Il paradiso della ricarica? È in Friuli, a Martignacco

il paradiso della ricaricaIl paradiso della ricarica? È in Friuli, nel grande parcheggio del centro commerciale SME di Martignacco, come ci ricorda Enrico, un lettore. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Il paradiso della ricarica nel centro commerciale: ogni parcheggio una colonnina

“Buongiorno, passando l’altro giorno alla SME di Martignacco (Udine) ho visto che le colonnine su quasi tutti i parcheggi sono state attivate e funzionano. Ho visto una macchina in carica. Per info bisogna scannerizzare il QR CODE della colonnina. Non so che potenza e che prezzo hanno, comunque è una cosa meravigliosa avere tutti i parcheggi con una colonnina. E non dover litigare con le termiche che occupano gli spazi riservati”. Saluti. Enrico Ambrosini

Un esempio da seguire: un rabbocco mentre fai tutt’altro

Risposta. Ci siamo occupati più volte di questa mega-installazione di colonnine in AC, anche con la VIDEO-INTERVISTA riprodotta qui sopra . È l’ideale per chi visita un centro commerciale e ne approfitta per un rabbocco in una ricarica lenta nel parcheggio. Peraltro sempre disponibile, perché qui si parlava di un migliaio di colonnine in tre megastore. Lo diciamo da sempre: la ricarica va fatta preferibilmente mentre si fa tutt’altro e questa ne è la dimostrazione pratica più efficace. Con un modello simile alle City Plug introdotte dal gruppo A2A.

Il progetto della SME è stato realizzato in partnership con Eni Plenitude, che ha installato e gestisce l’infrastruttura, inserendo tutti i punti di ricarica nella App. Ma c’è interoperabilità con tutti le altre reti in roaming, Enel X compresa. Ogni colonnina ha un Qrcode che consente la rapida attivazione. Gli edifici dei negozi Sme sono peraltro dotati di tetti fotovoltaici per una potenza installata di 730 kW. Ma tutta l’energia verde prodotta viene assorbita dai consumi dell’area commerciale (illuminazione, refrigerazione). Il fotovoltaico è scollegato dalla infrastruttura di ricarica, alimentata soltanto dall’energia che proviene dalle cabine Enel.

  • La ricarica “democratica” nell’esperienza di A2A City Plug: guarda il VIDEO

Visualizza commenti (3)
  1. Abito li vicino e ho un auto elettrica.
    Anch’io la trovo una formula poco sensata. Intanto lo SME non è un negozio dove vai spesso ma solo quando ti serve, e ci stai poco, meno di un’ora. Voglio capire chi è che:
    – si reca li per caricare
    – estrae il suo cavo di ricarica
    – cerca l’app giusta per caricare pagando naturalmente il triplo che a casa
    Per ricaricare quanto, 4kwh se va bene? Intanto che si reca alla SME dove non c’è neanche l’alimentari. Piuttosto usi le colonnine fast che sono presenti in fondo al parcheggio

  2. Vado in controtendenza. Conosco bene questa installazione ma la trovo poco sensata e soldi buttati. Questo per due motivi. 1) costo troppo altro per colonnine lente. A quel prezzo mi collego ad una fast. 2) La SME è un negozio dove difficilmente rimani per più di un’ora. Quindi caricheresti ben poco. Senza contare che non hanno il cavo quindi devi prendere il tuo, combattere con l’app che molto spesso non funziona, rimetterlo via dopo la ricarica. Questo tipo di colonnine vanno bene nei parcheggi di grossi centri commerciali dove passi la giornata intera o quasi. Non in negozi dove entri ed esci.
    A dimostrazione di ciò non ho mai visto una sola auto in carica in quello di Pordenone. E io stesso quando ho provato a caricare per lo sfizio di provare una colonnina ci ho rinunciato per malfunzionamento dell’app.
    Diciamo voto 8 alla realizzazione, 3 all’idea.

  3. Finalmente un impianto fatto per non creare problemi a tutti (clienti BEV e non); dovrebbero diventare obbligatori pure nei parcheggi scambiatori, in quelli di lunga sosta alle stazioni ferroviarie e presso grandi aziende e zone industriali… (con una legge simile a quella francese che richiede coperture FV obbligatorie sopra certe metrature)

    A proposito dell’esempio dell’articolo, che purtroppo alimenta le prese di ricarica con prelievi da rete .. I tetti dei magazzini e centri commerciali potrebbero benissimo ospitare Anche le nuove piccole pale eoliche (italiane) che occupano pochi metri in altezza ma col loro nuovo design producono molto pure con venti di brezza: un adeguato accumulo e tutta l’energia aggiunta ai già presenti pannelli FV li potrebbe facilmente rendere più autonomi dalla rete… figuriamoci nei giorni della famosa bora friulana…

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