Il popolo degli incentivi, tra vecchie carrette e conti da far tornare



Il popolo degli incentivi. È quello che emerge dalle lettere che ci inviate, tra vecchie carrette da sostituire (non tutte, c’è anche qualche Euro 5) e bilanci famigliari da far tornare. Con racconti che devono far riflettere. 

il popolo degli incentiviIl popolo degli incentivi / Quelli che hanno ereditato l’Euro 1 della nonna, quelli che con questi sconti va bene anche elettrica…

Ci sono quelli che hanno ereditato la vecchia Panda di famiglia e devono capire come saltare sul treno del bonus per sostituirla. Impazzendo coi problemi di co-intestazione, specie se la vettura è della suocera. Quelli che si sentono vittime di una burocrazia crudele e che non sono riusciti ad avere lo sconto statale per un cavillo. Quelle che vorrebbero cointestare l’auto nuova con la fidanzata. E quello che un’auto nuova non potrebbero mai permettersela, ma con 11 mila euro di sconto va bene anche se è elettrica.

Insomma, al di là delle inevitabili polemiche sul funzionamento della piattaforma, c’è un’Italia vera che si mobilita davanti a occasioni come questa. Non è l’Italia che cambia auto ogni due anni, magari in leasing (con tutto il rispetto). È un’Italia che ha ancora in garage la vecchia Punto del 1999 e che si presenta al click-day per avere lo sconto come a un’occasione da non perdere. Da questo punti di vista non si può che approvare la decisione di legare all’ISEE (e quindi alla ricchezza) la concessione del bonus. Anche se sappiamo quanti sono i furbacchioni che dichiarano due lire e hanno soldi e case in ogni dove.

il popolo degli incentiviNon basta la lotteria dei bonus, servono auto meno costose

È un discorso che non può finire qui. L’auto elettrica, fiammate di incentivi a parte, non può restare patrimonio esclusivo di un popolo di privilegiati. È un problema che ci si pone in tutta Europa e che alcuni Paesi affrontano con decisione. La Francia, per esempio, ricorre al cosiddetto leasing social, una formula studiata proprio per le famiglie con redditi modesti. Ma è chiaro che la strada maestra resta la diminuzione dei listini, per renderli accessibili a tutti. O quasi.

Qualche segnale arriva: le batterie cominciano a costare meno e i costruttori offrono citycar elettriche più convincenti. La Renault ha appena presentato  la nuova Twingo. La Volkswagen è in arrivo con la ID.Polo. E poi c’è la Fiat con la Grande Panda, c’è la R5. E ci sono le cinesi, le meno costose di tutte. Si muove la stessa UE, con l’idea di incentivare una nuova categoria di auto da non più di 15 mila euro. Una via di mezzo tra le macchinette che guidi senza patente e le citycar.

L’importante è che il popolo degli incentivi non abbia l’opportunità di passare all’elettrico solo quando, una volta all’anno per poche ore, parte la lotteria dei bonus.

Visualizza commenti (19)
  1. Massimo granarolo

    Grandi macchine la punto Gpl-metano però I conti vanno fatti fino là fine (ho avuto la multipla 300000 km) quanto olio quanti filtri quante candele quanti cavi quanti iniettori (anche quelli della benzina) un po’ di additivo Un po’ di benzina ci sarà andata un po’ di tagliando al motore qualche terminale di scarico ogni tanto una revisinatina alla testa ho visto il listino del kit iniettori 900 €+ Iva comunque 40 € uno costano non guardiamo solo al puro prezzo Gpl come se io dicessi che pago la corrente 0.05 al kwh mica è vero a volte l ho pagata 1 €

    1. Antonio gobbo

      Vero però il conto lo devi fare anche e soprattutto se tu puoi ricaricare a casa oppure no, qualora tj non possa coi prezzi attuali alle colonnine dubito fortemente che tu dia mai a pareggio o in guadagno … sempre che la citycar elettrica non ti venga quasi regalata come avvenuto con gli ultimi bonus

  2. Ovvio che i listini delle elettriche debbano essere rivisti al ribasso per avere maggior successo e che gli incentivi debbano avere una loro continuità.
    Ma il problema non sta solo nel prezzo.
    E quindi scusatemi ma devo tornare sulla comunicazione relativa al mezzo elettrico.
    Voi come me parlate con le altre persone e magari ogni tanto parlate anche di auto elettriche.
    Quello che tipicamente emerge (non li scrivo in ordine di importanza) è un timore sulla durata di un auto elettrica (nessuno crede che possano durare anche 20 anni); il timore che il costo in caso di un guasto serio sia insostenibile (p.es. batterie da sostituire; e questo non è così sbagliato).
    Ma soprattutto la possibilità di caricarle (e questo è un problema vero): la maggioranza delle persone che vive in città non ha un’autorimessa o non riesce a collegarla al proprio contatore, l’auto rimane per strada tutta la notte e le colonnine sono ancora troppo poche e spesso occupate.
    Tutto questo senza contare il timore del nuovo, la maggioranza delle persone che ha bisogno dell’auto ma ha limiti di spesa, cerca auto usate e possibilmente non di nuova generazione perché (e qui hanno ragione) anche le auto termiche di oggi sono talmente complesse, soprattutto in termini di elettronica (tutto il motore è gestito dall’elettronica, i sistemi di sicurezza attivi e passivi sono sempre più invasivi, etc…) che presentano un numero spropositato di malfunzionamenti che si traducono in costi.
    Figuratevi il terrore per una elettrica (anche se non giustificato dai fatti).
    Se non si affrontano e se non si chiariscono questi temi alle persone, la transizione resterà infinitamente lunga (anche con una pioggia di incentivi).

    1. fiat 600 elettra ex-comune di Palermo; immatricolata nel 1999, acquistata da me nel 2008.
      Ad oggi ancora in funzione con il suo powertrain Siemens funzionate.

      Ciao

      Fox

      1. Non hai risposto sui Km percorsi Fox, perchè se in tutto dal 1999 hai fatto 20.000 Km e funziona ancora vuol dire poco.
        Dubito poi che abbia ancora le batterie di origine montate, è praticamente impossibile per qualsiasi tipo di batteria….

    2. In generale sono d’accordo, è un problema culturale che va affrontato con tanta comunicazione, sia dalle case auto, che magari dalle istutuzioni.
      E’ un po’ ciò che cerca di fare questo sito.
      Riguardo invece alla presenza di colonnine, sì e no: in alcune città medio-piccole, ne abbiamo a sufficienza e dobbiamo “solo” continuare ad installare. Nelle grandissime città invece ovviamente questo è ancora un problema. Andrebbe affrontato mettendo le piccole colonnine AC a bordo marciapiede, un po’ come a Londra. E naturalmente vanno aumentate le postazioni nei posti che si fraquentano, parcheggi, cinema, supermkt, centri commerciali, ecc.

  3. Antonio gobbo

    Solo una precisazione, le nuove citycar europee non sono a 15000 euro ma da qyanto dichiarato andranno DA15000 euro a 20000 e a 20000 già ci sono ora ma sono molto spesso troppi per gli stipendi italianj …

  4. Faccio sommessamente notare che la Punto del 99 con una manutenzione a livello di garage casalingo può funzionare pressoché all’ infinito e oltre !
    Personalmente la Punto del 2006 farà il secondo cambio di bombola GPL e si riparte dai 300.000 verso una nuova giovinezza, miracoli del FIRE..

    1. Daniele Sacilotto

      Certamente. Ma a che prezzo? Io ho avuto quella macchina e ancora prima una Fiat Uno. Mai fatto più di 13 con un litro con una media reale di 11. Moltiplica per 32 mila km all’anno e vedrai che me la stavo ricomprando nuova ogni 2 anni

      1. roberto guidetti

        GPunto 1.2 benzina del 2013: per un impiego prevalentemente extraurbano, a minimo carico, il computer di bordo mi dà un consumo di 5,4 litri/100 km pari a 18,5 km/litro. Anche dando un po’ di tara al computer di bordo mi sembra che siamo ben lontani dal consumo che lei riporta. E si tratta di un motore che ha già 101.000 km sulle spalle, richiedendo una manutenzione risibile

      2. La mia media su 273.000 km a oggi sono i 13.5 a GPL che con il GPL a 0.65 fanno 4.8 euro ogni 100 km…e senza stare a fare economy run !

        1. Antonio gobbo

          Concordo, mia figlia ha una lancia y a GPL e fa 360 km con 21 euro (poi ovviamente va giunta anche unnpo di benzjna, unnpieno ogni 5 – 6 pieni di GPL) ma di sicuro spende meno che fare 360nkm con una BEV a una DC a 0.55 – 0.6 come ci sono in zona qui da me.

    2. Un collega di lavoro dopo aver fatto 450.000 Km con una Punto Natural Power (metano) del 2005 senza aprire il motore (nemmeno revisione della testata) l’ha rottamata ancora funzionante e ne ha presa un altra usata del 2006 o 2007 per 3500 euro passaggio compreso da una concessionaria.

      1. wow… sogno di tanti la punto natural power
        sarò strano io ma l’auto un minimo mi deve appagare esteticamente

        1. Ne hanno vendute moltissime come hanno venduto moltissime Panda.
          Sogno di nessuno, ma ti portano al lavoro e dove devi andare

  5. divertente la foto, la IA ha messo sul posto di guida una immagine di signora ottantenne, ma non sapendo (non ancora almeno) che l’immagine della signora dovrebbe avere uno sguardo concentrato, sennò la patente non glielà rinnovano 🙂

    1. no, la signora stava guidando un mega SUV V8 e passava sopra agli attivisti che facevano un sit-in in tangenziale :-))

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