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L’enduro HM con motore Minarelli. Retrofit di Max Ratano

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L'enduro con retrofit di Max Ratano

L’enduro HM cre 50 six competition del 1999  con motore  Minarelli AM6 elettrificato e 110 km di autonomia. E l’ultima sfida di Max Ratano, il geniale artigiano che ha già convertito la Vespa (guarda) suscitando l’interesse anche di prestigiosi marchi industriali.

Max ci presenta la sua ultima creatura, ma non rinuncia a dire la sua sul versante politico (guarda): “Siamo sempre in attesa di una legge per omologare le conversioni a costi umani”. È sua la denuncia sui circa 10 mila euro necessari per far circolare su strada la Vespa convertita. Ma parliamo di notizie positive: il retrofit della moto enduro.

Il motore da 2 kW e 110 km di autonomia

Il lavoro di Max è stato certosino: “Tengo a precisare che la potenza del motore è la stessa di quand’era termico, circa 2 kW. L’autonomia con cut off 48 V è di circa 100/110 km usandolo come nel video stradale (pubblicato qui sotto, Ndr)”. Promette bene. “Per la ricarica totale ci vogliono circa 3,5 ore e basta una normale presa  da 220 V.

Batteria da  4,7 kWh per enduro HM

Oltre 400 celle
Nel serbatoio di enduro HM il pacco batteria

Max spiega nel dettaglio  il lavoro sulla batteria formata: “Da 408 celle, 24 in parallelo per 17 serie. Le celle sono Li-Ion 18650 Sony vtc6, il pacco batteria è da 60 V 77 Ah per un totale di 4,7 kWh  e un peso di 23,5 kg compreso il serbatoio/contenitore”.

Estetica  quasi fedele all’originale

Una delle fasi del lavoro
Una delle fasi del lavoro di Max su enduro HM

Una delle caratteristiche dei lavori retrofit di Max è la ricerca della massima fedeltà al modello originale: “Il serbatoio è stata la vera sfida ovvero farci stare tutto, mantenendo dimensioni ed estetica se non uguali, molto simili all’originale”. Questo l’obiettivo, difficile da raggiungere: “Non ho potuto fare diversamente, mi scuso per l’ estetica non proprio fedele all’originale, comunque gradevolmente integrato”.

la fase successiva
La fase successiva su enduro HM

Un test da 6 mila km

Il progetto è stato elaborato in diverse fasi, nel video sotto si vedono le prime prove, e come sottolinea Max : “Dopo 6 mila km di test senza problemi, posso dire che il progetto promette bene”. E c’è pure un test comparativo, seppur artigianale che Max ci racconta: “Il ciclomotore di base è un HM cre 50 six competition del 1999. Per curiosità ho fatto un garino comparativo con un HM 50 Motard (originale), dalla ciclistica molto più recente, ma con lo stesso motore”.

Confronto enduro HM con termico 

Il risultato: “Con batteria carica al 100% vince l’ elettrico, con batteria fino al 50% vanno uguali, sotto il 50% inizia a perdere man mano sia in velocità, poca cosa, ma soprattutto in accelerazione”. HM è un marchio italiano che fu di proprietà Honda. Oggi le nuove generazioni vengono costruite e commercializzate con il marchio Vent Moto.

Bene, ma serve la legge retrofit

I tre retrofit di Max Ratano
Le due Vespa e l’enduro HM convertite da Max Ratano

Il risultato sembra ottimo per i pochi che l’hanno vista: “A prima vista pensano che sia uscita così dalla fabbrica e faticano a credere che l’ho fatta io. Da solo, e per di più in casa – nel suo laboratorio casalingo -. Le persone rimangono basite dal fatto che sembra un normale ciclomotore da enduro, ma dal sound non convenzionale. Si incuriosiscono e mi fanno un sacco di domande anche sull’omologazione, il tasto dolente”. La riflessione politica è sempre presente: “Le norme del nostro paese sono pietose. Serve una legge onesta, che dia a tutti la possibilità di creare e vendere le proprie conversioni”.

Un’altra Vespa: la 4T LX

Ma il grande amore di Max è la Vespa, dopo la prima creazione si è dedicato alla conversione di una Vespa 50 4T LX del 2006. Ristrutturata la carrozzeria e convertita in elettrico. Molto fedele all’originale, naturalmente manca la pedivella e cambiano le strumentazioni. L’autonomia è di circa 100 km, mentre la velocità è limitata a 50 km/h per un eventuale omologazione. Il motore è da 2 kW 60 V.

LEGGI ANCHE: Sul retrofit i francesi dopo di noi. Pronta una legge e 5500 posti di lavoro

2 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    vorrei aggiungere, oltre ad una legge ad ok, dopo il decreto del 2015 sul retrofit elettrico, che semplifichi le norme di omologazione dei kit di trasformazione, sarebbe interessante l’ampliamento dell’Ecobonus anche sulla conversione alla trazione elettrica.
    Dopo aver dato l’idea dell’incentivo per i ciclomotori e motocicli elettrici (3000 Euro e 30% sul valore del mezzo), lancerò anche questa proposta e vedremo cosa ne pensano i nostri politici.
    Il nuovo Governo giallorosso sembra interessato a proseguire sulla mobilità sostenibile, sono quindi ottimista.
    Avrei bisogno di dati ufficiali riguardo ai costi effettivi per la conversione. Potete aiutarmi?

    • Ciao Christian, io penso che per i retrofit ci vorrebbe una legge che semplifichi di molto la burocrazia, ne avevo consigliato una bozza pubblicata su vaielettrico.it. Considerando che le conversioni oltre a tener viva la memoria di mezzi mitici, ha anche la peculiarità di una forma di riciclo, pensa a quanta energia e materie prime si possono risparmiare fra lo smaltimento dei vecchi modelli, e la fabbricazione dei nuovi. Senza disturbare il mercato del nuovo ma integrandolo salvaguardando i posti di lavoro, perché ci sarà chi fabbrica i kit e chi li monta, inoltre va aggiunto l’eventuale restauro! Quindi ci vorrebbero degli incentivi maggiori rispetto al nuovo. Per i costi non riesco ad aiutarti, perché ho fatto solo pezzi unici e quindi non fanno testo. Tuttavia un buon retrofit che sia il più possibile uguale all’originale, efficiente e affidabile, costruito in serie dovrebbe costare da 3000€ per la Vespa 50 LX, a 4000€ per la Vespa 50 special. L’ eventuale restauro e l’ importanza dello stesso sono da aggiungere, quindi l’ incentivo deve essere almeno del 50% del costo totale. Coinvolgendo installatori, carrozzieri, ricambisti con le loro filiere incentivando i nostri artigiani,e non solo aziende commerciali di mezzi d’importazione. Spero di averti dato una mano per la tua riflessione.

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