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Il panettiere e il top manager, duello sull’elettrico

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Benjamin Profanter, il panettiere (a sinistra), e Michael Macht (a destra), top manager ex n.1 della Porsche.

Il panettiere e il top manager, un confronto inedito con visioni opposte sull’auto elettrica. Il dialogo è andato in onda al Klimamobility di Bolzano, in un dibattito a molte voci moderato da Mauro Tedeschini di Vaielettrico.it.

A Bolzano il confronto con l’ex n.1 di Porsche

Il panettiere si chiama Benjamin Profanter ed è il giovane titolare di un negozio di Bressanone che produce e vende solo prodotti bio. Doveva partecipare al convegno per parlare dei legami tra mobilità elettrica e turismo. Ma prima del suo intervento è salito sul palco un famoso top manager tedesco dell’automotive, Michael Macht. Uno che è stato amministratore delegato della Porsche e direttore di produzione della Volkswagen, tanto per citare due incarichi tra i tanti.

Michael Macht in un’immagine d’archivio

Lo scettico Macht

Macht ha insinuato tra il pubblico, circa 200 persone, parecchi dubbi circa la validità del modello elettrico: “Ogni innovazione va presa con cautela“, ha ammonito, “oggi parlar male dell’elettrico significa essere presi per nemici dell’ambiente. Ma esistono studi in Germania che dimostrano che nell’intero ciclo le auto a batterie emettono più CO2 di un diesel“. Non solo: secondo il top manager tedesco è illusorio pensare di alimentare le auto con le rinnovabili. Questo per le difficoltà di stoccare l’energia: “La vera soluzione sarà l’idrogeno. Non ci rendiamo conto che l’elettrico regalerà i nostri mercati alla Cina, che si è buttata su questa tecnologia accaparrandosi i metalli rari di cui hanno bisogno le batterie. E criminalizzare le auto termiche, con annunci di prossimi divieti assoluti come stanno facendo i paesi scandinavi è una follia“.

Il fornaio di Bressanone ribatte colpo su colpo

Profanter ha ascoltato in silenzio le parole dell’ingegner Macht. Ma quando è venuto il suo turno di salire sul palco è passato al contrattacco. Davide contro Golia: “Io l’elettrico lo uso tutti i giorni per il mio lavoro e voglio dire a tutti che conviene moltissimo. Abbiamo due furgoni Nissan eNV200, più una Tesla Model S per il sottoscritto. E ogni km che facciamo è un risparmio. Senza mai una rottura e con una manutenzione inesistente”.

Benjamin Profanter in tenuta da lavoro.

“Conosco gente che con l’auto elettrica non ha ancora dovuto cambiare le pastiglie dei freni dopo 200 mila km, perché i freni non si usano quasi mai. Noi auto-produciamo energia con il solare e la usiamo anche per i mezzi elettrici, eccome. E poi si risparmia sul bollo, sull’assicurazione…“. Certo, il panettiere vive in un’isola felice per la mobilità elettrica come l’Alto Adige. Dove, come ha ricordato il dg di Alperia Johann Wohlfarter, ci sono 300 colonnine di ricarica, il 10% del totale installato in tutta Italia.  Ma il suo è stato un intervento molto applaudito. Alla fine i due si sono fermati a discutere faccia a faccia. Il panettiere e il top manager, come testimonia la foto in alto. Un bel match.

 

1 COMMENTO

  1. Ancora con la bufala dell’inquinamento dell’elettrica maggiore in tutto il ciclo, con calcolo fatto da incapaci e fonte inesistente, CNR ha smentito, i dati lo smentiscono, la logica pure, ma la bufala naviga con vento in poppa.

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