Il Progetto Polis di Poste Italiane: 5.000 colonnine nei piccoli Comuni.

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Poste Italiane accelera sulla mobilità elettrica con il Progetto Polis: 5.000 colonnine Quick e Fast in 3.500 piccoli Comuni italiani. Il progetto intende colmare il gap infrastrutturale nei territori più sguarniti. Più in generale, punta a trasformare i suoi 6.910 uffici decentrati in una rete capillare di servizi digitali per i cittadini. 

L’installazione delle infrastrutture è interamente a carico dell’azienda, che sceglie, fra i principali CPO, appaltatori diversi nelle grandi macroaree del Paese. Destinatari del progetto sono i Comuni sotto i 15mila abitanti. Sono finora 2.600 le colonnine già installate sul territorio nazionale, ma il progetto accelererà nei prossimi mesi per concludersi entro la fine dell’anno.

In questi giorni, Poste Italiane si sta concentrando sui Comuni della Città Metropolitana di Roma (121 in tutto). Risultano già installate 21 colonnine, per un totale di 42 punti di ricarica, distribuite per ora in 13 Comuni.

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Come sottolinea il vicesindaco metropolitano Pier Luigi Sanna, il progetto rappresenta una “risposta concreta alla progressiva perdita di servizi nei piccoli centri“, offrendo un presidio territoriale che va oltre la semplice funzione postale.

In questo contesto, le colonnine di ricarica diventano «un tassello strategico per rendere questi territori più attrattivi e sostenibili».

Una rete di ricarica in espansione

La strategia di Poste Italiane interviene quindi su uno dei principali limiti della mobilità elettrica in Italia: la scarsa presenza di infrastrutture nei piccoli Comuni. Se nelle grandi città la rete di ricarica cresce rapidamente, a oggi nei centri minori il ritardo resta evidente.

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Progetto Polis: distribuzione geografica delle colonnine

Le colonnine sono posizionate sia nei parcheggi del Gruppo sia in aree pubbliche su concessione dei Comuni. La distribuzione geografica evidenzia una prevalenza al Nord (35%), seguita dal Sud (30%), Centro (20%) e isole (15%), segno di una diffusione già piuttosto capillare ma ancora in evoluzione.

Il progetto è sostenuto da un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro, di cui 800 milioni provenienti dal piano complementare al PNRR e 400 milioni direttamente da Poste Italiane.

Le tariffe di ricarica praticate, così come la tipologia degli erogatori, dipendono dall’operatore delle ricarica vincitore della gara d’appalto. Una rete, insomma, a geometria variabile: Poste Italiane finanzia e brandizza le colonnine, ma per ora non interviene nella gestione delle ricariche.

  • LEGGI anche: “Sterilizzare i costi energetici delle flotte elettriche? Con la ricarica industrializzata” e guarda il VIDEO

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