Il noleggio a lungo termine chiude il 2025 con oltre 1,1 milioni di contratti, il livello più alto dal 2021, e con una dinamica che parla sempre più elettrico. Le vetture ricaricabili crescono di oltre il 50% su base annua e quelle elettriche pure (BEV) mostrano segnali di maturità nelle performance d’uso, soprattutto per flotte e operatori professionali. Un dato che racconta come il NLT stia diventando uno dei principali canali di diffusione della mobilità sostenibile anche in Italia.
Secondo l’analisi elaborata da UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) sulla base dei dati forniti dal MIT nel 2025 i contratti di noleggio a lungo termine di autovetture e fuoristrada hanno raggiunto quota 1.101.630, in aumento del 16,1% rispetto al 2024. Rispetto al 2021 i volumi risultano raddoppiati, confermando il NLT come strumento centrale per il rinnovo del parco circolante. L’85,8% dei contratti è stato stipulato da Società, mentre i Privati rappresentano il 14,2%, ma con un ritmo di crescita superiore alla media.
L’elettrico cresce più del mercato
Il dato che interessa maggiormente la mobilità elettrica è il balzo delle alimentazioni ricaricabili. Nel 2025 i contratti di NLT per ibride plug-in (PHEV) crescono del 51,8%, le elettriche pure (BEV) segnano un +51,6%. Una dinamica che indica come il modello “tutto incluso” stia riducendo molte delle barriere tipiche dell’elettrico: costo iniziale, incertezza sul valore residuo, gestione tecnica.

Nel NLT le performance operative delle BEV – intese come affidabilità, costi chilometrici e prevedibilità della spesa – emergono con maggiore chiarezza rispetto al canale privato tradizionale. È uno dei motivi per cui Dealer e Costruttori mostrano la quota più alta di BEV, al 21,9%, utilizzandole sempre più spesso come vetture dimostrative o di servizio, dove percorrenze note e ricarica programmabile valorizzano i vantaggi dell’elettrico.
Aziende, flotte e utilizzo reale
Tra le Aziende non-automotive, che restano il principale bacino del NLT, il diesel mantiene ancora un ruolo dominante, ma le PHEV arrivano già al 10,9%. Le BEV, pur partendo da quote inferiori, beneficiano di un utilizzo sempre più razionale: percorrenze giornaliere compatibili con le autonomie reali, rientro serale in sede e infrastrutture di ricarica aziendali.
La durata media dei contratti, scesa a 21 mesi, gioca a favore delle BEV di nuova generazione, che mostrano miglioramenti significativi in termini di efficienza, gestione termica e software di bordo. Nel noleggio, questi elementi incidono direttamente sui costi di esercizio e sulla soddisfazione dell’utilizzatore finale.
SUV elettrici protagonisti
Dal punto di vista dei segmenti, il SUV domina con il 58,9% del totale contratti, e all’interno di questa categoria le versioni elettriche stanno guadagnando spazio, soprattutto nel segmento C, il più scelto in assoluto. È un segnale importante perché indica che le BEV non sono più confinate a nicchie urbane, ma entrano in segmenti chiave del mercato italiano. Misurate su migliaia di contratti e milioni di chilometri, stanno contribuendo a costruire una fiducia che potrebbe riflettersi, nei prossimi anni, anche sulle immatricolazioni retail tradizionali.
La Lombardia laboratorio per il mercato italiano
La Lombardia concentra oltre il 30% dei contratti, confermandosi laboratorio naturale per la transizione elettrica anche nel noleggio. Qui si incrociano flotte aziendali, infrastrutture più sviluppate e un utilizzo delle BEV orientato alla produttività più che all’immagine.
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