata con la stessa parsimonia con la quale lei guida la sua PHEV. Ha costi di manutenzione e di assicurazione molto più contenuti e, quando serve, prestazioni molto più elevate.

      • della stessa categoria ci sta , prezzo non direi visto che non è più a listino
        quando c’era nuova costava 10.000 euro meno di una tesla model 3
        oggi è diverso le phev costano solo 5000 euro in meno di un ev con 400 km di autonomia

        sul mercato dell’usato poi non ne parliamo nella stessa categoria c’è un solo marchio; tesla e usate a buon mercato non se ne trovano
        mentre di plugin ne trovate parecchie a prezzi convenienti

        diciamo che le aziendali phev rivendute dopo 3/4 anni ..
        sono un ottimo affare per i privati o per chi tiene al budget

  2. Capisco che sia un articolo incentrato sull’aspetto economico e specificamente sulle flotte, ma intanto si continua a sparare sulle plug-in diventate improvvisamente antipatiche. Cerchiamo però di non trarre conclusioni improprie forzando raffronti che non si possono fare. Le plug-in non sono confrontabili con le mono-motorizzazioni (termiche o elettriche) in quanto troppo dipende da come si usano. Per capirci, se una persona percorre sempre 300 km al giorno in autostrada, si compri un bel diesel e lasci perdere plug-in o elettriche pure, allo stato attuale dell’arte. Se invece fa una percorrenza mista (e magari non può permettersi una Tesla per ovviare al problema delle ricariche veloci che mancano sulle arterie autostradali), con la plug-in riesce a viaggiare in situazioni urbane senza inquinare, e non mi riferisco alla CO2 ma al mix di veleni prodotti dalla combustione dei motori termici, benzina o diesel che siano. Aspetto del quale non si parla quasi mai, come se la salute delle persone fosse un aspetto del tutto secondario. Quando giro per la città e vedo i bambini nei passeggini con i tubi di scarico praticamente in bocca, mi si stringe il cuore. E allora ben vengano i plug-in, con tutti i loro limiti.

    • Buon giorno Vittorio.
      grazie del suo intervento. E’ proprio perché nelle ibride plug-in il risultato è strettamente legato al tipo di utilizzo che non sono indicate per le flotte. In ogni caso anche 300 km al giorno in autostrada possono essere gestiti con ottimi risultati. Dipende da come vengono percorsi. Personalmente, prima della pandemia, percorrevo oltre 200 km al giorno in autostrada con una semplice e-golf, risparmiando. Riguardo alle plug-in, come detto, anche nel caso in cui se ne faccia un utilizzo accorto, per la maggior parte in elettrico, i dati di consumo sono gioco forza a favore dell’elettrico puro. E mi stupirebbe il contrario.

      • Ovvio che un elettrico puro consumi meno di una plug-in, visto che chi acquista una plug-in, pur utilizzandola al meglio, l’ha scelta anche per evitare le attese di ricarica e quindi andare (a malincuore) a benzina nei viaggi lunghi.
        In questo periodo di transizione in cui le autonomie dell’elettrico sono quelle che sono (nella pratica parecchio meno dei Km dichiarati, in autostrada e soprattutto in salita) le plug-in hanno secondo me una vasta platea di utenti potenziali: certo non le flotte aziendali, ma ad esempio chi, come me, percorre meno di 60 KM/giorno e fa solo occasionalmente lunghi tragitti, però in quei casi è libero di arrivare in un tempo normale e non attendere ore per ricaricare (i punti di ricarica ad alta potenza sono ancora rari) anche se purtroppo in quei momenti inquinando.
        Io finora ho percorso 21500 km con una Hyundai Ioniq Plug-in consumando in media 2.2 litrix100 Km, per cui non vedo motivi per produrre articoli contro le plug-in, quando mi aspetterei, al contrario, informazione su come usarle al meglio.

        • Diego, noi non “produciamo articoli” contro qualcosa o qualcuno, ma esattamente informazione. L’ottimo Paolo Mariano ci ha documentato gli svantaggi delle ibride plug negli usi più comuni nelle flotte aziendali. Dati peraltro confermati dai report dei gestori. Ciò senza nulla togliere a chi, come lei, ha trovato in questa motorizzazione la risposta ideale alle sue esigenze. Due precisazioni, però. Le auto elettriche cosumano molto in salita, ma recuperano buona parte dell’energia in discesa. Peciò il saldo finale non è affatto peggiore rispetto al dichiarato dai costruttori. I punti di ricarica Fast non sono così rari come lei pensa, almeno da Roma in su. Con un minimo di programmazione del viaggio, nessuno deve aspettare ore per la ricarica.

          • Grazie per la risposta. Sì, so per esperienza diretta che in discesa il motore ricarica (anche le plug-in lo fanno) ma il discorso è che se per esempio parto da Milano e voglio andare a Canazei (327 Km di autostrada + provinciale in salita) non ci arrivo neanche con un’elettrica che dichiara 400 Km di autonomia, e quindi mi devo fermare per la ricarica. E poi, se i viaggi (come nel mio caso) di questo tipo sono pochi, diventa uno spreco acquistare un’elettrica con autonomia long range (che sarebbe non solo cara ma molto pesante) per poi usare il long range poche volte all’anno. Per ora comunque il problema delle lunghe percorrenze non si pone, finché andiamo di lockdown….. i 63 Km di autonomia sono perfino abbondanti 🙂

          • Caro Diego, una sosta per la ricarica non è un dramma. Da Milano a CANAZEI può trovare decine di stazioni Fast e ultra fast appena fuori dai caselli autostradali dove ricaricare 150 km nel tempo di un caffè e una sigaretta

          • Caro Massimo, per me può non essere un dramma, ma non conosce mia moglie, che ha sempre fretta … :-)… E comunque non devo andare a Canazei e non fumo, per cui quando mi capiterà prenderò solo il caffé e magari una brioche … 😉

  3. Effettivamente ci sono delle lotte che non capisco:

    – premesso che io il plug in non lo considero, alla fine però devo ammettere che se usato da persona dotata di buon senso e coscienza ambientale è un grosso passo avanti rispetto a benzina diesel e gpl – non capisco tutto questa energia impiegata per denigrarlo;

    – come non capisco tutto lo spreco di energia impiegato per denigrare il metano (emissioni velenose quasi inesistenti).

    – come non capisco tutto questo promuovere, parlare bene, ecc. dell’idrogeno. (parliamoci chiaro, l’idrogeno conviene solo a chi ne ha un tornaconto economico dal suo sviluppo, dalla sua produzione e dal suo commercio – al resto del mondo conviene, e converrà sempre l’elettrico (cribbio collegandoti a casa tua lo hai a prezzi irrisori e se hai l’FV te lo produci in casa ….gratis – ed è la soluzione più comoda, non devi sbatterti ad andare al distriubutore, tutto avviene mentre tu fai altro a casa tua).

    E di benzina, gasolio ed il pericolosissimo gpl (quasi come l’idrogeno) non si dice nulla, come se fossero su un altro pianeta.

    • Per non pensare che in questi giorni d’inverno che comodo é avere il motore termico che ti sbrina i vetri dell’auto anche durante la guida in elettrico.

    • Quando avranno risolto il problema delle terre rare per le batterie dell’elettrico ti darò ragione

    • Non credo sia questione di denigrare plug-in e metano, prima di tutto si parte dal fatto che se qualcuno legge qui è già interessato all’argomento e probabilmente conosce bene i problemi di benzina, gasolio ma si vogliono evidenziare i possibili aspetti negativi della forte diffusione che sta avendo il plug-in e che potrebbe indurre false sicurezze sul problema delle emissioni climalteranti. L’idrogeno poi, assieme all’elettrico, credo sia l’unica altra fonte che potenzialmente non emette anidride carbonica (se non in fase di fabbricazione dell’auto e delle sue componenti).

  4. Salve Mariano, seguo con interesse i suoi articoli, ho da poco acquistato una e-up, come seconda auto eccezionale, direi che è diventata la prima.
    Mi chiedevo se ionity ha una convenzione con Volkswagen
    E se io potevo acquistare la tessera, e come potevo ordinarla.
    Grazie e Saluti

    • Buon giorno Gianni,
      può certamente richiedere una tessera wecharge a Volkswagen. E’ sufficiente scaricare l’app wecharge e procedere alla richiesta. E’ possibile scegliere tra tariffe a consumo (in questo caso non c’è canone) e flat (con ricariche a prezzo ridotto).

  5. @ Paolo Mariano, considero l’hybrid plug in la miglior soluzione possibile per questo periodo (prossimi 5~10 anni) di transizione poi vabbè, dipende anche dove si vive e le prospettive dei luoghi che si frequenta.
    Con un auto plug in hai praticamente tre auto consentendoti di usarla in elettrico puro quando è necessario , misto per le convenienze e come endotermo per le lunghe percorrenze. Avessero un autonomia di 100km in elettrico sarebbero il compromesso ideale e sono sicuro che così saranno a breve.

    Vede che sbaglia a fare il solito errore del considerare sempre e solo i costi….la gente non vuole rinunciare alla praticità, allo stare mentalmente libero e a non essere afflitta da paturnie da ricarica….queste cose per alcuni non hanno prezzo e pagano ben volentieri ciò che eventualmente dovrebbero pagare in più rispetto all’equivalente elettrico puro.

    Il giorno in cui capirà questi concetti probabilmente sarà il giorno che non si esprimerà sempre e solo per costi.

    • Buon giorno Giuseppe,
      la gente fa semplicemente fatica a comprendere i vantaggi di una tecnologia rivoluzionaria. Perché vanno smontate completamente le convinzioni di decenni. E non è semplice.
      Ma quando ci riesce, si rende conto del vantaggio enorme che può avere e capisce anche come utilizzare la nuova tecnologia trasformando quelli che riteneva limiti in vantaggi.

      • No, la gente ama le innovazioni e le nuove tecnologie quando questi portano miglioramenti della vita e comodità: basta pensare a come rapidamente si è diffuso il PC, lo smartphone oppure al boom dell’ebike o ancora del monopattino elettrico…lauto elettrica , per ora, grazie al tempo per ricaricare, il dover avere un box a disposizione, alla difficoltà di trovare colonnine libere nei centri urbani correlato poi a dover spostare l’auto da esse una volta ricaricato ed il dover programmare lunghi viaggi in relazioni alle ricariche tutto fà che semplificare la vita e portare benefici all’automobilista.

        • La gente ha bisogno di provare le cose. Il mio invito è a provarle le auto, prima di esprimersi a riguardo. Ma non per un giorno. Almeno per una settimana, se possibile. Mi rendo conto che non è semplice per tutti fare questo. E infatti quello che cerchiamo di fare attraverso vaielettrico è informare le persone il più possibile. Lei cita, e mi sembra un’ottimo esempio, gli smartphone. Prima degli smartphone, nessuno ricaricava il telefono tutti i giorni, nessuno lo collegava alla presa ogni volta che saliva in auto. Poi, con i primi smartphone, e capiti i vantaggi che potevamo avere dalla nuova tecnologia, abbiamo imparato a usarli diversamente rispetto a vecchi cellulari, ad approfittare dei momenti di non utilizzo per metterli in carica. E nessuno ha detto: ah, acquisterò uno smartphone quando la batteria mi garantirà una settimana di autonomia. Abbiamo capito che in fondo caricarlo quando non lo utilizzavamo non costava nulla. Ovviamente con l’auto è un po’ più complicato, perché non tutti hanno la fortuna di un parcheggio privato con la corrente. Ma molti questa fortuna la hanno e non la sfruttano, non ancora.

          • Infatti ha ragione, bisogna provare le cose…non a caso le lamentele in generale, ma soprattutto nello specifico da parte di chi frequenta i centri delle grandi città , crescono proprio da parte di coloro che l’auto elettrica c’è l’ha e , a riagganciare il discorso sulle innovazioni tecnologiche, conosce per caso qualcuno che passando dalla macchina da scrivere al PC, dalla cabina telefonica pubblica al cellulare (o dal PC allo smartphone visto che oramai il cellulare è a tutti gli effetti un pc), dalla dura pedalata in salita della bici alla leggera pedalata dell’ebike oppure dal camminare a piedi all’uso del monopattino elettrico poi si è lamentato? Non credo.

          • A lamentarsi dell’auto elettrica in città è solo lei, che non l’ha mai guidata.

          • @Massimo degli esposti …si rilegga gli interventi di altri suoi lettori di altri articoli per non parlare poi di un articolo intero dedicato alla non scelta dell’elettrico da parte di Gasmann e con tutto questo poi si ricordi che chi legge e poi interviene su vai elettrico non è che una piccola minoranza di possessori di veicoli elettrici….

          • Infatti, la “non scelta” di Gasmann è il migliore esempio di quello che dico: dell’auto elettrica parla male chi non ce l’ha.

  6. Io ho una Kuga phev con la quale ho percorso quasi 9000km in pieno misto: molta città e tanto traffico ed anche tanta autostrada con due spostamenti autostradali da 700km in un giorno.

    Risultato finale 3.6l/100km di benzina a cui ho aggiunto quasi 600kW di elettricità per circa 120 euro, equivalente economico di 0.9 litri ogni 100km, per un totale equivalente di 4.5l/100km.
    Con lo stesso piede, e la stessa tipologia di percorrenza e la Kuga diesel che avevo in precedenza avevo una percorrenza media di 6.8l/100km.

    Quando viaggio in solo elettrico in città il consumo è medio è di 18kW/100km.

    Nel mio caso reale ed incompatibile con una full EV, e che di certo non è da manuale ibrido, la PHEV consuma ed inquina molto meno del diesel.

  7. Chi ha un minimo di lungimiranza (aziende e dipendenti) sceglierà già oggi l’elettrico puro… Per il resto il plug-in è l’ultimo baluardo alla rivoluzione completamente elettrica fatta di semplicità poca manutenzione piacevolezza di guida e tutto il resto a seguire…

  8. Quindi state confrontando una Station Wagon di lusso da oltre 400CV (benzina+elettrico) con un ipotetico motore diesel da 100/120cv di un qualsiasi segmento medio?!?!
    Ottimo confronto!!! Giustamente ignorate completamente di sottolineare il fatto che su quella vettura in questo livello la tecnologia plug-in consente di avere consumi ottimi in ambito urbano, ma con le prestazioni di una super car!!
    Per questo è fuorviante, l’esempio preso non ha senso.
    Quella macchina andrebbe confrontata con una Audi RS6 o una BMW M5!! Allora vedi li chi consuma meno grazie al Plug-In!!!!!
    Poi sono d’accordo che l’ambizione green si esprime solo con un corretto utilizzo e la ricarica costante, contenuti giusti – ma espressi in modo fazioso

  9. Io posso dirlo con la coscienza leggera perché non è una cosa di cui mi vergogno: l’aspetto inquinamento per me nell’auto passa completamente in secondo piano. Se cerco un auto, la cerco prestazionale o divertente. Perciò secondo me le auto da città dovrebbero essere elettriche, tutte le city car. Le ammiraglie invece dovrebbero essere ibride plug-in: volete mettere un polestar 1, una porsche panamera phew? Una classe S amg e63? Auto con cui si macinano km in autostrada senza bisogno di caricare, che hanno un’accelerazione bruciante (altro che motori elettrici da 70 cv), senza farsi un cruccio del maggior peso della batteria visto il loro utilizzo (non sono certo auto da passo di montagna). Oltre a questo arrivati a destinazione si è rilassati, ci si è potuti divertire e non si consuma nulla in città. Auto del genere sono sensatissime ibride plug in perché possono mantenere dei bei motori, aggiungendoci ulteriori prestazioni e limitando le emissioni quando serve, senza preoccuparsi del mafifor consumo rispetto ad una ev pura.

    E poi rimane l’ultima categoria: le auto sportive… Quelle andrebbero ibridizzate in maniera prestazionale, con batterie leggere e motori potenti, o, come fatto da lamborghini con la sian, con suoercindensatori.

    Insomma, né tutto benzina, né tutto elettrico, ad ognuno il suo!

  10. Esattamente. Concordo con Massimo Degli Esposti. “Dell’auto elettrica parla male chi non ce l’ha” e, aggiungerei, chi non la conosce e non ne conosce le dinamiche.

    • @Paolo Mariano e Massimo degli Espositi…

      Gasmann non ha mai parlato male dellelettrico (ha detto solo che a Roma mancano colonnine o che quelli che ci sono non sono sufficienti) ma ha semplicemente avuto il buonsenso di informarsi prima della situazione di Roma e dei posti che frequenta e cosi si è regolato di conseguenza prendendosi, da ecologista quale si professa, una hybrid altrimenti , a prendersi un l’elettrico, si sarebbe lamentato alla pari di un’altra vostra lettrice romana che poi si è espressa negativamente sulla situazione dell’elettrico a Roma avendo lei un elettrico, a Roma, per poterlo dire qui in un altro articolo (oppure nello stesso articolo che rigurdava gasmann a se non mal ricordo) di vai elettrico….se volete nascondere la polvere sotto il tappeto invece di raccoglierla e buttarla via, fate pure ma facendo così insultate solo l’intelligenza dei vostri lettori e fomentate rabbia in chi ,costretta a prenderselo , poi ha problemi come quella signora romana che intervenne….della serie cornuti (perché costretti a prendersela) e mazziati (perché una volta presa continuano ad aver problemi in mobilità urbana) !
      Senza ombra di dubbio ci sono tanti che si trovano bene, ma altrettanto ci sono quelli che non si trovano bene ad averlo e si lamentano e questo va accettato altrimenti perdete credibilità perché vi mostrate, per qualche vostro motivo, solo di parte….

      • Giuseppe, lei sta riportando due articoli usciti su Vaielettrico. Quale polevere nasconderemmo sotto tappeto? Il problema non sono le auto elettriche, nè a Roma nè altrove, ma una rete di ricarica che non è ancora diffusa come dovrebbe (ma tra breve lo sarà). Nessuno obbliga nessuno a comprarsi l’auto elettrica, non vedo perchè si agiti tanto. Faccia un bel giro con la sua auto diesel e nessuno la importunerà. Eviti però di importunare noi con le sue tiritere e i suoi insulti al nostro lavoro.

      • Buona sera Giuseppe,
        bella giornata oggi, vero? In autunno il cielo regala panorami splendidi!
        Che meraviglia 🙂

  11. Se qualcuno ti compra un’auto che non vuoi usare o non sai usare è un problema. Ma l’auto ibrida è sensatissima e spiego perché. Se usata come una city car, i suoi spostamenti saranno fatti in elettrico (e comunque ha senso forzare la modalità solo elettrico se si sa che vanno percorsi pochi km). Se invece si va a lavoro a 60 km di distanza, anche allora l’ibrido serve: posso impostare la modalità full electric appena esco di casa finché non esco dalla città, poi accendo il motore termico che mi conduce in velocità e senza difficoltà nella città di destinazione, quindi riattivo il full electric per raggiungere il luogo di lavoro. 10 km per uscire dalla città di residenza (full electric) + xxxx km a benzina/diesel + 10 km nella città dove lavoro; al ritorno idem, al contrario. Con 40 km in elettrico ho tutto quello che mi serve. E ottengo anche un notevole risparmio perché l’endotermico – esclusivamente per colpa delle accise – è antieconomico in città (non così gpl o metano, ma sorvoliamo), quindi ho il massimo risparmio e la massima economia esattamente dove mi serve, ho il massimo della velocità e delle performance fuori città ovvero dove mi serve.

    Siccome la benzina la mette il dipendente, qualcuno gli insegni come usare il suo veicolo perché può avere il meglio dei 2 mondi. Molto interessanti al riguardo sono gli ibridi diesel della Mercedes (per chi è abituato a comprare dal quel produttore) perché i motori diesel non risentono affatto del peso delle batterie e quindi non si ha alcun decadimento di prestazioni né si percepisce un aumento dei consumi andando col diesel.

    Concordo con Paolo Mariano che la Volvo V90 T8 è un pessimo acquisto; diversamente, in quella fascia di prezzo, date tutti un’occhiata alle Mercedes EQ (ibride DIESEL) https://www.mercedes-benz.it/passengercars/mercedes-benz-cars/electromobility/plug-in-hybrid/reasons-to-buy.module.html è tutto un altro mondo (e vi sfido a trovare articoli che ne parlano male, anche in relazione ad inquinamento e consumi)

  12. Ho una Ampera del 2012. Con una batteria Raffreddata ad acqua da 15 kWh lordi e 10kwh disponibili percorre circa 60 km ancora oggi.
    Uso la macchina con il massimo della libertà, in città faccio benzina una volta l’anno che mi serve per quando non riesco a caricare. Poi nei viaggi vado a benzina.
    Anche io vedo chi ci sono molte ibride plugin appena lanciate sul mercato che non sembrano avere prestazioni migliori della mia automobile che è vecchia di 8 anni.
    Quindi condivido in parte la critica sulle nuove ibride plugin
    Ma non pensò proprio che queste plugin siano un problema sociale che bloccherà la diffusione dell’elettrico e non mi associo allo spirito dell’articolo.
    Trovo molto peggio per l’evoluzione all’elettrico quei produttori che hanno propinato ai propri clienti automobili con batterie raffreddate ad aria che in 3 anni perdono il 30% di capacità

  13. Leone, buon giorno! Nemmeno io credo che le plugin siano un “problema sociale che bloccherà la diffusione dell’elettrico”. Non mi pare di aver espresso questo.
    Ritengo semplicemente che le scelte che conducono le aziende a dotarsene siano basate su una scarsa conoscenza e siano destinate a essere rimpiante. Tutto qua.
    Quali sono le auto elettriche di cui parla con batteria non raffreddata a liquido e che perdono il 30% di capacità in tre anni? Generalmente la garanzia sulla batteria è di almeno 8 anni.
    Interessante la sua auto, molto interessante. Le andrebbe di raccontare la sua scelta e dirci qualcosa di più su come la utilizza qui su vaielettrico?

    • Molti modelli di auto elettriche francesi e le nissan hanno batterie raffreddate ad aria. E per questa ragione le loro prestazioni degradano molto piu’ rapidamente di quelle raffreddate a liquido.
      Se si cerca in rete si trovano anche molti casi in cui il produttore si rifiutava di cambiare la batteria in garanzia. In altri casi invece le batterie sono state cambiate, in altri ancora sono stati offerti degli sconti. Mi sorprende che a lei non siano noti questi fatti risaputi.
      Per tornare alla sua domanda.
      Uso la mia ampera in citta’ per circa 11 mesi l’anno.
      Tragitto casa-lavoro (ante lockdown) 10Km + 10Km. Di fianco all’ufficio ho una colonnina Enel.
      accompagno figlia a scuola/pallavolo (1 Km)
      Autonomia tra i 60 e i 70 Km in elettrico, d’inverno ovviamente scende.
      Ho l’opportunita’ di caricare a casa con corrente del mio appartamento oppure colonnina enel a 5 minuti a piedi.
      Quando non ho voglia di caricare o me ne dimentico vado a benzina. Mi dispiace un po, costa di piu’ ma mi tolgo il pensiero.
      Quando fa molto freddo vado a benzina i primi minuti, l’abitacolo si scalda molto piu’ in fretta e in maniera piu’ efficiente; anche la batteria viene scaldata piu’ in fretta e senza sprecare elettricita’. Poi mi rimetto in elettrico e l’auto resta bella calda senza consumare elettricita’ in piu’.
      Il motore a benzina se gli fai fare solo l’accensione a freddo e pochi chilometri nel traffico cittadino fa circa 12-13 km/litro. E per questo in citta’ lo uso solo in caso di necessita’.
      Fuori citta’ in superstada/ autostrada a 110/120 kmh fa circa 17-18 Km/litro.
      Con un pieno di benzina faccio tutto un anno, esclusi ovviamente i viaggi fuori citta’ per vacanza.
      Per i viaggi ovviamente il pezzo cittadino si fa in elettrico, poi in autostrada a benzina. Una volta a casa al mare ricarico in cortile e vado sempre in elettrico.
      Il consumo medio secondo il computer di bordo negli ultimi 4000 kilometri e’ stato di 2,1 litri per 100 KM
      Una carica da 10 Kw mi dura due giorni.
      In citta’ faccio un mix di cariche da casa (60%) cariche da colonnina Enel (25%) e benzina (5%).
      Portarsi dietro anche un motore a scoppio e’ sicuramente un fardello ma ha anche i suoi vantaggi: per esempio quest’estate un piccolo guasto mi ha impedito di ricaricare. Ho preso appuntamento con il concessionario, ma era agosto e ho dovuto aspettare una settimana. Con molta calma e relax sono andato a benzina per qualche giorno, fine del problema.

  14. Se non fosse per il prezzo elevato, il plug-in farebbe proprio al caso mio. Sono pensionato, mia moglie casalinga, l’auto la usiamo poco. Un paio di volte la settimana la usiamo per fare la spesa o per qualche piccolo viaggio, quasi mai più di 20 o 30 KM, quindi andrebbe sempre in elettrico. D’estate andiamo in vacanza, poi capita di fare qualche viaggio lungo, ma non più di una decina all’anno. Insomma, un calcolo preciso non lo so, però, nel mio caso, stiamo parlando di viaggiare elettrico per il 70/80%! Il problema è che, appunto, dipende molto da come uno usa la macchina, per cui concordo che sia un errore dare incentivi indiscriminati.

    • Non ha preso in considerazione un’elettrica pura? Se non fa lunghi viaggi di lavoro con tempi stretti, e li fa solo 10 volte all’anno, perchè mai portarsi a spasso un motore termico, un cambio, una trasmissione e un serbatoio inutilizzato per il 95% del tempo?

    • Infatti come detto anche da massimo con le percorrenze ed essendo pensionato ha tutte le caratterische per un’elettrica pura non capisco questa moda del plug-in!

    • Torno a dire che siamo tutti d’accordo (penso) che un’elettrica pura sia in teoria meglio di una plug-in, e che il prossimo futuro sia lì, lo affermo anche in qualità di felice possessore di plug-in. Ma in questo periodo, data la percorribilità ancora limitata delle elettriche, dato il “pensiero” (non chiamiamolo ansia…) della ricarica nei viaggi lunghi, data la velocità di far benzina rispetto ad una ricarica che comunque richiede tempi di attesa oppure la ricerca di una rara colonnina “superfast” ( che tra l’altro non fa neanche bene alle batterie), dato anche l’aspetto psicologico (da non sottovalutare) che umanamente fa capire e accettare gradualmente le innovazioni (soprattutto se cambiano le abitudini consolidate), e poi ovviamente dilagano quando il prezzo scende (vedi cellulari, PC, TV led) , in questo periodo, ripeto, è ampiamente comprensibile e giustificabile la tecnologia plug-in, che se costasse meno, come dice il sig. DB, sarebbe appannaggio anche di chi la usa veramente come si deve, e sarebbe un’ottima cosa per le emissioni, soprattutto in città, che è il luogo dove ormai dovremmo andare in giro con le maschere antigas, altro che mascherine….

      • Diciamo che non in teoria ma nella pratica 😉 (tutti vari lati positivi elencati) L’ansia (o pensiero) per tanti che hanno comprato un’auto elettrica è svanita come neve al sole (dalle testimonianze dirette delle persone). Il punto che ancora deve migliorare (e di molto) è quello dell’infrastruttura di ricarica soprattutto nelle autostrade ed è veramente vergognoso non averle sulle stesse a causa dei vari concessionari che fanno lobbing per il petrolio. Per il resto io non capisco il ragionamento nemmeno della persona che ha scritto il post sopra, pensionato pochi km la moglie è casalinga e fanno al massimo 10 viaggi lunghi (quindi con tutta la disponibilità di tempo del caso) e dice che “il plug-in farebbe proprio al caso mio” cioè andare a spendere la stessa cifra se non di più usando l’auto quasi esclusivamente in elettrico solo per avere un qualche tipo d’ansia etc… dai su io non capisco proprio!!! Poi ripeto sempre se ognuno vuole “buttare” i propri soldi faccia come crede ma non mi potete dire che si è fatto un ragionamento serio e con criterio perchè a questo punto dovremmo comprare tutte model s da 80k!

        • Ho risposto come te al pensionato della plug in. Nonostante questo, da over 65 posso capire la sua diffidenza nei confronti di un ecosistema che ti costringe ad acquisire dimestichezza con il mondo delle App. Per i più giovani sembrerà assurdo, ma anch’io continuo a trovarmi nei guai tutte le volte che ne utilizzo una, sia per la ricarica, sia per un pagamento, sia per noleggiare un veicolo in sharing. Registrazioni, credenziali, password, username, aggiornamenti, domiciliazione dei pagamenti, navigazione ecc.: uno sfinimento!

          • Lo so ovviamente nel nuovo ci sono sempre dei lati un po’ più difficili e complicati ma non per questo bisogna rinunciarvi. Ho letto anche su altri gruppi di persone che hanno età ancor più ragguardevoli ma non si sono fatti spaventare. Secondo me è tutta una questione di voglia e volontà anche perchè se fa pochissimi km come dice quante volte dovrebbe ricaricare l’auto una volta a settimana? o se la ricarica a casa è ancor più semplice… Io capisco tutto lo è difficile anche per me quando trovo una cosa nuova ma non per questo vi rinuncio se so che mi comporta un miglioramento generale della mia vita.

          • Guarda che utilizzare uno strumento ostico, come un’app, molto di rado è anche peggio: da una volta all’altra a una certa età ti dimentichi come si fa. Comunque è vero quel che dici: misurarsi con le novità non solo è inevitabile, ma fa anche bene

        • Comprendere gli altri è uno degli aspetti della vita più difficili. Occorre mettersi nei panni dell’altro, rispettarne le idee anche se non si è d’accordo ed eventualmente esporre le proprie. Semplicemente ognuno fa le scelte che ritiene più opportuna in quel momento. E questo è quello che stiamo dicendo: la scelta di una plug-in non è né la migliore né la peggiore, è solo una delle possibili scelte, e chi la ritiene adatta la segue. Il tutto se non erro è nato solo perché qualcuno ha notato che in mano a gente che si è trovato in possesso di una plug-in senza capire che cos’era o se ne frega di ricaricarla allora la tecnologia è da bandire, laddove è semplicemente una tecnologia che può essere utile a certe condizioni, così come tutte le tecnologie che riducano le emissioni rispetto ai motori termici classici.

          • Certamente io infatti questo mondo non lo capisco, come le persone che tutt’oggi comprano un diesel sapendo che a breve non varrà più nulla lo bloccheranno ovunque e tutto il resto. Io sono dell’idea che bisogna sempre confrontarsi ma l’idea migliore è quella che vince altrimenti non potremo continuare a lamentarci sempre di come vanno molto male le cose. Io pure diversi anni fa non conoscevo le auto elettriche ma quando ho iniziato a capire leggere vedere video webinar etc ho capito che vince nettamente rispetto a tutti gli altri. Se siete contenti e soddisfatti ben per voi ma io sinceramente vedo che ad oggi l’unica strada è quella, qualche anno fa no ma oggi e nel 2021 ancor di più. Tutte le varie lamentele a riguardo non reggono più a mio avviso.

Comments are closed.