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Il primo viaggetto in VW e-Up, meglio del previsto

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Il primo viaggetto in VW e-Up: dopo Jessica, con la sua trasferta in Salento in  500e, un altro lettore, Emiliano racconta il fuori-città in citycar elettrica. 

il primo viaggetto in VWIl primo viaggetto in VW…/ In Liguria col patema d’animo

                                   di Emiliano Marzi

“Vorrei raccontarvi il mio primo “viaggetto” fuori città con la mia Volkswagen e-Up, comprata a marzo e con quasi 3.000 Km all’attivo. Ho voluto provare la “macchinetta” per un viaggetto in Liguria e precisamente a Borghetto SS. Da casa mia (Cerro al Lambro) alla ridente località ligure ci sono circa 216 Km. Conoscendo l’autonomia dichiarata della mia “macchinetta” (260 Km ciclo WLTP), non vi nascondo che ho affrontato il viaggio con qualche “patema d’animo”. Anche perché sulla mia auto non ci sono sofisticati sistemi a schermi multipli che indicano consumo, autonomia, ecc. ecc. C’è solo un indicatore analogico ricavato al posto dell’indicatore di benzina che a “spanne” indica la carica residua della batteria. Per non parlare poi del famoso “indovinometro” ovvero l’indicatore dei Km residui disponibili. Basti pensare che, accendendo il condizionatore, si tolgono immediatamente quasi 40 Km di autonomia.

Prima di partire il pieno di energia e di…app

E allora ? Mi sono documentato e leggendo i vostri articoli e, prendendo spunto dalla esperienza di altri lettori, mi sono dotato degli strumenti giusti. Per incominciare ho sottoscritto e scaricato un’applicazione che mi permette di ricaricare da colonnine di fornitori diversi. Ho caricato 20 euro e così la parte amministrativa era smarcata. Successivamente ho comprato il pacchetto PCC (Power Cruise Control) per avere un indicatore più efficiente della carica e del consumo della batteria. E poi …… via con la pianificazione del viaggio, simulata con diversi sistemi per vedere se i dati erano confrontabili tra loro (Nextcharge, ABRP, VW Map&More).

il primo viaggetto in VWArrivo a Ovada con il 40% di batteria residua

Ovviamente non ci voleva la “tecnologia” per capire che avrei dovuto fare una sosta sia nel viaggio di andata che di ritorno. Sosta che ho pianificato a Ovada, circa a metà strada. Ma, soprattutto, all’inizio del tratto Appenninico, cosa che mi incuteva una certa ansia, non avendo mai guidato la piccoletta per lunghi tratti in salita. È andato tutto bene, (per fortuna): partenza con ricarica full 100% (anche se da casa normalmente non supero l’80%) e autonomia dichiarata 321 Km (esagerati se fossero reali). Parto per Binasco dove prenderò l’A7 per Genova e successivamente la diramazione per Ventimiglia (A10). La mattinata non è calda, per cui evito di accendere l’aria condizionata (meno male). Arrivo a Ovada con ancora il 40% di batteria, avendo impostato il cruise control a 110 Km/h con qualche tratto a 120/130. Questo per superare certi mezzi pesanti che, oltre a inquinare, non rispettano neppure i limiti di velocità da codice.

il primo viaggetto in VWChe spavento i consumi in salita, poi per per fortuna…

Provo anche per la prima volta la ricarica veloce in corrente continua (doppio connettore) e riporto la mia batteria quasi al massimo in circa un’ora di sosta !!! Riprendo l’autostrada e nel tratto Appenninico mi “spavento” per il consumo istantaneo che supera a volte i 30kW/h. Meno male che, dopo il Turchino, incomincia la discesa e recupero buona parte dell’energia una volta svalicato e arrivati allo svincolo per Genova. Una cosa devo evidenziare: il recupero dell’energia è maggiore se si disabilita il cruise control e si opta per la guida manuale. recuperando così in decelerazione nei curvoni veloci in discesa. Arrivo a Borghetto SS con ancora il 40% di batteria, questo mi insegna che la prossima volta mi fermerò di meno al punto di ricarica. Mi muovo per 3 giorni nei tratti Borghetto SS- Varigotti- Toirano e rifaccio la carica prima di ripartire a Ceriale, in Liguria non tutti i Comuni hanno una colonnina di ricarica. Faccio il pieno e con mia meraviglia non mi viene addebitato nulla, meglio, così ringrazio il Fornitore.

il primo viaggetto in EVIl primo viaggetto in VW: ho speso più di pedaggio che di ricariche…

Al ritorno nei pressi di Masone vengo fermato per circa un’ora per lavori in corso. Il mio massimo godimento nel vedere che, dopo un’ora di coda, il consumo era solo di 1 kWh. Mentre la Ferrari del mio vicino di corsia continuava a “sgasare”, forse perché infastidito nel vedermi a fianco a lui con zero emissioni e soprattutto consumi !!! Esco a Ovada, solita ricarica di 50 minuti e finalmente l’autostrada è libera e al ritorno mi permetto una media di 120Km/h e condizionatore acceso !!! Arrivo a Cerro al Lambro con circa 20% di batteria ……non male. Costo complessivo delle ricariche 12€ (ovviamente una è stata a costo zero, ma non avrebbe superato i 10€). Totale Km percorsi circa 480 complessivi , con un consumo medio di 11,8kWh/100Km. Sono veramente soddisfatto di questo acquisto, ho speso molto di più per il pedaggio in Autostrada...“.

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25 COMMENTI

  1. Ciao Emiliano, a fine agosto farò anch’io il mio primo viaggetto con la zoe, da lodi a Bordighera. Più o meno hai idea di quanto hai recuperato in discesa? Le varie app mi danno una sosta obbligata a Savona, ma ho l’impressione che siano abbondanti come batteria residua rispetto ai miei consumi attuali (14kw/100km) e mi incuriosiva quel dato

    • Ciao Marco,
      la Zoe la stavo per comprare anch’io poi il concessionario mi ha fatto arrabbiare perchè voleva ritirare la mia Up a benzina senza riconoscermi “nulla” và bè !!!
      La Zoe ha sicuramente più autonomia della mia UP ma secondo me e anche (ABRP) devi fare una sosta, la mia simulazione dice Pietra Ligure circa 45 min.
      Peccato che non ti posso allegare i dati comunque se vai su https://abetterrouteplanner.com/
      puoi simular eil viaggio da solo.
      Per il recupero di energia la mia con settaggio di recupero al massimo e togliendo il cruise control, ha recuperato quasi tutta l’energia che avevo consumato nella salita del Turchino, purtroppo non ho i dati tecnici da darti.

      Emiliano

  2. Bel racconto e belle prestazione.
    Quello della montagna è stato anche per me un patema la prima volta, ora salgo meglio che con l’auto da 250CV e tanto so che al rientro mi trovo con oltre il 50% di batteria.

    • Non confondiamo la potenza con il consumo.
      La potenza ISTANTANEA è fino a 10kW decrescente fino a raggiungere la temperatura desiderata, poi si attesta a valori normali: anche 0,5kW.
      E’ così potente perchè serve anche alla climatizzazione della batteria, sia in raffreddamento che, soprattutto, in riscaldamento.
      Anche io ho Daikin e la potenza assorbita può raggiungere i 4 kW (è un quadrisplit), ma il consumo orario “normale” con un paio di split accesi è inferiore al kWh, tipicamente quando è a regime assorbe 0,6 kW.

  3. Ciao e grazie per aver condiviso il racconto.
    Possiedo la vettura gemella di Skoda e, per una eventuale prossima volta, provo a suggerirti un’alternativa che ti farebbe risparmiare un pò di tempo.
    Andando un pò più piano e sfruttando i TIR (che su quell’autostrada viaggiano tranquillamente ai 100km/h) avresti potuto arrivare tranquillamente a Pietra Ligure, dove c’è una fast EnelX, e ricaricare fino al 100% una sola volta, ripercorrendo poi il viaggio di ritorno senza necessità di soste.
    Ovviamente tutto con aria condizionata spenta!
    Alla fine ci impiegheresti meno tempo spendendo ancora meno.
    A Settembre 2020, nel mio primo viaggio, ricordo di essere riuscito a percorrere la tratta Valenza (AL) – Borgio Verezzi (SV) in andata e ritorno (circa 280km) senza ricaricare, arrivando con il 3% di batteria.

  4. Ti capisco. Se avessi una Ferrari e dovessi imbattermi nel traffico in una e-up morirei d’invidia e diventerei rosso dalla vergogna. Ma non semplicemente rosso, proprio rosso Ferrari.

  5. Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Indubbiamente e-UP non è auto pensata per lunghe percorrenze, ma per uso cittadino: eppure la tua esperienza dimostra che è possibile anche una scampagnata senza troppi patemi. Ecco, diciamo che la cosa che mi lascia più perplesso è il fatto di farsi condizionare troppo: non tanto sulla sosta per ricarica, quanto a esempio sulla scelta di non accendere l’aria condizionata. Io credo che le BEV avranno piena penetrazione quando l’utente non sarà più costretto a scegliere se fare una ricarica in più oppure accendere il climatizzatore.

    • “Io credo che le BEV avranno piena penetrazione quando l’utente non sarà più costretto a scegliere se fare una ricarica in più oppure accendere il climatizzatore.”
      Su questo mi vede concorde: salvo casi di emergenza, reale emergenza, non deve essere una forzatura, ma una libera scelta.
      Ho una Model 3, che ricarico in garage, col fotovoltaico quando posso, 1 o 2 volte la settimana (più spesso una sola). Non ho ansia da ricarica, lavoro a meno di 10 km da casa (ma nell’intervallo del pranzo torno a casa, sono 4 viaggi).
      Eppure ci sono giorni in cui consapevolmente scelgo di non usare l’aria condizionata: perchè con un insignificante sacrificio (la mattina) posso farne a meno. E’ chiaro che quando alle 13 salgo in macchina ed è a 60° non esito!!!

      Esemplifico: chi di noi lascia volontariamente accesa una lampadina in casa se sa di assentarsi dalla stanza per un’ora? Io ho solo lampadine LED da 12 e 15 Watt. Lasciarla accesa per un’ora comporta 15 Wh di consumo. L’aria condizionata della macchina consuma, a regime con l’abitacolo a temperatura, meno di 2kWh, ma per raggiungere la temperatura quando la macchina è infuocata, usa anche il 2% della batteria (la pompa è da 10kWh!!).
      Non esitiamo a spegnere una lampadina per 10 minuti (cioè 3 Wh) e poi usiamo l’aria condizionata per 10 minuti consumando 3000 Wh ?

      Si tratta di consapevolezza, a volte, anche se io l’energia non la pago (quasi).
      Cominci a farlo quando ne prendi coscienza. Con ragionevolezza!! Non sono un talebano dei consumi…

      • La pompa (perchè un climatizzatore è una pompa intesa come compressore, che fa caldo o freddo a seconda del verso di circolazione del fluido/gas rovente o gelato) è da 10kW, non kWh, scusate.

          • Model 3, purtroppo sempre del 2020 (la nuova pompa che riscalda anche è più potente):
            https://imgur.com/8BMfEzZ
            Come vede il picco in raffrescamento qui è oltre gli 8kWh.

            Non deve raffreddare solo l’abitacolo: serve anche alla batteria.

          • Pardon, 8kW, mi è scappata ancora una H di troppo.

            A regime, però, consuma nettamente meno, parliamo di valori “normali”: da 0,5 a 2 kWh ogni ora. E’ lo spunto che è mostruoso.

          • Allora è una PdC davvero scadente ed inefficienzate.
            Normalmente si parla di COP3, quindi allo spunto ha bisogno di spostare circa 30kWh termici.
            Il pacco batterie della m3 non deve congelare all’istante.
            La PdC della mia id3, invece, assorbe 3kW in spunto.
            Dev’essere un concentrato di tecnologia efficiente.
            La mia abitazione ha una PdC che assorbe poco meno di 3kW di potenza in spunto.
            E porta l’acqua dell’impianto di raffrescamento a 6°C in circa 5 minuti.

          • Athos
            No, dimentica la politica Tesla. La Model 3 Performance ha la stessa identica PdC (la Model S, no, è diversa) ed è dimensionata per quella.
            Usano gli stessi componenti in tutti i modelli, per economia di scala.
            In pista la batteria può arrivare a picchi di 1,5kWh al KM (a 250 km/h significa in 15 secondi, 6 kWh in 1 minuto) e la PdC può essere chiamata a raffreddare la batteria surriscaldata: si immagini a doverla ricaricare immediatamente dopo 10 km a quell’andatura, a 250kW di potenza.
            E’ un concentrato di tecnologia efficiente: la octavalve che gestisce la climatizzazione abitacolo/batteria è un capolavoro di ingegneria.
            Non può paragonare l’impianto di casa con quello di una macchina: per caso, la PdC della sua macchina pesa 80 Kg? La mia unità esterna sì, anche se è meno potente e la superficie radiante è forse 10 volte tanto, il diametro delle pale del ventilatore sembrano quelle di una barca, non stanno in un cofano alto 30 cm che lotta con il CX.

      • Conta che nelle termiche ormai ti dimentichi che l’AC è attiva. Sulla mia Ioniq HEV la spengo solo nelle mezze stagioni per aprire i finestrini. Vivendo in pianura Padana d’inverno meglio averla accesa anche con il riscaldamento per combattere l’umidità. D’estate… uguale… per combattere l’afa.
        Da test fatti nelle mezze stagioni incide per uno 0.1 sui lt/100km.

        Le volte che ho usato delle M3 SR (entrambre 2019) non mi sono minimamente interessato del disattivare AC. alla fine su un viaggio influisce si ma il paddone ne tiene conto.. 🙂

    • Vero quello che dici, ma è anche una questione di imparare a conoscere un nuovo veicolo. Alla prima esperienza in elettrico entri in un mondo nuovo, di cui hai solo sentito parlare (spesso con toni terroristici) e di cui all’atto pratico sai poco o nulla. Tutti all’inizio siamo super concentrati sui consumi, autonomia dichiarata dall’indovinometro, pianificazione delle ricariche ecc. ecc. poi, con l’esperienza, ti rendi conto che l’aria condizionata sui lunghi viaggi incide poco, l’autonomia residua cominci a stimarla “ad occhio” perchè ormai sai come si comporta l’auto nelle varie situazioni, l’ansia da ricarica ti scende perchè già sai dove si trovano “le solite” colonnine ecc. ecc. , diventa un’abitudine e non ti fai più condizionare.

  6. Ciao, complimenti per la tua esposizione del viaggio! Volevo solo chiederti se hai programmato le soste e le ricariche seguendo le indicazioni di PCC. Grazie Roberto

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