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Il signor Toyota o il signor VW: uno dei due si farà male

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Akio Toyoda, capo della Toyota, e il n.1 di Volkswagen Group, Herbert Diess.

Il signor Toyota o il signor Volkswagen: uno dei due su farà male. I leader dei due maggiori gruppi auto al mondo hanno visioni opposte.

Il signor Toyota: elettrico inquinante e sopravvalutato

il signor Toyota
La Toyota continua a puntare sull’ibrido: qui la Yaris.

Il n.1 del gruppo tedesco, Herbert Diess, ha appena incassato la pena fiducia di azionisti e sindacato per puntare tutto sull’elettrico . Addirittura riconvertendo anche la storica fabbrica-simbolo di Wolfsburg. Da Tokio Akio Toyoda, capo del colosso giapponese, ha fatto sapere di pensarla in modo diametralmente opposto, ponendosi di fatto a capo degli elettro-scettici. Un partito che conta molti adepti in tutto il mondo. “I veicoli elettrici sono sopravvalutati“, ha sentenziato, parlando di “eccessivo clamore” che si fa sulle auto a batterie. E di una preoccupante mancanza di adeguate valutazioni sulle conseguenze di un’adozione su larga scala della mobilità a zero emissioni  in Giappone. Anche perché, secondo Toyoda, parlare di zero emissioni è una mistificazione. Nel valutare la sostenibilità di questa tecnologia, ha lamentato, non si prendono in considerazione le emissioni di CO2 legate alla produzione dell’energia elettrica.  “Più veicoli elettrici produciamo, più salgono le emissioni di anidride carbonica“.

Le auto solo per pochi e milioni di posti in fumo

il signor ToyotaAltro argomento che il signor Toyota ha sfoderato: il Giappone andrebbe incontro a un blackout nel caso in cui tutto il parco circolante fosse elettrico. A meno che non si accetti una riconversione dell’infrastruttura dai costi astronomici. Toyoda ha fornito una stima: tra i 14.000 e i 37.000 miliardi di yen (da 165 a 438 miliardi di euro!).  Altra accusa, espressa con un’immagine molto giapponese: con l’elettrico l’auto rischia di diventare come “un fiore in cima a una vetta“. Ovvero: un bene riservato a pochissimi. E infine la stoccata più forte: lo spauracchio della perdita di milioni di posti di lavoro nel solo Giappone:  “L’attuale modello di business dell’industria automototive  crollerà, determinando la perdita di milioni di posti di lavoro“. Morale della favola: il governo di Tokio si guardi bene dal mettere in pratica la messa al bando delle auto con il motore “caldo”, che sembra programmata per il 2035. Un suicidio, secondo il signor Toyota.

SECONDO NOI. L’impressione è che Akio Toyoda abbia un po’ calcato i toni per premere sul governo giapponese. In modo che non prenda decisioni che potrebbero danneggiare la sua azienda, sempre concentrata sull’ibrido e un po’ spiazzata dal rapido affermarsi dell’elettrico. Certi argomenti, come le emissioni per la produzione dell’energia, sono risibili. I suoi concorrenti stanno spendendo cifre enormi per attenuarne l’impatto, con un ricorso sempre più ampio alle rinnovabili e tecnologie energy-saving. Il tempo dirà chi, tra lui e il suo competitor tedesco, avrà avuto ragione. Ed è chiaro che non saranno solo gli automobilisti a decidere: i governi con le loro normative, avranno un peso determinante. E questo spiega la virulenza del discorso.

 

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140 COMMENTI

  1. Non dovremmo mai dimenticare che General Motors, Toyota and Fiat Chrysler hanno vigorosamente sostenuto la politica di Trump sul volere bloccare l’autonomia dell’amministrazione dello stato della California in materia di norme anti inquinamento. Autonomia che invece Ford, Honda, Volkswagen e BMW hanno sostenuto

    Per interpretare qualsiasi communicato stampa proveniente da uno di questi 7 costruttori citati bisogna ricordarci che carte hanno giocato nell’attacco alla diligenza (nel senso proprio come in quello figurato) portato da Trump all’ amministrazione dello stato della California, condannandolo a subire per altri decenni il suo stesso inquinamento

  2. finalmente uno che dice la verità…l’elettrico non funzionerà semplicemente perchè si vende solo con gli incentivi ovvero la gente non lo vuole…

    • Veramente la gente lo vuole ma il costo e’ una forte barriera di ingresso, da cui gli incentivi. Io non ho ancora trovato uno che dopo aver provato la ZOE dica “mi fa schifo non la voglio”.
      Il discorso e’ sempre “figata da guidare ma ” e poi via di luoghi comuni: la batteria che dura poco, la ricarica che richiede tempo, l’energia elettrica da petrolio ma soprattutto “con i soldi in piu’ ci pago anni di benzina”. TCO questo sconosciuto.

  3. Una Plug in la carichi al supermercato magari gratis o in ufficio in attesa di avere posti di ricarica condominiali . Ma cimetteremo me o di 30 anni , io vorrei iniziare ad inquinare meno

  4. Signori mandi cosa stiamo parlando? Io come milioni di altre persone non ho garage né parcheggio riservato, quindi non ho possibilità di ricaricare un’auto totalmente elettrica né una plug-in: quando mi metteranno le colonnine di ricarica sotto casa allora ne riparliamo, ma fino ad allora (e penso che ci vorranno almeno trent’anni) posso al massimo comprarmi una ibrida. Questa è la realtà in Italia, poi possiamo parlare quanto volete di tecnologia e inquinamento.

  5. Possiamo ammirare i costruttori che hanno avuto nel passato una visione medio lunga Possiamo citare Toyota come uno di essi

    Tanti costruttori l’hanno preso in giro nel 97 quando si e butatta sul ibrido

    Gli altri costruttori criticavano l’inutile complessita e l’assenza di compettivita economica che avrebbe potuto compromettere le finanze del gruppo se questo avesse troppo insitito in questa direzione dbagliata
    ( 3000€ Di perdita per ogni Prius 1 venduta)

    Sappiamo oggi come e andata a finire con il straordinario successo incontrato e il stradominio di Toyota in questo campo

    Oggi il presidente di Toyota per giustificcare la timidezza con la quale il gruppo si avicina al elettrico puro utiliza delle critiche infondate come quella del possibile disfunzionamento della rete elettrica japonese se tutto il parco dovesse essere BEV

    Sarrei interessare a vedere le sue cifre ma a nostro aviso La rete elettrica japonese non dovrebbe collare se tutto il parco circolante dovesse essere esclusivamente di tipo BEV

    La stima dei consumi elettrici ipotettici per alimentare tutto il parco circolante francese se questo diventasse BEV rapresenterebbe il 7% della produzione nazionale elettrica

    Aggiungendo questi consumi a quelli dei tradporti ferroviari saremmo sotto il 9% della produzione annuale nazionale

    Non solo La produzione non sarrebbe sotto dimensionata ma la rete non cederebbe dovuta al elevata resilienza offerta dal capacita di stocaggio repartita sul intera rete grazie al’introduzione dei servizi V2G

  6. Buonasera a tutti, lavoro per una casa giapponese settore automotive,sono stato nel paese del sol levante varie volte,e conosco piuttosto bene il loro modo di pensare e di intendere il business. Non è facile prevedere cosa succederà nei prossimi anni..di certo assisteremo a una maggiore elettrificazione delle automobili,ma non vanno dimenticati alcuni aspetti:le auto elettriche hanno molti meno componenti a livello motoristico rispetto a quelle tradizionali,per cui tutto ciò che oggi è considerato assistenza/officina etc,verrà molto meno..lo stesso dicasi per tutto l’indotto (enorme) che produce parti meccaniche per il settore automotive (molti al Nord Italia,ma non solo, ovviamente).
    Quando Toyoda parla di “collasso del sistema” e perdita di milioni di posti di lavoro, credo intenda anche quello..

    • Buonasera, questo è un commento interessante. Penso anche io che intendesse questo, ma anche che le case auto hanno grossi ricavi dal canale riparazioni e ricambi che verrà prosciugato.
      Detto ciò, sospetto che sia conscio che il progresso continua e abbia espresso un allarme sulla gestione di questi posti di lavoro.
      In ogni caso, possiamo dire che non ha fatto una gran figura?

    • Certamente, però quando il solito problema in passato è stato provocato dalla massiccia robotizzazione degli impianti, sono sicuro che al signor Toyoda gliene sia importato molto poco.

  7. Che si voglia o no l’elettrico sarà l’auto del futuro e del prossimo presente al dila di chi ne parla malamente per suoi interessi economici siamo troppo in ritardo il buum dell’elettrico doveva iniziare già negli anni 80 troppi morti troppe malattie x l’inquinamento ,il clima la terra non ne può più e questa casa in cui viviamo e di tutti.

  8. Senza incentivi statali e senza obblighi assurdi governativi l’elettrico sarebbe una nicchia. La corsa attuale verso l’elettrico è una follia. Nessuna casa automobilistica storica avrebbe mai pensato all’elettricità senza essere stata obbligata da leggi assurde. Io non sono contro l’elettrico, sono per qualsiasi innovazione tecnologica che si diffonde perché è conveniente, perché è ecologica, perché è economica, perché è pratica. Ad oggi queste caratteristiche ancora non sussistono. Negli anni 90 ricordo le Panda elettriche … ….

      • Massima stima per il mezzo 😀
        Sull’articolo: secondo me Toyoda non dice troppe cavolate, come detto già da altri, specie sulle difficoltà di convertire tutto il Giappone all’elettrico. Concordo con Toyoda anche sul fatto che ci sia troppo clamore attorno all’elettrico; l’ho già scritto anche qui, si all’elettrico e a tutto ciò che è più ecologico, ma no, no, no, al discorso “io ho l’elettrica, salvo il mondo, voi ibridi/termici fate schifo”.
        Poi chi tra VW e Toyota avrà la meglio credo davvero sia poco interessante… Nel momento che ci sarà il “giusto” ritorno economico anche con le BEV vedrete che Toyota tirerà fuori 3/4 modelli BEV e le venderà bene. Così come VW continuerà con i suoi modelli elettrici e ne tirerà fuori di nuovi. La strada è tracciata e indietro non tornerà nessuno (per fortuna eh, sia chiaro)

    • Gpiero, quegli incentivi esistono per orientare il mercato, per far scendere i costi di questa tecnologia più velocemente.
      Il tutto nasce dalla presa di coscienza che stiamo avvelenando l’aria e dobbiamo urgentemente cambiare i nostri comportamenti.
      Se gli studi di Exxon e soci sulle cause (i loro prodotti) ed i danni collegati (migliaia di morti e malati) fossero stati resi pubblici all’epoca – anni 70 – forse ora non dovremmo correre come forsennati

      • E se GM non avesse rottamato la EV1 per evitare che l Elettrico prendesse piede , probabilmente oggi non saremmo davanti a una tecnologia disruptive in breve tempo ma avremmo assistito ad una crescita lenta e continua dell’ elettrico con migrazione dei posti di lavoro

    • Se non ci fossero stati gli incentivi per creare economia di scala i pannelli solari non sarebbero passati da 1000 euro a 250 ! Se puoi vuoi andare avanti a respirare male di inquinamento vai in qualche città indiana .
      Vorrei inoltre fare notare che un pittore a scoppio brucia una parte di benzina e 17 parti di aria !!! Che ovviamente non la paghi e non la consideri in quanto viene Rubata all ambiente

      • …e aggiungerei: è proprio questa la mentalità perversa che sta facendo sprofondare il nostro paese al fondo di tutte le classifiche!
        Ci si occupa (forse) di sanità dopo che sono scoppiate le epidemie, di concessioni autostradali dopo che sono caduti i ponti, di antisismica dopo i terremoti, di abusi edilizi dopo le alluvioni… e via così.
        Con questa mentalità si pretenderebbe di bruciare petrolio fino a scatenare guerre per accaparrarsi quello rimasto, o fino a quando i cambiamenti climatici non ci avranno resi tutti più poveri (ricordando che la produzione agroalimentare e vitivinicola è una parte cospicua di PIL italiano), o quando i numeri dei morti per inquinamento non avranno raggiunto vette ancora maggiori al punto di accorciare vistosamente la nostra aspettativa di vita.
        Eh già gli incentivi sono brutti e cattivi… ma la vita è già piena di tribolazioni e certamente occorre cercare di evitarne di peggiori in futuro. Sì chiamano investimenti, e vanno fatti in anticipo se se ne vogliono raccogliere i frutti, altrimenti sarà peggio per noi.

        • Sottoscrivo al 100%. La mentalità deve cambiare o ci surclasseranno tutti (Cina, India, Africa, tutti). Gente, sveglia!!

  9. Il problema delle infrastrutture secondo me è un non problema. Il mercato si evolve in base alla domanda, quindi col crescere delle vendite di elettriche cresceranno gli investimenti nel settore semplicemente perché si creerà una domanda di stazioni di ricarica. Il problema dei posti di lavoro è una presa in giro per il consumatore: cioè io dovrei continuare ad acquistare un prodotto obsoleto solamente perché c’è qualcuno che ci lavora dietro? Quindi? Torniamo a comprare le tv a tubo catodico per dare lavoro ad un paio di aziende italiane di televisori degli anni ’90?

    • è un non problema se fra 20 anni il 10% delle auto e’ passato all’elettrico, magari principalmente citycar come la smart.
      Facciamo pure tempo a tassare le auto elettriche di una cifra ragionevole per tutti (anche chi la possiede) e scavare.

      Se generano un hype a bomba e il 10% lo becchiamo in 5 anni e’ un foxxuto maledetto problema.

      tornare al tubo catodico non e’ un cofronto ragionevole, visto che le auto eletriche esistono da prima di quelle a benzina e in alcuni ambiti il CRT e’ ancora usato perche’ superiore.
      Detto questo, anziche dire “arcaico”, “nuovo” “vecchio” o “dare lavoro ai cattivi” sarebbe il caso di vedere che ormai tutto e’ connesso e quando MILIONI di persone fanno una PICCOLA cosa si cambiano le cosa per TANTO.

      Se io faccio pipi’ sul tuo balcone non accade nulla di grave, se piove magari non te ne accorgi. La pipi, in fondo, cosa vuoi che sia
      Se in 10 facciamo pipi’ le cose cambiano drasticamente. La puzza e’ importante.
      Se lo facciamo in 10.000 improvvisamente tu anneghi e nulla vale “gli investimenti nel settore dei WC da balcone” perche non ne hai avuto il tempo

      Siamo in tanti, lo so che gli amanti delle auto elettriche non vogliono sentirlo, ma 60 milioni di tizi e’ tanta pipi’

        • non sono tutti sul tuo balcone 🙂
          Dai hai capito, e comunque la generazione da qualche parte la dovrai fare e neppure troppo lontano visto che la rete ha delle perdite ingenti

          • Meglio una sana distribuzione di autobotti che partendo dalle raffinerie riempiono i distributori ecc .
            Quali sono i dati che puoi produrre per parlare di perdite ingenti?

          • È anche per mitigare le perdite di rete che stanno avendo letteralmente un boom i sistemi di accumulo di energia. Anche noi presto ci arriveremo: le reti di domani dovranno gestire più interscambio tra regioni ma programmato e senza picchi utilizzando sistemi di batterie (ma anche altri sistemi di accumulo, è che le batterie sono più efficienti e quindi più convenienti) per la regolazione della domanda a livello locale. Meno grosse centrali e più produzione decentralizzata. Chi pagherà? Gli utilizzatori ovviamente: vuoi che la ricarica dell’auto sia interrompibile? Pagherai poco la ricarica; vuoi la ricarica subito e in mezz’ora? Pagherai tariffa salata; vuoi il V2G? Potrai anche avere la ricarica gratis, paga chi vuole ricaricare in mezz’ora.

          • ossantapazienza, sembrate dei terrapiattisti.
            “Quali sono i dati che puoi produrre per parlare di perdite ingenti?”
            TERNA.
            Prego vai e beccati quanti TWh ci giochiamo. Ci sono anni /zone che arrivano al 15%.

            “stanno avendo letteralmente un boom i sistemi di accumulo di energia”
            Quanto perde e quanto costa l’accumulo?
            risposta: puo’ arrivare a triplicare il costo.
            il boom su una distribuzione di circa 3/400TWh (a secoda delgi anni, ma siamo li) quanto e’ oltre a quallo che si fa dagli anni 40?
            0,00boh.
            E’ cosi’ poco che gli ultimi dati non lo conteggiavano neppure.

            “più produzione decentralizzata”
            Quindi metto in casa un MAN?
            Sai vero che aumentando la dimensione degli impianti aumentano i rendimenti perche sii usano turbine a ciclo chiuso e non motori diesel?

          • Mi sa che non mi sono spiegato bene…

            Pazienza, tanto quello che si sta facendo non dipende né da me e, si capisce bene, neanche da te.

      • Se risparmi il 10 % ad esempio sui consumi industriali hai già risolto il problema delle auto elettriche .
        Sai quanto abbiamo ridotto passando da motori on off a motori pilotati in Pwm 40%. Quanto abbiamo risparmiato su illuminazione stradale la lampada standard a Led ? Fortunatamente abbiamo enormi spazi sulla gestione energetica .

        • daniele se spegni i lampioni come hanno fatto facevi prima a mettere una sodio piu’ piccola. Hai un’idea di quanto pompa una lampada al sodio e quanto dura?

          i motori pilotati con l’elettronica, sia in PWM che con variazione della frequenza ci sono da 30 anni. Diciamo che pero’ in produzione nn e’ che risparmi sempre: una pompa on/off che carica un compressore non guadagni nulla. Idem quella di un impianto idraulico di stampaggio. Su di un tornio si e no.
          Anche sui condizionatori dove ci hanno fratturato i cosiddetti non e’ cosi’ vantaggioso come raccontano.
          La domanda e’: conviene?
          Perche’, sai, se costa 3 volte l’energia che risparmia in 10 anni come le lampade LED…. e’ un suicidio.
          https://allarovescia.blogspot.com/2018/09/led-vs-fl.html

          • Qualche commento,sai quanto consuma meno una led rispetto ad una sodio ?
            I Pwm esiste da una vita , ma i nuovi chip al carburo di silicio ,i pilotaggio FOC e il piano industria 4.0 ha fatto cambiare marcia all industria .
            Se sui condizionatori preferisci funzionamento on off con rumore e punte di consumo fai tu .
            Chissà come mai tutti i produttori stanno cercando di evitare le punte di consumo a favore di una modulazione .

  10. Forse bisogna fare una piccola premessa:
    Toyota e’ un costruttore che ha prodotto milioni di auto con motori elettrici in tutte le salse, ha uno storico di casistiche di guasti e una rete di assistenza rodata.
    Di fatto fare auto elettriche ibride, fintoibride o V8 non gli interessa: ha una capacita produttiva e una supply chain avviata.

    VW ha bisogno dell’elettrico per distrarre dalla truffa ai danni degli acquirenti (certificata dai tribunali) sul diesel.
    VW ha appena iniziato a produrre veicoli ibridi in quantita’, sta costruendo le catene e non ha un sistema rodato.
    In pratica deve fuggire dal gasolio nonostante l’elettrico non e’ di fatto pronto.

    il fatto e’ che l’elettrico non e’ l’auto (la parte piu’ economica, una tesla costa meno di 100K$) e’ montare un’infrastruttura non e’ il giochino della fibra ottica o l’economica rete delle stazioni di servizio e relative.
    Si parla di soldi pesanti e chi saraa’ del gioco vedra’ piovere miliardi.

    La domanda e’ chi paghera’?

    http://allarovescia.blogspot.com/2017/07/auto-elettriche.html

    • Ci spieghi, Claudio, quali sarebbero i costi stratosferici di infrastruttura per l’auto elettrica, che all’80% si ricarica dalla presa di casa. Quanto alla rete di ricarica pubblica, in Italia sono già in servizio 10 mila stazioni con 18 mila punti di ricarica e lo Stato non ha sborsato un solo euro: hanno pagato tutto le varie Enel X, Be Chargem A2A, Neogy ecc.

      • Quando tu ricarichi da casa, e spero che per i rendimenti lo fai almeno con 4KW, stai usando uno spazio che e’ un di piu’ del coefficiente di contemporaneita’ (si, sono un elettrotecnico) che nasce per permettere nuove utenze.
        Lo puoi fare fino a che siete 4 gatti e un canarino.

        Quando la percentuale aumenta l’infrastruttura, che non e’ progettata perche tu pompi per ore a randello insieme agli amichetti che sono andati a fare il giro fuoriporta a luglio, la rete non puo’ piu’ giocare usando coefficienti per il civile che arrivano al 10% con picchi brevi di un’ora a mezzogiorno al 20%, ma devi avvicinarti al 100%.

        In soldoni parliamo di quintuplicare almeno la rete, in alcuni punti del residenziale decuplicarla.

        La domanda e’ chi paga visto che si tratta di energia con picchi continuativi elevatissimi, ma non regolari. In autunno piovoso magari non lo usate altrettanto e in estano andate al mare. Parliamo di milioni di euro per zone relativamente modeste.
        A proposito: alla cittadina marina o montanina chi porta la miliardata di euro di trasfo ed elettrodotti che dovranno alimentare le centinai di auto che arriveranno scariche dal nord sud est ovest?
        O pendi di metter li dei generatori a gasolio euro 0 o dei MAN alimentati a IFO di derivazione navale?
        Mooolto piu’ economico, alquanto ridicolo pure.

        Se non credi a queste fesserie da elettrotecnico ricordo il caldo di inizio luglio 2019 . Interi quartieri di Milano e di Torino sono rimasti senza corrente per ore. Per colpa di piccoli motori da 600W che vanno 10 minuti su mezz’ora. 0,2KW non di ricariche serie da 10KW per ore di seguito.

        Poi se vuoi delucidazioni su come si fa un impianto, cosa costa una linea interrata, perche’ i trasformatori vanno messi vicini e sono grossi (aka devono avere una casa che costa) e perche l’italia e’ messa molto peggio degli altri, che comunque non sono messi bene… sono a disposizione
        Lelettrotecnica, oltretutto, e’ semplice. Molto semplice. Poi che 5 tonnellate di rame e ferro non siano una cosa da 10E e perdono fino a 7000E di energia all’anno a star fermi nonostante il rendimento al 99.x% e’ altro.

        PS
        Per Enel X, Be Chargem A2A, Neogy il discorso e’ piu’ complesso e riguarda l’occupazione di un mercato nascente, il fatto che non esiste ancora un uso di massa eccetera. E’ piu’ un discorso industriale e di economia.
        L’economia e’ piu’ complessa, un imprenditore (si, lo ero) ti puo’ spiegare anche perche’ ci sono posti dove la ricarica SEMBRA praticamente regalata.
        Ma ad un certo punto si paghera’, si paghera’ tutto e si paghera’ caro.
        Il pollo gratis o in offerta speciale non esiste.

        • Grazie della lezioncina a noi e ai nostri amichetti che fanno la gita fuori porta. Che il pollo gratis non esista lo sapevamo già. E nemmeno il petrolio, le raffinerie, le petroliere, gli oleodotti, i gasdotti, le autocisterne, la mitigazione dei cambiamenti climatici, le cure a chi si ammala per l’inquinamento atmosferico e le bare di che ne muore (60 mila all’anno solo in Italia).

          • massimo quindi con cosa alimenti la tua EV?
            Purtroppo il petrolio rimarra’ e persino il carbone

            e se la matematica non e’ un’opinione, e le simuazioni sono giuste, per la la mitigazione dei cambiamenti climatici non devi avere la macchine e neppure usare il treno, altro che la vetturetta elettrica.

          • La mia Ev, in rete, è alimentata per il 40% da energia rinnovabile, per il 50% da gas naturale, per il 5% da carbone, per il 5% da elettricità importata da Francia, Svizzera e Croazia. Petrolio zero. Come la tua lavatrice. Entro il 2030 le rinnovabili saliranno al 55%, come deciso dall’Ue la scorsa settimana. Il tuo diesel?

          • Claudio, mia nonna avrebbe detto “siete duri come le pigne!”
            In Italia solo lo ZERO VIRGOLA dell’elettricità è prodotto con derivati del petrolio, qualche punto percentuale dal carbone (in dismissione perché neppure più conveniente), circa il 40% da rinnovabili e un altro 40% con turbogas, perlopiù a ciclo combinato per avere maggiore efficienza. Roba che non è nemmeno lontanamente paragonabile all’efficienza e alle emissioni a bordo strada delle diesel e benzina, anche ibride, che ci respiriamo tutti i giorni.

        • Io non sono un elettrotecnico né un imprenditore, quindi non ho la pretesa di saperne più di te.
          Ad oggi in Germania, Francia, nuove EV 10% del nuovo venduto. Non risultano problemi sulla rete.
          Norvegia 70% fra bev e phev: hanno fatto un upgrade e della rete, non si evidenziano grossi problemi.
          Italia, Terna non si dichiara preoccupata.
          Non conosco le differenze fra le reti, ma parrebbe tecnicamente fattibile e con costi sostenibili. Magari sbaglio

          • Ho vissuto un paio di anni in UK in casa non so quanti kW avevo, se non ricordo male il proprietario una volta mi disse 32 kW. In inverno attaccano qualunque cosa, stufe elettriche, caminetti elettrici, tutto e tutti insieme. Mai avuto uno sgancio automatico. Sì può fare tutto, poi ci sono le Wall box e le smart grid se vuoi gestire tutto in modo più intelligente. Poi mica tutti ricaricano da 0 a 100 % tutte le notti eh! È come se pretendere che tutti riforniscano l’auto tutti i giorni… il bello è che chi parla pensa alle auto elettriche in termini estremi pur di trovare la giustificazione per dire che non possono funzionare. Boh!?

          • @Leonardo concordo, è una costante questa resistenza al cambiamento. Chissà cosa gli viene in tasca. Altrove funzione e pure molto bene e tutti questi problemi guarda caso non ci sono

          • non e’ una resistenza al cambiamento gianluigi, anzi. Anni fa, da pischiello, facevo il tifo per le elettriche, poi sono andato a studiare e mi sono spaventato.
            Si tratta di pianificare bene.
            Passare da A a B non sono mai solo fattori positivi.
            E quando si e’ in tanti va fatto con calma anche se si tratta di mangiare il gelato.
            Questo deve essere chiaro.
            Qui mi sembra che si voglia invece passare da 0 a 100 in 2 secondi usando i razzi di Willie.

            La domanda, insieme al quantificare quanto siano le negativita’, e’ se ci va di beccarci le parti negative.

            E’ come i furbacchioni che continuano a dire ovunque che terna non si oppone o che e’ felice (si e’ felice) delle auto elettriche.

            Parliamoci chiaro, voi sareste contrari ad un raddoppio del vostro reddito?
            La questione non e’ se si puo’ fare o non si puo’ fare.
            La questione e’ chi paga e se e’ felice di farlo.

            ed infine il 10% del veduto per pochi mesi e’ solo una valanga in formazione, non gia’ avvenuta. Vuol dire uno 0.x% del circolante. La domanda cosa succedera’ al 5% dell’immatricolato. Quali sfide alla rete verranno richieste e non “io mi compro il gicattolo e chissenefrega che terna si arrangi” Perche si arrangia, con i soldi e visto che e’ un’entità statale a pensar male si fa peccato…

            e poi basta con la norvegia, la lapponia inferiore, le Svalbard, la casa di mio cuGGino l’islanda e l’isola greca di VW.
            Ambienti di test interessanti che ci permettono di cominciare a dare 2 calcoli, ma tutti insieme non ci fanno una singola metropoli che in piu’ ha la sfixa della densita’.

        • Eccolo.. pure qua’. Punto uno, l’80%degli italiani percorre meno di 40km/die.. Sono 6.4 kWh di energia per muovere una M3 in inverno. Sono poco piu’ di 1 ora e mezza di ricarica a 4kW. Non e’ che tutti devono contemporaneamente caricare 75kWh di batteria tutti i giorno e per sempre. E ovviamente faranno statistica sull’overbooking ne piu’ ne meno di come si fa’ per le linee internet (o tutti pensate che per portare una VDSL da 50Mbit vengano allocati 50Mbit per ogni cliente in dorsale???).

          • Warfox quindi, usando il gioco del VDSL ma dovendo tenere la tensione -+5% e la f, a te va bene avere disconnessioni forzate magari sul piu’ bello?
            A me no.
            Ecco perché sull’energia si fa diversamente che ridurre la banda.

          • Ci saranno gli interrompibili come sempre ci sono stati. Sul +-5% discutiamone perché con cavi da 10mmq e 40 metri di tratta (cavi nuovi) a me l’Enel la tensione la a sera me la porta a 195V misurati al contatore.. e infatti il piano a induzione si lamenta. Altro che -5%.

          • Se hai tutta quella caduta c’è un problema a monte. Hai due possibilità: trovi il modo di farglielo mettere a posto, anche se probabilmente faranno orecchie da mercante, oppure investi in un powerwall e risolvi il problema in autonomia e ti ritrovi anche con un sistema di continuità in caso di problemi dal fornitore.

          • @Leonardo. Certo che c’e’ il problema a monte. anche perche’ a quel livello non puo’ essere la caduta di tensione del conduttore (bipolare 10mmq e potrebbe portare altro che gli ampere che porta) ma ovviamente enel dice che e’ tutto ok. Evabbe’.
            Sull’accumulo e’ in programma in futuro, quando i prezzi rispecchieranno quelli delle batterie o poco piu’: ad oggi un powerwall viene circa 500euro al kWh che con installazione e manodopera arriviamo a 700. Ok pagare l’elettronica ma il costo della batteria e’ 5 volte il costo di produzione e francamente mi sembra alquanto esagerato.

    • La supply chain Di una elettrica e di una a combustione non sono per niente simili. L’elettrico si fonda sulle batterie, su motori piccoli, sull’inverter, sulla rigenerazione di frenata.
      Nelle ice tutto ciò non c’è ed hanno semmai migliaia di pezzi in movimento, quindi molto più nel campo della meccanica che delll’elettrotecnica.
      Ad oggi si assiste alla corsa per siglare contratti coi fornitori di batterie e Toyota non ha un vantaggio perché si è buttata tardi sugli EV, convinta di continuare a fare le ibride. Queste hanno naturalmente alcune parti simili alle EV, ma di fondo non hanno il fattore limitante della fornitura di batterie. VW per assurdo ha preso una scoppola pazzesca per il dieselgate ed è stata costretta a buttarsi sull’elettrico e ciò potrebbe rivelarsi la sua salvezza

      • Gianluigi, sulle batterie e’ un gran casino. Che le fanno alla grande sono un paio di jap, poi ci son dei coreani e il resto son fuffaglia.
        E’ ovvio che a questo punto vince chi ha il fornitore migliore e che produce vicino: trasportare mezza auto non e’ furbo.

        Detto questo l’auto elettrica e’ anche un problema di gestione produttiva. Pensa solo ai problemi di frenata di tesla o quelli di ricarica della clio-leaf-. Pensa al fatto che si e’ passati dalla ricarica PWM a quella PWM VDF che ha notevolmente cambiato l’efficienza di ricarica, soprattuto sotto i 5KW.
        Si tratta di tutta la gestione di bordo con tensioni che possono essere mortali.
        Per VW e’ un inizio, magari anche buono, made in crucchia.
        Ma il 90% di questi problemi in toyota sono anni che li hanno risolti.
        Tesla, per dirne uno, per 50E di finali ti cambia in garanzia 200Kg di motore, fuori garanzia sono caspiti tuoi se non vorrà piu’ fare la splendida.
        Sempre tesla cambia interi pacchi batterie senza fiatare. Per il momento. che deve farsi vedere come new entry premium
        Parliamo di uno che e’ un po’ sul mercato, non VW.
        Per toyota la gestione del power train e’ piu’ “normale” e in commercio trovate praticamente tutto. Persino rigenerato. La prius e’ usata da tutti i censi, non solo gente che mette sul tavolo 100K per il WE.

        Forse un pochino di cautela sarebbe d’uopo per tutti. Come in tutte le cose.
        Non tutti hanno una quotazione in borsa grande come GM pur producendo 4 auto in croce come tesla.
        VW e’ chiaro che vuole far vedere quanto e’ in gamba ecoqualcosa greenwashlet. Ma alla fine e’ una newbie dell’elettrico rispetto ai 20 anni di prius.

        • Eppure tesla non ha tutti questi problemi ormai. Certo la rete deve migliorare. Sono curioso di vedere come andrà la id3 ma è evidente che i tedeschi (quelli di wolfsburg) ci si stanno buttando nell’elettrico e ci provano sul serio.
          Il tema batterie è un po più complesso di come l’hai dipinto. Per esempio non hai citato i cinesi che invece stanno andando forte. In ogni caso, sanno bene che non possono spostare le batterie da una parte all’altra del globo, quindi si stanno attrezzando fabbriche su ogni continente. Quindi il punto non mi pare sia chi è più furbo, ma chi sigla contratti e fa gli investimenti che servono. Anche in ricerca e sviluppo magari. Abbiamo assistito a un’evoluzione notevole della chimica e fisica di questi oggetti, se ne vedranno ancora.
          Ecco su questo Toyota ha lavorato sulle solid state ma non ha creduto nelle Li-ion. È in ritardo rispetto per esempio a Nissan.

    • Sono andato su Terna a verificare il tasto delle perdite elettriche .
      Le perdite di rete sono diminuite del 3,6%,
      con un’incidenza sulla richiesta del 5,6%
      (5,8% nel 2017).
      Dove hai visto che sono il 15% del tuo post ?

      • rileggi il mio post e poi vai sui dati terna dove parlano di una media degli ultimi anni di 6.3% (che possono essere benissimo i tuoi 5.8%) che sono, secondo stime che non vengono piu’ pubblicate e ti devi riferire a dati piu’ vecchi, a zone con oltre il 15% come detto sopra.
        Tieni conto che alla ALCOA si porta un HT, a giovanni catuzzo un BT. Non e’ escluso che le perdite del residenziale siano molto piu’ ampie di qudo asseriva ENEL.

        • Il valore medio non andava bene? Occorre prendere per forza il caso più sfigato anche se il grosso della distribuzione si attesta su valori diversi?

          • @ffff mi sono perso, qual è il busillis?

            In ogni caso “a zone con oltre il 15% come detto sopra” non significa che le perdite di rete sono ovunque su quei valori, ci saranno zone peggiori, in genere case o gruppi di case decentrate con linee BT molto lunghe e casi molto migliori come nelle città con linee molto più corte e utenze più concentrate. Estendere il caso peggiore a tutte le utenze è un argomento fantoccio che fa giungere a conclusioni errate.

            Inoltre, a supporto della discussione, il fattore percentuale convenzionale di perdita per i punti di prelievo in bassa tensione è stato fissato da Arera al 10,2% per il 2021, in riduzione dal 10,4% precedente.

            Questo non cambia il trend, se i distributori non sapranno efficentarsi, di rendere economicamente e energeticamente sempre più interessanti i pannelli solari con accumulo.

  11. Io penso che nessuno dei due si farà male. Entrambi sono grandi e sono in grado di assecondare ed allo stesso tempo influenzare il mercato.
    Anche Toyota ha in previsione modelli elettrici e quindi si appresta a offrire cio’ che richiederà il mercato mondiale. Ricordiamoci che Toyota le auto elettriche le sa fare e forse meglio degli altri. La Mirai, il cui progetto è iniziato almeno 15 anni addietro è comunque un veicolo elettrico a tutti gli effetti ma tecnicamente di qualità eccelsa. Non come le VW Id3 che ti lasciano a piedi tre volte alla settimana (provare per credere; in attesa di una nuove release sw che non arriva…).
    Ovvio poi che un manager sostiene quanto è più conveniente per la sua azienda ma, detto questo e premesso quanto sopra, è importante non sottovalutare le opinioni del più grande e più innovativo gruppo automotive mondiale (l’ibrido lo fanno da vent’anni quando gli altri neanche lo immaginavano e sono stati primi a commercializzare un auto con fuel cell). Le opinioni espresse da Toyoda non sono campate in aria e non sono dette solo per convenienza. C’è della sostanza su cui è importante ed utile riflettere.
    Anche Marchionne, seppur a capo di una azienda con poca esperienza nella mobilità elettrica, affermava un concetto simile. E non era certo un manager che mancasse di concretezza.
    Detto questo si deve guardare avanti ma con intelligenza ed onestà intellettuale.
    E’ probabile che la scelta dell’ibrido possa effettivamente essere la scelta migliore per il prossimo decennio o ventennio. Questo non vuol dire abbandonare l’elettrico, ma continuare a svilupparlo superando gli ostacoli di tale sviluppo e riducendone gli impatti negativi ed i costi.
    P.es., come ho scritto in un altro blog, temo che in Italia ci vogliano decine di miliardi per ammodernare e potenziare la capacità della rete elettrica (non mi riferisco al tema del fabbisogno ma alla capacità di trasporto e distribuzione dell’energia) anche solo per sostenere un 25-30% del parco auto circolante elettrico. Senza contare tutto il resto scritto nell’articolo di Toyoda.
    Io sono convinto che chi conosce bene gli ostacoli è il primo che li può superare con successo. Di conseguenza Toyota è già in vantaggio su tutti gli altri, perché le loro scelte sono basate su studi decennali e vision pro-futuro, e finora hanno anticipato il mercato. Mentre in questa fase i produttori tedeschi stanno solo cercando affannosamente di rincorrere il mercato. Purtroppo non conosco i produttori cinesi.

    • Apprezzo la tua disamina, ma penso esattamente che si faranno male entrambi e non tanto perché siano specificatamente arretrati, ma perché penso che la mobilità in elettrico cambierà completamente il volto del mercato dell’auto. Ammetto di essere un profano totale, ma mi sento di dire che, a parte le batterie o qualche problema software, la tecnologia di un’auto elettrica è minima, e questo consentirà a piccole realtà molto sveglie di accedere al mercato con soluzioni ad hoc. Forse sono stato “drogato” dall’Aptera di cui mi sono mi invaghito immediatamente, ma penso che, se il futuro sarà quello, come spero, una volta consolidato qualche pianale, sarà tutto un fiorire di customizzazioni in costruite in composito e a prezzo contenuto, per cui ci sarà sempre meno bisogno dei giganti dell’auto. Se Elon Musk vuole già vendere tutto un motivo ci sarà e non credo sia perché vuole andare a vivere su Marte.

      • Paddy io concordo ma la tecnologia delle batterie non è una passeggiata. Per niente. Quindi ben vengano le Aptera di questo mondo, ma non scordiamo che sono le economie di scala a fare il prezzo di acquisto in fondo.
        Ps Elon Musk sta solo vendendo i suoi asset fisici (le case). È un po un burlone insomma. Tutte le sue azioni non solo di tesla se le è tenute ben strette.

      • Toyota ha dormito con l ibrido , Nissan ha dormito sulla Leaf dopo essere stata la prima a lanciare auto elettrica , Suzuki non c e , Honda sta facendo una piccola costosa con batteria piccola , Mazda Mx 30 200 km di autonomia e Mitsubishi in prossimo fallimento. Non mi sembra un bello scenario

        • Suzuki si è posizionata bene in India. Sospetto che se la prenderanno comoda. Mitsu rischia seriamente, magari si fanno acquisire? Honda è davvero in una strana situazione perché le loro vendite in US sono ottime, ma tolta la piccola e costosa EV, non hanno nulla.
          Nissan è un caso particolare perché rimangono nell’Alleanza, ma anche Renault non è esattamente in buone acque. Temo abbiano un problema di liquidità. La nuova Leaf è piuttosto cara e la Arya è in arrivo, ma anche qui parliamo di soli 2 modelli. Dato che anche per loro gli US sono un ottimo mercato, con l’arrivo di Biden dovranno muoversi per forza

  12. Sono le due aziende automotive più grandi del mondo e una fa solo auto ibride (e termiche), l’altra fa finta di fare anche auto elettriche. Dico che fa finta perchè se volessero farle veramente con i mezzi che ha a disposizione VW farebbe molto di più e lo farebbe oggi, non nel 2025…anzi 2030…anzi…

    • Forse Lei è informato male: il Gruppo Volkswagen (con Audi ecc., fino alla Porsche) ha già moltissimi modelli in gamma e ne avrà ancora di più entro il 2021, almeno una decina. Non nel 2025.

        • Quindi intanto che la gente compra ancora le vecchie termiche é colpa di Vw? Tanto di Cappello a Diess che ha voloto fare uno switch completo senza tentennamenti (e il merito é di Tesla che ha svegliato il mercato).

          • Una sola non basta. Ce ne sarebbe voluta almeno una europea. Tesla non potrà sostutuire il parco circolante mondiale. Sarò pessimista, ma fino a che non viene fuori unaltro gruppo nuovo (senza interessi vecchi da proteggere) non si andrà oltre i limiti imposti dalle organizzazioni sovranazionali. Quindi, la cosa migliore (per i gruppi attuali) è spendere in lobbing tutto il consentito, ed abbasare la co2 con ev di quel tanto che sono riusciti a portare a casa. Solo quando il costo lobbing dovesse diventare insostenibile … ma… vedremo

      • Ok, ma con quali volumi di produzione? Solo qb a non pagare le multe, oppure per un reale cambio tecnologico? Potrebbe illuminarci chi riesce a capire come stanno veramente le cose?

      • WV nella persona del suo Vero ha stimato di poter raggiungere Tesla in 4 anni in quanto ad oggi sono in estremo ritardo , comunque ad oggi c è qualcuno che ha consegnato più di un milione di auto e quest’ anno sta puntando a 500 Milà vendute , dall’ altra parte abbiamo una azienda che inizia a crederci ,dopo che. Diess ha detto di volere andare via in quanto Famiglia porshe e sindacati detengono il 51 %.
        Comunque ad oggi vedo l inizio della storia con Id 3 Id 4 e taycan . Silenzio radio da parte delle altre tedesche

        • Beh dai Mercedes ha iniziato qualche conversione di plant e prevede di lanciare 10 modelli bev in 2 anni. Per fare ciò sta iniziando a metter giù produzione di batterie in 4-5 loro siti. Non conosco al momento la capacità a regime, quindi un certo scetticismo ce l’ho, ma almeno si intravede la volontà di riconversione. Poi vedremo quando effettivamente questi veicoli saranno su strada, ma che la strada è segnata l’hanno capito. BMW pare stranamente quella più indietro, anche se immagino saranno forzati a seguire lo stesso percorso

          • Guarda che non si improvvisano 4 o 5 plant di batterie , quello che stai pensando non sarà fattibile a breve . WV sta mettendo soldi in quantumscape per avere batterie , oggi è il grande collo di bottiglia .

          • @daniele non l’ho detto io ma Daimler che stanno iniziando a installare linee di produzione di batterie.
            Quantumscape è molto promettente ma ancora non ha scalato la tecnogie. Come sempre vedremo. Speriamo che tutti quanti facciano presto

  13. Anche se probabile non è necessariamente detto che Toyota sia in difficoltà con le batterie allo stato solido. Può essere che coesistano più “anime” nell’azienda. E’ successo spesso anche in Fiat: prototipi all’avanguardia, modelli di serie fin troppo ordinari (vedasi 120). Toyota è una spa e quindi il suo presidente non è più il padre padrone. Nei CDA ci sono scontri: Anche la leadership di Diess è stata messa in discussione fino a pochi giorni fa. Io dico che difronte al mercato e al nuovo che avanza nella sua stessa azienda, il vecchio Toyota dovrà stare zitto

  14. Ma vi volete ficcare in testa che finché non fanno funzionare i reattori a fusione, che potrebbero fornire energia elettrica a basso costo, in quantità illimitata, e senza emissioni, l’energia elettrica la caveranno sempre dal petrolio o dal carbone?
    Tra l’altro non parliamo per ora dei problemi di trasporto..
    Va bene che il sito è vaielettrico,
    ma qualcuno qui ha visto il documentario di Michael Moore, Planet of the Humans?
    Sveglia!
    Il business si nasconde dappertutto anche nelle rinnovabili.
    Cominciamo a gonfiare le gomme della bicicletta se vogliamo salvare il pianeta e a dubitare .

    • Io dubito soprattutto di chi inizia i commenti scrivendo “ma vi volete ficcare in testa che finché…” seguito da una tecnologia a scelta che è ancora nei laboratori e che non si sa quando sarà disponibile. Probabilmente un giorno potremo andare su Marte, nel frattempo dovremo arrangiarci su questo unico pianeta che abbiamo a disposizione utilizzando le soluzioni attualmente disponibili mentre ne cerchiamo di migliori.

      E, per la cronaca, anche i reattori a fusione richiederanno materiali piuttosto esotici e per nulla ecologici.

      Ad maiora

    • L’elettricità non la produce nessuno dal petrolio. La quota di non rinnovabili è composta da gas e carbone, non petrolio e carbone. Oltretutto in Italia molto più gas che carbone.
      La quota di rinnovabili in Italia è tra le più alte al mondo in %. E in continua crescita.

    • Mai sentito parlare di Fotovoltaico? Eppure non è fantascienza, è attualità. Ed è da mettere su tutti i tetti.
      E rende bene.
      In Italia abbiamo il 40% di rinnovabili nel mix energetico nazionale. Controllo sulla sua bolletta dell’energia elettrica.
      E lasci stare il nucleare pulito, quando arriverà, se va bene lo vedranno i nostri nipoti, cominciamo a guardare all’oggi, che di energia pulita ne possiamo fare tanta.

      • Il problema del fotovoltaico è che produce solo di giorno, e solo se c’è il sole. Inoltre produce d’estate il doppio che d’inverno. Serve quindi in ogni caso una base di produzione termoelettrica o nucleare che copra il fabbisogno notturno ed invernale. Se in tempi molto brevi, come mi auspico, gran parte del parco auto esistente fosse sostituito da EV, e se gran parte degli utenti caricasse le batterie delle proprie auto a casa di notte, dovrebbe aumentare di molto la quantità di energia prodotta da fonti fossili. A meno che non si trovino modalità di accumulo che permettano a costi ragionevoli di conservare l’energia per tempi elevati: ad esempio tecnologie che utilizzino l’idrogeno (Power-to-Gas (PtG) o Power-to-Liquid (PtL)). Speriamo che ci si arrivi velocemente!

        • Eolico e idroelettrico dove li mettiamo? Quelli, guarda caso, producono più di notte e in inverno. Poi, scusi, la sua auto sta ferma solo di notte?

        • Il gas dobbiamo dimenticarlo al più presto. Rischiamo di investire ed essere più costretti a mantenere in piadi impianti che saranno antieconomici in 1 decade.
          Molto meglio puntare sulla cumulo

  15. Avete dimenticato una cosa importante: dall’altra parte del Pacifico c’è ora a capo di una federazione di stati meglio conosciuta come USA un certo Biden che sul clima non ha proprio le stesse idee del suo predecessore Trump!
    Vi ricordo che Biden ha la stessa mentalità di Obama che all’epoca diede un forte impulso a Tesla con incentivi importanti. E se non è politica questa!! Valutate voi…

  16. Purtroppo le convenienze, le pressioni, le amicizie fanno fare e dire di tutto.

    Quello che mi rattrista è che tutti questi giochi vengono fatti infischiandosene altamente di quello che sta accadendo al clima del pianeta, e gli effetti già li vediamo da qualche anno, e sono sempre peggiori.

    Prima il profitto poi la salute (lo sto vivendo da qualche anno sulla mia pelle), ma il pianeta terra non è un paese, non è una zona……………….e quando avranno fatto tutti i profitti possibili e immaginabili, avranno patrimoni che potrebbero sfamare qualche stato del terzo mondo in miseria………….alla fine se il pianeta non sarà più vivibile che se ne faranno?

  17. Le aziende guidate da ottusi si meritano di andare incontro al declino. Tanto peggio per Toyota e tanto meglio per i competitors.

    I giapponesi sono famosi per il loro proverbiale orgoglio, sono eccezionalmente riluttanti (per usare un eufemismo) ad ammettere i propri errori.

    Sayónara Mr. Toyoda

  18. A me puzza tanto di “gettiamo benzina su fuoco perché siamo in terribile ritardo, così cerchiamo di mungere la vacca ancora per un po’”

  19. Hanno ragione entrambi e i pericoli per il Giappone detti da Toyoda sono concreti. Ma Diess è il futuro, Toyoda (che per altri motivi ha tutta la mia stima) è il passato. Tra i 2 sto con Diess, senza dubbi, ma continuerò a ripetere a squarciagola tutti i limiti dell’elettrico (come e più di Toyoda), tifando per l’elettrico …

  20. QUIZ per VaiElettrici

    Toyoda-san, vero o falso e perché?

    Più vetture elettriche produciamo, più salgono le emissioni di anidride carbonica. Vero o falso?

    L’eliminazione delle vetture endotermiche a partire dal 2035 potrebbe avere conseguenze devastanti per il settore automotive. Vero o falso?

    L’attuale modello di business dell’industria dell’automobile collasserà con perdite di posti di lavoro. Vero o falso?

    Le vetture elettriche hanno prezzi elevati, al di fuori della portata dei meno abbienti. Vero o falso?

    Le vetture elettriche fuel cell all’idrogeno costano di meno. Vero o falso?

    Toyota deve recuperare il ritardo nello sviluppo di auto elettriche consapevole del boom di vendite di quest’anno. Vero o falso?

    Le batterie allo stato solido promettono di offrire tempi di ricarica più brevi e una maggiore autonomia di guida, oltre ad essere più sicure dell’attuale generazione di celle agli ioni di litio. Vero o falso?

    Le batterie allo stato solido costeranno come l’attuale generazione di celle agli ioni di litio con elettrolita liquido? Vero o falso?

    Perché Toyoda-san vuole introdurre modelli elettrici entro il 2020 in Cina e India, dove sta collaborando con Suzuki?

    Perché Toyoda-san mira ad avere una componente elettrica nel 50% di tutte le vendite di veicoli entro il 2030, comprese le auto ibride?

    Perché Toyoda-san vuole aumentare le vendite di ibridi a 4,5 milioni entro il 2030?

    Perché Toyoda-san ha investito risorse nello sviluppo di una batteria allo stato solido che mira ad avere nei veicoli elettrici entro i primi anni ‘20?

    Perché Panasonic e Toyota hanno una joint venture dal 1996 chiamata Primearth EV Energy Co., che produce batterie agli ioni di litio e nichel-metallo idruro dove Toyota controlla l’80,5% e Panasonic che possiede il resto?

    Perché Musk ha escluso Panasonic, suo fornitore esclusivo di batterie per gli attuali modelli di produzione di Tesla! nella produzione delle future celle 4680?

    Se avete risposto correttamente al quiz, ora sapete cos’è successo.

    Panasonic ha presentato il conto a Primearth EV Energy Co e a Toyoda-san che ha appreso che le nuove tecnologie innovative costano.

    Le solid state battery costeranno uno sproposito, anche rispetto alle 4680 di Musk ed ora Toyoda-san consapevole della necessità di dover disporre di questa innovazione per superare la concorrenza sta pubblicamente facendo presente che le normali vetture Toyota resteranno ibride il più a lungo possibile perché verranno escluse da questa tecnologia innovativa che verrà invece impiegata per le suntuose Lexus dal prezzo appropriato.

    Come farà Toyoda-san a mantenere gli attuali volumi di vendita visto e considerato il costo delle solid state battery?

    Vendendo ibride senza complicazioni alla spina: full hybrid no plug-in il più a lungo possibile.

    • Secondo me c’è un dato di fondo ed è il 2035. Anche se il Giappone ha previsto la messa a bando delle ICE dal 2035, è lapalissiano che se al 2035 le batterie allo stato solido non saranno pronte ed economiche e la rete di ricarica non sarà capillare ci sarà una proroga. Tu riporti che si stima che la tecnologia a stato solido avrà un costo elevato che varia tra gli 800 dollari per kWh e i 400 dollari per kWh entro il 2026. Preso per buono questo dato, nulla vieta che per il 2035 il costo sia sceso sotto i 100 dollari al kwh (traguardo raggiunto in anticipo dalle batterie standard proprio questo mese). Il limite del discorso di Toyoda è questo: sembra con le sue parole non accettare la sfida del 2035 (ricordiamo che fino al 2035 nulla cambia e dopo il 2035 le auto ICE già acquistate potranno continuare a circolare) evidenziando i limiti di oggi (che condivido), ma il mondo evolve velocemente e lo sforzo richiesto a tutti è di arrivare preparati al 2035. L’unico punto su cui ha ragione è probabilmente la perdita dei posti di lavoro, ma quella si ha ad ogni innovazione … Tutti gli altri temi sono sfide, come l’approviggionamento energetico, la co2 emessa in fase di costruzione, etc., sfide che vanno sapute cogliere e vanno superate (senza fare come gli struzzi che mettono la testa sotto la sabbia, perché i problemi sono reali).

      • @Enzo tuttavia fare previsioni al 2035 è difficile. Molto difficile. La curva di adozione di nuove tecnologie è esponenziale, quindi per passare da 5a 80% potrebbero volerci 5-10-15 anni: lo scopriremo. Il punto è che i segnali già ci sono e l’accelerazione avuta quest’anno è stata impressionante. Parliamo in alcuni mercati europei di x3 – x5. Ora che Toyoda se ne esca con queste affermazioni, ignorando i segnali e sapendo che non è affatto uno sciocco, fa pensare con in Toyota non siano pronti e cerchino di spaventare i governi per guadagnare tempo.

        • Tutte le considerazioni sono valide, anche quelle di Toyoda. Ricordiamo che Toyoda non è uno che le elettriche non le fa, anzi, non solo le fa e le vende ma sarà anche il primo a proporre batterie a stadio solido. Se porta numeri e considerazioni, bisogna partire da quelli, non per forza da dietrologie e complottismi (lo fai perché sotto sotto …). Ricordiamoci che Toyoda è il terzo produttore di elettriche che mette i punti sulle i dopo Rimac e Volvo. E in mezzo c’è l’Europa che parla apertamente di electric gate al punto che vuole impedire ai costruttori non europei di vendere qui (se non con pesanti dazi) e obbligare gli europei a tripli salti carpiati per produrre in modo ecologico le batterie e per smaltirle (e Tesla Germania ha già baccato il primo multone). Di tutti questi dati e queste preoccupazioni c’è un fondo di verità solido, corroborato anche dalle ricerche pro-elettriche, quindi le critiche sono sacrosante: bisogna che ci sia questa consapevolezza per poter, produttori e governi insieme, superare gli ostacoli attuali e programmare bene il futuro dell’elettrico.

          Detto con parole semplicissime: servono risposte, non obiezioni alle domande.

          • Il grande punto interrogativo è la Volkswagen: che cosa sa il n.1 Diess che noi non sappiamo? Ovvero: non penso che un’azienda con centinaia di migliaia di posti di lavori in tutto il mondo decida di rischiare la pelle su una tecnologia dalle prospettive ancora incerte. Viene da pensare che sappia che con le batterie di nuova generazione l’elettrico avrà costi pari a quelli di un’auto termica, ma con emissioni molto più contenute e anche una piacevolezza di guida non paragonabile. La Volkswagen non è un’azienda padronale in cui può capitare che l’imprenditore si giochi tutto su una scommessa perdente. È il made in Germany, con mille riporti e controlli di carattere politico e sindacale, mi sembra strano che possa diventare un aereo senza più controllo.

          • Ma la VW non rischia nulla, non ha mai detto se e quando abbandonerà completamente le auto elettriche, ha solo cominciato a riconvertire alcuni dei suoi tanti stabilimenti. L’auto elettrica per le masse c’è già (vedi Nissan Leaf a 22000 euro) o è molto vicina, la sua ID3 è in vetta alle classifiche di vendita. Alla VW interessa vendere, non salvare il pianeta. E se un domani uno studio indipendente dovesse dimostrare che le elettriche emettono più co2 di una auto a benzina, la VW darà la colpa ai produttori di batterie, mentre al mondo farà vedere i pannelli solari che lei ha messo sulle sue fabbriche per produrre le IDx. E comunque come fa a perdere? Ipotizziamo lo scenario peggiore, che solo il 25% degli automobilisti passi all’elettrico: vuol dire che la VW manterrà la leadership nel settore dell’elettrico e non abbandonerà quello degli ICE (perché sia chiaro, l’abbandono degli ICE avverrà gradualmente da parte dei produttori e in modo proporzionale rispetto alla domanda del mercato: nessuno uscirà in anticipo, neanche Volvo, che infatti, secondo me, si prepara all’ibridizzazione e non al 100% elettrico e sono pronto a scommetterci, tra l’altro anche in UK le ibride saranno vendute fino al 2035).

            Toyoda dice che comunque vada ci saranno problemi. Se tutti acquistassero l’auto elettrica ci sarebbero problemi di rifornimento e produzione (lui parla del Giappone, non dell’Europa, e io non ho la competenza per dire che sbaglia i calcoli a casa sua), se invece l’auto elettrica non dovesse conquistare i cuori degli acquirenti obbligarli a comprarla potrebbe rivelarsi un boomerang. Il tutto senza considerare i posti di lavoro persi da parte nel settore della componentistica e i dubbi ancora non risolti sulla CO2.

            Il problema riguarda poco invece i produttori, perché o che vincano le elettriche o che perdono le persone devono spostarsi e le auto da loro devono comprarle. Infatti lui, pur paventando questi rischi (concreti), le elettriche non solo le produce e le vende, ma è anche leader dell’innovazione (sarà il primo ad introdurre le batterie allo stato solido).

          • Una precisazione: Toyota non produce auto elettriche, produce ibride e la differenza è sostanziale. L’unica auto Toyota elettrica al momento è venduta soltanto in Cina.

          • Mauro, vero la UX 300e, tra l’altro molto bella:
            grazie della precisazione. Anche se purtroppo la strategia di Toyota resta su ibrido e idrogeno nonostante i segnali inequivocabili sul mercato delle elettriche. Spero che si ravvedano.

    • Si dice che la fame vien mangiando e quando il sig. neo-texano vedrà i profitti che farà con la piccola Tesla gli verrà ancora più fame e ne farà una ancor più piccola. A quel punto tutti quelli che dicono e continuano a sperare che Tesla fallirà si accorgeranno che sono fallite le altre. L’elettrico anche senza batterie allo stato solido è possibile e attualissimo e crescendo nelle vendite crescerà anche nelle infrastrutture. Toyoda-san, le auguro un buon arakiri.

      • Intanto il neo texano ,si dice voglia vendere tutto , ha ordinato 11 giga presse per stampare le auto come cioccolatini alla Idra di Brescia .
        Ne vedremo delle belle con la capacità produttiva

    • Su una cosa non concordo: non mi risulta che le batterie solid state costeranno uno sproposito. Quantumscape afferma che saranno competitive perchè conterranno meno metalli nobili e saranno di manifattura semplificata.

  21. E lo stesso sig Toyota che due mesi fa ha detto ,comparando con un ristorante ,che Toyota ha tutte le ricette per le auto elettriche e che a breve avrebbe introdotto una famiglia di auto elettriche

      • Inutile girare attorno al problema.
        Le batterie allo stato solido a cui ambiscono Volkswagen e Toyota che consentiranno di superare le celle 4680 di Tesla grazie a tempi di ricarica più brevi, una maggiore autonomia di guida, oltre ad essere più sicure dell’attuale generazione di celle agli ioni di litio con elettrolita liquido scontano un notevole problema.

        Le batterie allo stato solido sono attualmente in fase di sperimentazione e sviluppo con conseguenti incertezze e preoccupazioni legate agli alti costi di produzione e alla scalabilità.

        Le sfide in fase di sviluppo sono rivolte alla deposizione degli elettroliti solidi in un processo compatibile con le fasi di produzione odierne, il tutto senza influire sulla durata o sul costo del prodotto finale aggiungendo vantaggi come una migliore densità di energia e potenza, maggiore sicurezza e una maggiore produttività.

        Alcuni resoconti affermano che nella fase iniziale dello sviluppo, si stima che la tecnologia a stato solido abbia un costo elevato che varia tra gli 800 dollari per kWh e i 400 dollari per kWh entro il 2026.

        Ciò significa che per una vettura con batteria di 75 kWh si spenderanno non men9 di 30.000 euro.

        Il costo alto ostacolerà in modo significativo la produzione e l’impiego di batterie allo stato solido.

        Solo con una svolta sul mercato delle batterie allo stato solido l’elettrico crescerà ulteriormente.

        Nonostante le promesse di prestazioni più lunghe e di maggior sicurezza, le possibilità di prendere il posto delle batterie agli ioni di litio convenzionali con elettrolita liquido dipenderanno in gran parte dalla domanda dell’industria dei veicoli elettrici al superamento dei costi iniziali.

        • Secondo me hai centrato il nocciolo del projlema, cioè il costo. Le batterie li-ion stanno scendendo sotto i 100$/kWh, probabilmente già al 2023. Le solid state non arriveranno a quei costi in tempo.

          • Il nocciolo del problema non l’ho centrato io, l’ha centrato Elon Musk.

            Il motivo per cui Volkswagen con QuantumScape e Toyota con Panasonic vogliono lo stato solido è uno solo: colmare il gap tecnologico con Tesla.

            A Musk non serve lo stato solido perché è troppo costoso.

            Per questo, Musk ha inventato un nuovo layout delle celle: 4680.

            Con le celle cilindriche 4680 realizzi una struttura honeycomb altoresistenziale che costituisce la piattaforma a cui collegare avantreno e retrotreno costituiti da due telai pressofusi che integrano tutto tranne i link delle sospensioni e gli ammortizzatori.
            Il risultato sarà la diminuzione dei costi delle attuali Tesla, del peso ed un aumento dell’autonomia.
            Questo si assommerà ai primati di Tesla che sono gli inverter, i server, il computer ed il software continuamente aggiornato come la guida autonoma che si sta sviluppando attraverso l’intelligenza artificiale.
            Tesla distruggerà la concorrenza che si sta buttando sullo stato solido per cercare di ridurre il vantaggio, ma di fatto lo aumenterà.

            Non possiamo pagare 30.000-40.000 euro per un battery pack allo stato solido da 75 kWh.

            Mentre per una Tesla che ti durerà un milione di chilometri, si.

          • @alberto. D’accordo con te. A me fa sempre sorridere leggere certi commenti. La guida autonoma è ampiamente sottostimata: già la release odierna può guidare tranquillamente nelle città e campagne americane. È solo questione di tempo per accumulare dati e la AI farà esperienza e gestirà anche situazioni molto difficili autonomamente. Questa, insieme a celle con costi in discesa (le 4680) sono la pietra tombale sul motore a scoppio

          • L’elettrovettura di oggi sta evolvendo rapidamente. L’evoluzione comporta la riduzione dei componenti e il ricorso a ben poche pressofusioni come sta insegnando Mr. Musk che con il prossimo Cybertruck eliminerà pure lo stampaggio dei lamierati della carrozzeria che verranno semplicemente tagliati e piegati.
            Questa è la dura realtà.
            Un processo di produzione sempre più affinato con l’obiettivo di eliminare metalmeccanici e cobot in favore dei soli robot.
            I costi della manodopera in questo processo sempre più efficiente verranno così depennati definitivamente, sarà un bagno di sangue e la scomparsa dei sindacati.
            Non a caso, Gates ha sollevato da tempo la questione: “ I robot che rubano posti lavoro paghino tasse”.
            Tasse per finanziare il welfare, per aiutare chi perderà il lavoro, riqualificandolo verso altre nuove professioni. Un’azione, dove la politica, soprattutto in Italia, si è dimostrata costantemente fallimentare.
            Non da meno sull’altro fronte, quello della manutenzione. Oggi le batterie e i motori elettrici durano più dell’auto e non è escluso che tra breve venderanno l’elettrico a vuoto, senza battery pack e powertrain per installarvi l’usato. Diversamente i riparatori e le officine saranno le altre vittime sacrificali dell’elettrico.
            Vetture interconnesse e dialoganti tra loro e con la città attraverso il 5G sono l’ulteriore spinta delle nuove tecnologie in favore delle elettrovetture.
            L’elettrico, aumentata la densità gravimetrica delle batterie e ridotti i costi attraverso la riprogettazione per ridurre il numero di componenti con le economie di scala diventerebbe alla portata di tutti.
            Le batterie sono pienamente riciclabili e continuano costantemente a migliorare. Cambiano chimica, tipologie. Progressi impensabili prima dell’avvento degli smartphone.
            Poi l’evoluzione dei motori e degli inverter, sempre più piccoli, essenziali e leggeri.
            Non è solo una questione d’inquinamento, quanto di praticità, semplicità e interconnessione tra sistemi che governano ogni dinamica anche quelle che non conosciamo.

            Quest’anno abbiamo visto il debutto in versione dimostrativa del sistema di guida autonoma Tesla. I video del Full Self Driving Tesla sono strabilianti. Non è solo come un neonato che impara dai propri errori. Sono tanti neonati che imparano, fanno esperienza e la comunicano tra di loro per non sbagliare più.
            Impara sbagliando.
            Più sistemi commettono errori, più tutti i sistemi acquisiscono esperienza e migliorano.
            Tanti sistemi in azione che sbagliano, tanti sistemi che imparano in tempo reale dalle varie situazioni a non commettere più lo stesso errore.
            Una rete neuronale che interagisce simultaneamente ovunque.
            Più saranno le vetture dotate di questo sistema, maggiore sarà la sicurezza di guida autonoma su ogni strada, per il bene di tutti.

      • Discorso molto complesso.. Tuttavia ragionando.. Chi fa le leggi?? Non i politici ma i loro padroni.. Chi sono i padroni? La finanza.. Con soldi degli speculatori e usando i soldi dei risparmiatori.. Ebbene.. Tramite i fondi hanno acquisito le aziende che producono batterie motori elettrici e pagato i politici.. Risultato.. Leggi che mettono fine al motore termico.. Licenziamenti graduali negli anni.. Milioni di posti in meno guadagno alti e soldi pubblici in loro aiuto….. Soldi nostri…. Poi inquinamento.. Produrre energia costa e inquina.. Olanda fa l ecologista con le centrali a carbone.. Ipocriti.. Il futuro potrebbe essere elettrico ma ci vorranno tanti anni di ricerca.. Ma non sarà tutto pulito.. Ciao

        • Ecco un altro neoluddista. Milioni di posti in meno e milioni di posti in piu’ a specializzazione piu’ alta. Perche’ serviranno software, hardware infrastrutture di ricarica, potenziamento della produzione, potenziamento dello stoccaggio, tanta tanta R&D e via dicendo. Certo che detto in italia dove la spesa in R&D dello stato e delle aziende e’ ridicola… faremo i cinesi d’europa ma i cinesi di 30 anni fa perche’ quelli di oggi di R&D ne fanno a valanga.

          • …e laureiamo giovani che vanno a scrivere software, progettare hardware e potenziare la produzione all’estero, o in alternativa potranno avere il reddito di cittadinanza.

          • Io per i miei figli spero che vogliano fare delle esperienze all’estero per capire che ci sono mentalità e modi diversi dai nostri. Poi se vorranno tornare, come ho fatto io, magari contribuiranno in Italia. Se così non sarà mi spiacerà ma non potrò biasimarli

          • E la gente di 50 anni che ha sempre fatto il lavoro classico come operaio…..se rimangono a piedi non troveranno nulla.
            Il governo deve tutelare il maggior numero di persone….. riuscire a fare una cosa graduale per mandare in pensione o piazzarla in nuovi ambienti ma i giovani vanno portati a studiare cose che servono perché ci si laurea ancora con “materie antiche” e quindi andare a toccare pure il corpo degli insegnanti.
            In Italia inutile andare avanti quando non hai le basi in quanto si rischia il tracollo.

          • Il governo non può fare nulla per cambiare un dato di fatto nel mondo. Non é che perché noi stiamo facendo una passeggiata possiamo pretendere che gli altri la smettano di fare i 100 metri. Dobbiamo essere noi a iniziare a correre, ma c’è una marea.di gente a cui non frega nulla di correre e i risultati sono negli occhi di tutti. Dobbiamo smettere di fare e competere con il terzo mondo manifatturiero e iniziare a pensare di competere.con il primo mondo tecnologico. I miei figli andranno sicuramente all’estero… In caso contrario lo ci porto io.

        • Considerato che in Italia non produciamo più auto sarebbe l occasione giusta per creare un polo di E&D elettrico magari nella motore valley
          Abbiamo le università,le aziende capaci di lavorare carbonio , e abbiamo le teste , manca il manico

    • Sono in Ritardo con le batterie a stato solido e non sanno dove sbattere la testa
      e pensare che Soni ha presentato la CES di quest’anno
      il prototipo Vision per cercare partner per realizzarlo in serie

      la WV è in difficoltà , non mettere i cerchi in lega DI SERIE sulla ID.3 , significa essere alla frutta , stanno al risparmio del singolo euro per presentarla “competitiva” sul mercato

      Toyota fa il Ragionamento della mancanza di energia per alimentare un parco auto completamente elettrico
      in parte ha ragione , se avvenisse dall’oggi al domani sarebbe un ragionamento logico
      anche io personalmente penso che se l’elettrificazione dell’automotive non fosse accompagnato da un MASSICCIO INVESTIMENTO IN RINNOVABILI ..
      sarebbe un disastro .
      Se lo sarà , non ci saranno problemi , io stesso sto programmando un ammpliamento del mio impianto fotovoltaico , proprio per avere prossimamente un’auto elettrica a impatto veramente Zero

      per tutto il ressto servono investimenti pubblici , prima che per le auto ..
      PER LE RINNOVABILI

      roba come questa

      • Ora con l’elettrico, l’estetica va un po a farsi benedire, auto non proprio bellissime, si può fare a meno di cerchi o quant’altro per poter farle fighee.

        • Mah, le Tesla sono fighissime, la e208, la Zoe, la 500 e simili hanno stili normali. Insomma non farei di tutta l’erba un fascio

          • La Zoe ha una linea per una donna. Però ognuno ha i suoi gusti.
            Io voglio il baule della station e prezzi medi quindi senza superare i 30 Mila perché la cosa principale è che a noi italiani mancano posti di lavoro e stipendi dignitosi…..ecco perché vedo ancora oggi a Brescia molte macchine di 20 anni.

          • Daniele, mi verrebbe da dire che se puoi spendere 30 mila per l’auto lo stipendio alla fine è abbastanza dignitoso.
            Per quanto riguarda gli stipendi, se continuiamo a ragionare come leggo troppo spesso nei commenti, la crisi non farà altro che peggiorare. Il problema è che se siamo diventati incapaci di voltare pagina e scegliamo i nostri leader per girare le pagine più lentamente, altrimenti “a 50 anni non si trova un altro lavoro”, il nostro destino è segnato e staremo a guardare quelli che una volta erano i nostri competitor prosperare mentre noi falliamo. Invece se si dessero le giuste possibilità ai nostri giovani aiutandoli a voltare pagina avremmo, attraverso i loro guadagni, le loro spese nell’economia del paese, i loro contributi, le risorse per convertire o accompagnare alla pensione i lavoratori che non possono più essere convertiti.
            Invece, mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, abbiamo giovani senza lavoro o che guadagnano pochissimo o che vanno a lavorare all’estero e tutti gli altri che restano ad affrontare una crisi che non finisce mai.

            Chi è causa del suo male…

    • Due mesi fa Toyoda parlava in relazione alla “sua” situazione aziendale in riguardo al problema full elettric… oggi lo fa in relazione al mercato globale e quello che lui prevede (intervista a Toyoda per intero : https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/17/akio-toyoda-attacco-frontale-allauto-elettrica-e-sopravvalutata-fara-collassare-lindustria/6040541/amp/ ) riguarda l’intero settore auto più la costatazione del fatto che l’elettrico puro sarebbe contraproducente per l’ambiente (ma guardate un po’, ci voleva Toyoda oggi a dire già quello che diceva anni or sono il nostrano CNR su questo… )

      VW punta all’elettrico perché è la soluzione più rapida per abbassare la media di emissione di CO2 di tutti i suoi modelli in listino altrimenti, grazie al diesel gate e per non aver investito a sufficienza per ottenere l’abbassamento delle emissioni dei motori del prossimo futuro, per le multe che prenderebbe un loro modello endotermico costerebbe (perché poi le multe vengono “girate” ai clienti) la stessa cifra che ci vorrebbe per un full elettrico…. allora, anche per questo più anche il fatto che le decisioni politeche all’eletrico si orientano, sfornare elettriche e buonanotte…

          • Rispetto opinioni altrui, però per fortuna non tutti (CNR e Toyoda tra questi) credono alle favole (che l’elettrico sarebbe attualmente la soluzione vincente per l’ambiente ) soprattutto quando poi ci sarebbero conclusioni a lieto fine solo perché trattasi di favole…

          • Che piaccia o meno è la soluzione migliore che abbiamo in questo momento, per vari motivi:
            1) E’ la più efficiente
            2) I materiali utilizzati sono tutti riciclabili
            3) Le emissioni di CO2 sono già migliori di quelle delle auto endotermiche e ibride – a meno di non fare ipotesi campate in aria come nel caso dello studio CNR e altri compiacenti – e migliorando i processi produttivi delle batterie e il mix di produzione dell’energia elettrica diventeranno sempre migliori.

            Anch’io rispetto le opinioni altrui, però qui la favola è che le auto ibride inquinino meno di quelle elettriche, fosse anche solo per il fatto che necessitano di combustibili derivati dal petrolio, e quindi non riciclabili.

            Toyoda invece, a volerla dire tutta, è assolutamente disonesto e non è un segreto che l’industria giapponese sia eterodiretta dal governo – non pare strano che l’idrogeno ormai sia praticamente a guida giapponese, e anche un po’ cinese anche se per altri motivi? – che ha sempre tutelato gli interessi dei produttori di petrolio, non ultimo spingendo fortemente per l’idrogeno e infilando l’industria in un cul de sac da cui lo stesso Toyoda adesso non sa come uscire.

            I mal di pancia aumenteranno…

          • @Leonardo, che invece piaccia o meno l’elettrico è solo il ripiego delle casa automobilistiche e delle singole nazioni per evitare multe imposte da chi sopra di loro ha legiferato in materia imponendo a tutti gli attori coinvolti obiettivi da raggiungere in un arco temporale imposto… Purtroppo le tecnologie scelte e coinvolte non si evolvono a pari passo con le decisioni prese… diceva bene Toyoda nel l’articolo da me postato : Quando i politici dicono ‘liberiamoci di tutte le auto che usano la benzina’, capiscono cosa significa?”
            Non credo, così come non credo lo capiscono tutti coloro che affermano il contrario e che credono che allo stato attuale delle cose l’elettrificazione sia la soluzione giusta…

          • @Giuseppe, due precisazioni: “liberiamoci di tutte le auto che usano la benzina” significa che l’industria deve finalmente dare una risposta al problema dell’inquinamento, se Toyota non vuole adeguarsi farà la fine che deve fare (ma voglio vedere poi il conflitto di interessi).
            L’elettrificazione non è un termine corretto, le auto elettrificate le fa anche Toyota (ibride e ibride plug-in). Toyota però ha deciso che le elettriche non bisogna farle. Se pretende che il mondo si adatti alle sue idee rischia di pagarla davvero molto cara.

          • @Leonardo, Toyota non ha problemi ad elettrificare visto che elettrifica (anche hybrid) prima ancora di tesla e quell’azienda può permettersi di rimandare a quando vuole la sostituzione dei suoi modelli attuali con altri di tipo elettrico puro visto che già li produce per certi mercati oltre che avere l’auto ad idrogeno a buon punto… Bada bene ai discorsi di Toyoda che non riguardano la sua azienda ma l’intero mercato dell’auto, la società impreparata ad accogliere un elettrificazione di massa e la verità su impatti ambienti ad avere adesso come adesso un elettrificazione di massa.

        • @Mauro Tedeschini… Lasciamo stare?
          Se Toyoda oggi nella pratica condivide gli stessi esiti delle ricerche CNR, per me il CNR più che autore di un incidente è stato invece l’unico ente lungimirante oppure “libera” di dire verità…

      • La vw mi fa ridere vuole solo recuperare il terreno perso con il diesel gate .. le altre case hanno avuto risultati ottimi con i nuovi motori…io x adesso penso che l’elettrico ancora non sia pronto ed io Guido un mezzo elettrico x lavoro …nuovo di due mesi , dopo 12 ore di ricarica è bastato utilizzarlo x 10minuti è già era scesa la carica …..tra 10/15 anni penso sarà veramente pronto

        • Non so di che mezzo elettrico stai parlando, ma ti suggerirei di andare a fare una. Prova di due giorni di un auto elettrica e vedrai la differenza

        • In effetti anche la mia dopo che la uso per 10 minuti a 140 orari le scende la carica….
          Parlando invece di consumi reali: la ZOE ieri, con 4 gradi di temperatura e 21 in abitacolo ha consumato 14.8 kWh ogni 100 km.
          Li fa i 60 al litro una vettura diesel?

          • Già uno che scrive “dopo 1w ore di carica, 10 minuti di uso e già non aveva più carica ” ci fa capire il livello di conoscenza che c’è in giro, indicare il consumo in kWh no? Era troppo corretto vero??
            commenti da spalatore di letame.

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