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Il sorpasso dell’auto con la spina sul metano (presto sul GPL)

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Il sorpasso nelle vendite di auto con la spina sul metano è realtà. Ne parla in questo articolo Corrado Storchi, a lungo dirigente della principale azienda che opera nella conversione delle auto con impianti a gas.

                               di Corrado Storchi

Il sorpasso dell’elettrico. Non quello cinematografico, ma di mercato. Anche se i sostenitori più accalorati delle due fazioni automobilistiche potrebbero effettivamente ritrovarsi in una famosa scena del capolavoro firmato Dino Risi. Non quindi Gassmann e Trintignant, ma batterie e gas naturale.

—-Il mercato italiano, a giugno e nella prima metà 2020—–

Il sorpasso

— Leggi anche la nostra analisi sul mercato dell’auto nel periodo gennaio-giugno.

Il sorpasso con la crisi del metano, dopo gli anni d’oro

Primo semestre 2020: immatricolate quasi 10mila auto elettriche e 5.800 ibride plug-in, a fronte di 13.629 auto a metano. Mai accaduto prima. Un sorpasso nella quota di mercato che può dirsi storico, avvenendo nel Paese più “gasaro” d’Europa. I numeri raccontano una storia. Nel 2007, le stazioni di servizio metano erano ben meno delle attuali 1.400. Ma, oggi come allora, erano distribuite per l’80% in 8 Regioni su 20.

il sorpasso
La Fiat Panda a metano durante un rifornimento.

Le stesse Regioni nelle quali, guarda caso, si registrava l’80% del parco circolante a gas naturale. E le immatricolazioni annuali di auto nuove così alimentate. Era l’anno antecedente alle prime immatricolazioni di auto elettriche e la nicchia di quelle a metano rappresentava il 2,4% del mercato, ovvero quasi 60mila vetture, la metà delle quali erano Fiat Panda. Solo 10mila di quelle immatricolazioni non erano “torinesi”. Un mercato che crebbe nel 2008 (79mila, 3,7% di quota) per poi raggiungere il record storico del 2009 (128mila e 5,9% di quota), grazie agli ecoincentivi del periodo marzo 2009-febbraio 2010.

Il sorpasso di Volkswagen/Audi su FCA nel metano

il sorpasso
Il Gruppo Volkswagen ha investito molto sul metano, con tutti i suoi marchi: qui l’Audi A4 g-tron.

L’infrastruttura di rifornimento è un asset necessario alla diffusione di una tecnologia, ma ai quei tempi ci fu chi andò oltre. Immatricolazioni metano anche in Sardegna, pur in assenza totale di distributori di gas naturale… In assenza di EV, fu il gas a farla da padrone, con il fratellastro del metano (ovvero il GPL) che superò addirittura il 15% di quota di mercato. Il tipico effetto boomerang post-incentivi riportò la nicchia delle auto a metano su livelli abituali, con un nuovo acuto nel biennio 2013-14 ed una quota minima (1,5%) nel 2017. Ma il trend più significativo del decennio è la perdita di una posizione egemonica da parte di FCA, cui il Gruppo VW ha velocemente sottratto questa parte del mercato. Che si trattasse del principale protagonista del dieselgate e di una Casa comunque in grado di investire pesantemente in tutte le tecnologie green, non è un caso.

Nell’elettrico tanti modelli, nelle auto a gas pochini

A partire dal 2014, il Gruppo tedesco ha aggiunto modelli di successo quali Golf e A3 a una gamma metano ulteriormente estesa, mentre Panda e Punto hanno contemporaneamente segnato il passo. Come sappiamo, qualcuno a Torino, dopo molte titubanze, aveva accettato di spostare gli investimenti sui progetti elettrici. Il segno dei tempi, anche nella roccaforte del metano. Tanto vero è che, nel 2019, il 75% delle auto a metano immatricolate in Italia erano tedesche.

il sorpasso

Nel frattempo, ecco la crescita delle auto elettriche e plug-in, pur se concentrata negli ultimi 2 anni e mezzo. E molto evidente negli ultimi 6 mesi, come sappiamo anche per fattori esterni che hanno tagliato le gambe ai grandi numeri del mercato. Ma se oggi le elettriche o elettrificate rappresentano il 2,7% del totale immatricolato, lo si deve anche alla crescente offerta di modelli. E alla maggior consapevolezza del cliente finale rispetto a blocchi culturali quali la range anxiety  o il maggior costo d’acquisto. Mentre lo stesso Gruppo Volkswagen ha ormai deciso l’uscita dal metano.

E anche il sorpasso sul GPL non è tanto lontano

renault
L’auto elettrica verso grandi numeri: a giugno la Renault Zoe ha venduto 11 mila macchine in Europa.

Basti pensare che nel 2013 furono omologati 9 modelli EV, mentre nel primo semestre 2020 siamo abbondantemente oltre i 30, senza contare le PHEV. In parallelo, se nel 2015 gli italiani hanno scelto tra 23 modelli a metano, in questo primo semestre sono solo 6 ad avere superato le mille immatricolazioni. Offerta commerciale, costi d’esercizio, appeal dei modelli, percezione del cliente rispetto alla modernità della tecnologia. Quattro driver che hanno portato allo storico sorpasso. Quello sul GPL è il prossimo obiettivo. Viene pronosticato a 70mila unità a fine anno, contro le 35mila EV+PHEV. Sembra una gran differenza, ma in realtà la storia ci insegna che potrebbe bastare un anno, al massimo due …

— Clicca qui per vedere tutti i dati statistici sul sito Unrae

 

53 COMMENTI

  1. Molto interessante la vostra segnalizazione ed la vostra analisi

    Il prossimo traguardo sarà quando le vendite dell’elettrico supereranno la sommatoria delle vendite GPL e Metano, i cui volumi potrebbero stagnare proprio la poca offerta di modelli

    Questo segmento di carburanti gasosi è però fondamentale per potere operare in modo piu naturale la transizione verso l’idrogeno ( carburante anche lui gasoso, ma solo hydro, senza più la parte associata carbon), che è completamente complementare e non concorrenziale all’elettrico a batterie

  2. Boh forse sto leggendo dei numeri diversi: un mercato italiano dell’auto nuova in calo del 45% con le auto a metano che segnano un -19.25 vendendo 13634 veicoli nuovi, invece l’elettrico, affogato in sussidi, incentivi e ogni ben di Dio, che aumenta del 99,9% vendendo 9949 veicoli nuovi? dove è il sorpasso?
    Le ibride? tutti coloro che conosco le usano in funzione elettrica per i 2 km necessari ad arrivare ai parcheggi dei centri storici, finisce lì, anche perchè non hanno né garage privato né colonnine convenienti quindi l’uso è limitato.
    SICURAMENTE con l’arrivo di nuovi prodotti convenienti e competitivi e la cessazione di ogni incentivo che spianerebbe ad una competizione corretta, spinge i produttori a fare EV evitando disastri come sta facendo la VW, e quindi per scelta naturale del mercato le quote EV aumenterebbero in ragione della sua convenienza reale.
    Per ora i numeri sono minimi in un mercato purtroppo in rovina totale
    Intanto in Cina anche Byton chiude dopo aver affossato centinaia di milioni di dollari degli investitori, ed il mercato EV in forte contrazione è diventato uno stagno dove lo squalo Tesla ha mangiato già metà dei pesci….

    • come sempre ascolti te stesso e parli a te stesso. L’articolo parla di somma di elettriche + ibride plug in. 15000 contro 13000 a metano.
      Citi Byton che è solo una delle ultime arrivate e la cui fine è decretata dal colosso che le sta dietro. Non è nemmeno un marchio autonomo. Altre realtà come BYD, Geely, FAW e le aziende che producono batterie come CATL e SVOLT danno impulsi continui ai progressi dell’elettrico.
      Non so dove vedi tutti questi disastri. Su una cosa concordo con te..tu leggi numeri diversi…partoriti dalla tua fervida immaginazione

    • Come sarebbe che l’elettrico affoghi nei sussidi, incentivi e ogni ben di Dio?!
      Quando il nostro Paese (ed è in buona compagnia in Europa!) elargisce sussidi per ben 18,3 miliardi di Euro a petrolio e derivati??
      Si legga l’articolo di Vaielettrico: La vergogna europea dei sussidi a petrolio e derivati (6 luglio 2020).
      Insomma, lei se le dice e se le racconta…
      Se cifre così generose fossero dirottate sulla mobilità sostenibile allora si che pochi anni cambierebbe in meglio l’aria delle nostre città!

      • vedo che la gente non sa contare, alle elementari forse erano troppo impegnati a giocare con le figurine Panini..? Il nostro paese NON ELARGISCE SUSSIDI PER 18.3 MILIARDI DI EURO, E’ UNA PERFETTA BUFALA O MENZOGNA O MANIPOLAZIONE DEI NUMERI CREATA DAGLI AMBIENTALISTI, DAI POLITICI AMBIENTALISTI E RIPORTATA DAI GIORNALISTI AMBIENTALISTI …
        LA VERITA’ E’:
        GLI ITALIANI PAGANO 24.8 MILIARDI DI EURO DI TASSE ED ACCISE SU PETROLIO E DERIVATI, poi lo stato è obbligato e restituire sotto forma di credito fiscale ad alcune categorie una parte di queste tasse affinché gli agricoltori non falliscano, gli aerei volino, le navi si muovano, gli autotrasportatori portino in giro le merci, chiaro il concetto? Quindi da una parte lo stato supertassa il petrolio per 24.8 Miliardi e dall’altra ridà indietro una parte di tali soldi affinché l’economia non si fermi visto che all’estero sarebbero più competitivi di noi avendo tasse molto inferiori. Quindi di che stai parlando Christian?
        INVECE IL SETTORE GREEN EV E’ TOTALMENTE A RIMESSA PER I CONTRIBUENTI CHE PAGANO FIOR DI MILIARDI PER FINANZIARE IMPIANTI EOLICI ED IMPIANTI FOTOVOLTAICI CON BOLLETTE ELETTRICHE SUPERTASSATE PARI A QUASI IL 30% DELLE BOLLETTE FINALI PERCHE’ L’ENERGIA ELETTRICA “RINNOVABILE” E’ SUPER COSTOSA E NON VENDIBILE A PREZZO DI COSTO.
        CHI DICE IL CONTRARIO MENTE E LA PROVA E’ SEMPLICE, SE E’ VERO CHE LE RINNOVABILI SONO MENO COSTOSE, ALLORA ANNULLIAMO TUTTI I SUSSIDI E VEDIAMO QUANTI METTONO I PANNELLI SOLARI.
        IN QUANTO ALLE IBRIDE ED ALLE EV NAVIGANO IN INCENTIVI VERGOGNOSI, A RIPROVA CHE NESSUNO LE COMPREREBBE E PREZZO PIENO.
        SE VOLETE SMENTIRMI ALLORA ANDATE A COMPRARE UNA QUALUNQUE EV SENZA RICHIEDERE GLI INCENTIVI.
        Caro Christian la tua ipocrisia è pari solo alla quantità di soldi che il settore EV e Green risucchiano dal resto della economia che produce ed è competitiva.
        Come ho detto sopra, la riprova è semplice, si tratta di fare i conti della serva:
        – togli tutte le tasse ed i sussidi e le agevolazioni al petrolio ed i derivati
        – togli tutte le tasse ed i sussidi e le agevolazioni alle EV e alle RE
        vediamo quali dei due settori sopravvive e viene scelto dai consumatori

        scommetti che gli attuali EV ed RE hanno vita breve?

        la tua ipocrisia NON SERVE allo sviluppo del settore Green ma è ostacolo.

        IO SONO ASSOLUTAMENTE A FAVORE DELLO SVILUPPO GREEN spingendo sul miglioramento di tecnologie immature e non competitive.
        Nascondersi dietro le illusioni che vendono i politici VERDI NON AIUTA A CREARE DEI PRODOTTI FANTASTICI CHE TUTTI VOGLIONO COMPRARE E CHE HA SENSO ECONOMICO COMPRARE.

        • La produzione di energia rinnovabile non è più incentivata in bolletta semplicemente perchè ha già raggiunto la parità di costo con quella “sporca”. In bolletta paghiamo ancora le incentivazioni erogate in passato quando giustamente lo stato incentivò lo sviluppo delle tecnologie fotovoltaiche ed eoliche che oggi consentono la parità. Altrettanto succederà con le auto elettriche: ci pare una lungimirante politica di redistribuzione ficale che guarda al futuro. Viceversa la redistribuzione fiscale sui carburanti fossili sussidia alcune categorie a spese della comunità perchè nulla cambi.

          • Non sono d’accordo su fatto che si sussidiano alcune categorie perchè nulla cambi. Un trattore agricolo lavora nei campi, non usa strade, ponti e gallerie per cui è giusto che sia gravato da meno tasse; stesso discorso per la barca di un pescatore. Inoltre questa gente è “sul mercato” a competere con produttori stranieri che magari pagano zero tasse sui carburanti. E’ una questione di sopravvivenza.

          • E allora cosa ci trova di scandaloso se il fisco, con i soldi di tutti, incentiva chi, con beneficio di tutti, acquista un’auto elettrica che non inquina e non emette gas serra?

          • @ Massimo D.E. gli incentivi, a mio parere, sono esagerati per l’utilità che ne deriva: una BEV attuale emette CO2 nella fase di produzione, uso (la maggior parte delll’elettricità è prodotta emettendo CO2) e smaltimento, solo che rispetto a una ICE ne emette un poco di meno (ma siamo molto lontani dallo zero). Per cui si spacciano veicoli a “emissioni zero” quando sono a emissioni 50, 60, 70, 80 % rispetto al 100% di una ICE.

          • Il suo parere, o il mio, sono ininfluenti: tutti i Paesi europei hanno già sottoscritto l’impegno a convertire in elettrico quote crescenti del parco circolante per arrivare nel 2050 ad azzerare le emissioni di CO2. Quindi gli incentivi devonono essere ne’ più e ne’ meno quelli che consentono di ottenere il risultato.

          • FALSO. ho chiesto un preventivo per dei pannelli solari. oltre all’incentivo sotto forma di sgravio fiscale, che ovviamente DE FACTO impoverisce lo stato causando un mancato introito fiscale rispetto ad esempio ad una centrale termoelettrica a gas, va detto che il prezzo pagato dal distributore al singolo produttore non è ancora in linea con gli effettivi prezzi della energia “sporca”. Quindi raccontiamo le cose come stanno. Ripeto che io non sono contro le RE, sono contro l’ipocrisia e contro la falsa informazione.

            in quanto al fatto degli accordi europei, diciamo che non tutti li hanno firmati. vedi paesi di Visegrad, l’Europa sta di fatto mostrando tutta la sua incompetenza ed inutilità visto il fallimento con la reazione al Covid, e l’uscita del secondo contributore netto, il Regno Unito ha ridotto molto i soldi a disposizione. Inoltre il rifiuto totale di tutti i paesi est europei a sottostare alle idiozie burocratiche che inventano a Bruxelles ha bloccato l’attività. Le patetiche norme europee sono fatte per essere stracciate come già successo in passato. Nessuno a partire dai cittadini europei vuole più questo baraccone inutile di strati di burocrati costosi, inefficienti, antipatici ed incapaci. Una misera von der leyern (minuscola voluta per la signora visitor) che in piena crisi Covid riceve a bruxelles il simbolo della idiozia ed ignoranza ambientale, la gretina: E’ il paradigma di quanto a Bruxelles siano scollati dalla realtà. Che enorme delusione. La Polonia ha dato l’ennesimo schiaffo all’Europa dei gretini con la potente rielezione del Presidente euroscettico Duda, malgrado le interferenze antidemocratiche di Bruxelles. Con la forza dell’unica economia in crescita ha dato il la al primo di una serie di cambiamenti alla patetica politica degli egoismi elitari che ha campo nei salotti finanziari che comandano le marionette di bruxelles. Ha rifiutato il Green New Deal, a breve seguito da Praga, Bratislava, repubbliche Baltiche, Budapest e Bucarest. Il vento è diverso, la gente esasperata chiede ben altro che improbabili piani esotici. questa classe politica non lo capisce? si vede.. in Francia le astensioni sono state pari al 60%. Chi viene eletto viene bellamente ignorato. I gilet gialli hanno fatto rimangiare tutto il green new deal a Monsieur mIcron.. qualcuno pretende di non voler vedere. Molto grave. Alla gente della balla CO2 non importa assolutamente niente. Ve ne rendete vagamente, almeno vagamente, conto?

          • Egregio Luca “Brexit” Bartolozzi, mi ero perso questa sua gustosa filippica sovranista, autarchica, isolazionista ed antieuropea.

            Ora molte delle sue considerazioni su altri punti risultano più chiare, o per lo meno, in linea con la strategia divide et impera di USA e Russia.

            Grazie per la sincerità.

        • Condivido l’analisi. Volendo si potrebbe aggiungere anche l’incasso del bollo auto che le elettriche non pagano per n… anni. credo sia sui 5 miliardi.

          • Egregio Aliberti, la sua posizione prona nei confronti del regime dittatoriale militare comunista cinese, a noi italiani ci lascia perplessi. Ce lo può illustrare? A proposito di Brexit, USA e Russia e dividi et impera: si riferisce alla Cina o alla Germania vero?… Io alle europee ho sempre, fin dal 1989, votato partiti pro europei. Scommetto che, se lei ha la mia età, almeno alle prime elezioni la sua impostazione marxista le ha imposto di votare contro. La invito a studiare, informarsi e schiarirsi le idee. Guardi i numeri riguardo la Cina e ne tragga le conseguenze. Distinti saluti

          • Mi spiace mettere in mezzo Marcus, ma non capisco se “Luca+Bartolozzi” sia lo stesso Brexiter “Luca Bartolozzi” di sopra.

            In ogni caso, qualunque Luca sia, vorrei precisare che non so in che romanzo di fantascienza io sarei un marxista prono nei confronti del regime dittatoriale militare comunista cinese.

            Quanto all’Unione europea, la ringraziavo per la filippica, perché espone il “mondo alla rovescia” che infiltra e spesso impregna certa acritica narrazione politica nostrana e continentale, simile concettualmente alle posizioni del lupo e dell’agnello nella celebre favola di Esopo, in cui il lupo, che si abbeverava a monte, accusa l’agnello di intorbidagli l’acqua del ruscello.

  3. Grazie, nel mio mondo è fallita Byton! Secondo un articolo di Bloomberg NEV è il terzo produttore cinese EV che ha chiuso quest’anno sotto il crollo del mercato cinese delle EV e i colpi di Tesla che sta predando quel che rimane. Gli altri di cui parli sono produttori di ICE per conto terzi (FAW azienda statale cacciavite) con numeri EV irrisori, o promesse come BYD che sopravvive con gli autobus o come Geely che però fa sia da conto terzi sia da ammazza marchi come con MG ed ora con i risultati disastrosi di Volvo che licenzia ovunque.
    I numeri che ho letto li avete scritti voi, chiaramente, nello specchietto o tabellina che dir si voglia; io li ho letti e riportati correttamente. Includere le ibride non vuol dire granche, a mio avviso, ed ho spiegato il motivo. Tale astio da parte tua dipende solo dal fatto che la verità è dura da digerire ed è la seguente: un governo di incapaci spreca risorse e denaro indispensabili in altri settori strategici per spingere il mercato dei veicoli elettrici che non riesce in nessun modo a sfondare poiché ANCORA (in futuro sono convinto che migliorerà) propone prodotti non competitivi e non in linea con le esigenze del mercato, che ancora oggi sceglie per 87% le auto ICE che si possono permettere e solo il resto 13% è di ibride ed EV super incentivate a costo di noi disgraziati che paghiamo fior di tasse. In quanto a CATL etc, i tuoi campioni cinesi… Oggi TIM ha escluso Huawei dalle forniture 5G perché la tecnologia è già vecchia e non garantisce la nostra sicurezza… Da pensare cosa sarà di CATL dopo il batteryday di Musk

  4. State inquinando più di prima peggio di quando si vendeva più diesel, più di 300.000 auto a benzina….. inquina + un’auto diesel o benzina…….. ve ne accorgerete tra qualche anno….

    • Plug in devi rifornirti sia di benzina che elettricita’, se non vuoi rimanere a piedi. A metano, solo metano. Metto 30€ ogni anno alla mia casa golf. Devi revisionare le bombole? Meglio se cambiare le batterie del plug in.

      • Io ho GPL e metto anche un pochino di benzina. Con l’elettrico sarebbe una follia in Italia come in Europa. Le infrastrutture sono poche e col cavolo che essendo un operaio compro una macchina e le colonnine si vedrà più avanti….poi con la famiglia voglio un bel baule e con 30/35 mila ti acquisti una Opel Corsa…. l’elettrico è già fallito ma le grosse multinazionali lo vogliono e raccontano storie sull’elettrico.
        Per me è colpa di quel gruppo tedesco che ha manipolato più volte i dati del suo diesel.
        Ognuno di noi farà la propria scelta ma se la maggioranza di gente lavora in ditte in crisi o sono disoccupati l’auto non la cambieranno più no cmq con i soliti carburanti.

  5. Quel che posso dire è che il metano purtroppo l’ho conosciuto tardi, 10 anni fa……ed una volta provato (GPunto e Passat) mi sono dato del cretino per non aver iniziato prima. Ho avuto per una settimana la A3 g tron e consumava meno della GPunto.

    Detto questo, chi viene a raccontare che la filiera elettrica inquina più di quella di gasolio/benzina o è prezzolato oppure sotto l’effetto di stupefacenti……….. un po come chi viene a raccontare che il metano inquina più di gasolio e benzina……

    Non dimenticatevi che i petroli sono sempre meno di qualità e sempre più pieni di scarti…..scarti (petroleum coke) che poi vengono bruciati in raffinerie, cementifici ecc. facendo crepare di cancro tutti quelli che abitano intorno.

    Non dimenticatevi che la benzina verde è verde solo nel nome….ha componenti IARC 1……

    Non dimenticatevi che con l’arrivo della verde 25-30 anni fa sono aumentate nei centri urbani le leucemie nei bambini ed i tumori nei piccoli animali domestici

    Non dimenticatevi che l’internazionale dei petrolieri ha speso 1mld di dollari per screditare l’auto elettrica.

    Non dimenticatevi che l’attuale guerra al diesel è fatta anche per aiutare la raffinazione che da un barile ricava più benzina (quasi il doppio dei litri) che gasolio…..e che questa diffusione del diesel la mette in difficoltà.

    Non dimenticatevi che la benzina ha una componente di tasse superiore al gasolio e che con un litro di benzina si fa meno strada………….anche le casse dello stato ringraziano.

    Non dimenticatevi che gli idrocarburi sono mutageni…..ovvero cancerogeni……e quindi prima spariscono meglio è per tutti

    Non dimenticatevi che la salute è una sola.

    • Si, non dimenticatevi di andare a letto presto la sera e possibilmente evitate di strafarvi di pagine complottistiche

    • concordo al 100%. Permettimi solo di aggiungere che dal canto suo il diesel ha emissioni di particolato solido anch’esso perfetto per un bel cancro ai polmoni: decisamente i motori termici devono sparire e poi, santo cielo, 35% di efficienza dopo 130 anni di sviluppo. Non ce ne siamo mai resi conto ma è una tecnologia nata morta

    • Il diesel è un combustibile sicuramente più tossico, la benzina è ed è sempre stato più pulito. Ciò è stato ampiamente dimostrato e documentato. Chiediti perché i motori diesel hanno un filtro (FAP) e quelli benzina no. Per il resto siamo d’accordo che il metano è ottimo, ma il motore diventa un polmone e il rifornimento è scomodo. L’elettrico resterà il settore che attira i maggiori investimenti, e il metano GPL il settore che crescerà di meno in termini di vendite ma copre già una buona fetta di mercato ed è relativamente economico. Io vado a benzina e resto a guardare finché il prossimo governo non prenderà una posizione chiara.

  6. Il fatto è che Fiat ha praticamente smesso di fare auto a metano, già l’anno scorso (febbraio) era impossibile trovare una Panda a metano, l’uscita poi della Punto, Qubo e Dobló hanno dato poi il colpo finale. Si parla ora di un ritorno della Multipla (a metano naturalmente), cosa che mi auguro di cuore: sarebbe la mia quarta.

  7. Forse ogni tanto bisognerebbe farsi qualche domanda. Tipo: come mai il metano è una tecnologia scelta, senza troppa convinzione, solo in pochissimi Paesi? Come mai Tesla e altre decine di nuove aziende delle due e quattro ruote, volendo creare un nuovo approccio alla mobilità, hanno scelto l’elettrico e non il metano? Forse pensate che sia l’ennesima congiura delle multinazionali. Liberi di farlo, ma forse la realtà è un po’ più complessa.

    • Come autore dell’articolo, dopo avere letto i commenti più o meno accalorati, sento il dovere di intervenire.
      Ho dato tutto me stesso per il gas, per 11 anni. Oggi sono convinto che l’elettrico sia il futuro.
      In ambito professionale esistono i sentimenti, a differenza di quanto pensano alcune locuste alla guida di questa o quell’azienda. I sentimenti, il coinvolgimento personale, aiutano a dare il meglio e a farlo in modo appassionato.
      Ma esiste anche la razionalità, l’obiettività.
      Il male del nostro Paese è la faziosità. Lo è da secoli. L’ho sperimentata personalmente in tutti i tavoli di lavoro istituzionali ai quali ho partecipato. Non solo quelli ministeriali, ma anche quelli a Palazzo Chigi. Vi parlo non per partito preso, ma per esperienza vissuta.
      Persino nella recente richiesta di incentivi, i vari stakeholder di settore hanno avanzato richieste differenti. Rischiando di dare un alibi al decisore politico e rischiando di non fare il bene di un settore che nel nostro Paese rappresenta il 10% del PIL.
      Anche in alcuni dei commenti alla mia analisi, ho letto argomentazioni utili solo a sostenere le proprie tesi, peraltro precostituite.
      Non ci si può opporre al progresso tecnologico, mettiamoci il cuore in pace.
      Certo, vi sono grandi interessi economici in ballo, qualche leggenda metropolitana e anche precisi indirizzi politici: un tappo che è saltato il 18 settembre del 2015, con il dieselgate.
      Quello contro il quale ho sempre combattuto è il far passare come assunto incontestabile e addirittura scientifico ogni argomento a sostegno del proprio business. Ripeto: business.
      Il metano è vantaggioso da molti punti di vista ? Sì.
      Lo è anche il GPL ? Sì.
      Sono due tradizioni tipicamente italiane e che hanno dato lavoro a migliaia di persone ? Sì. Hanno contribuito al risparmio di decine di migliaia di italiani ? Sì.
      Meritano una sorta di neutralità tecnologica quando vengono fatte scelte politiche ? Sì, ma occorre approfondire.
      All’auto elettrica si richiede di dimostrare che l’energia che utilizza proviene da fonti pulite (non il carbone, ad esempio). Giusto, ma allora dobbiamo farlo per tutti i “carburanti”.
      Nokia non scommesse sullo smartphone e andò in disgrazia. Così, non possiamo ostinarci a sminuire l’elettrico e a negare che sia il futuro. E’ un atteggiamento donchisciottesco. E’ come ostinarsi a difendere certi regimi dopo il crollo del muro di Berlino.
      Io non disprezzo il mio passato, anzi gli sono affezionato e continuo a pensare che abbia tanti aspetti da apprezzare.
      Ma è evidente quale sia il futuro. Un futuro molto prossimo, non distante.
      Ci vogliono più colonnine? Sì.
      Le batterie dovranno costare meno e quindi contribuire alla riduzione della differenza di prezzo tra auto termiche ed elettriche ? Sì.
      Occorre aumentare ancora l’autonomia reale per ridurre la range anxiety ? Sì.
      Ma confondere i punti aperti con sentenze definitive è gretto.
      Il metano è stata una scelta molto italiana ed è spiegabile con ragioni politiche ed economiche molto legate alla nostra tipicità.
      E’ stato adottato soprattutto da noi, in Brasile, in Iran, in Pakistan e qualche altro Paese “stan” che ha grandi giacimenti.
      Il GPL, dal canto suo, oltre all’Italia, si è diffuso in Olanda, Polonia, Turchia, Corea del Sud. Per tutta una serie di ragioni, ovviamente non casuali.
      Pensiamo che le auto elettriche si diffonderanno in modo così parziale ?
      Ci sono nodi da sciogliere, ma ciò non significa che non si passerà dal cellulare con l’antenna estraibile allo smartphone.
      Dopo la chiusura forzata di Napster nei primi anni 2000 si è forse fermata la condivisione degli mp3 tra utenti? No, ma è stata gestita.
      Quindi cerchiamo di essere equilibrati, di non opporci al progresso, ma di gestirlo in modo sensato.
      E comunque, non dimentichiamolo mai, sarà il cliente finale, l’automobilista, a scegliere.
      A dispetto di qualsiasi fazione. Importa poco quanto si urla al Bar Sport.
      Conta solo cosa si decide di fare in concessionaria. Oppure online.

  8. Buon giorno a tutti, ho grosse difficoltà a comprendere perché ci si debba sempre schierare, come se fossimo talebani, da una parte o dall’altra della barricata e mi spiego meglio. Tredici anni fa installai un impianto fotovoltaico sul tetto della mia abitazione contro il parere del 90% delle persone a cui chiesi un parere. Mi veniva sconsigliato per una serie infinita di motivi tra cui il ritorno economico, lo smaltimento dei pannelli allo scadere dei vent’anni, la manutenzione e così via. Ho fatto un finanziamento e dopo undici anni ho ripagato il mio impianto e dal dodicesimo al ventesimo è e sarà tutto guadagno, inoltre non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello di rimuovere i pannelli fra sette anni visto il poco degrado a cui sono stati soggetti. Lo stesso succede con le auto elettriche, e guarda caso i motivi sono gli stessi dell’impianto solare, sembra non ci sia il ritorno economico, non si sa chi smaltirà la batteria e se si guasterà chi la riparerà e a quali costi. Solo il tempo ci dirà se sarà una valida alternativa alle ICE, se Elon Musk dice fregnacce quando dichiara che le sue batterie dureranno più dell’auto, se le stesse verranno riciclate a fine vita per effettuare accumulo elettrico domestico. Ovvio che ad oggi anno dei limiti per le grandi percorrenze, ma quanti di noi hanno intrapreso un viaggio di oltre 400 km e non si è mai fermato per andare in bagno? Quindi non voglio leggere il commento del singolo che scrive “A me è capitato vent’anni fa di fare 1200 km in una tirata sola” perché questa non è la norma. Quanti di noi hanno la seconda auto in famiglia che fa esclusivamente casa-lavoro? Presumo a centinaia. E quelle persone che dichiarano che non vogliono più finanziare con gli incentivi la mobilità elettrica con i soldi delle tasse che pagano, io rispondo come ha risposto un utente su questo sito “E io non voglio più finanziare le cure ospedaliere per i casi di malattia accertate dovute ai veleni emessi dalle ICE”. Veniamo al reddito che ci impedisce l’acquisto di una EV, consiglio a tutti di visitare questo sito https://www.irpef.info/calcola-tua-posizione-classifica-contribuenti
    ed ad inserire il vostro reddito, vi accorgerete che ci sono milioni di persone in Italia che hanno un reddito ben oltre a quello che vi aspettereste. Qualcuno di quei milioni di persone magari ha voglia di togliersi uno sfizio, a questo punto perché non se lo deve concedere? Cosi facendo innescherà un ciclo virtuoso che permetterà pure a noi con reddito inferiore di poter accedere alle EV, sempre se lo desideriamo veramente, altrimenti ogni scusa è valida per desistere. Questa è la mia opinione. Salve a tutti.

    • Bravissimo Marco. Hai centrato in pieno l’approccio che io approvo e con il quale ho scritto l’analisi.. Mentalità aperta e non faziosa.

  9. Parlo da meccanico, e da osservatore scrupoloso!
    L’elettrico non sarà mai conveniente per un consumatore!
    La Stagnazione del mercato è frutto dei recenti avvenimenti. Tutti gli sforzi fatti da chi costruisce auto , non sono mai per il bene del consumatore!
    Ogni cosa , auto comprese di qualsiasi tipo ,saranno sempre e solo un mezzo, per aumentare i guadagni!
    Al consumatore l’elettrico non conviene , non perché manchino le tecnologie, ma perché come in tutte le cose , lo sforzo degli Ingenieri è ,da 90 anni ormai, è creare un prodotto che crei guadagni!
    Al di là dei ,pro e i contro, noi saremo sempre CONSUMATORI!
    E dove girano Miliardi, le persone sono solo un mezzo non un fine!

    • si ok, in generale è condivisibile ma il guadagno in se non è un crimine e come in tutti i campi c’è chi lavora bene e chi meno bene. Se Lei è meccanico saprà benissimo che ci chi lavora molto male ma non significa che siate tutti ladri e incompetenti. Dante Giacosa ha motorizzato l’Italia con un’auto piccola, funzionale e che ha fatto la storia dell’auto. Prezzo a parte, ancora alto, la Zoe è un ottimo prodotto: compatta, bella, con batterie che si degradano molto lentamente e costi di gestione da elettrico..cioè ridicoli rispetto alle auto a petrolio.
      Insomma..uno del settore come Lei non può dare un giudizio così lapidario verso una tecnologia che ha margini di miglioramento enormi , diversamente dal motore termico che è chiaramente arrivato al capolinea

  10. Non credo a questi dati come non credo all’auto elettriche, sono 40 anni che vado a metano e non lo lascerò mai!

    • Beh, però i numeri sono numeri e le opinioni restano opinioni. E queste sono cifre ufficiali, non ce le siamo inventate noi: se non partiamo da qui, di che cosa parliamo?

      • Due aspetti. La “corsa” dell’elettrico è favorita da sostanziosi contributi. Come si è visto in altri paesi, se si tolgono le immatricolazioni ne risentono e non poco. Secondo aspetto. La spinta “elettrica” o simil tale (con gli ibridi veri, quelli “mild” farlocchi e le plug-in – tutti allegramente sommati nella tabella generica “ibride” e già qui ci sarebbe da discutere e molto -, delle quali si è notato in Germania che, se vetture aziendali, non vengono mai ricaricate…) sono il frutto della normativa sulle emissioni approvata nel 2009 e che garantisce vantaggi di emissioni sulla carta perché si “ciurla” nel ciclo di omologazione facendolo in parte in elettrico. Ovviamente nessuno allora del “mondo del metano” si è premurato di prevedere una quantità di biometano che potesse abbattere (peraltro realmente) le emissioni di CO2 nelle quali le vetture CNG sono penalizzate rispetto alle vetture diesel. Di recente la Svizzera lo ha fatto con il 20%, che corrisponde effettivamente alla quantità immessa nei metanodotti elvetici, e quindi le emissioni di CO2 delle vetture CO2 calano di conseguenza. A livello UE forse lo si farà nel 2021. Solo che potrebbe essere troppo tardi, purtroppo, perché le scelte tecniche sono ormai state fatte dalle case che programmano con cinque/sei/sette anni di anticipo rispetto ai modelli da immettere sul mercato. E già si sussurra che i motori TGI del gruppo VW non saranno adeguati alla normativa Euro 7, anche se mi sembra un po’ singolare per un motore piuttosto “fresco”. Insomma un disastro fra l’aver condannato all’estinzione la trazione CNG per miopia o distrazione nonostante la potenzialità data dal biometano, ammettendo invece, del tutto legalmente, certe farloccate ibride “leggere” o plug-in che sono davvero una presa in giro.

    • Buon giorno Franco, ho fatto due conti della serva, e se domani il governo decidesse di equiparare la accise di tutti i carburanti destinati all’autotrazione, non ad un valore che per me allo stato attuale è incomprensibile, ma all’effettivo potere energetico intrinseco del combustibile, continuerebbe ad usare metano? Se ho sbagliato a fare i conti qualcuno mi corregga, ma ho recuperato un documento in rete “ALIQUOTE DI IMPOSTA VIGENTI NEL SETTORE DELLE ACCISE Aggiornamento al 1° gennaio 2020”
      https://www.adm.gov.it/portale/documents/20182/889198/Aliquote+nazionali++aggiornamento+al+gen.+2019/5ad4e267-4768-4cdd-ba3f-70fbea712f97
      ed dalla tabellina Excel che ho generato è emerso che la percentuale di accise del gasolio rispetto alla benzina valgono il 68,8%, quello del GPL 36,8% e del metano 1,88% sempre riferito alla benzina e all’unità MJ/kg. Quindi mi pare di capire che lo stato (che ricordo bene sono gli abitanti dell’Italia, e non il governo che è un’altra cosa) con lei ci sta rimettendo dei bei soldi, in compenso “una persona dello stato, che sarei io” la ringrazia per il basso impatto ambientale che lei genera con la sua auto. Saluti.

    • Scusi Franco, in che senso non crede a questi dati? Sono i dati ufficiali del Ministero, trasmessi al pubblico dalle 2 principali associazioni di settore, Anfia e Unrae.
      Lei è libero di scegliere il carburante che vuole, ci mancherebbe, ma non può mettersi le fette di salame sugli occhi.. anzi, pardon, sui numeri.

  11. Se qualcuno vuole comprare un’auto elettrica perché così ritiene di essere più ambientalista meglio per lui.
    Chi è in pena per la salute del mondo l’auto non la dovrebbe neanche comperare: andate con i mezzi pubblici, in bicicletta e fate tele-lavoro. Tenete una sola auto per nucleo familiare… Ma questo non conviene ne a chi le vende, ne ai governi che promuovono i consumi per aumentare il gettito.

    • Buon giorno Stefano, secondo lei chi compra una EV è solo perché vuole essere più ambientalista? Non gli è concesso tale acquisto perché vuole un maggior confort di guida? Non vuole più prendere in mano la pompa di benzina o peggio di gasolio che poi non sa, una volta fatto il pieno, come fare a lavarsi le mani. Non potrebbe essere stanco del rumore (per alcuni di noi “sound”) che emettono le ICE? Non potrebbe essere stanco delle vibrazione emesse dai motori termici? Non potrebbe essere che non sopporti più la puzza dei gas di scarico quando entra ed esce dall’autorimessa? Non potrebbe……. Io non ho una EV ma una vecchissima Fiat UNO 45 di trent’anni che quando tutto va bene fa 500km/anno (cinquecento), ma mi piacerebbe averla, anche se poi mi rendo conto che non la userei come non uso l’attuale auto e quindi per le esigenze che ho non l’acquisterò entro breve. Ora non mi venga a dire pure lei, come fanno alcuni miei conoscenti, che la mia auto inquina di più della loro che fa 20000km/anno. Inoltre sono d’accordo con lei che sarebbe meglio utilizzare i mezzi pubblici o la bicicletta, ma pure quelli non sono esenti da emissioni più o meno nocive, perché anche la loro costruzione è impattante sull’ambiente anche se infinitesimamente inferiori all’auto privata. Saluti.

  12. Se la tassazione che c’è sulla benzina fosse applicata (giustamente) anche al metano e al GPL penso che, istantaneamente, sparirebbero tutte le auto con alimentazione a gas. Con le attuali normative euro 6 le emissioni di inquinanti, sebbene presenti, rappresentano un problema marginale, e non ha senso l’attuale detassazione dei carburanti gassosi, i quali, al pari di benzina e gasolio producono CO2. Un veicolo elettrico permette di usare in maniera più efficiente l’energia rispetto a qualsiasi veicolo a gas.

    • Concordo con lei pienamente.
      Se chi dice che è contento di andare a GPL o metano e si troverebbe a pagare le giuste accise come sono applicate su benzina e gasolio vorrei vedere come cambierebbe presto idea…
      Già sulle colonnine per la ricarica veloce l’energia elettrica è molto più cara (dal doppio dei contratti domestici in su) e non tanto perché i fornitori ci fanno la cresta, ma l’energia per “usi diversi” ha una tassazione MOLTO più elevata, una forma di “accisa” direi io, pertanto dieri che sarebbe giusto che chi produce CO2 PAGHI le giuste accise, anche su metano e GPL!!

  13. Buonasera Markus, devo puntualizzare che GPL e Metano emettono meno anidride carbonica delle auto alimentate a benzina.
    Sensata invece la sua ipotesi che un allineamento delle accise a quelle di benzina e diesel comporterebbe la sostanziale perdita di vantaggio economico per i due gas, ovvero il motivo principale per il quale ancora oggi vengono scelti.

  14. Quando pensate all’impatto ambientale di un combustibile non fermatevi alla CO2 allo scarico (quella si compensa ….volendo….. con delle piante), bisogna pensare alla filiera che per gasolio, benzina e gpl è devastante, bisogna pensare a come viene trasportato (quelli che devono usare le autocisterne inquinano anche li, aumentano il traffico e quando sono coinvolte in un incidente è un dramma), bisogna pensare anche a cosa evaporano nello stoccaggio, a cosa fanno emettere durante la raffinazione, a che fine fa il loro scarto (inteso scarto della raffinazione del petrolio)….. a cosa esce da tubo di scarico oltre alla CO2 (ossidi, idrocarburi incombusti e altro).

    Se tenete conto di quanto sopra dettagliato arriverete alla conclusione che:

    è da pazzi usare gasolio benzina e gpl;

    cara grazia che esiste il metano (come soluzione ponte verso l’elettrico)…..per coloro che non sono ancora in grado economicamente di arrivare all’elettrico;

    a costo di tirare la cinghia…..chi appena può si comperi l’elettrico.

  15. E mi permetto di aggiungere:

    l’estrazione del petrolio è sempre più devastante ed inquinante, qualcuno ipotizza anche che i terremoti in emilia romagna e centro italia (dove sono crollate costruzioni vecchie di centinaia di anni) abbiano come causa le trivellazioni nel mar adriatico.

    Gli scarti di petrolio sono sempre maggiori e non sapendo dove metterli li fanno bruciare alle raffinerie, cementifici e tante altre aziende con una centrale termica superiore ad un certo numero di megawatt, seminando malattie, sofferenza e morte nelle popolazioni che abitano in un raggio di 30km.

  16. vorrei dire un’ultima cosa, per rendere chiara la mia posizione:
    siamo nel 2020. spero che nel 2025 faremo dei commenti ad un articolo simile notando come il mercato dell’auto nuova sia per oltre il 50% composto da ottime EV economiche ed alla portata di tutti, e l’energia elettrica per spingerle sia prodotta senza inquinare od inquinando il meno possibile tramite RE super efficienti ed anche tradizionali migliorate al massimo.
    Non sono contro RE od EV, sono convinto solo di due cose:
    1) Per il miglioramento delle tecnologie RE ed EV bisogna lasciare spazio alla competizione ed alle forze di mercato, senza storture legislative o incentivi fuorvianti
    2) Perchè quanto sopra sia di giovamento sociale e per l’economia è indispensabile che la filiera rimanga nell’alveo dei paesi occidentali e democratici, ovvero vuol dire tagliare fuori ad ogni costo la Cina e quei paesi che usano tali tecnologie per ricattarci e piegare i nostri valori di libertà e di democrazia.

  17. Personalmente credo che di tutta questa questione si possa analizzare solo l’aspetto economico, che è quello, piaccia o no, che spinge la maggioranza dei consumatori a fare le proprie scelte e di conseguenza a ‘muovere’ il mercato in una direzione piuttosto che in un’altra. Il puro elettrico oggi ha un costo obiettivamente insostenibile per la maggior parte degli utenti che hanno la necessità di cambiare l’auto, soprattutto di cambiarla con un auto di pari caratteristiche. Tanto più in questo particolare momento. Non stiamo a sindacare sulle ragioni di prezzi così elevati perché comunque parliamo di tecnologie nuove e nello stesso tempo perché la riduzione del prezzo è funzione del numero di mezzi venduti, di conseguenza al momento c’è un evidente svantaggio per le EV pure(non metto dentro ibride e plug-in perché comunque non eliminerebbero radicalmente il problema carburanti). C’è anche da considerare che, nuovamente per la maggior parte degli utenti, non si può chiedere a chi usa l’auto tutti i giorni di parcheggiarla in una zona di ricarica per ore (se la si vuole ricaricare per una quantità di km sufficiente per non dover ricaricare ‘fast’ ogni giorno) considerando che nella maggior parte dei grossi centri urbani molte persone non hanno una rimessa privata per poter caricare l’auto durante la notte e al momento potrebbero non avere colonnine di ricarica vicino casa. E in ogni caso anche chi possiede un garage e vuole caricare l’auto ‘a casa’ dovrà adeguare l’impianto con ulteriori costi, e non aggiungiamo anche il passaggio a contratti da 6 kW… I problemi attuali sono davvero tanti, chi compra un auto non vuole sobbarcarsi di ulteriori problemi oltre allo scoglio del prezzo. Sia chiaro, non sono contro l’elettrico ma l’offerta attuale (attenzione parlo di offerta, non di tecnologia) è assolutamente insoddisfacente. Un esempio che mi viene in mente è quello dei primi televisori lcd: ricordo molto bene come all’inizio la qualità dei pannelli era terribile, pixel enormi che guardando il televisore anche ad una discreta distanza ti facevano vedere immagini sgranate e prezzi assolutamente non concorrenziali rispetto ai vecchi tubi catodici. I venditori dal canto loro le provavano tutte raccontando che non erano grandi i pixel ma eravamo noi che dovevamo guardare i televisori da lontano, una balla davvero demenziale. Oggi le cose sono cambiate con i televisori, lo sappiamo bene, quello che voglio dire è che questa tecnologia dell’EV deve crescere ancora molto, sia per quanto riguarda il mezzo in sé, sia per le infrastrutture, e dato che l’auto non è un televisore, né uno smartphone, temo che ci vorranno anni perché questa tecnologia si affermi e seppelisca i carburanti tradizionali ad un prezzo abbordabile per (quasi) tutti.

    • Però la questione dei “pixel grandi da guardare da lontano” era e rimane vera.

      Affrontare la questione solamente sotto l’aspetto economico è come affrontare il problema di chi fa il pic-nic sotto la diga che sta per crollare e dice che il prato è bello, l’aria fresca e il sole delicato sulla pelle e poi ha già scaricato birre e panini dall’auto…

  18. @aliberti lo sfascia-europa. Mi chiama Brexiter, quando in realtà mi spiace che sia uscito il Regno Unito dall’Europa e sia rimasta la Germania, la stessa Germania sfascia-europa che ha contribuito ad impoverire il continente, che ha siglato l’ennesima santa alleanza con una dittatura dove ha investito miliardi in fabbriche cacciavite per dare l’auto del popolo ai cinesi e l’auto del ricco ai burocrati di partito. l’Europa NON FUNZIONA è un fatto. Non lo credi? Problema molto grosso . Continua così, vai tranquillo, nel 2030 poi ti chiederai perché l’unione europea che funzionava così bene non c’è più e darai la colpa a Trump. Forse è il caso di uscire dalla tua terra piatta e venire fra noi miseri umani, ascoltare perché non sappiamo che farcene di pagare le tasse per Lagarde, Von Der Leyern, Sassoli e via andare, e perché questa non è l’Europa per la quale abbiamo votato, sognato, lottato e creduto. Ascoltare ti potrebbe aprire al mondo sferico.

    • Luca, concordiamo sul fatto che l’Unione europea non funzioni bene.

      Non concordiamo, evidentemente, sulle cause del malfunzionamento e sulle possibili soluzioni. La geopolitica e la geoeconomia sono importanti, ma lasciamo da parte i complotti.

      Come ci fa notare Corrado Storchi, abbiamo notevolmente deviato dal commento all’articolo e ringrazio VaiElettrico.it per aver comunque pubblicato i contributi.

      Rimane il fatto che l’Unione europea, sotto la guida di Ursula von der Leyen, ha annunciato un abbastanza netto abbandono progressivo dei combustibili fossili nell’arco di 30 anni per tutti i Paesi membri. Certo, non sono gli ambiziosi obiettivi della Corea del Sud che vuole diventare una società ad impatto zero entro il 2025. Però chi brucia benzina, gasolio, GPL, gas naturale dovrebbe farsi qualche domanda sul futuro. Gli esiti di quelle domande potrebbero essere due: negare l’evoluzione e tesserarsi in qualche partito anti-europa, anti-elettrico, o andare a vivere in Inghilterra o in qualche Paese del Gruppo di Visegrad, oppure iniziare a prepararsi per tempo (mediamente più difficile per chi nasce e cresce immerso nella cultura della cicala italiana), andando a piedi, in bici elettrica, in auto elettrica, convincendo i condomini a installare wallbox e a mettere i pannelli sul tetto etc.

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