Il problema di Stellantis? Non erano i troppi investimenti nell’elettrico. Con il nuovo ad la barra è stata riportata sull’ibrido, ma la Borsa non apprezza.
Il problema di Stellantis non si risolve con un capro espiatorio

Quando il gruppone italo-francese ha iniziato ad avere problemi, ci è stato raccontato che l’errore era stato credere troppo nell’elettrico. E che, con un nuovo piano, sarebbe bastato riportare la barra sui motori tradizionali per invertire la rotta. Beh, a giudicare a quel che sta succedendo al titolo in Borsa, e anche dai risultati del 1° trimestre, non è andata esattamente così. E i problemi sono un po’ più profondi di quello che anche i media hanno fatto credere. Siamo nel pieno della crisi dell’industria europea dell’auto, come dimostra il caso Volkswagen. E semplificare, con facili capri espiatori come l’elettrico, non aiuta ad affrontare i problemi. Si sta facendo i conti con l’aggressività di un colosso come la Cina che in un amen si è presa il 10% del mercato europeo. Quota che mese dopo mese cresce a velocità impressionante.
C’è un doppio problema con la Cina…

Il fatto è che, oltre ad essersi presa una bella fetta del mercato europeo, la Cina ha smesso di essere il luogo ideale per esportare le auto del Vecchio Continente. La stessa Mercedes ha fatto sapere di avere immatricolato 417,800 veicoli nel secondo trimestre 2026. Con un calo dell’8% dovuto proprio al pessimo risultato delle vendite in Cina, senza il quale si sarebbe chiuso con un +2%. Mentre le vendite globali di auto elettricheMercedes sono andate a gonfie vele, crescendo del 50%. La verità è che i costruttori cinesi sono aggressivi in tutto, tranne che nel diesel (sempre più marginale): auto a benzina, ibride, ibride plug-in…E solo con le giuste contromisure da parte della tanto bistrattata UE si può frenare un’onda d’urto che può travolgere tutto e tutti. L’alibi dell’elettrico non regge più e anche Stellantis dovrà prenderne atto.
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