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Il peggio del mese: lo “scoop” del Fatto Quotidiano

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Il peggio del mese? Lo “scoop” del Fatto Quotidiano con l’incredibile scoperta che “le auto elettriche non hanno impatto zero sull’ambiente”. Ma va…

il peggio del mese
L’articolo comparso sul sito del Fatto Quotidiano.

Il peggio del mese/ Alla scoperta … dell’acqua calda

L’articolo con la sensazionale rivelazione è uscito on-line il 25 novembre. Ed è costruito fin dalla prima riga del titolo per dare l’impressione che ci siano dei pentiti che cominciano a parlare: “Auto elettriche, l’ammissione dei costruttori”. Qual è la sconvolgente rivelazione di questi pentiti? Appunto che “sono molte le criticità che si porta appresso l’auto elettrica. Specie quando si parla di produzione delle batterie e approvvigionamento dell’energia che le rifornisce“. L’articolo di Omar Abu Eideh prosegue facendo nomi e cognomi di chi sta vuotando il sacco. A cominciare da Mate Rimac, il giovane costruttore croato di supercar elettriche. Del quale si cita una frase estrapolata da un’intervista a Quattroruote: “Se si vuole fare qualcosa di veloce, quasi immediato, per l’ambiente, bisogna smettere di mangiare carne. Le auto elettriche, e lo dice uno che le produce, non spostano nemmeno di un millimetro l’ago della bilancia”.

Emissioni nel produrre le batterie? Sai che novità…

Il singolare pentimento di Rimac non è isolato. Il Fatto spiega che anche la Polestar, marca posseduta per metà dalla Volvo e per metà dalla cinese Geely, ha avuto un sussulto di onestà. Rivelando che (udite udite) la produzione delle batterie della auto elettriche richiede una gran quantità di energia e di emissioni di CO2. Per la verità non si tratta di una grande scoop: la notizia risale a settembre e anche noi ne abbiamo dato conto con dovizia di particolari.

il peggio del mese
Una delle slide pubblicate un anni fa dalla Mercedes per spiegare le emissioni della EQC nell’intero ciclo di vita.

Peccato che il fatto che fabbricare le batterie sia, nella vita di un’auto elettrica, la fase più negativa in termini di sostenibilità è un fatto noto a tutti ormai da anni. Anche marche ben più note di Rimac e della Polestar lo dicono da tempo e non c’è nessun segreto da rivelare. Un anno fa, a distanza di pochi giorni, la Volkswagen e la Mercedes rilasciarono i dati del cosiddetto “Life Cycle Assesment” (LCA), l’analisi delle 4 fasi di vita di un’elettrica: 1) i passaggi della filiera di fornitura 2) la produzione. 3) l’utilizzo su strada 4) il riciclo, quando l’auto smette di circolare.

SECONDO NOI. Scoop o scoperta dell’acqua calda? Noi, con tutto il rispetto per il lavoro dei colleghi, propendiamo per la seconda ipotesi. Ormai tutte le analisi indipendenti, compreso quella dell’Agenzia ambientale europea EEA, concordano nello stabilire che nell’intero ciclo di vita l’auto elettrica è più sostenibile dei modelli a benzina e a gasolio. il peggio del meseAnche in termini di CO2. Lo scarto aumenta quanto più l’energia utilizzata arriva da rinnovabili. E si sta lavorando per ridurre l’impatto della fase più critica, la produzione delle batterie. Ma scoprire oggi che “le auto elettriche non hanno impatto zero sull’ambiente“, dai, fa un po’ sorridere. E anche un po’ piangere. Il peggio del mese.

 

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98 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    ho letto tutto con interesse e penso che Eric Berne sarebbe andato in brodo di giuggiole leggendo i vari commenti:
    “Il mio giornale è meglio del tuo. Il mio partito ha fatto più del tuo. La mia macchina inquina meno della tua. I tuoi allevamenti inquinano più delle mie patate. Le mie sigarette inquinano meno delle canne ecc…” Chiamasi “Teoria dei giochi”.
    Tutto ciò che si questa terra facciamo ha un impatto punto. Produce CO2 per cui avrei una proposta interessante dal momento che respirando produciamo CO2 e, con quasi 8 Miliardi di persone sul pianeta aivoja a CO2, oltretutto mangiando produciamo altri gas oltre la CO2 Solfuri e così via… Ma smettiamo tutti di mangiare e di respirare di produrre oggetti di cacciare sicuramente l’ambiente ne trarrà giovamento. Eccome!

  2. Buongiorno, ho letto con interesse le argomentazioni tecniche ma mi fa sorridere la faziosità tipica di noi italiani, per quanto riguarda la politica. Un aspetto che non trovo nelle vostre considerazioni e per il quale vi chiedo delle informazioni più precise è il seguente :quante auto elettriche sono veramente elettriche al 100 % e quante invece hanno anche un 2 * motore a combustione che contribuisce a spostare il livello di emissioni e di impatto energetico in sede di produzione e smaltimento? Ci sono ibride di varia tipologia, mi viene da pensare che per queste, produzione e smaltimento sia ancora più gravoso che per le vecchie auto a sola combustione. Grazie.

  3. Ho comprato una elettrica da poco, non perché fosse ecologica, o perché tecnologia. L’ho presa perché è comoda, dalla guida rilassante, ma soprattutto è dannatamente divertente. Ma anche perché non è vero che costi più delle altre. A parità di dimensioni (considero solo quelle) il costo di circa 10k è compensato dal risparmio nell’uso. Detto questo considero questa tecnologia a basso impatto ambientale quando le batterie saranno realizzate con supercondensatori, forse della prossima generazione, forse più in la. Probabilmente saranno auto più pesanti, ma chissene. L’importante è capire che intanto ci si può fare un’idea di ciò che potrebbe essere, non è necessario assolutamente aspettare che arrivi la panacea. Se domani posso fare 10, ed oggi posso scegliere se fare zero o cinque, non di deve pensare che non sia possibile fare 5 oggi e10 domani.

    • Lucio, i supercondensatori sono fantastici e potenzialmente durano una vita (letteralmente) e sono anche più efficienti delle batterie. Purtroppo hanno un grosso difetto in comune con l’idrogeno, ossia una bassa densità di energia volumetrica, che li rendono poco adatti per l’impiego automotive.
      La buona notizia però è che la strada per arrivare a produrre batterie meno costose sarà l’aumento della densità energetica e l’impiego di processi meno energivori, e quindi richiederanno meno materie prime e si emetterà molta meno CO2 per produrle.
      Se poi si riusciranno a produrre le batterie allo stato solido i miglioramenti saranno tali da sbaragliare definitivamente tutte le altre forme di immagazzinamento, però purtroppo oggi non c’è ancora certezza che si possano produrre su larga scala a costi concorrenziali.

  4. Ma poi cosa c’entra lo sfruttamento dei minori nelle miniere con l’amore per l’ambiente? Questi fatti esecrabili vanno sanzionati, punto.

  5. Io quello che veramente non capisco è : cosa ci viene a fare la gente “contro a tutti i costi” qui dentro a fare ? Cioè, non volete apprendere, non avete dubbi, non vi ponete in modo da aprire un eventuale dibattito costruttivo, ma siete sempre qui a far perdere tempo con le solite risposte ed i soliti batti e ribatti.
    Il tempo è oro. Utilizziamolo meglio. Non sprecare tempo è la cosa più “umanamente sostenibile” che si possa fare.
    Detto questo, mi preme ricordare una precisazione che, a quanto pare, non è chiara :
    – una cosa è la sostenibilità
    – un’altra l’impatto zero
    La prima riguarda l’intero ciclo di vita “medio” dell’auto dalla produzione allo smaltimento (tra dieci anni ? Ma con la tecnologia che abbiamo oggi e non quella che forse, migliore, avremo). E quindi i valori inquinanti del suo impatto sull’ambiente.
    La seconda è solo il suo impatto nel contingente, nel vis à vis. Nelle emissioni di tutti i giorni. Queste, essendo elettriche, sono giustamente a ZERO emissioni.
    Le nostre buttano 100, 200 e via dicendo. Questo nello specifico dell’impatto zero.
    Sulla sostenibilità, invece, non c’è proprio gara, perchè se per le elettriche il ciclo dice 10, per le nostre sarà 100. Ficcatevelo bene in testa.
    Io non mi vergogno di possedere un diesel, un V8 sportivo e 3 moto.
    Ma forse, oggi come oggi dovrei….
    E spesso sono qui dentro, ma non scrivo mai, intanto per informarmi, per apprendere, per valutare e sopratutto per capire il futuro.
    Non simpatizzo per Travaglio, ma riconosco anche l’utilità del suo giornale e non credo volesse fare alcuno scoop. Certo, di questi tempi ove spesso l’informazione è “rigirata” vien da chiedersi “cui prodest” (come già detto) dare ciò in pasto al popolino ignorante ?
    Meditiamo…..

    • Nessun processo al “Fatto Quotidiano” o ad altri giornali: ci siamo limitati a criticare un articolo che spaccia per scoop una cosa risaputa. Ma purtroppo in tanti ci cascano e inizia una narrazione contro l’auto elettrica che si ciba di bufale e luoghi comuni.

    • Il peggio del mese è questo sacro furore pseudo ambientalista dimenticando o fingendo di dimenticare le montagne sventratei a caccia di litio, lo sfruttamento dei popoli di quei paesi,il lavoro dei minori nelle miniere di litio, saremo anche eco sostenibili e politicamente corretti ma senza un minimo di moralità e di etica.

      • E lei, Giovanni, si dimentica tutto il resto: guerre, crisi climatica, inquinamento atmosferico. Di quale etica sta cianciando?

      • Giovanni (nome biblico), magari lei conosce “La pagliuzza e la trave” Luca 6,39-45?
        Veramente lei sta paragonando l’estrazione di litio e di nickel e terre rare con tutti gli scempi avvenuti su questa terra per estrarre il petrolio? Devo ricordarle che ci sono interi popoli oppressi e alla fame grazie alle guerre per il petrolio? Vuole che le mandi i link delle foto dei bambini che muoiono n Yemen o in Siria per garantire le nostre gite fuori porta col SUV? La benzina e il gasolio che usiamo tutti i giorni sono sporchi anche del sangue dei bombardamenti dell’occidente che fa le guerre giuste, mica quelle ingiuste eh?
        Detto questo, come solo si pensa di paragonare l’estrazione di materiali riciclabili con il petrolio?
        Nel suo commento vuole forse intendere “continuiamo a bruciare tutto il possibile fino a quando non troveremo il sacro Graal a impatto zero”?
        Pensa davvero che chi vuole farle credere che l’estrazione di materiali per fare le auto elettriche sia anche solo lontanamente paragonabile all’estrazione del petrolio non la stia di fatto strumentalizzando?
        Il suo commento è un insulto a tutti quelli che cercano di cambiare il mondo in meglio, magari anche facendo sacrifici per comprare un’auto più costosa (inizialmente), magari anche facendo le pause un po’ più lunghe nei lunghi viaggi, o usando la bicicletta quando non serve usare l’auto (che scemi eh?).

        Non sarà forse un mondo perfetto, ma almeno sarà migliore.

        • E voi volete cambiare il mondo in meglio con le auto elettriche? Basterebbe ridurre drasticamente il consumo di carne bovina, basterebbe rinunciare ai tanti inutili vizi del mondo occidentale, agli sprechi alimentari, al superfluo che attanaglia le nostre esistenze mentre tanti non hanno di che mangiare…ah giusto i vostri sacrifici consistono nel comprare giocattoloni elettrici da 50000 euro a salire!

          • Il partito dei “basterebbe”, di solito, è in coalizione con quello del “non fare nulla”.

          • Io giro con scooter elettrico da 2000 €. Il mio posto di lavoro dista 15 km da casa mia. E mi faccio tutti gli inverni cosí. Di soldi ne ho pochi ma non spendo 2000€ per un diesel usato. Tu lo faresti Signor “basterebbe” ?

      • Giovanni, le cito solo cinque episodi di disastri ambientali:
        1) Novembre 1988 – Piattaforma Odissey. Disperse 132.000 tonnellate di petrolio nel mare del Labrador.
        2) Gennaio 1991 – L’esercito iracheno apre le valvole delle condutture in Kuwait. Disperse tra 1.360.000 – 1.500.000 tonnellate di petrolio.
        3) Aprile 1991 – nave cisterna cipriota affonda nel folfo si Genova. Disperse 144.000 tonnellate di petrolio nel mar Ligure.
        4) Maggio 1991 – nave cisterna liberiana Abt Summer. 260.000 tonnellate di petrolio disperse nell’oceano Atlantico.
        5) Aprile 2010 – Piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. 667.000 tonnellate di petrolio disperse nel Golfo del Messico.
        Devo andare avanti? Abbia il pudore di non parlare delle montagne sventrate per la ricerca del litio.

    • Non ti devi vergognare di avere 5 motori in casa ma dobbiamo abbassare il inquinamento, come? Anche comprando pochi motori, che siano elettriche o combustione. 4 membri in famiglia = motori che inquinano. Le strade piene di macchine che portano gli bimbi a scuola e gli autobus vuoti….si lo so vogliamo il meglio ai nostri bambini. A parte le macchine elettriche sapete che ci sono anche altre tecnologie che vanno con le batterie, che per produrre inquinano…gli telefonini che la maggior parte delle persone lo cambiano ogni anno,espresso caffe le cialde che si consumano ogni giorno miliardi

  6. Il bravo Mate, cicciottello com’è, predica bene e razzola male. A parte gli scherzi, già eliminare le emissioni a livello locale è una gran cosa. Abbiamo tutti fatto esperienza durante il primo lock down di come si respirava meglio. Non dimentichiamoci anche l’inquinamento acustico dei motori a combustione, che ci lavora in modo impercettibile ma dannosissimo. E poi lo sviluppo della tecnologia di costruzione delle batterie ci sta proponendo continui miglioramenti delle emissioni e dell’uso di metalli rari, e del loro riciclo. Non si può dire altrettanto del petrolio. Bruciamo in pochi secondi qualcosa che la natura ci ha messo milioni di anni a produrre. Un obbrobrio.

  7. Gli italiani non vogliono auto con autonomie ridicole, tempi di ricarica folli e costi fuori da ogni logica commerciale.

    Chi apre bocca qui, non ha quello di cui si sta parlando.
    Ridicoli.
    Patetico poi chi sostiene di essere più competente di chi produce e sviluppa auto come la Rimac, che di titoli per affermare quello che ormai è evidente anche ai sassi ne ha eccome!

    • Noi non abbiamo contestato le parole di Rimac, sia gentile, abbiamo solo detto che “rivelare” come una notizia nuova e clamorosa il fatto che le auto elettriche emettono CO2 durante la produzione delle batterie fa solo sorridere: nessuno scoop, è un fatto noto a tutti da anni, sul quale si discute per capire come questo impatto può essere limitato. Stop.

      • Ci penso io a contestare Rimac, o meglio, ci pensa chi ne sa molto più di me. Il fatto è che il furbo Rimac fa bolidi da 1000 CV che non hanno nessun senso ecologico e gli fa comodo fare confusione, o come si dice a Roma, buttarla in caciara.

        Di seguito riporto quanto pubblicato da chi si occupa realmente del “problema”: Buona lettura.

        About me:

        I research electric vehicles at @TUeindhoven and direct https://t.co/9A5qlC8nIS.

        Comparing CO2 emissions of electric vehicles and combustion cars is my specialty.

        My paper describing common errors: https://t.co/GxVQDj1G0E

        A recent report:
        https://t.co/IXdo7K4n1G https://t.co/efnlfQvy2c

        • Leonardo i bolidi da 1000 cv non li usano sempre tutti e 1000, anzi. In autostrada sono più le volte che io mi trovo a superare le Porsche che non il contrario, chi ha queste supercar ha paura di fare costosissimi danni e ci va molto piano. Inoltre con l’elettrico un motore da 1000 o da 250 cv sono la stessa cosa, costano quasi uguale. Per poter erogare 1000 cv serve semplicemente una batteria capace di supportare questa potenza: chiaramente se usi i 1000 cv anziché accelerare lentamente stai sprecando più energia, ma le elettriche con potenze di picco elevate sono la maggior parte e alla fine il vero inquinamento è collegato alla produzione delle batterie. Da questo punto di vista le ipercar elettriche inquinano come tutte le long range, con batterie che adesso arrivano a 100 kwh e che fanno sì che una elettrica emetta il doppio della co2 rispetto alle migliori ICE.

          • Non è esatto: il punto di pareggio è, ad oggi, tra i 25.000 e i 50.000 km quindi per le supercar Rimac ha ragione perché percorrono pochi chilometri, ma per le auto che vengono utilizzate normalmente fino a oltre 100.000 km le elettriche emettono meno. Ma Rimac la butta in caciara perché gli fa comodo così. Inoltre la riduzione di costi delle batterie cui andiamo incontro sarà dovuta a processi più efficienti, maggiore densità energetica e quindi meno materiali necessari oltre all’utilizzo di energia più pulita per cui il punto di pareggio delle auto elettriche sarà sempre più a sinistra, mentre per le auto a combustione non ci sono gli stessi margini di miglioramento.

            Inizio anche un po’ a stufarmi di dover ripetere sempre le stesse cose…

            https://pbs.twimg.com/media/En3JBZyWEAEqNWv?format=jpg&name=large

          • La Volvo, in una sua ricerca ufficiale, dichiara 80000 km come punto di pareggio: tu dici 25000 perché parti dal presupposto che il consumo sia più alto, ma tutto dipende da chi guida l’auto, un hypermiler (come ce ne sono tra i redattori di questa rivista) potrebbe fare anche meglio. Tra l’altro utilizzando come metro di paragone l’auto a benzina più inquinante della gamma, che emette oltre 150 g di co2/km!: possiamo escludere bellamente che la media dei veicoli ICE oggi acquistati abbia quel tipo di emissioni o usi motori così datati, visto che ad esempio la BlueHDi 100 S&S Feel diesel con 102 cv parte da 86 g di co2/km, la Honda Civic 1.6 da 120 cv emette 90 g di co2/km, l’Opel Astra 1.6 diesel da 105 cv ne emette 90, la Skoda Superb 2000 diesel da 122 cv ne emette 90, la VW Gold 2000 diesel da 116 cv ne emette 90 [ fonte: https://www.quattroruote.it/news/burocrazia/2020/08/08/incentivi_auto_decreto_agosto/_jcr_content/content/article_attachment_136791739/file.res/Elenco-incentivi-CO2%2061-90.pdf ]

            Il problema delle elettriche è che le loro emissioni di CO2 è alto per ogni tipo di veicolo perché collegato al pacco batterie. Quindi fa molta scena confrontare un suv elettrico con un suv ICE perché i suv ICE sono mediamente più inquinanti, anche il doppio rispetto a berline e city car; il confronto invece diventa impietoso quando si confrontano berline long range con una Skoda Superb 2000 diesel, soprattutto su percorrenze autostradali. Peggio ancora se il confronto avviene con le phev fatte bene, come le mercedes ibride EQ Power, quali classe A, classe A sedan e il SUV GLA.

            Siccome infatti il grosso della CO2 è prodotta quasi interamente dalla produzione del pacco batterie, andando su pacchi batteria sempre più grandi da 100 kwh (come sta avvenendo negli ultimi modelli presentati da diverse case automobilistiche, anche per normali berline o suv), la produzione di CO2 supera abbondantemente quella delle auto tradizionali.

            Infine non è affatto vero che per le auto a combustione non ci siano margini di miglioramento. Non solo si sviluppano continuamente nuovi materiali e nuove tecnologie (penso all’scr twin dosing a doppio stadio di VW, promosso da tutti i test indipendenti) ma penso all’efficienza di oltre il 50% appena raggiunta dai nuovi motori diesel [ https://energycue.it/diesel-efficienza-superiore-50-nuovo-record-incredibile/19797/ ] per non parlare di tutte le ottimizzazioni che ancora si possono realizzare sulle versioni ibride (plugin e non) altamente promettenti (penso solo all’uso di nuovi condensatori al posto delle batterie, un vantaggio sotto tutti i fronti che solo le ibride possono garantire, essendo una tecnologia non adatta alle elettriche).

          • Possiamo stare a parlarne quanto vuoi e giocare su quel che sarà e raccontarci di tutte le belle ICE che verranno, ma non sposteremo di una virgola la realtà. La ricerca è tutta sulle batterie e il sistema più efficiente attualmente conosciuto e quello, non certo le promesse di un diesel con efficienza del 50% (ma poi come lo si potrà usare sempre al regime di massima efficienza?).

            Le scemenze messe in giro da chi sta per essere cancellato dalla faccia della terra perché non ha “fatto i compiti a casa” le lascio a chi ha tempo da perdere in inutili ciance: https://www.forbes.com/sites/jamesmorris/2020/11/28/electric-vehicles-are-a-silver-bullet-for-zero-emissions–dont-believe-the-fossil-fuel-hype/?sh=2a28c0c74bfa

          • Pazzesco l’articolo di Forbes. A parte il fatto che fa il gioco delle 3 carte, quindi sostituisce i modelli a piacere, mentre sta confrontando la vecchia XC40 con la Polestar 2 all’improvviso ci butta dentro la Tesla Long Range per la sua migliore efficienza arrivando così ad un confronto tra un suv col motore del primo dopoguerra con la berlina elettrica con la migliore aerodinamica sul mercato. Poi tutto l’articolo è intriso da “non credete a chi avanza dei dubbi, sono tutti giornalacci di destra che difendono lo status quo”, peccato che sono tutti giornali che si limitano a rilanciare i dati forniti da Volvo che, scrive sempre Forbes, “This is a fair comparison because both cars come from the same parent company, Geely”: quindi se Geely (Volvo) dice attenzione alla bolla dell’auto a zero emissioni è ok, se gli altri dicono la stessa cosa riportando lo stesso studio allo sono solo bugie.

            A me sembra l’asilo nido: le auto elettriche emettono mediamente (quindi escludendo alcuni casi) un po’ meno co2 rispetto agli altri veicoli se si accettano alcune limitazioni (ad esempio batterie piccole con autonomie limitate). Diversamente c’è di meglio, a cominciare dai phev. Non sostituiranno il petrolio perché mal si prestano a spostare navi, aerei e camion, a differenza dei carburanti tradizionali o dell’idrogeno, che promette gli stessi vantaggi ma con meno svantaggi (tempi di ricarica e materie rare). Personalmente mi piacciono le auto elettriche (più quelle che verranno che le attuali, onestamente) perché sono molto performanti, quindi a chi come me ama le prestazioni non può non piacere un’auto elettrica. Volete che vi si faccia contenti e si finga che siano veicoli ad emissioni zero? Volete che vi diciamo che un’auto elettrica cattura l’anidride carbonica cattiva e la trasforma in ossigeno buono? Se volete che vi diciamo pure che riempie l’aria di polvere di fate, ve lo diciamo, se siete felici così …

          • Enzo,
            sinceramente non riesco a capire perché devi a tutti i costi cercarti un alibi per comprare il cybertruck invece di un’auto più ecologica.
            Ahimè quello che dici non è affatto corretto, vai a leggerti gli studi, quelli seri, e vedrai che gli studi sulle batterie pagati da Big Oil e produttori di automobili (la notizia di ieri è che il famoso nuovo studio è legato proprio ad alcuni produttori di auto che, guarda caso, non hanno prodotti a batteria in portafoglio, e rischiano di fallire se UK applicherà lo stop alle vendite di auto con motore a combustione tra 9 anni) sono tutti viziati da errori grossolani e ipotesi improbabili.
            Potrei anche darti ragione… solo che poi saremmo in due ad avere torto.

          • Il ragionamento di base è viziato ed è strano che debba dirtelo io e non riesca ad accorgertene da solo. Io devo ancora capire perché il cybertruck, un’auto 100% elettrica, non sarebbe ecologica mentre la polestar 2, auto 100% elettrica con stessa batteria, stesso peso, (quasi certamente) peggior cx invece lo sarebbe.
            Il naziecologismo è stellare, a livelli patologici: prima quelli del metano e gpl erano loro i naziecologisti, ora sono i vostri nemici. Poi i nemici sono diventati quelli dell’auto ibrida e full hybrid (pure Toyota è nel libro dei cattivi … incredibile, Toyota, quella che ha regalato al mondo la Prius …), per cui ora l’autista di Uber con la sua Prius è un distributore di inquinanti e morte. Ma il fanatismo deve alimentarsi di nuovi nemici e così ora siamo davanti alla resa dei conti tra le full electric: sicuramente nel libro dei cattivi ci finiscono Hammer e Cybertruck (non perché inquinanti per davvero ma perché hanno quell’aspetto che ricorda le auto inquinanti di una volta), tra poco ci finiranno le long range, poi le medium range, poi verranno attaccati i possessori della Twingo z.e. e della Fiat 500 dai possessori dei monopattini elettrici che verranno attaccati dai possessori della bici in carbonio che verranno attaccati dai runner che usano le sneakers che verranno attaccati dai nudisti. I quali saranno investiti da una Dodge Viper 8000 cc.

          • Termini come naziecologisti e fanatici te li tieni per te, d’accordo? Altrimenti cominciamo a cancellare…

  8. Una nave cargo utilizza motori diesel alimentati spesso con surrogate scarti di lavorazione come fanghi bituminosi e similari.
    L’inquinamento prodotto da due navi cargo in un mese è pari a quello prodotto da l’intero parco di automezzi mondiale in un anno.
    Le navi cargo in circolazione sono circa 60 mila.
    A voi le conclusioni.

    • L’ultima volta che ho sentito questo ragionamento dev’essere stato all’asilo.
      Le navi cargo non sono un alibi, ovviamente occorre convertire anche quelle ma non pretendere, come il suo commento sembra sottintendere, che siano convertite prima di fare qualcosa sulla terraferma. Anche perché queste navi emettono un sacco di robaccia che è un problema per le città portuali ma nelle altre città le persone respirano principalmente la robaccia prodotta dagli scarichi delle auto.

      • Non mi sembra di aver affermato di voler convertire la propulsione delle navi cargo.
        Capita spesso di puntare alla Luna e guardare il dito.

  9. Comunque è meglio avere poche fonti di inquinamento dovute alla produzione di batterie o di energia che una moltitudine di automobili che lo distribuiscono direttamente sotto il naso delle persone che sono costrette a respirarlo, con conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita nelle città.

  10. Io penso che parlare di produzione di batterie in senso stretto non dia bene il giusto peso della situazione. Secondo me la produzione di auto elettriche deve essere accompagnata ad altri cambiamenti di paradigma dal punto di vista tecnologico, politico e di abitudini in generale. Siamo d’accordo, l’elettrico per adesso non porta grandi miglioramenti dal punto di vista ecologico. Ma vorrei fare riflettere su due fattori: i rifiuti delle auto elettriche ( ad esempio batterie esauste) non sono allo stato gassoso, per cui sono più facili da gestire SE (sottolineo SE) oltre la produzione si fa anche ricerca sullo smaltimento e riutilizzo. Un gas si disperde e chi si è visto si è visto. Il carburante: ovvio per produrre energia elettrica serve una fonte primaria. Se pensiamo di produrla solo con i mezzi tradizionali siamo folli. Ma se una parte della ricarica avvenisse in casa tramite fonti rinnovabili (pannelli), ridurremmo la dispersione di energia per effetto joule ed inquineremmo il meno possibile. Allo stesso modo se in un viale ci sono 5 distributori, posso pensare ad uno spiazzo comune dove inserire pannelli solari che contribuiscano alla distribuzione? Il cittadino: deve cambiare qualche abitudine. Rinunciare a qualche cavallo di troppo e privilegiare motorino e bici a pedalata assistita quando è possibile. L’elettrico non risolve il problema da solo, è l’insieme di idee e tecnogie che gli girano attorno a contribuire a migliorare un pochino l’ecosistema. Resta il fatto che ciò che davvero cambia il mondo non sono le cose ma la coscienza ed il senso critico delle persone.

    • Quindi uno prima paga un’auto elettrica più di una a benzina e poi la tiene il più possibile in garage e gira in bici. Intanto quella non raggiunge il breaking point di km per arrivare a produrre meno co2 di una ibrida/phev/ice. Senza considerare che è abbastanza antistorico rinunciare alle libertà che hanno conquistato i nostri padri, ovvero quella di spostarsi comodamente e non con la fatica dei quadricipiti.

      Peccato che gli studi sulle auto elettriche dicono esattamente il contrario. A dispetto dei problemi di autonomia, i possessori di auto elettrica si stima facciano mediamente un 20% di km in più perché il costo della percorrenza km è più basso (le accise che mandano avanti questo paese loro non le pagano, che bravi!). E con l’auto a guida autonoma la percorrenza è destinata – sempre secondo gli studi – a schizzare ancora.

      Io ho cominciato a risparmiare per poter compare il Cybertruck. Forse con il TFR, tra 20 anni, potrò …

      • Enzo, spenditi pure i solidi e goditi la vita senza aspettare il Cybertruck: personalmente lo considero un obbrobrio, stilistico e tecnico. Sono per le elettriche piccole, da usare in città e spero che Musk, che è un grande innovatore, faccia la Mini-Tesla che ha promesso di far nascere in Germania. Lasciamo agli americani i loro macchinoni e concentriamoci su vetture di dimensioni sostenibili che, sia detto per inciso, sono notoriamente le più difficili da realizzare per un’industria dell’auto.

        • Che abbiamo gusti diversi è palese, ma anche esigenze diverse. Io non vivo in una metropoli, potrei girare con un camper o un autobus senza ostacoli dove vivo. La Cybertruck è l’erede della DeLorean, con la sua carrozzeria in alluminio e il look futuristico, declinato in versione pickup. Dubito arrivi sul mercato europeo, alla fine, esattamente come la DeLorean, è un’auto costosa che piacerà ad una nicchia ristretta di super appassionati.

          In effetti a questo mondo siamo diversi: c’è a chi piace il miniappartamento, con la minicucina, la minicar, con le miniprestazioni, il chihuahua e si allena con i pesetti. A me piacciono le ville, le auto vistose con prestazioni importanti, i dobermann e il powerlifting. E tra l’altro hanno costi simili: il miniappartamento in certo costa come una villa in periferia, la minicar elettrica costa come una berlina sportiva ICE, l’allenamento con i pesetti dura un’ora come l’allenamento di powerlifting.

          Io non critico gli inquilini dei miniappartamenti della metropoli, anzi, spero per loro che si continuino a costruire miniappartamenti dove loro tanto desiderano vivere. Non critico gli acquirenti delle microcar, certo non ce li vedo bene al volante delle Ferrari, spero per loro che si continuino a costruire microcar. Il mondo è bello perché è vario: gay, lesbiche, gender fluid, persone rinchiuse in casa a giocare coi videogames, persone che vanno nelle sette o che credono in qualche divinità, chi si fa tatuaggi, chi si monta le corna in testa, chi si mette le protesi al sedere, chi si fa le canne e chi fuma come un turco. Ognuno faccia quello che vuole, io NON voglio che il mondo assomigli a me, ognuno trovi la sua strada che lo rende felice. Sei felice con un piercing al naso? Fattelo, sono contento per te.

          Posso desiderare un modello di auto elettrica che mi piace o anche adesso sto commettendo un crimine contro l’umanità? O devo vivere come piace ad altri, fare sesso come piace ad altri, pettinarmi come piace ad altri, comprare quello che piace agli altri?

  11. Concettualmente vedo un abisso tra motore elettrico ed endotermico. Endotermico ha bisogno del petrolio, e noi lo compriamo al prezzo che vogliono gli altri. Se qualcuno decide di chiudere i pozzi andiamo tutti a piedi. L’elettricità la possiamo produrre in tanti modi…… a me questo basta per essere assolutamente a favore dell’ elettrico, oltre a tutti gli altri fondamentali motivi ambientali

  12. “La scoperta dell’acqua calda” è un titolo eticamente falso. Il fatto quotidiano non ha parlato di scoop (che è una notizia esclusiva), ha pubblicato un articolo alla luce di 2 fatti recenti: le recenti dichiarazioni di Mister Rimac a Quattroruote e quelle, anche queste recenti, di Raffaele Crocco sulle migliaia di bambini che ad oggi lavorano per estrarre le terre rare necessarie per le batterie elettriche. L’articolo, lo ribadisco, non era intitolato “scoop” o “esclusivo”, tutte le fonti citate erano riportate correttamente, così come i relativi virgolettati. Inoltre le notizie pubblicate non sono false.

    Tanta stizza davanti ad un articolo come questo è inconcepibile. Non si capisce perché mai i grandi media non debbano fare informazione o forse dovrebbero lasciarla solo ai siti specialistici. Da un recente sondaggio è emerso che solo il 12% delle persone conosce la differenza fra i vari tipi di ibrido, gli altri non sanno la differenza tra micro ibrido e phev. Quante persone sanno oggi che le elettriche emettono molta co2 in fase di costruzione? Scommetto meno del 2% degli italiani. Addirittura su questo sito ho letto commenti di persone che chiedevano “ma è vero che …” perché avevano letto commenti al riguardo di altri utenti. Addirittura queste auto vengono chiamate “ad emissioni zero” anziché “a minori emissioni” perché di fatto emettono nel loro ciclo di vita sia co2 e sia polveri sottili e addirittura in alcuni casi e determinati contesti un’auto elettrica arriva a emettere più co2 di una ibrida standard o di una ibrida plugin.

    Dunque il Fatto Quotidiano ha dato una notizia vera di cui pochi erano a conoscenza. Anzi, alcuni dettagli, come le dichiarazioni di Mister Rimac o quelle di Raffaele Crocco erano certamente sconosciute ai lettori di questo giornale. E allora perché tanto accanimento verso il lavoro di un collega? Notizie recenti, sconosciute alla massa, notizie corrette e verificabili, fonti citate, nessuna appropriazione indebiti di meriti altrui e soprattutto viene posto un problema reale e oggettivo. A me sembra un lavoro ben svolto e ne vorrei vedere altri così, ma magari, tutti gli altri media mainstream continuano col refrain delle emissioni zero …

    • Grazie Enzo, stavo esprimendo ESATTAMENTE gli stessi concetti in un commento lunghissimo che mi si è cancellato per errore. Quindi un ringraziamento era dovuto. Vorrei proprio vedere una risposta dell’autore…

    • Mi spiega qual è il problema reale e oggettivo? Che le elettriche emettono meno CO2 e inquinanti delle auto a combustione? Oppure che l’articolo rafforza la convinzione nelle persone che è meglio continuare a comprare i SUV a gasolio, tanto le elettriche inquinano lo stesso?

      Articolo ineccepibile dice lei, cui prodest dico io.

      Ad maiora!

  13. Commenti interessanti, anche se alcuni solo polemici, direi che un cambiamento ha bisogno di tempo e investimeti per fare sistema, ma la direzione elettrica è corretta.

  14. Lasciamo ad ognuno la libertà di guidare l’auto con il motore che preferisce: endotermico o elettrico, ma smettiamola di additare l’endotermico come il grande e unico inquinatore, mentre l’elettrico come unico salvatore dell’ambiente. Buona guida

    • Caro lei, lasciamo che ognuno faccia quel che gli pare, ma fino a un certo punto. Se la mia fossa biologica scaricasse in strada davanti al suo naso, avrei diritto di invocare la libertà di fare quel che voglio? Le auto termiche inquinano l’aria, emettono gas che modificano il clima, aumentano la nostra dipendenza energetica dall’estero. Le basta?

      • Massimo prendendo mio figlio all’asilo mi ha chiesto: bleah perché quella macchina fa tutta sta puzza!
        I bambini sono ad altezza scappamento, poi lui si sta abituando a considerare normale che l’auto non fa rumore e non fa fumo, quindi magari nota se passa davanti a una macchina che ne fa un po’ di più (magari come ad esempio in questo periodo che per via del freddo l’auto qualcuno la lascia in moto). Ma quel che il bambino chiama puzza sono invece sostanze nocive e cancerogene, ben diverse da una fossa biologica. A me è bastato questo, mi sono convinto avendo il bambino e notando che i fumi delle auto ferme, quando in moto, erano sempre degli aereosol ravvicinati per un bambino. Immaginiamo di mettere la faccia a altezza di un bambino di 3 anni, a fianco di una macchina accesa….tanto vale attaccarsi direttamente allo scarico

        • Infatti, Andrea, fatico a capire come qualcuno che chiamerebbe i carabinieri se gli scaricassi in faccia le fogne di casa mia, trova invece perfettamente legittimo, anzi un diritto inalienabile, scaricare in faccia a me i veleni della sua auto, più grossa e inquinante che può. E se ne vanta pure. Mah..

  15. Ad oggi la stima più ottimistica dice che 1kWh immesso sulla rete italiana é associato a 280 g di CO2 emessa. Per averlo su una batteria si sale a 340 per inefficienze di trasmissione in rete e di conversione.
    Assumendo 0.15 kWh a km, una auto elettrica emette indirettamente circa 50 g/km. La metà delle migliori auto endotermiche. Tutto inquina, le auto elettriche molto meno.

    • In quei 100 (il doppio dei 50 che stimi emesse indirettamente da una elettrica) ci metti anche la costruzione del pozzo petolifero, l’energia necessaria per estrarre il petrolio, quella necessaria a far muovere la nave fino alla raffineria, tutta quella che serve per raffinarlo, quella che serve per trasportarlo fino ai benzinai e, ovviamente, la corrente che serve a far girare la pompa?
      Per fortuna che la costruzione dei motori endotermici può essere fatta a freddo…

      • Per entrambe le tecnologie mi sono riferito alle emissioni a km. Non sono incluse le emissioni associate alla produzione dei combustibili né per le auto endotermiche né per le centrali termiche che alimentano la rete che alimenta le elettriche. Né quelle associate alla produzione o allo smaltimento di entrambe. Oltretutto la mia conclusione è favorevole alla tecnologia per la quale lei tifa, ma non avendo letto ciò che ho scritto con attenzione non lo ha colto. Io voi tifosi di tecnologia non vi capisco. Ci provo. Sarà che sono vent’anni che faccio ricerca e sviluppo in questo campo, e forse sono anche troppo scettico. Ho conosciuto molta gente con opinioni e punti di vista differenti, ma così tante certezze come nei commenti su internet mai da nessuna parte.

  16. La microvisione da terrapiattista che hai della politica si capisce dagli inutili post che fai su questo blog, di politica non capisci una cippa anche perchè la Ministra di cui parli è in quota PD e non M5S. Ma del resto sapete tutto voi e soprattutto lo fate per “gli italiani”.
    Brao, ancora un mese e vi ritroverete a Regina Coeli.

    • Antonio, ho cancellato l’inutile, ripetitivo, ossessivo commento di Bartolozzi perchè non ci interessano le sue farneticazioni politiche. Come giustamente fa notare lei.

  17. È incredibile come ogni mezza critica alle Peg Perego a pile venga digerita male su questo sito.
    Sapete qualcosa del vero impatto ambientale della filiera del litio? Ci sono due modi per ottenerlo. Dal pirosseno di litio, mediante esplosivi e metodi da cava classica, o con le salamoie nei laghi salati. Consumando milioni di litri di acqua in paesi che l’acqua non ce l’ hanno. Sottraendola all agricoltura. Senza considerare che il prodotto estratto va raffinato prima di poter essere usato per produrre batterie.
    Infatti è stato stimato che le emissioni di CO2 del comparto aumenteranno di 6 volte da qui al 2030 per soddisfare la domanda di batterie per le elettriche.

    • Non siamo permalosi, Max, e l’auto elettrica ha un sacco di (veri) punti deboli sulla quale la si potrebbe criticare. Ne parliamo spesso e se vuole gliene elenco qualcuno. Il fatto è che l’articolo in questione spaccia per una clamorosa scoperta una cosa che è nota a tutti da anni e che le stesse Case auto non nascondono affatto, tant’è che pubblicano dettagliati report in materia. Tutto qua, criticate le Per Perego, come le chiama Lei, fin quando vorrete, ma con un minimo di cognizione di causa. Dai…

    • Caleranno invece di 20 volte grazie all’80% di pezzi inutili presenti in una carrozza a biella e manovella rispetto ad una elettrica. Questo però non lo dite come se le auto a carburante inquinassero solo mentre sono accese e quelle elettriche mentre sono spente.
      Non diciamo che le batterie le fai una volta eppoi ti durano tutta la vita dell’auto mentre raffinare benzina e gasolio quello no che non produce inquinamento….noooo solone dei miei stivali.

    • chioserei che per fortuna il litio non si consuma, e sono confidente che ad un certo punto ne avremo abbastanza in forma già estratta che potremmo dover limitarci a riciclare il circolante per riottenere batterie fresche e fare a meno dell’estrazione.

  18. Non saprei per la CO2 ma Rimac ha ragione. L’allevamento di bovini per produrre carne ha un impatto ambientale molto negativo (per l’utilizzo di suolo, acqua, energia, ecc.). Si consumano tante risorse e si produce poco alimento (carne). A grandi linee un ettaro di terreno usato per produrre alimenti per il bestiame, produce alla fine un decimo in alimenti disponibili per l’uomo rispetto allo stesso ettaro di terreno coltivato a riso, grano, patate mele, ecc.

    • Io invece credo che tutti i settori debbano fare la loro parte: l’agricoltura, gli allevamenti, l’industria, i trasporti e anche la gestione energetica delle abitazioni in cui viviamo. E non c’è solo la CO2: ci sono gli inquinanti, come le polveri sottili, che non sono certo un toccasana per il nostro organismo. Se no, tanto valeva restare alle Euro 0, invece di spendere un mucchio di soldi per arrivare alle Euro 7 e ora all’elettrico.

    • Esatto. Consultare in proposito il bellissimo libro di Jonathan Safran Foer “Possiamo salvare il mondo, prima di cena”

  19. Mi meraviglio del commento che ha fatto Mate Rimac a Quattoruote…
    “Smettere di mangiare carne”…
    Ma mi faccia il piacere Mate, con la vostra cultura croata del consumo ABBONDANTE e direi esagerato (per noi italiani) di carne?!
    So quello che dico, ho amici croati e la vicinanza al confine mi aiuta a conoscere la questione.

  20. Purtroppo il giornalismo attacca sempre l’asino dove vuole il padrone (il suo padrone), deve essere il singolo ad informarsi, a ragionare ed a farsi una propria opinione senza farsi condizionare da eventuali simpatie.
    Quanto al fatto quotidiano posso dire che lo classifico allo stesso livello de il giornale, libero, la verità ecc………..parole rubate al dizionario, carta neppure buona per andare in bagno.

    Io sono orfano di Indro Montanelli (che a mio avviso diceva quello che pensava e non quello che gli dicevano di dire……..però devo ammettere che ce l’avevo in simpatia), dopo di lui il nulla.

  21. Hahahaha….scusate, ma c’è ancora qualcuno che legge e da retta a Travaglio e al suo giornale?!?!? Hahahaha ma per l’amor del cielo…. XD

      • Mi spiace per lei, dato che il sg. Travaglio ha dimostrato di essere di parte e mai oggettivo. Poi se lei è un “compagno” bhe allora non dico più nulla. Ma Travaglio e obiettività e oggettività sono parole che non possono esser messe nella stessa frase. E il suo giornale troppo orientato politicamente per fornire informazione imparziale. De gustibus.

  22. Non c’è da meravigliarsi del commento del Fatto Quotidiano.

    A parte una certa simpatia iniziale, che non mi ha però portato a votare per loro, quando un partito si fa un vanto da dire uno vale uno, se questo è vero per il voto nell’urna, non è certamente vero nei confronti di …..tutto il resto.
    Vuol dire che la prossima volta che salgo su un aereo (spero presto) invece del polota potrebbe salire un oeratore ai bagagli, o quando mi dovrenno ri-operare possono prendere il primo che passa.
    È evidente che ci sono criticità da superare, tradizioni secolari (oramai) da cancellare, migliorie da effettuare, ma la strada è segnata, e stiamo avanzando a velocità incredibili fino a pochi anni or sono, quando la barzelletta sulle auto eletttriche che girava, era legata alla lunghezza del filo alla presa, Quello che bisogna fare, a mio modesto avviso, essendo una persona “normale” è fare auto elettriche “normali” per persone normali, che non abbiamo difficoltà ad entrare in garage con dei mostri, io ho una Peugeot 308 e per foruna ci sono gli avvisatori che mi avvisano quando sto toccando, ma anche così ho diversi graffi e ammaccature.

    • Guardi che sta mescolando le carte in tavola tra giornali partiti e detti! Le chiarisco il concetto del uno vale uno: non è riferito alla professionalità di chirurghi o professioni ma al fatto che nel Movimento non c’è di fatto un leader che decide chi si siede in parlamento come accade nei partiti tradizionali dove amici e parenti di noti capi-partito da un giorno all’altro si ritrovano a fare i parlamentari. Il Fatto Quotidiano poi non è il giornale del Movimento 5 Stelle ma ci si identifica forse perchè è uno dei pochi che non prende sovvenzioni all’editoria, come il M5S non prende soldi per il finanziamento pubblico ai partiti che vorrebbe abolire. Infine diciamoci la verità, l’unico partito che sta facendo una vera politica ambientale è il M5S, gli altri la facevano solo per far fare gli affari agli amici in odore di mafia con campi fotovoltaici e eolici che non entravano mai in funzione e non certo per migliorare il nostro paese.

        • Non preoccuparti, la prossima volta ci va Meloni in Europa a chiedere il recovery fund e ci sarà Gallera come ministro della salute, mentre come ministro dell’economia magari qualche notaio leghista. Andrà tutto divinamente …

      • Concordo, e aggiungerei: confondere il fatto Quotidiano con il M5S, da il segno dell’ignoranza in tema di politica in Italia. Come del resto sia diventato lo sport nazionale dare contro al M5S, che è di fatto la prima forza politica ad aver rivolto uno sguardo all’ambiente, come anche (seppure fuori tema in questo dibattito) alla corruzione, scuola, lavoro ecc. Ma in Italia si è usi parlare per sentito dire, gli alfieri del discorso sono il pregiudicato, capitan Findus e il bomba, i pennivendoli di grido porro ( non me ne abbiano i porri) e Sallustio … senza dimenticare Saviano. Poveri italiani.

        • La correggo: in Italia, da oltre tre decenni, c’è un partito che si chiama Verdi e che fa dell’ambiente il suo tema chiave. L’ambientalismo non l’ha certo scoperto Grillo (e molto spesso senza averlo capito, ricordate lo show con le auto a idrogeno?)

          • è vero. Ma è anche un partito che non va mai oltre il 2,5% quando va bene. E che forse non va oltre questa soglia perchè non si fa mai sentire con proposte chiare, forti e realmente dirompenti. In mezza Europa i temi ambientali hanno portato i verdi al 10% come minimo. Da noi è stato necessario Grillo (con tutti gli scivoloni che si vuole) per dare priorità a questi temi. Detto da uno che ha votato Verdi per molti anni

          • In Italia i verdi sono ancora marginali, ma nel resto d’europa sono stati il fenomeno emergente degli ultimi due anni.

          • Lo stesso partito verde di chicco testa ?
            quello che voleva spaccare la faccia a tozzi ?
            quello pro nucleare , nonostante chernobyl e fucushima
            quello che va al governo col pd e ha tollerato obrobri come la discarica di mallagrotta ?
            quello che gli inceneritori sono “termovalorizzatori”

            quel partito verde è sempre stato una foglia di fico

            in germania la “rivoluzione verde” l’ha fattta la destra con la Merkel 20 anni fa ,
            quando in italia la destra e la sinistra cacciavano rubbia perchè diceva che il nucleare non era più conveniente

  23. bhe certo, produrre bolidi da 2000 cavalli che siano elettrici o altro di sicuro non è la cosa piu green di questo mondo, come appunto qualsiasi auto sportiva. Comunque non si puo paragonare certo l’inquinamento prodotto da una elettrica con una a carburante tradizionale. Gia oggi inquina meno. ed esattamente come prima un auto diventa piu sostenibile piu km fa, e questo vale ancora di piu e in maniera esponenziale per una elettrica

    • Le tecnologia delle auto elettriche di oggi, è per minimo i prossimi 15 anni, non riesce ad arrivare ai 10 anni di vita (ergo, non saranno in grado di percorrere la stessa quantità di km che ne percorre una tradizionale senza avere guasti anche importanti quindi ciao ciao il minore impatto).
      Vivo in un paese extraeuropeo dove i veicoli elettrici compongono addirittura il 35, se non 40%, del parco auto circolante (io possiedo un V8 TD 7.0 di cui vado fiero con 400k km) e ne vedo tante rimanere in panne per i motivi più disparati.
      Inoltre anche le auto elettriche inquinano come le auto a combustione con i pneumatici che rilasciano materiale, oppure perdono oli, lubrificanti e liquidi vari altamente inquinanti.
      Informarsi prima.

      • Faccio fatica a capire cosa ci sia da andare fieri di andare in giro su un macinino inquinante con 400k km all’attivo, ma come si dice “de gustibus non est disputandum”

      • Booh! un po’ di ignoranza c’è anche in questo commento.., la dispersione di particolato da un’elettrica da pneumatici e freni non è neanche il 30% di un veicolo a combustione visto che frena col recupero di energia fino ai 10 kmh., provoca zero vibrazioni e semmai l’inquinamento nella fase di produzione non lo lascia in città in bocca ai cittadini e con le conseguenze che ben conosciamo. Parola di chi ha una “vecchia” LEAF da 40000 km e un fuoristrada diesel (della moglie) che dagli ultimi 4 anni uso solo quando facciamo qualche viaggio un montagna (ovvero non oltre 4000 km l’anno)

      • È più di un anno che sento dire in tutte le salse che le auto elettriche inquinano di più delle auto a combustione ,e poi si scordano che le auto a combustione vanno a petrolio ,il petrolio va estratto raffinato e trasportato e smaltito .
        Poi si scordano che la nostra cara pianura padana ,che ha le dimensioni di un foruncolo nel mondo ,ha un elevatissimo inquinamento ma durante il lockdown di marzo e aprile è sparita come mai ?
        Tanti italiani hanno smesso di usare il cervello .

    • Io sono 20 anni che vado a GPL. Ed ancora oggi e minor danno che si possa fare visto che inquina lo 80% in meno……e poi un auto elettrica dopo 10.000 chilometri deve cambiare le sue batterie pensa tutte queste dismissioni quanto andranno ad aggravare linquinamento del pianeta pazzesco sono una massa di ebbeti

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