Home Scenari Il numero due di ABB: ecco 23 Tesla in fila al Supercharger

Il numero due di ABB: ecco 23 Tesla in fila al Supercharger

118
CONDIVIDI
tesla supercharger

Ventitrè Tesla in fila al supercharger e otto in ricarica durante l’esodo natalizio farebbero già notizia; ma il bello è che l’ingorgo è stato filmato e postato su Linkedin dal vice presidente della multinazionale ABB Dylan Sumbler. Con pepatissimo commento.

ABB è uno dei principali produttori al mondo di colonnine di ricarica, sia ad alta potenza, sia wallbox domestiche. E forse il post di Sumbler non è del tutto disinteressato.

tesla supercharger

E’ successo nel Regno Unito, nel Supercharger autostradale Tebay Services, in Cumbria, contea situata nel Lake District dell’Inghilerra del nord. Il signor Sumbler possiede un veicolo elettrico per i viaggi a breve raggio, ma anche una Land Rover Discovery per quelli più lunghi. Proprio con quest’ultima stava tornando da una vacanza con la famiglia in Scozia quando si è fermato alla stazione di servizio per fare rifornimento. Qui è rimasto sbalordito vedendo la coda di Tesla al supercharger e l’esasperazione dei conducenti, fermi ad aspettare per oltre un’ora. Ha perciò deciso di filmarla. E commentando il suo video si è chiesto se dopo questa brutta esperienza non fosse il caso di cambiare i suoi piani che prevedevano l’acquisto di una Tesla Model Y.

Senza investimenti significativi per potenziare le stazioni di ricarica, dice Sumbler, la situazione non potrà che peggiorare.

tesla supercharger

«Sono stato un guidatore di veicoli elettrici negli ultimi quattro anni e lo adoro _ ha scritto Sumbler_. Sono perfetti per i viaggi locali, le piccole commissioni e lo shopping. Ma, aggiunge, «sono così grato di avere la nostra fidata Land Rover Discovery 4, che ha rifornito con un breve pit stop».

Sumbler dice poi di aver sempre invidiato i conducenti di Tesla per l’incredibile autonomia e per la possibilità di ricaricare nelle stazioni di ricarica riservate. Ma ora, dovendo sostituire la sua auto in maggio, forse rinuncerà a comprare una Tesla Model Y.

Conclude poi con una provocazione al miliardario americano: «Ehi, Elon, forse hai deciso di regalare la ricarica per Natale?»

-Iscriviti alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube

Apri commenti

118 COMMENTI

  1. Esatto, elettriche piccole, con ricarica da casa, vanno bene.
    Le altre so no un’avventura, oggi e i prossimi anni.
    Nulla di male, anche le super car, epoca, 4×4 su sterrato sono una avventura

  2. Di sicuro un aiuto lo darebbe la possibilità di ricaricare presso le strutture ricettive (e avere un carichino nel bagagliaio se si va dai parenti). Oggi la possibilità di offrire la ricarica ai clienti è un plus, ma molto presto potrebbe diventare una conditio sine qua non

  3. Il problema si porrà quando la benzina e il diesel costeranno sopra i 4 euro al litro e sarà impedito il loro utilizzo in tutti i centri abitati. Pian piano chiuderanno i distributori e pian piano bisognerà organizzarsi e pianificare per fare rifornimento nei rari posti dove ce ne sono.
    Quello che molti non vedono comunque sono i tremendi svantaggi delle auto termiche: sono climalteranti, inquinanti (solo in Italia fanno morire migliaia di persone ogni anno per le emissioni), dobbiamo acquistare il petrolio dai soliti stati tutt’altro che democratici e a caro prezzo, politico ed economico. Le BEV potrebbero risolvere tutti questi problemi collettivi, lasciandoci per adesso solo il problema ricarica, ma per molti di noi sarebbe un problema ristretto a una due volte l’anno, avendo la possibilità di ricaricare a casa o a lavoro. I problemi di ricarica ci sono ma non sono e non saranno così drammatici in futuro, soprattutto se usciamo dalla pretesa della libertà-comodità a discapito di tutto il resto che ci circonda

  4. Io commento spesso negativamente sull’attuale velocità di ricarica delle Bev per chi deve fare lunghi viaggi (mi preoccupa meno l’autonomia) perciò qui dovrei andare a nozze e dire:”Ve lo avevo detto, etc.!!”. Tuttavia ho un’impressione diversa, fatto salvo un eventuale raduno a 100 m da lì non citato da The sun, su cui ho verificato notizia e video, giornale però da cui di regola non ci si può aspettare alcun tipo di approfondimento.

    Tendo a pensare, viceversa, che a Natale viaggino anche le persone che, di regola, usano l’auto per andare al supermercato o a trovare i nipotini e, fra di loro, molti di quelli che hanno preso una Tesla che, con gli stipendi inglesi è roba quasi da poveri (ricordiamocelo) hanno pensato di fare un giro senza pensarci troppo perché le Tesla hanno quest’aura di essere esenti da problemi di autonomia. E, se in Italia, durante le feste di qualunque tipo troviamo gente che viaggia ancora col piede fuori dal finestrino – giuro, ne ho visti moltissimi ed anche qualcuno dalla parte del conducente – vuoi non trovare una trentina di rimbambiti marcati UK che, dopo qualche pinta al pub, perde un pochetto la ragione? Non fatemi fare commenti antipatici su cosa succede nei pub inglesi.

    D’altra parte, l’Inghilterra è l’ideale per le elettriche: meno di 1000 km di lunghezza e nessuno fa su e giù in auto. Limite di velocità bassissimo anche in autostrada di 70 miglia (112 km/h). Se hai una Tesla e ti trovi senza “juice” sei banalmente un cretino.

    Perciò si tratta dell’evento “sbagliato” che mette in evidenza un fatto vero. Fatto che per alcuni è la necessità di aumentare gli stalli o l’autonomia, mentre per altri (me incluso) risiede semplicemente nell’avvicinare i tempi di ricarica a quelli della pompa di benzina.

    • il motivo l’ha detto Guido Baccarini 5 Gennaio 2023 at 17:36

      D) Tesla ha regalato 6.000 miglia gratis al Supercharger a chi ha ritirato Tesla in Dicembre in UK

      STRAFAKE di uno col Discovery “per i viaggi lunghi” !!!

      -_-

    • Come evidenziato da tanti altri, giustamente siamo di fronte ad un evento “sbagliato”. Ma gli esodi lo sono per definizione. Tra l’altro quelli che partono esattamente a ferragosto o la vigilia di Natale non sono degli imbecilli che non sanno programmare la partenza ma sono dei lavoratori che magari hanno solo 24, 25 e 26 dicembre per andare a trovare i parenti a Roccaraso una volta l’anno e quei 500 km di distanza vorrebbero farli con la loro auto pagata più di 50k e non con 3 cambi di treno e il doppio del tempo sperando di beccare le coincidenze.

      E’ palese a tutti che il problema, ad oggi, non c’è negli altri giorni dell’anno. Ma gli esodi si chiamano così per questo e se ogni anno si programmano interventi per ampliare la rete autostradale (penso alla Salerno Reggio Calabria o alla variante in A1 all’altezza di Firenze o alla tirrenica dopo Orte) e ridurre i momenti di congestione, dall’altro occorre mettere in piedi una strategia efficace per le ricariche. Altrimenti ci troviamo le autostrade vuote perché sono tutti in fila alle colonnine dell’Autogrill. Se il problema si è presentato in UK dove le auto elettriche rappresentano l’1% del parco circolante, io la domanda di cosa succederà quando sarà il 100% me la pongo eccome.

      Perché questo è anche un problema ambientale. Se per superare il rischio code corriamo tutti a compare la Zeekr 001 con batteria da 140 kWh e autonomia da oltre 1000 km (ciclo CLTC) allora è la fine, il risparmio in termini di co2 diventa 0 perché le batterie grosse inquinano tanto.

  5. “Nel 2021 i veicoli sulle strade del Regno Unito sono aumentati dello 0,4% a 40.506.971 unità” [ https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/analisi_commenti/2022/06/01/mercato-gb-da-100-anni-non-calava-per-due-volte-di-seguito_33783015-3ebc-44a7-82f7-1fecaa114395.html ] e che “oggi in UK circolano circa 1 milione di auto e altri veicoli elettrici” [ https://www.sicurauto.it/news/auto-elettriche-ibride/auto-elettriche-dal-2025-in-uk-pagheranno-il-bollo-come-le-ice/ ]. Tralasciamo per il momento il fatto che ad oggi passano all’auto elettrica chi intende avere una seconda auto, una city car, elettrica per poi viaggiare con l’auto a benzina come il signor Dylan Sumbler ha beatamente confessato. Fingiamo non sia così (sebbene questo aspetto peggiorativo vada considerato) e fingiamo inoltre che le auto elettriche oggi in UK siano 1/40 del totale nonostante in realtà sono meno (questo perché i 40 milioni sono auto mentre il milione di veicoli elettrici comprende auto e altri veicoli). Quindi semplifichiamo molto le premesse a favore dei pro-elettrico.

    Se oggi il parco circolante delle auto elettriche è dunque pari al 2.5% (100/40) e già ci sono queste code (con auto che preriscaldano la batteria, ricaricano a velocità elevatissime e hanno autonomie eccezionali) la domanda che la politica deve porsi è: come faremo quando il 100% del parco auto circolante sarà elettrico?!? Questo significa che occorre una rete di ricarica grande almeno 40 o 50 volte l’attuale installato, ovvero un incremento del 5000% delle colonnine ad alta potenza. Le colonnine HPC in UK sono 2211 [ https://www.zap-map.com/statistics/ ] e quindi ne serviranno oltre 2211 x 50 = 110550 per limitare le code. Ne mancano solo 108339. Ipotizzando che il 100% del parco circolante elettrico sarà raggiunto nel 2050 (in realtà molto prima, visto che lo stop alla vendita dei veicoli a benzina in UK è previsto per il 2030), mancano 27 anni a quella data. Ipotizzando una curva di adozione progressiva (anche questa una semplificazione pro-elettrico) siamo a 108339 / 27 = 4013 colonnine HPC da installare ogni anno.

    Auguri e buon anno!!!

    • Per inciso, quando dicevo che le premesse erano benevole per le EV. Secondo questa fonte (che non contraddice l’altra) le sole automobili elettriche in UK non sarebbero 1 milione poco più di 420.000 [ https://www.rac.co.uk/drive/news/electric-vehicles-news/demand-for-more-ev-charging-stations-across-uk/ ] (“this caters for more than 420,000 electric vehicles in the UK”). Facciamo 500.000 per quieto vivere.

      Questo significa che i numeri di cui sopra vanno moltiplicati per 2: siamo a 8107 colonnine HPC da installare ogni anno per i prossimi 27 anni, ovvero serve un incremento del 10000% di colonnine HPC rispetto all’installato attuale.

      I politici inglesi ed europei hanno una stima esatta e affidabile di quante colonnine HPC vanno installate da qui al 2050 per evitare file di ore durante gli esodi? Possono condividere con noi questi dati e come li hanno calcolati?

      • Enzo, approfitto della tua analisi che in buona parte condivido ribadisco quello che ho sempre pensato e che continuo a pensare.

        Continuo senza meno a pensare che sia velleitario voleri gestire “a colonnine” grossi flussi “occasionali” (grandi raduni tipo concerti e partite di calcio, eventi turistici stagionali tipo la domenica al mare e la giornata a sciare).

        Quello che è successo nel filmato, peraltro non l’unico che gira in rete, è emblematico del fatto che il problema può esistere eccome, e la cosa che bisogna onestamente dire è che per adesso bisogna farsene una ragione e farsi furbi per quanto possibile nel non farsi trovare impreparati e con la batteria da caricare prima di una vacanza. Per quanto possibile ripeto.

        Per questo tipo di situazioni servono strumenti appositi che già si vedono all’orizzonte, tipo il DWTP.
        Quindi di per sè non son preoccupato, ma come giustamente dici, dimensionare la rete sugli eventi “straordinari” vuol dire metter giù un mare di colonnine che, a parte chiedersi di quanta potenza installata avrebbero bisogno, resterebbero sottoutilizzate per il resto dell’anno.

        Però se da un lato questo tipo di “grossi flussi occasionali” esiste eccome, e dire che è un “non problema” non è la soluzione, d’altro canto vanno considerati per quello che sono. E cioè eventi al di fuori della normalità.

        Che è fatta di ricariche lente, possibilmente domestiche, e di colonnine fast che per lo meno nelle intenzioni risolvono “fast” eventuali contrattempi, cambi di programma e soprattutto sono di supporto nelle trasferte più lunghe.

        Quindi ben vengano le fast, le medium e pure le slow, ma secondo me deve essere sempre più chiaro che ogni specifico problema deve avere il suo “strumento” per essere risolto. Non si fa modellismo con la smerigliatrice da 250 mm e il disco per il cemento armato, non si fa carpenteria pesante col Dremel.

        Nulla mi toglie dalla testa che per la gestione dei grossi flussi bisognerà ragionare diversamente rispetto al tandem (iperbole) “megabatteria-megaricarica”.
        La mia speranza è che il DWTP funzioni decentemente e alla svelta.
        Se va, a quel punto almeno la metà dei problemi sono “risolti”, visto che ad oggi il problema è sostanzialmente l’autostrada o più in generale la percorrenza al di là dell’orizzonte della batteria.
        E non bisognerà installare “eoni” di colonnine ad alta potenza, ne basteranno un buon numero ben piazzate e ben funzionanti.

        Speriamo che questi “disagi”, per quanto occasionali, facciano riflettere chi di dovere.

        A latere: l’omino ABB sarebbe megli che pensasse due volte prima di postare sui social. Perchè ha toppato e basta. Poteva pubblicare il filmato e commentarlo in centomila maniere (Poffarre! il mondo ha proprio bisogno di noi!) invece ha scelto la peggiore.
        Questo capita perchè i social, di fatto, sono l’ufficio stampa di noi stessi.
        Quello dell’ufficio stampa è un lavoro, non un hobby. E come per qualsiasi lavoro, se uno si improvvisa fa danni.

        • Caro Alessandro, forse non ti hanno detto che il circuito DWTP dell’Arena del Futuro non ricarica l’auto, ma la alimenta soltanto, mentre lo percorri. Quindi funzionerebbe solo se installato su una buona parte delle rete autostradale. Il che avrebbe costi secondo me improponibili. Ma mai dire mai.
          Ti informo anche che gli operatori della ricarica stanno studiano un software che può gestire la ricarica di decine di migliaia di auto lungo lo stesso tratto autostradale, assegnando a ciascuna uno slot nel punto di ricarica più vicino. Ottimizzando luoghi e tempi di ricarica avremmo l’utilizzo omogeneo delle colonnine e il massimo sfruttamento della rete. Che te ne pare?

          • -Che te ne pare?-

            Ah ma sarebbe una figata! Tanto più che una soluzione non esclude l’altra ma anzi si possono integrare. È già uscita la notizia sul sito?

            -la alimenta soltanto, mentre lo percorri-

            Non solo lo so, E per dirla tutta spesso non l’alimenta nemmeno per intero. Però con un sistema di quel tipo se parti carico con una batteria da 40 kW magari 300 km li fai davvero. È ovvio che strada facendo servirebbero anche delle colonnine, e magari nemmeno pochissime. Però non sarebbero quello sterminio che secondo me si finirà col dover mettere se è vero come è vero che ogni giorno su la rete autostradale transitano milioni di veicoli.

            Comunque io non è che sto dicendo o uno o l’altro: Il bello è che sono tutte soluzioni che si possono integrare tra di loro. Io sono per la neutralità tecnologica. 😂😂😂
            L’importante è andare forte e tenere sempre giù il pedale della scossa. 😂😂😂

          • -Che te ne pare?-

            L’hai chiesto ad Alessandro ma ti rispondo anche io. Io la vedo dura. Perché si andrebbe a introdurre un altro limite, ovvero non mi posso fermare a ricaricare a Parma dove c’è un bell’autogrill rifornito ma devo fermarmi a Casapesenna in mezzo alla nebbia. Inoltre se per fare 600 km partendo carico mi tornerebbe bene un’unica sosta esattamente a metà percorso, ci sta che invece il sistema me ne imposti 2. Se invece volessi abbinare cena e ricarica, finisce che dovrò cenare quando ha fame il software. A me sembrano soluzioni di compromesso che da un lato sono insufficienti a risolvere un problema bello complesso e dall’altro spaventeranno ancor di più gli ansiosi.

            In pratica ogni ottimizzazione è ben accetta purché riduca il rischio code all’interno di una sfera di accettabilità.

    • Invece di fare calcoli alla cavolo anziché goderti le ferie, potrebbe essere utile andare a vedere quante colonnine HPC ci sono nelle zone in cui si sono verificate le code e rifare i conti partendo da lì.

      Lo dico perché dai la parvenza di uno che sta perdendo molto del suo tempo a farsi pippe inesistenti.

      • Tu convinciti che il problema sono io così stanotte puoi dormire beato.

        The Sun [ https://www.thesun.co.uk/motors/20878653/electric-car-owners-call-for-new-code-of-conduct/ ] “Electric car hell as owners call for new rules following ‘Charge Rage’ and Teslas queue for three hours”. Car hell … new rules … charge rage … three hours. Mi pare che ci sia materiale su cui riflettere per chi ha voglia di farlo.

        Il problema esiste in tutto il mondo, e scattano già i primi alert. Qui in Nuova Zelanda [ https://www.stuff.co.nz/motoring/evs/130362885/kiwis-expect-queues-at-ev-charging-stations-this-summer ] “Kiwis, expect queues at EV charging stations this summer […] There could be long queues at electric vehicle (EV) charging stations this summer as the number of new EV registrations soars”.

        Ma tu ignora questi segnali e concentrati su di me e contami. 1 Enzo, 2 Enzi, 3 Enzi … ti addormenterai subito.

      • Ci vogliono pochi istanti (noi che abbiamo BEV, abbiamo le APP installate…)
        Il Supercharger incriminato si trova presso Tebay Services (Southbound)
        Con Nextcharge me ne fa vedere una buona decina nel raggio di 10 km.
        Ma torniamo al punto: sono utenti che hanno APP, hanno il cavo in macchina se sono colonnine AC, hanno utenza e magari hanno i 10.000 km di ricariche gratuite da usare…?
        Perchè io come utente Tesla i primi mesi in cui avevo le ricariche gratuite, col piffero che mi sono preoccupato degli altri gestori!! (ma non ho MAI dovuto aspettare un solo minuto, quella zona lì UK è malservita).

  6. Al di là della personale opinione del VP della ABB, la spiacevole disavventura di questi e-drivers può essere strumentalizzata perfettamente da entrambi gli schieramenti:

    PRO: vedono un bisogno del mercato e tanto business per lo sviluppo delle infrastrutture;

    CONTRO: vedono un disagio che si può evitare utilizzando combustibili fossili.

    Io, che cerco il meglio per i miei figli, per ora resto nel mezzo evitando possibili disagi nei viaggi lunghi e contemporaneamente usando la bev quando ritengo sia comodo.

    Però mi sembra una situazione creata ad arte per far discutere perchè non mi spiego come mai il software Tesla non abbia evitato l’ingorgo?
    Può essere la risposta più semplice? Ovvero 23 pirla che contemporaneamente non l’hanno utilizzato?

    • Perché Fares il software non può fare miracoli. Un po’ come Waze non può evitare le file se queste sono presenti su tutte le strade durante l’esodo natalizio. Vuol dire che anche le altre stazioni erano full e vuol dire che l’autonomia di quei modelli non era tale da consentire di arrivare ad altro supercharger eventualmente libero. Difficile credere inoltre che nessuno di quelli, davanti alla prospettiva di attendere ore, non abbia aperto qualche altra app per vedere se c’era una colonnina ad alta potenza nei paraggi che fosse prenotabile: evidentemente non ce n’erano.

      • Allora la sproporzione bev/fast charger comincia ad essere troppo grande.
        Neanche la pianificazione con prenotazione della colonnina può ridurre questo disagio?
        Chiedo perchè non ho una Tesla e con la mia non mi sono ancora avventurato troppo e, a saperlo, preferirei variare l’orario del viaggio piuttosto che attendere ore in piazzola

        • Assolutamente. E infatti i ricercatori hanno lanciato l’allarme per tempo [ https://www.lifegate.it/auto-elettriche-colonnine-ricarica-2030 ]. Per loro la Commissione UE ha sottostimato la necessità di colonnine per le auto elettriche, la UE ha parlato di 3 milioni di colonnine per il 2030, loro parlano di 7 milioni di colonnine necessarie. E no, la colpa non è dei raduni Tesla …

          Io aggiungo che servono anche altre misure:
          – stabilire una percentuale precisa di colonnine HPC da raggiungere su base annuale
          – stabilire delle politiche “HPC only” che impediscano alla ricarica di partire o che la interrompano in anticipo se la potenza di ricarica scende sotto una certa soglia, ovvero abbiamo bisogno di colonnine che impediscano, per dire, alla Dacia Spring e alla Fiat 500e con connettore CCS Combo 2 di ricarica lentamente (queste auto caricheranno presso colonnine più lente). Le HPC devono essere destinate solo a chi può ricaricare a potenze minime di x kW e appena la potenza di erogazione scende sotto quella soglia la ricarica dovrebbe interrompersi, così come in autostrada in terza corsia la velocità minima è di 90 km/h e chi va più piano deve occupare le corsie più lente

    • Guarda Fares,
      per quello che ne sappiamo potevano anche venire da un raduno o da una gara in pista e quello è l’unico Supercharger nel raggio di 80 km a District Lake (io ho assistito ad una coda di 120 Tesla… eravamo all’Autodromo di Marzaglia per un raduno Tesla!! Marzo 2022), che 23 pirla non usino il navigatore è impossibile, significa che nessuno di loro aveva impostato alcuna destinazione, non è che glielo devi dire che vuoi ricaricare, devi ignorare il fatto che te lo dica!!
      Magari era un raduno di Tesla con 100 macchine provenienti dallo stesso posto e 23 di loro dovevano caricare.
      Oppure, molto ma molto più banalmente, chi ha una Tesla non è affatto detto che abbia preso il cavo per fare una ricarica in AC, “viziato” dal fatto che i Supercharger sono “sempre” disponibili. E così, magari, non hanno nemmeno un account o una card per qualsiasi altro gestore: succede quando sei abituato troppo bene…. e quindi non ti rimane che aspettare la rete Tesla.

      E’ un disagio che può capitare a chiunque, così come può capitarti di beccare uno sciopero dei benzinai (in UK ultimamente… dura!) o una coda pre-aumento prezzo benzina o qualsiasi altra cosa, l’imprevisto esiste. E quando l’imprevisto si chiama Tesla, tutte le oche a starnazzare!!!

      • – significa che nessuno di loro aveva impostato alcuna destinazione, non è che glielo devi dire che vuoi ricaricare –

        Ah ecco, questo è già un chiarimento per me, grazie.
        Riesci gentilmente anche a dirmi se e con quanto anticipo si può prenotare un Supercharger?
        Se non erro con le comune AC dovrebbe essere fino a 30 min prima.
        Mi interessa solo per capire come evitare rischi del genere

        • Il Supercharger non si prenota. Mentre ci vai, suggerito dal navigatore stesso che te lo aggiunge in automatico se necessario, ti dice quante colonnine sono libere (non quante sono occupate) ma si va in ordine di arrivo. Però se ci sono due SuC vicini, ti dirotta automaticamente all’altro, purchè sia vicino e non ti faccia deviare dalla destinazione finale.
          Non te lo prenota perchè l’evenienza di trovarlo occupato è una assoluta eccezione.

      • Starnazziamo noi o chi parla di raduni di Tesla? Dai Guido, per carità di patria, ma la smettiamo di inventarci queste storie? Ecco la smentita [ https://www.dailymail.co.uk/news/article-11579649/Tesla-owners-blast-Christmas-car-charging-chaos-dozens-forced-wait-THREE-HOUR-queues.html ]: “Cars were logjammed up and down the country, with snaking queues spotted in Hertfordshire, Cumbria, Westmorland and Telford”. Hertfordshire, Cumbria, Westmorland e Telford, eh ma come sono attivi questi Tesla Fan Club, sempre a fare raduni stanno!!!
        E puoi aggiungere anche Manchester, come riferito da Metro.

        • Molto interessante. A: c’era il concomitante sciopero dei treni. B: c’è stato quest’anno un crollo delle nuove installazioni di colonnine HPC, quasi dimezzate, mentre c’è stato un boom di vendite di auto elettriche. C: la zona dove si segnalano le code è la più arretrata dell’Inghilterra, con un rapporto di 50 auto elettriche per colonnina contro 20 auto elettriche per colonnia nel sud e a Londra. C: è però una zona turistica, dove nei giorni delle festività sono affluiti automobilisti da tutto il Paese, aumentando la concentrazione di BEV. Conclusione: una concomitanza di situazioni critiche, tipo il caos della circolazione a Genova dopo il crollo del Ponte Morandi. Quante altre pippe ci vuoi montar su?

          • D) Tesla ha regalato 6.000 miglia gratis al Supercharger a chi ha ritirato Tesla in Dicembre in UK

          • Massimo l’analisi del problema è costruttiva non distruttiva. Se un giorno ti trovi il ladro in casa (a me è capitato) ti poni un problema di sicurezza della tua abitazione e cambi la porta d’ingresso e le inferriate (come ho fatto io) oppure fai spallucce e prepari i cioccolatini per il prossimo ladro?

            Questo non è un caso isolato. Ci sono code anche in altri paesi, in tutto il mondo, finanche in Australia [ https://www.news.com.au/technology/motoring/on-the-road/tesla-owners-stuck-in-huge-queue-to-charge-their-cars-in-regional-australia/news-story/f10932fbec445c9cda289f28e7e05b68 ]. Certo, ci sarà lo sciopero dei treni o qualche altra anomalia ma fatto sta che non ci sono segnalazioni di analoghe code per le auto a benzina.

            Usiamo questi segnali di allarme per farci delle domande e muoverci in modo proattivo al fine di evitare queste problematiche o la chiudiamo qui perché altrimenti spaventiamo le new entry? Vogliamo parlare del fatto che i ricercati stimano in 7 milioni le colonnine necessarie da qui al 2030 contro i 3 milioni previsti dalla commissione europea o vogliamo dire che a Milano il problema non c’è stato? Vogliamo parlare dei luoghi presi d’assedio dai turisti che spessissimo sono località remote in mezzo al nulla (basta pensare ai tanti stupendi borghi italiani) o vogliamo far finta che esistono solo le grandi città? Vogliamo approfittare delle “disgrazie altrui” per muoverci per tempo qui in Italia dove la quota di bev è minuscola o vogliamo continuare a piantare colonnine AC in autostrada come pure voi avete denunciato? Il signor Dylan Sumbler è uno sprovveduto che non sa di che parla o è uno che ha deciso che non comprerà la Tesla Model Y dopo aver visto quelle code?

            Siamo struzzi o aquile?

          • Tu sei aquila su tutte le strampalerie inverosimili (7 milioni di HPS, idrogeno, battery swap, ricarica a millemila kW) e sei struzzo e coniglio nell’unica cosa che ti permetterebbe di parlarne a ragion venduta: mettere il culo su un’auto elettrica. Come facciamo tutti noi, standoci da papi.

          • Assolutamente.

            Se qualcuno si vuole divertire, qui c’è il forum dedicato ai Supercharger italiani (perchè, direi, cosa succeda in UK ci interessa relativamente), dove chiunque potrà trovare le lamentele relative alle code dei Supercharger italiani. Basta selezionare i thread vecchi di 5-6 mesi per beccare quelli relativi al periodo estivo, oppure gli ultimi, Natalizi.
            https://www.teslari.it/forum/superchargers/

            PS: se poi dopo avere letto le 397 discussioni non si trovano tracce di code chilometriche e attese di ore… CVD.

          • Massimo ma tu non avevi la Mito fino a ieri? Ti sei comprato la MG4 per Natale? Quindi tutto quello che hai detto fino a ieri erano tutte cavolate?

            Guido, perdonami, per quanto ami il mio paese non riesco a fare una stima dell’affollamento dei supercharger se qui in Italia le EV che circolano sono lo 0,0000qualcosa del parco circolante. In UK rappresentano l’1% ed è già un problema, da noi più che la difficoltà di trovare una colonnina è già un miracolo se incontriamo una bev in autostrada (a me ancora non è capitato e sono uno che ci fa caso, sarà che da noi le bev più vendute sono Spring, Smart e 500e).

          • Secondo te, il co fondatore di Vaielettrico deve comprare la MG4 a Natale per poter viaggiare in auto elettrica? Le cavolate, Enzo, le dici ogni giorno tu.

      • Concludo dicendo che se si vuole coinvolgere altri automobilisti in questa “fede” i toni dovrebbero essere più pacati e “oche starnazzanti” é una caduta di stile.
        Mi spiace sia andata così questo che voleva essere un confronto costruttivo.
        Forse la colpa è mia che o scritto pirla, ma voleva essere un assurdo

        • VaiElettrico è un posto anomalo. Qui i problemi non si tacciano, anzi, spesso sono proprio loro a parlarne (bravi!) ma se il problema è raccontato da VaiElettrico la community si muove compatta a criticare il problema, se invece del problema ne parli tu ti ritrovi tutta la community contro.

          Per dire, a seguito della notizia in oggetto VaiElettrico avrebbe potuto scrivere un gran bel pezzo, magari confrontandosi con eMotus, su quante colonnine HPC serviranno nei prossimi 30 anni per poter viaggiare senza l’incubo delle code anche quando ci sono gli esodi. E tutta la community avrebbe commentato contro la Meloni o contro le compagnie petrolifere o contro Porro, Piazzapulita, IlSole24Ore e Il Fatto Quotidiano (ebbene sì, anche loro). Se invece sei tu che dici che nei prossimi 30 anni serviranno in Europa 7 milioni di colonnine sei un’anatra starnazzante, un petrolhead, uno che se ne frega dell’ambiente, uno che vota Salvini, etc.

          Il diritto di critica spetta solo alla redazione. Gli altri devono solo convenire o vengono maciullati. Questa community funziona così.

          • O forse molto più semplicemente hai soltanto sbagliato i conti.

            Si chiama effetto Dunning-Kruger

          • @Enzo, più che altro mi sto sforzando a non perdere troppo tempo dietro ai tuoi commenti deliranti… ma visto che mi tiri in ballo, alcune precisazioni.

            I tuoi conti cui facevo riferimento erano quelli del commento “Enzo 5 Gennaio 2023 at 17:02”.

            Nel merito dell’articolo, ormai mi sono abituato a prendere le ricerche McKinsey con l’accetta (quando si tratta di previsioni, non ne azzeccano una… e lavoro in un’azienda che foraggia ampiamente la suddetta)

            Non mi sconvolge neppure il numero di 7 milioni (in tutta Europa!) se le dividiamo per i paesi membri siamo a circa 260.000 per paese. Non sono valori impossibili, lo sono soltanto perché c’è ancora resistenza da parte dell’indotto Oil&co, e dai salotti buoni in Italia.
            Se poi vai a vedere sempre nello stesso articolo viene indicato in 26.000 il numero delle attive in Italia, circa il 10% di quel 260.000 di cui sopra a fronte di un circolante abbondantemente sotto a quel 10%.
            Ripeto a beneficio dei più distratti, che stiamo andando piano è vero però è il solito problema dell’uovo e della gallina, oltre ai succitati problemi di rallentamento volontario (es. resistenza all’installazione in autostrada e altre cose già ampiamente discusse in queste pagine).
            Tra l’altro questa estate nella prima quindicina di agosto mi sono mosso (Torino-Porto Cesareo) in auto elettrica e nonostante le mie preoccupazioni ho caricato lungo il percorso anche in autostrada senza attese o congestioni.

            Non a caso ti hanno consigliato di sprecare meno tempo delle tue ferie e di provare ad ascoltare chi le auto elettriche le usa anziché fare il teorico alla McKinsey, con la non piccola differenza che McKinsey ci tira su un sacco di soldi facendo quello che fa.

          • enzo, tanta solidarietà..
            capisci ora i “toni” che uso a volte nei commenti?

            mi chiedo, se tu domani mi vai ad acquistare una tesla per te e una mg4 a tua moglie, cambierai totalmente modo di pensare o di fronte a certe criticità esporrai lo stesso pensiero pragmatico?
            perché vedo che la discriminante per chi ti commenta è quella: non hai la bev quindi non capisci.. è noto a tutti che solo chi ha una barca può parlare di navi.
            d’altronde qui sono tutti periti elettrici-elettronici-meccanici-ambientali-agricoli-qualsiasi cosa. che ci vuoi fare?

        • Veramente quando ho scritto “Oche starnazzanti” mi riferivo al post originale del tizio dell’ABB e ai vari giornalisti e non a Enzo: dato che gli ho dato dell’intellettualmente disonesto non avrei problemi a offenderlo, se avessi voluto riferirmi a lui.
          Non intendevo riferirmi a nessun commentatore di Vaielettrico ma alla stampa in generale, lo si sappia.
          Se qualcuno si è sentito offeso, mi scuso per non essere stato chiaro.

          • preferivo oca starnazzante a intellettualmente disonesto ma vabbeh, in questo pub è vietato essere permalosi e quindi mi scivola addosso …

  7. Maa… il capetto ABB ha aspettato anche lui più di un’ora solo per il gusto di filmare le tesla in coda o la sua è una supposizione? Quindi di tempo da perdere ne aveva anche lui molto…

  8. Il capo ABB fa lo spiritoso con il portafoglio gonfio di soldi (potrebbe forse comprare una Tesla per ogni giorno della settimana), beh credo che i magnetotermici, differenziali e wallbox le comprerò di un’altra marca! (Dito medio!)
    C’è forse qualcuno che non ha capito bene che l’elettrico non è una moda o un vezzo, ma una necessità? Vabbè forse non l’hanno compreso in tanti, ma che lo dico a fare?

  9. Io quando vado all’iper di gadesco,Cremona,vedo sempre la coda al distributore dato che i prezzi sono allettanti..e quindi?.. è normale dove ci sia grande affluenza fare coda…la soluzione sarebbe per il caso in esame aumentare capacità supercharger?..secondo me’ soluzioni”centralizzate” in certi momenti dell’anno porteranno sempre ingorghi…probabilmente è più vantaggioso per il territorio diversificare il tipo di ricarica(domestica,alberghiera,cittadina)…con un distributore questo non si può fare😉

    • Al distruttore non stai fermo ore perché il tempo di rifornimento è di qualche minuto.Inoltre se proprio non si vuole o può attendere nel raggio di 1 km si trova un altro distributore…non è paragonabile oggi né con i tempi di ricarica né con la capillarità delle colonnine , lì sei obbligato ad attendere non per convenienza economica come nel caso del sistema basso costo.

      • Giorgio, chi ha GPL e Metano (2 milioni di autoveicoli circolanti) non trova un altro distributore in 1km oppure può trovarlo chiuso, perchè non esiste il self-service, questo già oggi (cioè da sempre).
        L’Italia è un’anomalia europea, come numero di distributori. Ne abbiamo 22.500 contro i 14.500 della Germania (che però ha 45 milioni di veicoli circolanti).
        Ed è una distorsione che comporta di avere troppi impianti che si fanno reciproca concorrenza da sempre, guadagnandoci tutti troppo poco. Inevitabilmente, prima o poi, cominceranno a chiudere, perchè basta erodere di un 10% i volumi per renderli in perdita.
        Oggi le elettriche hanno per assurdo più stalli che pompe di benzina le termiche (in proporzione, ovviamente) anche tenendo conto dei tempi di rifornimento, questo ovviamente non significa che in determinati luoghi/tempi si formino code interminabili, perchè la diffusione è tutto fuorchè equa e capillare.
        Ma come ho scritto altrove, non si può pensare che qualcuno anticipi troppo l’esigenza rispetto alla convenienza: finchè vendi 50.000 auto all’anno, perchè investire in Italia? Fossi un produttore di colonnine le venderei in Norvegia…
        In altre parole: finchè ci raccontiamo che è scomodo caricare, sarà scomodo caricare, perchè pochi comprano, è una profezia autoavverante.

          • Non è in contraddizione con quello che ho detto, casomai ne è la riprova.
            La capillarità è inversamente proporzionale alla capacità di servizio e alla redditività: in Germania sopravviveranno più a lungo che in Italia, nonostante la più veloce transizione all’elettrico, non è chiaro?
            Siamo stati “viziati” dal trovare un distributore ogni chilometro e questo ci ha portato a non pianificare mai nulla. Fra 15 anni sarà un bel problema riuscire a trovare un distributore di carburante, ne chiuderanno tantissimi perchè sono troppi e troppo piccoli.

        • Profezia autoavverante tranne poi svegliarsi un bel giorno e scoprire che la benzina e il gasolio non te li puoi permettere, così come sta accadendo sul gas.
          Ché una cosa se non è sostenibile semplicemente non è sostenibile, non c’è governo che possa risolvere un problema di approvvigionamento sui mercati globali, né di destra né di sinistra.
          Chi ha voglia di scoprirlo sulla propria pelle può tranquillamente continuare a fare finta che il problema siano le colonnine insufficienti per il traffico eccezionale di Tesla nel distretto dei laghi in Inghilterra, ovvero basta fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia: l’importante è avere una certa età e sperare di scansarla.

        • Chi ha metano o gpl e trova chiuso va a benzina e questo vale anche per i monovalente che si definiscono tali se il serbatoio della benzina non supera i 15 litri. Auto a metano o gpl puro senza benzina non so se esistono (non perché tecnicamente non sia possibile realizzarle) ma se anche esistono saranno pochissimi modelli.

      • il distributore non puoi nemmeno prenotarlo con un app
        cosa che con le colonnine elettriche puoi fare con molti gestori
        inoltre , infratruttura telematica da terzo mondo permettendo,
        è naturale che le colonnine possano in un prossimo futuro (mesi o pochi anni a seconda dei casi) , con un sistema opendata , comunicare se sono occupate e per quanto tempo ancora

        my 2 cent da vecchio softwarista che qualche linea di codice l’ha scritta

      • Ma se negli Iper dove costa meno c’è sempre la fila? Di cosa stiamo parlando? Per 5 centesimi in meno al litro c’è gente che si venderebbe la madre questa è la realtà… E in un anno si perde più tempo a fare rifornimento che a caricare un’elettrica ma se vuoi tirare acqua al tuo mulino fai vedere solo le code a Natale vero?

        • Ma la fila scegli TU di farla. Se non vuoi la fila vai a quello di fronte che è libero e costa 5 centesimi in più. Se invece sei in autostrada con la Tesla e hai finito il juice, l’alternativa è il carro attrezzi.

          • O una delle altre 10 postazioni a 2 prese che esistono lì intorno nel raggio di 10 km HPC o delle altre decine in AC. Se hai il cavo, l’ app e vuoi pagare. In AC se carichi 30 minuti accumuli 5 kWh con cui percorri i
            70 km che ti separano dal SuC successivo.
            Oppure aspetti.

  10. Colpa della Tesla….! Di Muskiii…!
    Ma ….. Se non ci fossero stati i tesla supercharger e solo le altre colonnine…..che sono per la stragrande maggioranza LENTE …. sarebbe stato meglio oppure molto peggio ?
    E con le altre auto che caricano per lo più attorno i 100kwh e nemmeno hanno il preriscaldamento batteria…….la gente sarebbe stata in coda di più o di meno?
    Inoltre tra pochi anni non saranno più in produzione le termiche…. E le vecchie o meno vecchie euro avranno divieti vari perché inquinanti…. ….
    Il fatto è che per decenni abbiamo dormito su elettriche e batterie e ricarica e rete di ricarica ecc.
    Auguri a tutti !

  11. Anziché fare gli struzzi, sarebbe il caso di affrontare il problema. Come?
    A) sempre più colonnine potenti, sempre più veloci con batterie capaci di ricaricare sempre più velocemente
    B) con le auto a idrogeno
    C) con le auto plugin

    La risposta A non è di facile soluzione. A parte il costo delle colonnine e la difficoltà di portarne a sufficienza dove servono (con i limiti delle nostre reti elettriche) si rischierebbe di fare un investimento enorme che poi viene utilizzato nei soli giorni di picco della domanda. Un bel problema …

    La risposta B è uno dei punti forti dell’idrogeno: enormi autonomie e ricariche veloci. Servono meno colonnine per rifornire tutti alla massima velocità già oggi, senza attendere le super batterie di domani. Certo, le auto al momento devono ancora arrivare.

    La risposta C è l’unica oggi subito disponibile. Con auto plugin con autonomie sempre più elevate e inquinamento sempre più basso (ormai siamo sotto i 20 grammi di co2/km per alcuni modelli in commercio da quest’anno), si abbina il vantaggio di camminare in elettrico in città col vantaggio di camminare a benzina per quei pochi spostamenti l’anno, inquinando di fatto pochissimo. Chi ad oggi ha criticato il governo per aver spinto sulle plugin dovrebbe farsi un esame di coscienza.

    • A) soluzione in ogni caso più semplice ed economica della B), informati meglio.
      C) Soluzione tampone di cui ti fa comodo nascondere gli svantaggi. Il governo favorisce questa non perché sia la migliore ma perché nei salotti buoni fa comodo “piazzare” tante plug-in ben sapendo che saranno presto da sostituire con delle elettriche. Il gioco fa comodo a chi produce non certo a chi compra (ad eccezione di un certo numero di persone che fa un certo uso dell’auto e ha la possibilità di caricare a casa, per questo ricordo che con le ibride plugin è fondamentale avere la possibilità di ricaricare a casa o al lavoro altrimenti sono meglio le ibride non plugin).

    • punto B ,
      se diamo retta ai costi recenti dei punti di ricarica a idrogeno ..
      con 1 punto di ricarica di idrogeno quanti ne fai di elettrici ?

      45 MILIONI per 5 stazioni di idrogeno: per rifornire chi ?
      se poi facciamo “il conto della serva” ragionandoci sopra
      abbinando punti di ricarica e fototovoltaico , producendo più energia di quella consumata ,
      o almeno non durante gli esodi,

      un EV charger 2 CCS da 150 kW esu Aliexpress costa 60000 eur al pubblico
      pettici altri 40000 di lavori tra installazione e progettazione

      una stazione con 10 colonnine , 20 punti di ricarica costa 1 milione di Eur
      se poi siamo un minimo “onesti” , con 400.000 eur di “lavori” ci metti anche le pensiline fotovoltaiche per almeno 1 megawatt , visto che di pannelli costa 200000 eur AL PUBBLICO

      Ad oggi siamo a un rapporto 1 a 45 ,
      con fornitura di energia integrata per l’elettrico e dato che le auto non la consumeranno mai tutta, fornirai energia a basso costo alla cittadinanza

      che te ne sarà grata !

      my 2 cent di sviluppo e progresso SOSTENIBILE

  12. Gentile redazione , mi permetto di correggervi. Vice president non può essere tradotto semplicemente come vicepresidente. Nelle multinazionali i VP (vice president) sono dei dirigenti, non necessariamente di alto rango, e c’è ne sono a dozzine. Costui non è il vicepresidente del gruppo, e se parla lo fa a pure titolo personale.

    Il numero 2 di ABB mai avrebbe scritto questo, anche perché tutti i post pubblici dei top manager vengono controllati dal team di comunicazione (anche solo perché possono avere un impatto sulle azioni).

    PS lavoro in ABB

    • Ha ragione, funziona così in tutte le multinazionali. Vice president è l’equivalente di un direttore di divisione.

      • Aggiungo dettagli, mi sono connesso per controllare l’organigramma e lui è decisamente lontano dall’essere il numero 2 del gruppo. Si occupa di Automazione Industriale

  13. Io nei miei 38 anni di patente ho fatto la fila in una stazione di servizio per fare benzina quasi tutti gli anni (Luglio e Agosto) ma mai in un Supercharger, solo una volta uno che aveva solo 8 stalli (e sono pochissimi, la maggior parte ne ha da 12 a 32, in Italia dove sono piccoli) ne aveva 7 occupati e quello che avevo dietro ha dovuto aspettare almeno 4 minuti prima che se ne liberasse uno. Era l’ultima settimana di Luglio.
    Sul sito dei Teslari (7500 iscritti) c’è un apposito forum in cui segnalare questi casi: andate a leggerlo. E poi chiedetevi, in tutta onestà, quanto ci vuole a fare una sosta rifornimento più bagno in agosto in autostrada, considerando che una Tesla carica 10%-80% in 32 minuti (la long Range) o 26 la RWD, durante i quali vai in bagno (mentre fai benzina, no).

    • Hai passato tutta la notte in attesa di fare benzina come quei poveracci lì? Dov’eri, nelle Isole Salomone?

      Inoltre Guido ti ricordo che è finita la pacchia dei teslari con la rete dedicata, adesso i supercharger sono aperti a tutti (ringraziate Mr. Musk e la sua capacità di cambiare le regole in corsa) e quindi i problemi di fila ci sono per tutti i possessori di veicoli elettrici, teslari e non. A 130 km/h un’auto come la Model Y ha meno di 288 km di autonomia reale (caricando al 100% e arrivando finché l’auto non si ferma) e d’inverno anche meno, sono auto che hanno problemi di “prostata”, ogni 2 ore devi portarle a fare pipì …

      Io in 33 anni di patente non ho mai fatto la fila per fare rifornimento e non ho mai fatto le partenze “intelligenti”. Quando proprio sapevo che ci sarebbe potuta stare la fila, mi bastava evitare di fermarmi tra le 12:00 e le 15:00 (quindi anticipavo o posticipavo il rifornimento) perché l’italiano medio pensa di essere furbo combinando il rifornimento col pranzo e invece così facendo sicuro becca la coda. Con auto a benzina, non è certo un problema anticipare o posticipare la sosta per garantirmi quelle 3 ore di guida continuata …

      Nota a margine: se in bagno ci stai 32 minuti filati io una visitina da un dottore la farei …

      • Sarcasmo puerile, se me lo consenti, sembra che tu non sia mai stato in una stazione di servizio in estate con famiglia appresso a fare la fila per entrare in bagno.
        Il tempo del rifornimento delle BEV si misura da quando ti fermi invece la sosta in bagno da quando slacci la cerniera? Intellettualmente disonesto.
        Se riesci a fare i 130 di media in autostrada durante i periodi di vacanza allora non troverai coda alla stazione di servizio: o l’una, o l’altra.
        Teslacharger aperti a tutti? Quelli da 20 stalli in su.
        Abito a Modena: ci sono due SuperCharger, uno a Campogalliano in corrispondenza del termine Brennero (8 stalli) e uno a Modena Sud (12 stalli). TUTTI i giorni vedo sul pad il loro stato, compreso Natale, Luglio, Agosto, sabati e domeniche. Occupazione in tempo reale (reale) e la macchina se uno è pieno nemmeno lo considera e ti manda al successivo: perchè il network sa quante macchine stanno ricaricando, quante si stanno dirigendo lì e quanto tempo impiegheranno per arrivarci e persino quanto tempo massimo gli servirà per caricare.
        Però la pacchia è finita.

        • Guido, inutile rispondere al provocatore seriale. Lui sa, noi non sappiano niente. Intellettualmente disonesto calza a pennello.

        • Guido non si parte da un dato teorico ma da un dato concreto. La fotografia di quella fila parla da sé: puoi girarla come ti pare, quelli hanno fatto la notte in auto aspettando di ricaricare, nella storia dell’automobile a benzina questo non è successo mai (tranne in caso di guerre, carestie o scioperi). Tu parli di app che fanno la magia di portarti verso supercharger liberi ma di fatto se sono tutti occupati l’app non può liberare lo stallo a forza: è presumibile che tutte quelle Tesla in coda facessero affidamento sulle app.

          Lì c’è un epic fail di un sistema che ti sta dicendo che qualcosa non funziona. Rispondere va tutto bene è un gravissimo errore.

      • L’italiano medio pensa che sia furbo:

        1) Combinare la pausa pranzo con il rifornimento
        2) Combinare un motore termico con uno elettrico

        P.S. non è una scelta, valgono entrambe le cose.

      • “A 130 km/h un’auto come la Model Y ha meno di 288 km di autonomia reale (caricando al 100% e arrivando finché l’auto non si ferma) e d’inverno anche meno, sono auto che hanno problemi di “prostata”, ogni 2 ore devi portarle a fare pipì …”

        Ma ci godi vero a scrivere queste chicche? Certo, se esistesse il moto perpetuo in autostrada (o stessi correndo nel Sahara o in Antartide), forse faresti 288 km con un pieno. Chi invece la Model Y Long Range ce l’ha sa invece per certo che nelle condizioni peggiori, in inverno, è assai difficile fare meno di 300 km a velocità da codice e con traffico normale partendo non pieno ed arrivando con il 10% di batteria a destinazione, facendo anche saliscendi su tratti autostradali in montagna. Ma tu ovviamente ne sai molto di più non avendone neppure mai provata una…

  14. “Senza investimenti significativi”
    Il fatto che ci siano più di 40.000 stalli Supercharger nel mondo rendendo Tesla largamente il primo a distanza siderale dal secondo (e galattica dalle poche centinaia di colonnine ABB) ce lo siamo dimenticato..?
    La nota di amarezza è la consueta: che la quasi totalità dei lettori privi di senso critico (ma con diritto di voto) se la beve con gusto!

    • Non è chiaro per cosa stia questo “Buona fortuna”. Presumo un “Buona fortuna” per i possessori di auto a benzina e diesel. Per i meno attenti: le auto in fila sono auto a benzina e diesel e il post mostra una fila di “50 auto” (presumo nel settembre 2021) in attesa di fare rifornimento. In realtà le file ai distributori, saltuariamente, ci sono e ci saranno sempre ma ovviamente non è la norma come non lo è negli stalli di ricarica.

  15. Ora ad essere sinceri vorrei sapere cosa direbbe uno qualsiasi di noi che si dovesse trovare nella posizione 23 di quella fila… Siamo onesti, ma veramente onesti… Vorreste essere nella Land Rover a guardali.
    Dai quando si dice che l’infrastruttura deve migliorare, si intende anche questo e il tutto già accade (in USA già da qualche estate) con una diffusione minimale delle vetture elettriche, oltretutto nella rete più efficace e capillare ovvero quella sei supercharger Tesla..
    Sono casi isolati per ora che si manifestano durante i grandi esodi Natalizi ed estivi, però sono un problema, perchè qui si stratta di ore di attesa più il tempo della ricarica della propria vettura. Se a voi farebbe piacere passare una mezza giornata in una piazzola di soste, che direavete un’idea molto diversa dalla mia di vacanza.. Anche la giustificazione del “il lungo viaggio lo faccio solo una volta l’anno”, sì certo appunto è una vacanza, vale molto. Da valutare il viaggio in notturna come un tempo ( per il caldo all’epoca) a questo punto nei periodi caotici..
    In ogni caso sono eventi che fanno notizia, ma dovrebbero far pensare al fatto che siamo lontani dall’essere pronti per l’elettrico su larga scala..

      • cioè metti la benzina nella batteria della tua auto? Perché il “signore ABB” carica la sua Land Rover da un benzinaio …

        • Pensavo fosse ibrida plug-in ed avevo inteso l’articolo come un “voglio prendere un’auto elettrica ma non Tesla Model Y perché ho visto la coda al Supercharger”. Quindi mea culpa.

    • Mi dica se lei non ha mai fatto la fila al distributore di benzina a Ferragosto, o il giorno prima di uno sciopero. Sa a me cosa fa pensare questa vicenda? Che i sudditi di Sua Maestà hanno capito dove va il mondo e comprano auto elettriche a tutto spiano. Le colonnine là arriveranno in fretta perchè installarle è un affare. Qui in Italia qualcosa di più simile alla beneficenza.

      • In tutta onestà non ho mai fatto una fila a ferragosto, perchè per abitudine rifornisco sempre la sera, spesso tra le 22 e 23 quando non c’è traffico, non mi piace trovare troppa gente al distributore e in autostrada non rifornisco mai perchè costa nettamente di più.
        Nel caso di un lungo viaggio la mia auto garantisce circa 1000 km di autonomia (anche 1200 se viaggio a 120 km/h) in autostrada, con tale autonomia non mi devo preoccupare di nulla perchè anche ipotizzando di viaggiare un’intera giornata avrei abbastanza carburante per arrivare ovunque prevedo di andare. Scioperi con la S maiuscola non si vedono degli anni 90′ e all’epoca non avevo la patente, ad oggi non ho mai trovato difficoltà nel rifornirmi ad un distributore nonostante percorra circa 50.000 km l’anno.
        Quello che hanno capito i sudditi di Sua Maestà non saprei, di loro apprezzo che abbiano potuto scegliere da che parte stare con un referendum , a differenza di noi…Se a loro piace stare in conda per ricaricare l’auto buon per loro..

        • Comodissimo uscire alla sera dalle 22 alle 23 per fare il pieno alla macchina. Pensi, se avesse un’auto elettrica le basterebbe attaccare la spina in garage.

          • Infatti non uscirei mai la sera per fare rifornimento, semplicemente al rientro dalla cena perdo circa 5 minuti una massimo 2 volte a settimana se devo fare un viaggio lungo. Tutto il resto del tempo non mi preoccupo dello stato del serbatoio dell’auto, anche perché in caso di emergenza un distributore lo trovo sempre.Ho vissuto diverse settimane con diverse auto elettriche ed è stato tutto meno che pratico per le mie necessità. A breve guiderò per una settimana una model 3 long range e riporteromolto obiettivamente la mia esperienza come fatto in passato. Ricordo che il miglior modo per predisporre le persone ai cambiamenti è dire la verità anche quando è scomoda.

          • “Ricordo che il miglior modo per predisporre le persone ai cambiamenti è dire la verità anche quando è scomoda.” – Sono assolutamente d’accordo con lei, quello che infastidisce (e non è certo riferito a lei ma ad altri commenti) è la definizione di “verità”: si va dai 2 giorni di “Piazza pulita Roma – Reggio Calabria” a “con una BEV ci puoi andare a Capo Nord facendo 10.000 km con 250€” ed entrambe sono assolutamente vere, solo che una delle due è totalmente distorta (https://www.teslari.it/forum/viaggi/10-000-km-a-capo-nord-in-tempo-di-covid/)
            Aspettare per fare il “pieno” e perdere ore mentre sei in vacanza è una indiscutibile seccatura. Però è di gran lunga peggio aspettare la chemioterapia per un cancro ai polmoni da inquinamento. E’ una estremizzazione? Non direi, dato che ogni anno ci sono in Italia 11.200 morti premature da solo NOX (di cui il 37% è direttamente attribuito al trasporto su strada) e 52.300 morti da PM2.5 , ogni, anno, di cui una buona parte attribuibili al solo trasporto urbano.
            Poi c’è il dettaglio dell’aumento delle temperature (CO2).
            Ci si dimentica l’obbiettivo finale: SOPRAVVIVERE.
            A me paiono elementi sufficienti per sopportare INIZIALMENTE qualche disagio, perchè l’infrastruttura non può sistematicamente anticipare il bisogno, è tollerabile che sia un po’ in ritardo, direi.
            Fonte inquinamento: https://www.eea.europa.eu/publications/air-quality-in-europe-2022/air-quality-in-europe-2022

      • A me invece fa pensare “Houston abbiamo un problema”. E installare più colonnine non è la soluzione facile come sembra (mi riferisco a “installarle è un affare”). Infatti una colonnina si ripaga e fa guadagnare se è intensamente utilizzata. E’ un po’ come pensare che per risolvere il problema del traffico di Ferragosto basta aggiungere altre 4 corsie a tutte le autostrade d’Italia. Voglio dire che se qualcuno pensasse di dotarsi di così tante colonnine a 360 kW tanto da riuscire a sostenere il traffico degli esodi, queste colonnine nel resto dell’anno resterebbero scarsamente utilizzate e non si ripagherebbero. Inoltre ricordiamoci che la velocità è sempre la più bassa tra quella della batteria e quella delle colonnine: visto che ci prepariamo ad una invasione di city car (Renault 4 e 5 che andranno ad affiancare la Fiat 500 e Centoventi), dubito che queste nei prossimi anni offrano ricariche a 360 kW, quindi nei prossimi anni ci sarà da soffrire ancora …

        • Lake District incidentalmente è vicino a dove ho lavorato per un paio di anni. Si trova nel nord ovest dell’Inghilterra ed è meta di turisti, soprattutto nella bella stagione, ma se volessi paragonare quella zona a una zona d’Italia è un po’ come paragonarla alla Puglia. Ora immagina l’Italia che compra auto elettriche al ritmo in cui le stanno comprando gli inglesi negli ultimi mesi e poi vanno tutti in vacanza in Salento. Forse così è più chiaro che non è il modello ad essere sbagliato ma si tratta di infrastruttura non ancora adeguata.
          Il dirigente di ABB sta portando acqua al proprio mulino, solo non certo con grande capacità comunicativa, per usare un gentile eufemismo.

      • Senza contare che sono in UK
        nel 2021 dopo la brexit erano con il c. per terra , non trovavano i camionisti per trasportarlo il carburante …
        e la benzina, come il gasolio erano razionati

        e adesso ?
        la situazione è migliorata , anche se sono sempre in deficit di camionisti
        al primo sciopero che fanno?
        e alla prima crisi mediorientale che fanno ?
        tornano al carbone ?
        https://it.wikipedia.org/wiki/Automobile_a_vapore#/media/File:Stanley_steam_car.jpg

        un’auto elettrica a batteria farà pure pochi km , tutto da dimostrare , tutto è relativo all’uso che ne fa l’idividuo

        ma è senza nessun dubbio , l’auto più RESILIENTE che esista !!
        basta avere un impianto fotovoltaico a casa o da un amico o da un parente
        per potersi muovere

        anche in caso di conflitto globale
        anche in caso di razionamento dei carburanti

        nel caso si passi al conflitto termonucleare
        ci si potrà muovere fino alla fine

        io ho sempre la speranza che l’umanità sia meno stupida di quello che sembra
        ma qualche dubbio mi rimane

    • In 2,5 anni di EV, mi è capitato solo una volta di trovare la colonnina occupata e dover attendere ben 20 lunghissimi minuti.
      Per il resto, ironia a parte, se anche ti tocca attendere 1h per rifornire, quella volta che fai un viaggio, viene ampiamente ripagata dal risparmio di tutti quei 5min 2 volte a settimana dal benzinaio e dal risparmio annuo in termini economici.
      Senza toccare quelli ambientali.

  16. Quindi: c’è la fila a ricaricare, conclusione? Risposta A: bisogna costruire più stalli di ricarica. Risposta B: meglio le auto termiche. Per fortuna che è il numero 2…….

  17. invece di strofinarsi le mani ..
    per il lavoro e il BUSINESS MILIARDARIO che l’attende nei prossimi anni con la rivoluzione elettrica ..

    è proprio vero :
    chi ha i denti non ha li pane ,
    chi ha il pane non ha i denti !

  18. Oh, è bello vedere che anche i presidenti utilizzano gli argomenti fantoccio: un attimo prima pensano che comprare una Model Y sia la scelta giusta, finiscono in una zona poco servita non solo dai Supercharger ma anche da altre colonnine lungo il percorso e improvvisamente le auto elettriche diventano perfette “per i viaggi locali, le piccole commissioni e lo shopping” e niente più.
    Straw man argument in purezza, e non ci fa ben sperare sul valore della nostra classe dirigente. 👎

      • Vero Leonardo, io lavoro per la Schneider Electric, concorrente diretto di ABB, l’azienda a livello di corporate sta spingendo per elettrificare la flotta veicoli, e credo che il mio presidente non si sognerebbe mai di sputare nel piatto dove potrebbe mangiarvi visto che pure noi vendiamo colonnine di ricarica.

        • Qui c’è l’abisso che separa 2 tipi di uomini: quelli che dicono che i panni sporchi si lavano in casa e quelli che dicono che si lavano fuori casa. Io appartengo alla seconda categoria, come il Sig. Sumbler che non ha avuto remore a parlare di un problema che oggi affligge l’auto elettrica: i tempi di ricarica. Fossi il CEO di ABB gli darei una promozione. Io preferisco i presidenti che sputano nel piatto in cui mangiano perché ammiro il coraggio di chi sa riconoscere che esiste un problema anche se questo può costargli il posto di lavoro.

          • No Enzo, il presidente non perderà nessun posto.
            E un conto è sputare nel piatto in cui si mangia, un altro lavare i panni fuori casa, si tratta di due concetti completamente diversi, che in questo momento ti fa comodo confondere.

          • Problema che esiste per solo una manciata di giorni all’anno.
            Ergo, è un non-problema.
            A meno che si voglia far polemica, allora alzo le mani.

          • @Leonardo(R): non mi pare che abbia detto che la società ABB fa prodotti schifosi, mi pare che abbia detto che il numero di colonnine per la ricarica veloce sia insufficiente. Se dal punto di vista marketing questo è “sputare nel piatto dove potrebbe mangiarvi” lo lascio decidere a te, magari è una mossa geniale per convincere i politici e i privati che servono più colonnine. Ma anche fosse il contrario, preferiscono coloro che il problema lo espongono piuttosto che ne tacciano.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome