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Il software da sistemare, “una sfida” per la VW ID.3

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Le ID.3 parcheggiate nei grandi piazzali di Wolfsburg.

Il software da sistemare nella nuova elettrica ID.3 viene vissuta dalla Volkswagen anche come un “challenge”, una sfida. Anche se il problema riguarda ben 20 mila auto prodotte, le prime.

Il software da completare in 20 mila auto

Dopo le indiscrezioni di Manager Magazin (clicca qui), un portavoce Volkswagen ha accettato di parlare del problema con Automotive News (qui). Quello che alcuni commentatori hanno definito “un inferno produttivo“, viene vissuto con apparente distacco a Wolfsburg: “Mettere a punto una nuova architettura di elettronica e software è una sfida che può portare a difficoltà o ritardi“, ha tagliato corto il portavoce. “Il piano temporale rimane confermato: il lancio sul mercato è in programma l’estate prossima“.

Il softwareIn realtà la sfida è parecchio complicata: si tratta di mettere al lavoro un grande team di ingegneri elettronici per completare manualmente una per una le ID.3 già prodotte. Un aggravio organizzativo (si sono dovuti trovare i piazzali in cui parcheggiare le auto) e di costi. Anche se annegare le spese nel florido bilancio VW non sarà difficile).

Problemi anche con la nuova Golf

L’esperienza ormai insegna che gestire la produzione delle auto moderne, veri e propri “computer con le ruote“, crea spesso problemi di implementazione del software. La complessità non riguarda solo le auto elettriche. La stessa Volkswagen recentemente ha avuto a che fare con lo stesso problema nella produzione della nuova Golf. Con le prime consegne slittate al primo trimestre di quest’anno.

Il software La Casa tedesca spiega che un’auto costruita nel 2010 aveva una complessità misurata in un decimo rispetto alle vetture di oggi. Con circa 100 milioni di linee di codici, un quarto delle quali dovute al solo sistema di infotainment. Ma la nuova Golf è solo un’evoluzione di un’architettura software già collaudata, CAN FD electric-electronic (E/E). Mentre la ID.3 è il primo modello a utilizzare la nuova piattaforma E3, con il caricamento ancora più veloce dei dati. Il ripetersi dei problemi ha indotto il CEO Herbert Diess a creare una società autonoma per occuparsi solo di software, Car.Software. Che crescerà fino a occupare più di 10 ila esperti digitali nel 2025.

 

3 COMMENTI

  1. sono tempi da gente silicon valley del ventunesimo secolo, per i metalmeccanici del ventesimo secolo pieni di inutili ingegneri meccanici è una ricorsa dura

  2. in merito al “ritardo” delel consegne di Egolf al 2020, non avevo mai sentito parlare di “problemi di software”.. c’é qualche link per approfondire?

    a me risulta che abbiano tirato per le lunghe allo scopo di immatricolarle tutte nel 2020 così da ottenere il “famoso” beneficio dei 95€ al grammo di CO2 per le nuove normative EU2020 che prevedono una media per (il 95% della) flotta di 95grCO2/Km .. in pratica una EV da 0grCO2 vale 8000€ e passa di riduzione multe!

    PS questi tre 95 secondo me non sono un caso, ma il riferimento al numero di ottani della benzina rossa! 🙂

    • Non sono problemi alla e-Golf, ma alla Golf nuova serie, riferiti dall’articolo di Automotive News citato nel nostro articolo. Del resto nella nuova generazione delle Golf non è prevista un’elettrica pura, ma solo un’ibrida plug-in.

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