Il nemico dell’auto elettrica non è il diesel ma la paura di sbagliare prodotto

nemico dell'auto elettrica


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Non è il prezzo, non è nemmeno l’autonomia: secondo Giorgio Brizzo, CEO di Yoyomove, il principale nemico dell’auto elettrica è la paura di sbagliare prodotto. Scegliere cioè un veicolo destinato a diventare rapidamente obsoleto. È questo il messaggio più forte emerso dall’Osservatorio Mobilità realizzato dal broker di noleggio a lungo termine su un campione di oltre 5.000 clienti realmente interessati all’acquisto o al noleggio di un’auto. Una fotografia che racconta dubbi, ma anche opportunità ancora poco valorizzate.

La vera sfida è vincere la paura dell’obsolescenza

«Il vero nemico dell’auto elettrica non è il diesel, ma la paura di sbagliare l’acquisto». Così Brizzo riassume per Fuoco Amico il risultato principale dell’indagine.

Il timore più diffuso , insomma, è che la tecnologia evolva troppo rapidamente, rendendo l’auto acquistata oggi superata nel giro di pochi anni. Una preoccupazione comprensibile in un mercato che, solo quattro anni fa, considerava eccezionali autonomie di 300 chilometri e oggi guarda già a modelli capaci di percorrerne il doppio.

Il rischio di obsolescenza, secondo Brizzo, è anche all’origine del maggiore costo del noleggio delle auto elettriche. Le società di noleggio, infatti , adottano un approccio prudenziale perché non sanno come evolverà il mercato dell’usato elettrico, e quale sarà il valore residuo dell’usato. E’ soprattutto una caratteristica dei Paesi come l’Italia dove la penetrazione è ancora limitata. Se la quota di mercato delle elettriche fosse più elevata, il remarketing sarebbe più semplice e anche i canoni potrebbero ridursi.

Il salvagente è il noleggio, ma deve costare meno

Il noleggio resta comunque la formula più adatta per l’elettrico, perché elimina per il cliente il rischio della svalutazione, trasferendolo all’operatore.

L’esperienza di mercato mostra però una soglia molto chiara: quando il canone dell’elettrica supera di oltre il 20% quello della corrispondente versione termica, l’interesse dei clienti cala drasticamente. Fino a un differenziale del 20%, il maggiore costo viene percepito come compensato dal risparmio su carburante e gestione; oltre questa soglia, soprattutto nei segmenti superiori, la conversione diventa molto più difficile.

‘Secondo Yoyomove, la comunicazione sull’elettrico dovrebbe quindi concentrarsi meno sulla tecnologia e più sulla rassicurazione degli automobilisti.

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Parlare di costo d’uso, non solo di prezzo

Un altro punto emerso dall’Osservatorio riguarda il modo in cui viene raccontata la mobilità elettrica. Per Brizzo è arrivato il momento di spostare l’attenzione dal prezzo di listino al costo totale di possesso (TCO).

«Nessuno ha mai parlato del reale costo di guida di un’auto elettrica e dell’esperienza di guida di un’auto elettrica», osserva.

Per molti automobilisti italiani, soprattutto quelli che dispongono di un garage e possono ricaricare a casa, il risparmio rispetto a un’auto termica può essere molto significativo. Chi percorre molti chilometri ogni giorno, tornando però sempre a casa la sera, potrebbe essere tra i profili che più beneficiano della transizione. Con le autonomie attuali questo è quasi sempre possilile.

Chi ha un box parte avvantaggiato

L’indagine evidenzia anche un aspetto spesso trascurato nel dibattito italiano: la maggiore predisposizione all’elettrico nelle aree extraurbane rispetto ai grandi centri. Il motivo è semplice: nei piccoli comuni è molto più frequente avere un box o un posto auto privato dove installare una ricarica domestica. Per Brizzo, questa è una platea su cui il settore potrebbe concentrarsi maggiormente, anziché inseguire una comunicazione generalista.

Colonnine: più che aumentarle, bisogna renderle semplici

Tra le criticità resta quella dell’esperienza di ricarica pubblica. Non tanto per il numero delle infrastrutture, quanto per la loro facilità d’uso.

La proposta del CEO di Yoyomove è pragmatica: «Perché tutte queste app? Non prendiamo una bella carta di credito… pago la ricarica senza dover fare 10.000 iscrizioni?».

Fortech porta la sua ricarica “no problem” nelle colonnine di tutta Europa

Un sistema più intuitivo, secondo Brizzo, contribuirebbe ad abbattere una delle barriere psicologiche che ancora frenano molti automobilisti, soprattutto quelli meno abituati alla tecnologia.

Incentivi sì, ma senza distorcere il mercato

L’Osservatorio affronta anche il tema degli incentivi pubblici. Se da un lato hanno contribuito alla crescita delle immatricolazioni elettriche, dall’altro è necessario evitare effetti indesiderati sul valore dell’usato. Più che puntare esclusivamente ai bonus sull’acquisto, Brizzo suggerisce di intervenire sul costo dell’energia e di favorire strumenti che rendano più conveniente l’utilizzo quotidiano dell’auto elettrica.

Incentivi, ricariche, ban 2035: Cardinali (UNRAE) suona la carica

Durissimo il giudizio di Brizzo anche sulla recente proposta italiana di leasing sociale, troppo limitata poichè prevede solo 3.000 vetture. In un mercato da oltre 1,3 milioni di immatricolazioni l’anno, una misura di queste dimensioni rischia di avere un impatto trascurabile e, anzi, di bloccare temporaneamente il mercato, inducendo molti consumatori ad attendere l’apertura dei nuovi bandi. A suo giudizio un programma di questo tipo avrebbe senso solo con volumi molto più consistenti, nell’ordine di 50.000-100.000 veicoli, così da incidere realmente sulla diffusione della mobilità elettrica.

Il leasing sociale all’Italiana? Bocciato

Un’altra critica riguarda l’estensione degli incentivi anche ai modelli termici mentre la misura dovrebbe essere riservata esclusivamente alle auto elettriche, in coerenza con gli obiettivi europei al 2035 e con un’offerta ormai ampia di citycar elettriche, anche prodotte in Europa.

In definitiva, il messaggio dell’Osservatorio è chiaro: la diffusione della mobilità elettrica passerà certamente dall’evoluzione tecnologica, ma soprattutto dalla capacità di ridurre l’incertezza degli automobilisti.

nemico dell'auto elettricaIl secondo Osservatorio Mobilità Yoyomove evidenzia però che l’interesse degli italiani per la transizione esiste. Il 29% valuta oggi un’auto elettrica e il 42% si dichiara aperto alla tecnologia, anche se solo il 30% si sente pronto al passaggio. Per la prossima auto prevale ancora la scelta dell’ibrido (35%) rispetto al full electric (9%), perchè più rassicurante (77%). Uno dei dati più sorprendenti riguarda il territorio: nei piccoli comuni la propensione all’elettrico raggiunge il 62%, contro il 42% delle grandi città.

Anche alcuni luoghi comuni vengono smentiti: l’81% dei guidatori di SUV punta a una motorizzazione elettrificata. Tra chi percorre oltre 30.000 km l’anno, il 35% sceglierebbe un’auto elettrica, contro il 19% di chi usa poco l’auto. Questo dimostra che l’autonomia è più una barriera psicologica che un limite reale. La conoscenza della tecnologia influisce sulla disponibilità all’acquisto: chi si sente informato è molto più propenso a scegliere l’elettrico.

E contro dubbi e incertezze legate legate all’acquisto e alla futura svalutazione del veicolo le formule “tutto compreso” del noleggio a lungo termine, con costi prevedibili, possono rendere il passaggio all’elettrico più semplice e sicuro.

  • LEGGI anche: “Perché l’elettrico non sfonda in Italia? Secondo Daze…” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (6)
  1. In un paese “frenato” da troppi interessi finanziariamente consistenti e cronicizzati da molti decenni, la diffusione di veicoli di nuova tecnologia e che “rompono” il monopolio dei petrolieri è sicuramente un nemico giurato in un momento in cui il famigerato “picco del petrolio” è stato superato non per esaurimento delle risorse (che anzi vengono sempre trovate con enormi investimenti) ma solo perché superato da nuove tecnologie molto più economiche ed ubiquamente disponibili (prima che per motivi di tutela della salute pubblica, il rispetto ambientale o le alterazioni climatiche indotte o accelerate).

    Come ormai è ben noto (e riportato anche in questo ed altri articoli) la convenienza a passare alle NEV / BEV è massima per chi può usufruire di ricariche a casa o azienda (ed imbattibile per chi lo fa ricaricando pure gratis con F.E.R. o vicine colonnine per ricariche offerte, di cui pure io usufruisco varie volte al mese).
    Le BEV in particolare assicurano ottimi risparmi tra manutenzione e bollo (finché dura…) a tutti, anche coloro che non possono beneficiare di comode ricariche domestiche o aziendali, purché sottoscrivano i migliori piani di abbonamento con i CPO più disponibili nella loro zona di riferimento (e da quanto leggo sulle offerte che mi arrivano… si sta scatenando pure una discreta guerra tariffaria questa estate 😉).

    Il VERO problema che vedo io (IMHO) per le vetture elettriche è legato soltanto alla ancora scarsa conoscenza da parte dei potenziali utenti che corrisponde ad una maggior perdita di valore degli usati rispetto a corrispontenti veicoli termici (nonostante questi possano presentare elevati costi di manutenzione ordinaria e straordinaria).

    Il livello tecnologico delle principali componenti del power train e dei sistemi di gestione è già ottimale per gran parte degli utenti; in un mercato europeo ed italiano che vede spostamenti medi max 60km/giorno pure le autonomie offerte (e redidue in vetture già di qualche anno) sono più che validi per anni ed anni a seguire (e la maggior parte delle batterie può “reggere” anche più del resto del veicolo, salvo eccezioni). Non è importante per tutti che abbiano le ultime interfacce compatibili Apple/Android (c’è ancora troppa gente con smartphone in mano perché non sa o non vuole abbinarlo neppure al bluetooth ! pure su “macchinoni” molto tecnologici).
    Anche gli standard di sicurezza delle attuali BEV sono frequentemente superiori “nativamente” rispetto alle controparti termiche, sia per dotazioni attive ma soprattutto struttura “passiva” (con batterie strutturali che conferiscono doti superiori di rigidità e resistenza).

    Quando pure gli italiani avranno compreso il vantaggio delle nuove vetture elettrificate sarà maggiore la richiesta di veicoli BEV usati e nessuno dovrà preoccuparsi troppo dell’obsolescenza tecnologica e dell’eventuale “acquisto sbagliato” che attualmente vedo solo in chi insiste a non verificare bene di essere tra chi proprio non può passare alle nuove tecnologie per questioni strettamente logistiche (zone non coperte a sufficienza, casa o azienda non attrezzabile con semplici WB, tempi di spostamento da cronoscalata per viaggi molto molto lunghi … ai limiti delle attuali autonomie o oltre…) visto che generalmente le BEV medie richiedono una sosta ricarica ogni 250/350km di 15/30 minuti… roba che per sicurezza andrebbe resa comunque obbligatoria come le soste degli autotrasportatori.

    Per chi è veramente e sinceramente interessato a “capire” non resta che andare a provare su strada più vetture possibile per vedere modelli diversi a pari budget e soprattutto parlare con diversi “consulenti alla vendita” che potrebbero aver motivazioni molto diverse nel “suggerire” la vettura più adeguata ( a chi ? al cliente.. o al guadagno del venditore? ).

    Buone prove… buon confronto a tutti 😉

    1. aggiungo questo ariticolo spagnolo che è un discreto riassunto delle problematiche spesso sconosciute a chi vuol cambiare l’auto.. e che magari usa per pochi km / giorno (media nazionale ci rientra in pieno, anche se qui fan riferimento a cifre stile mia madre ottuagenaria ! ):

      https://www.motor.es/noticias/motor-atmosferico-coches-electricos-2026115590.html

      Potrei aggiungere anche il cattivo servizio di chi vuol convincere utenti normali (dai kilometraggi minori di 15.000 annui) a mettere a gas vetture che poi si portan dietro maggiori necessità di manutenzione ordinaria e straordinaria, più rischi di inconvenienti (se non veri rischi di sicurezza a bordo ! ) e che pure loro “soffrono” nei tragitti brevi. E’ un opzione secondo me ragionevole solo per le (poche) vetture a benzina grandi ma “anziane” in uso a chi l’auto nuova o seconda mano proprio non può acquistarla.

    2. Mi sembrate come i “vegani” impegnati tutti a convincere al passaggio all elettrico, ho una punto a GPL , che fa mediamente 13-14 km con un litro , faccio il pieno al distributore di Mendola FC, e spendo 60,9 centesimi al litro che corrisponde a 4,3 centesimi al km, un auto elettrica fa con 1 kW dai 6-7 km con costo a casa di 38-40 centesimi al kW che corrisponde a 5,7 centesimi al km, ma chi me lo fa’ fare a passare all elettrico?? X non parlare dei costi delle colonnine x la strada o x l impazzimento a fare soste ripetute x almeno 30 minuti…il gioco non vale la candela, x adesso!! Oltre al costo molto più alto x l acquisto!! Ovvio che se lo fate x principio cambia tutto.

      1. a parte l’omettere tutti i costi di gestione della vettura a GPL (manutenzione motore benzina + parti del GPL) la necessità di cambiare molto, molto più di frequente pasticche dei freni (che nelle BEV son quasi inutilizzate visto che frenano “col motore” e necessitano solo di cambio filtro abitacolo e liquido lavavetri come tagliando ricorrente) forse è il caso di “ripassare” meglio quanto consumano le elettriche:

        chiedo scusa alla Redazione ma inserisco questo link per @michele
        così con il browser si fa tradurre un articolo spagnolo che spiega perché le BEV consumano l’equivalente di 1.5litri di benzina ogni 100km (e difatti io con la mia “spendo” meno di 2.5€ ogni 100km per tutti i miei viaggi dagli appennini al mare, nonostante la potenza e la guida “vivace”):

        https://www.motor.es/movilidad/a-cuantos-litros-de-gasolina-equivalen-15-kwh-en-un-coche-electrico-2026115580.html

        confermo a michele anche la tariffa domestica di 0.25€/kWh e per fortuna a prezzo bloccato lo scorso anno…. Bisogna darsi da fare anche per risparmiare in casa (specialmente con climatizzatori accesi, in mancanza di F.V. ) altrimenti non ci spennano solo al distributore….

      2. Chissà perché c’è gente che si impegna a ostacolare la sofferenza e lo sfruttamento di animali senza voce o la diffusione di veicoli che inquinano meno, è proprio strano!

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