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Il partito elettroscettico (Tavares e …) non molla mai

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Carlos Tavares, n.1 si Stellantis, parla di "brutalità" dei governi nell'imporre l'auto elettrica.

Il partito elettroscettico non molla mai. Questa settimana a scendere in campo sono stati il n.1 di Stellantis, Carlos Tavares, e (con toni più sfumati) Ola Kallenius di Mercedes. 

Il partito elettroscettico: le EV? Sono auto da ricchi

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Ola Kallenius, n.1 di Daimler Mercedes.

Tavares va a giorni alterni. A volte sembra entusiasmarsi a un futuro fatto (anche) di auto a batterie, altre (più spesso) attacca alzo zero i decisori politici che vogliono le emissioni zero. Un anno fa se ne uscì fuori dicendo che le EV le comprano solo gli ambientalisti. Ora è tornato all’attacco lamentando che il passaggio ai veicoli elettrici è una decisione calata dall’alto, imposta “con brutalità” dai governi. Insomma, un prodotto che per ora interessa, oltre ai soliti ambientalisti, solo a chi ha un bel conto in banca: “Se offri una mobilità pulita accessibile solo ai clienti ricchi, non avrai un impatto significativo sulle emissioni di carbonio“, ha spiegato. “È difficile vendere un’auto a batteria da 30 mila euro quando si può acquistare il corrispondente modello tradizionale alla metà del prezzo”. Kallenius, invece, ne fa un problema di posti di lavoro. Si dice d’accordo con la UE nel fissare standard sempre più rigidi per le emissioni, ma chiede un “dibattito serio e onesto” sulle ricadute per l’occupazione.Tutti sanno che ci vogliono più ore di lavoro per assemblare un sistema basato sul motore a combustione rispetto a un elettrico“.

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La Fiat 500: secondo noi il miglior prodotto elettrico di Stellantis.

Il partito elettroscettico si misura con VW e Renault

È sempre più chiaro a questo punto che l’industria dell’auto è divisa in due. Da un lato c’è chi, come Tavares, vive l’elettrico come un’imposizione. Dall’altro c’è chi, come Volkswagen-Audi e Renault lo vive come una sfida e un’opportunità. E lavora convinto che, entro il 2025, sarà possibile vendere EV allo stesso prezzo del benzina. Vedi il progetto R5 svelato da Luca De Meo e l’analogo piano per la ID.2 a cui si lavora in VW. In Francia c’è chi insinua che il nervosismo di Tavares è legato anche al fatto che il suo mega gruppo (PSA+FCA) nell’elettrico è un passo indietro sulla concorrenza. E cita un dato rozzo, ma efficace. Con batterie da 50 kWh o poco più, i cugini-rivali di Renault riescono a spremere dalla Zoe quasi 400 km di autonomia. Mentre le Peugeot, Opel e Citroen con capacità analoghe non vanno oltre quota 350. Noi, peraltro, siamo convinti che il miglior prodotto elettrico della gamma Stellantis oggi sia la Fiat 500. Un piccolo gioiellino da 320 km di range che, senza particolari spinte di marketing, anche ad aprile è stato il terzo più venduto in Francia e il primo in Italia.

In questi momenti c’è che piange e chi vende i fiori…

Un vecchio proverbio dice che “in un funerale c’è chi piange, ma c’è anche chi ride perché vende i fiori“. Ecco, l’industria dell’auto sembra dividersi tra queste due fazioni, anche se il morto ancora non si vede, dato che i motori termici tuttora valgono più del 90% delle vendite. I fiori che l’avvento dell’elettrico sembra offrire all’industria dell’auto sono due mercati enormi come quelli dell’energia e del digitale. C’è chi ci crede e chi no.

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Il n.1 di Volkswagen Group, Herber Diess: barra sull’elettrico e posizioni ben distanti da quelle di Tavares.

Una cosa è certa: non può essere l’industria dell’auto a decidere quali saranno i limiti delle emissioni. Questo è un film già visto e il sottoscritto ha memoria sufficiente per ricordare pianti e minacce che i Tavares dell’epoca agitavano all’affacciarsi di ogni nuovo step dei limiti Euro. Paventando rovine occupazionali mai verificate. È successo tutto il contrario: siamo all’Euro 7 e nessuno è fallito, anzi: trimestre dopo trimestre, i profitti aumentano, inizio 2021 compreso. E i limiti UE sono stati uno sprone a un miglioramento tecnologico che ha portato l’industria europea ai vertici. Mentre gli americani si assopivano (e fallivano) sui loro macchinoni super-inquinanti.

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27 COMMENTI

  1. Gianni, grazie per avermi anticipato nella risposta a Matteo. Condivido tutto quanto hai scritto, anche se io ho volutamente trascurato la polemica politica, sulla quale peraltro non mi sento di darti torto. Piuttosto mi piacerebbe conoscere l’opinione di Matteo sui danni (gentile eufemismo) derivanti dal petrolio. Anche qui senza voler fare polemiche.

  2. Sono abituato da parecchi mesi ormai a guidare un’auto elettrica. Quando mi capita di guidare una termica di pari potenza (sulla carta) ho l’impressione che alle partenze quando schiaccio l’acceleratore la macchina dorma beatamente. Mi sembra di guidare un bisonte. Non è solo uno sfizio la coppia istantanea che ti dà un’elettrica, è una cosa a cui ti abitui e non averla poi su un’auto sembra una grave mancanza.
    E’ una questione di abitudini, provandola di persona credo che saranno sempre di più quelli che apprezzano la trazione elettrica.

  3. Caro Matteo, non penso che Natalino voglia chiudere i rubinetti del petrolio domani, ma semplicemente senta l’urgenza di cominciare subito, con tutti i mezzi a disposizione per eliminare al più presto quelli che possono al momento sembrare vantaggi per i poveri cristi, ma che domani saranno enormi problemi per tutti, ma proprio tutti, specialmente per i poveri cristi. Sappiamo bene che se vogliamo arrivare a 100, dobbiamo mirare almeno a 130.
    Tu poi paragoni il modo di delegittimare il petrolio a quello usato per delegittimare Berlusconi. Mi pare giusto che sia così. Berlusconi è stato condannato , nonostante leggi ad personam , uno stuolo di avvocati e prescrizioni a catena, perché derubava gli italiani non pagando le tasse. I petrolieri vorrebbero impunemente soffocare il mondo per continuare a guadagnare cifre iperboliche alle spalle dei poveri cristi. Sempre del dio soldo si parla

  4. Spostiamo le sovvenzioni dal petrolio alle rinnovabili e vedrai che le voci di costo cambieranno.
    Io non faccio nessuna guerra. Caso mai ne han fatte e continuano a farne potentissimi esseri dis-umani per accaparrarsi il petrolio. Gli esempi purtroppo non mancano.
    Per non parlare poi del disastroso impatto ambientale derivante da estrazione, raffinazione, trasporto e consumo dei suoi derivati. Le bonifiche COSTANO!
    Non dimentichiamo poi le decine di migliaia di morti da inquinamento ambientale, in Italia ed Europa. Le cure mediche COSTANO!
    Per il cambio di auto in casa abbiamo scelto l’elettrico e siamo felicissimi di non andare più ad acquistate carburanti.

    • Allora illustraci come credi di spostare le merci.. con camion elettrici? Con i treni che li prenoti ora per il 2060? Hai idea dei tempi e modi di gestione della filiera di frutta e verdura, degli alimentari freschi? Come li porti dai campi alla lavorazione ed alla GDO? Con i tuo elettrico? Buona fortuna..

    • Se questo significa evitare di far costare di più tutti i beni di prima necessità trasportati su gomma, beh allora si lasciamo che si arricchiscano… questa guerra contro il petrolio mi sembra la guerra che faceva la sinistra contro Berlusconi, bisogna screditare a tutti i costi anche a spese di tutti i poveri cristi che a fatica arrivano a fine mese a mantenere la famiglia. C’è un modo di dire, ma qui non è politically correct quindi lasciamo perdere..

  5. Ripeto quanto già detto in altre occasioni: togliamo le supermilionarie sovvenzioni all’industria petrolifera! Ne consegue una domanda: quanto costeranno poi le auto a motore termico? I costi di gestione (carburante, olio, lubrificanti vari, ecc.) aumenteranno al punto di rendere così costosi questi ferri vecchi, che diverrà indispensabile abbattere i listini per poterle smerciare.
    Certo, parte dell ‘energia per le auto elettriche viene ancora prodotta bruciando carbone e simili schifezze, ma questa piaga col tempo si ridurrà fino a scomparire.
    Stampiamo a caratteri cubitali questa considerazione davanti alle sedi dei vari Tavares, Toyoda & Co.

  6. Che ha detto di strano? La corsa elettrica costa a listino 13000 euro più della termica,(esempio) aggiungi che la maggior parte delle persone non può ricaricare da casa, aggiungi che le colonnine sono poche e magari distanti ….

    • Piagnucolii per mantenere lo status quo caro Fabrizio
      I costi delle auto elettriche sono gonfiati artificialmente dagli incentivi statali.
      Una batteria da 50kWh a un costo di produzione di 150 euro /kWh + iva 22% costa 9150 euro, però il motore termico costa 4-5000 euro mentre quello elettrico appena 700 euro.
      Le auto elettriche dovrebbero quindi costare 5-6000 euro in più, non 13000, ma finchè ci saranno gli incentivi andrà così.
      Mi risulta inoltre che la maggior parte delle perone che non può ricaricare da casa può tranquillamente fare a meno di un’auto perchè queste abitano in città.
      Chi non può farne a meno dell’auto sono coloro che vivono nei piccoli paesi (L’Italia ha 8mila comuni), e questi possono anche buttare giù una prolunga per caricare di notte con una presa Shucko e avere 100 km il giorno dopo e 2.5 euro di spesa.

  7. Tavares degno erede di Marchionne. In un modo o nell’altro tutto il vecchiume stantio finisce sempre in Italia mentre il nuovo e dinamico (De Meo) se ne va.

  8. Qualcuno ha dimenticato la parola “ancora per poco”(per ricchi)
    cambiando la politica di gestione delle batterie e migliorando il loro rendimento con la la continua ricerca presto qualcuno dimostrerà che l’auto elettrica DEVE costare meno di quelle tradizionali, se non sono uno Status Sociale.

  9. È veramente triste sentire, da persone ai vertici di multinazionali tra le più grandi al mondo, parlare di mobilità elettrica con argomentazioni che non sono più accettate neanche neanche in un bar di pensionati in un dopo partita sfortunato.

      • Per me non è per tutti ma probabilmente più per la paura da ricarica e il fatto che non tutti abbiano un box. Anche le utilitarie hanno ancora alcuni anni prima di avere prezzi abbordabili anche per i meno abbienti. Però la platea per gli EV oggi è ben oltre il 10% del mercato

      • Nemmeno le ” caldaie ” ,come le chiama un mio amico, sono per tutti. Quando ho iniziato a interessarmi di elettriche l’unica chance era Tesla che mi avrebbero dato nel 2012. Poi per problemi di lavoro e famigliari ho disdetto la prelazione. Ma Tesla per 12000 euro mi avrebbe sostituito la batteria dopo 8 anni. Nel 2012 costava mezza macchina 35/ 40.000 €. E infatti ora le batterie costano un terzo di allora. Secondo calcoli di persone che i conti li sa fare meglio di me, nel 2023 le elettriche costeranno meno delle ” caldaie ” . Quindi meglio aiutare, molto, già oggi a passare all’elettrico, svegliarsi per le colonnine di ricarica. Se poi qualcuno desidera sentire l’urlo di un quattro in uno, respirare il puzzo della benzina e del gasolio, gli inebrianti fumi ricchi di CO2 ,PM10 PM2,5 NOx ,anidride solforosa e tanti altri amichevoli salutari composti aromatici, faccia pure, basta che ascolti e respiri tutto lui.
        Che poi che a preoccuparsi di chi non può comperarsi l’elettrico sia chi spreme il più possibile, clienti, rivenditori e governi (cassa integrazione e sconti sulle tasse) per pagarsi le stock- options e la rendita degli azionisti, mi fa sorridere, per non essere scurrile.

  10. Tavares è uno che tira sempre e solo l’acqua al suo mulino, e se ne infischia del problema climatico che ormai è sotto gli occhi di tutti.
    A mio avviso dimostra di essere (ma purtroppo non è l’unico) un personaggio che alla salute del prossimo (e magari pure la propria) alla salute dell’unico pianeta che abbiamo preferisce i soldi.

    Ma tutti i soldi che i vari marchi che attualmente sono sotto il suo comando dove li ha messi? Che li investa come fanno gli altri.

    E’ proprio (purtroppo) una brutta persona.

    • Sinceramente è quello che mi aspetto da un manager di una multinazionale: che tiri acqua al proprio mulino. Sono pagati, profumatamente, per quello.
      Peraltro, mi aspetto invece che non siano loro a dettare le regole del gioco.
      In poche parole: che siano le istituzioni a scrivere le regole (non solo per le emissioni, ma anche riguardo le condizioni al contorno, come le ricariche).
      Ai manager il compito, più o meno arduo, di seguire la migliore strategia per arrivare a rispettarle.

      • Concordo che ci si possa aspettare questo. Dipende di solito da quanto sono avanti o indietro rispetto ai concorrenti. Per esempio non mi stupisco di Toyoda, ma nemmeno di VW. A ognuno la sua politica di marketing.
        Comunque psa e anche la 500 hanno alcuni veicoli interessanti, quindi é più una questione di tempo che altro

  11. Al contrario mi sembra che le auto elettriche siano proprio per persone come me che devono fare ben i conti con le loro risorse finanziare, specie ora che il mercato dell’usato elettrico sta crescendo e ti permette di acquistare un auto ad un prezzo forse un po’ superiore, ma che poi ti fa’ risparmiare 1000 o 2000 Euro all’anno rispetto ad un motore termico!

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