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Il mio mese in Twingo ZE: una doccia gelata, ma poi…

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Twingo ze

Luca è passato dall’auto termica alla Twingo ZE all’inizio di gennaio. E’ stata una scelta di necessità, presa in fretta è un po’ alla cieca. Dal concessionario ha avuto solo informazioni basiche, e una volta a casa si è trovato di fonte a molte sorprese. Un tuffo nell’acqua gelata, dice. Poi, però, ha cominciato a prenderci la mano e ora pensa che i problemi risolti sono molti più di quelli che deve ancora affrontare quotidianamente.

                                         di Luca Masali

A dire il vero, non avevo mai pensato seriamente a un’auto elettrica. Sono  molto poco interessato alle auto e alla loro tecnologia, mi limito a usarle, e purtroppo mi servono più spesso di quanto vorrei.

In famiglia siamo in tre, e abitiamo in un paese dell’hinterland milanese. Quest’anno mia figlia, che ha 14 anni, ha cominciato le superiori e ha scelto una scuola in centro a Milano, all’interno dell’area C, che ha accesso a pagamento per le auto. 

Senza citycar elettrica Milano sarebbe stata off limits

Per evitarle di dover fare la pendolare – tra casa e scuola ci sono 20 chilometri decisamente mal serviti per mancanza dei metro e treni, solo con autobus rari e lenti – io e mia moglie abbiamo affittato per lei una piccola casa vicino alla scuola.

Il problema è arrivarci: a 14 anni è ancora troppo giovane per vivere da sola, e per tanti motivi personali non potevamo cambiare residenza. Il guaio è che non essendo residenti, non c’è parcheggio ragionevole in centro a Milano, tanti spazi gialli per i soli residenti e blu rarissimi e costosissimi.

D’estate facevo il tragitto casa-appartamento milanese in motorino, un 150 cc per poter affrontare l’indispensabile tangenziale,  mentre mia moglie (in telelavoro) stava a Milano con lei. Ma con l’inverno – e l’età che comincia a farsi sentire (manca pochissimo ai 60) – ho trovato la soluzione giusta per me: una citycar elettrica! Con l’elettrica posso parcheggiare gratis ovunque (divieti esclusi, ovviamente) e non pagare i 5 euro quotidiani dell’Area C.

L’auto doveva essere piccola, per poterla parcheggiare senza (troppi) pensieri, avere quattro porte, quattro posti, un minimo di bagagliaio, non costare troppo e avere abbastanza autonomia per fare senza problemi il tragitto casa-mirano e viceversa, anche più volte al giorno:  10 km di superstrada+tangenziale, + altri 10 km urbani per le vie del centro, 22 km in tutto, 44 andata e ritorno, secondo Google Maps.

Twingo ZE, quanto sei cara senza incentivi

La scelta è caduta su una Renault Twingo ZE. Molto maneggevole, piccolina, facilissima da gestire. Certo orribilmente costosa, 22.500 euro per una citycar sono uno sproposito, anche perché gli incentivi erano finiti (speriamo li rimettano presto per altri umani nella mia situazione), ma la mia prima motivazione non era economica, ma pratica: poter parcheggiare a Milano e stare vicino a mia figlia, aiutarla nei compiti starle vicino. E poi tornare a casa, dove si svolge il mio lavoro e i miei interessi. Intendiamoci, se risparmio sono contento, ma non è per quello che sono diventato elettricaro.

Insomma, tra fine degli incentivi e bollette alle stelle è stata una scelta direi controcorrente: le uniche cose positive sono che non essendoci grande richiesta di auto elettriche ai primi di gennaio, visto che chi poteva aspettare giustamente aspettava gli incentivi, ho potuto scegliere tra diversi allestimenti in pronta consegna. E così ho preso quello più spartano ma più economico, tanto per l’uso che ne devo fare tutto fa brodo. Ci ho giusto aggiunto una retrocamera cinese, con montaggio fai-da-te, poche decine di euro su Amazon e va benissimo.

Devo anche dire che il comune di Milano è stato molto gentile e rapido, ho avuto l’autorizzazione al parcheggio libero in dieci giorni, invece dei 30 previsti, e ho fatto tutto online.

Il primo giorno tutto è andato storto

Il salto da termico a elettrico è stato un tuffo nell’acqua ghiacciata. Sulle prime tutto è andato storto: ho scoperto di non poter caricare in garage (l’unico disponibile, quello in campagna) perché dovevo adeguare il vecchio impianto elettrico, e non è stato facile per me capire come usare le colonnine pubbliche: a Milano dove siamo noi ce ne sono diverse, di diversi operatori, ognuno con le sue app, le sue tariffe e il suo modo di funzionamento. A uno non andava bene la mia carta di credito, a un altro andava bene ma non aveva la presa che mi serviva, un altro è sempre occupato. Il primo giorno ho pensato che sarei rimasto a piedi senza corrente in tangenziale,  avendo solo la prima carica fatta dal concessionario (la gentilissima Nini Car di Lodi).

Le due elettriche più economiche, Dacia Spring e Renault Twingo ZE, all’esame di Matteo Valenza.

Così ho dovuto imparare in fretta, anzi, in giornata. Ho scaricato le app A2A e EnelX, e me la sono cavata lato Milano. Fortunatamente, in campagna a 2 km da casa c’è un supermercato che ha ben 4 prese, in cui non ho mai visto nessuno caricare in tanti anni, e mi sono arrangiato con le colonnine aspettando l’elettricista. Chiunque abbia mai avuto bisogno di un elettricista, sa bene che i tempi sono biblici, a meno che non sia proprio saltato l’impianto e sei senza luce in casa.

La Twingo ZE mi ha risolto un problema…

In tanti amici mi chiedono come mi trovo con l’elettrichina, e quasi tutti ritengono  che l’Italia non è ancora pronta per la mobilità elettrica. Io rispondo loro che se l’Italia è pronta o no non lo so, ma so che io ero pronto: dovevo risolvere una necessità per me di primaria importanza, e la Twingo ZE me l’ha risolta solo in quanto elettrica.

La batteria è più che adeguata per quello che devo fare, la ricarica casalinga è lenta ma chi se ne importa, la attacco la sera e la prendo a mezzogiorno, per arrivare a Milano in tempo per preparare il pranzo alla ragazza che esce da scuola. Non sento per nulla il bisogno di una wallbox.  Ho visto che il tragitto (sola andata o solo ritorno) richiede nel peggiore dei casi il 20% di batteria, così posso anche andare e tornare due volte, anche accompagnando mia moglie al lavoro e riprenderla, quando è di presenza.  E ho sempre una bella riserva di corrente. Scendo raramente sotto il 50%, e quando capita di dover fare più strada,  in un’oretta alle colonnine rifaccio il pieno.

Poi, avendola acquistata d’inverno, non ho avuto la brutta sorpresa di veder scendere l’autonomia, spero di avere magari una bella sorpresa in Estate. Ma di una batteria più grande non me ne farei nulla, mi occorrerebbe solo più tempo per ricaricare senza ricavarne veri vantaggi.

La mia casa al lago? Proverò ad arrivarci

Twingo ZE

Ho accumulato da fine gennaio 1.200 km elettrici, ma quanto ai viaggi, non credo li farò mai con la Twingo ZE. Non perché è elettrica, ma perché è una citycar: anche solo per arrivare alla nostra casa delle vacanze sul lago di Como sono 190 km, una sosta ci vorrebbe, ma anche se ci fossero le colonnine in autostrada (e penso che ci siano, in effetti)  non saprei che farmene, avendo la Twingo solo la ricarica AC a 22 kw mi ci vorrebbe troppo tempo di attesa e mi stuferei.Per ora i viaggi li facciamo con la familiare diesel (una Dacia Duster) che ha un meraviglioso bagagliaio, è comoda per tutta la famiglia e in autostrada è sicuramente più a suo agio di una citycar, elettrica o a scoppio cambia poco. Ma in verità ho già adocchiato punti strategici dove ricaricare a 22 KW sulla strada del lago. A ripensarci si, ci proverò, giusto un esperimento per vedere se si può fare. Ma in estate però, adesso fa troppo freddo.

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71 COMMENTI

  1. 190 km da casa al lago? Mah, sento puzza di bruciato. Milano – Colico (punto più a nord del lago di Como) = 92km. Mettiamo pure che il suo paese stia a 22km a sud di Milano. Fanno 114km. 190-114= 76, mi pare strano, molto strano.

        • Mi sono attenuto a quanto da Lei scritto: ” anche solo per arrivare alla nostra casa delle vacanze sul lago di Como sono 190 km “, inequivocabilmente viaggio di sola andata. Vedo che intendeva A/R. No problem. Grazie. Buona giornata

  2. Dall’articolo si evince chiaramente che l’auto elettrica può permettersela chi ha una buona disponibilità economiche, dall’acquisto all’adeguamento dell’impianto elettrico di casa. Detto questo sono felice di vivere in Calabria dove tutti i problemi Milanesi, elencati dal signore dell’articolo, semplicemente non esistono. Viva la nostra arretratezza e libertà.

      • Sostengo la tesi del sig. Domenico: facendo due conti in tasca a lei, dispone di uno stipendio molto più alto della media e le spiego perché: per esigenze scolastiche ha deciso di affittare un’appartamento in centro che seppur piccolo costa quanto una villetta in periferia (quando facevo le superiori abitavo a Rivoli (To) e andavo fino a Chieri (precisamente a Pecetto Torinese) e mi alzavo alle 4:30 per farmi un tratto a piedi poi prendevo un autobus, un tram e infine un’altro autobus molto vecchio fino a scuola) per rientrare poi alle 19 di sera facendo lo stesso tragitto al ritorno ed era impensabile per lo stipendio della Fiat di mio padre di agevolarmi come lo fa lei con sua figlia. Poi scrive che ha una casa al lago di Como (sempre valutazioni alte e non da popolo operaio) oltre che ha comunque acquistato la Twingo senza incentivi che seppur modello base è costata più della mia Opel Astra sw a metano comprata nuova 2 anni fa. Poi deve sostenere i costi di adeguamento per l’impianto elettrico di casa. Quindi fossimo stati noi poveri operai di 5°livello dipendenti avremmo dovuto accendere un mutuo per fare tutto ciò che lo avremmo pagato in 30 anni.
        Morale: per la maggioranza l’auto elettrica è ancora un lusso non solo per l’acquisto ma per tutto ciò che comprende possederla. Fatti due conti tra acquisto, modifica impianto elettrico e snervature varie costa ancora molto di più rispetto una Termica e bisogna anche valutare in quanto tempo si ammortizzano i costi se prima che l’ auto stessa vada cambiata per invecchiamento. Ricordiamo che non c’è solo il “motore” che rende vecchia un’auto tale da cambiarla, ma anche gli interni che si deteriorano, le plastiche ed i tessuti, la carrozzeria….

      • Tu sei ricco e ti tirano le pietre
        Non sei ricco e ti tirano le pietre
        🎵🎶🎵🎶🎵🎶🎵🎶🎵🎶🎵

        Lasci perdere signor Luca. 😉

        Ah… i figli so piezz e core. A volte si esagera, lo so bene. Ma i figli te li danno senza libretto di istruzioni, mannaggia…

      • Io, fondamentalmente, non posso permettermi (per la mia famiglia) tutto l’ambaradam descritto nella lettera.
        Forse giusto la twingo, magari meglio con gli incentivi, ma il resto è abbastanza off-limit.
        Un po lo invidio, perchè mi paiono scelte “frivole” sotto molti aspetti, che probabilmente non riesco a comprendere per mio limite personale.

        • Non è che sia un grosso ambaradan: una doverosa messa a norma del vecchio impianto del box (qualche centinaia di euro all’elettricista, ma tanto andava fatto, normale manutenzione casalinga, se l’impianto è troppo vecchio poi diventa anche poco sicuro), 16 euro di bollo per il permesso del parcheggio, che con i prezzi dei parametri recuperi in un amen, 110 euro di camera di parcheggio su Amazon, ma solo perché ce la volevo mettere visto che parcheggio da cani 😀
          quanto alla frivolezza, si, ammetto: adoro le frivolezze, danno gusto alla vita.

  3. Ho conservato il piccolo opuscolo illustrativo del contatore quando è stato sostituito da e-distribuzione. Tolleranza del 10% quindi con contratto da 3 si arriva a3,3 senza problemi. Poi per tre ore rimanendo entro i 4 il contatore non salta…oltre ovviamente salta così come se si supera questo limite massimo salta nel giro di due minuti. Tutto verificato nelle varie prove per caricare la Kona ev. Iorio Cavallini

      • Ma curiosità…il venditore zero informazioni su questo punto ovviamente? Sono le informazioni più importanti che dovrebbero dare, alcuni ingenuamente potrebbero caricare su prese vecchie e con fili sottili che non reggono più di qualche minuto…

    • Se compri una seconda macchina è ovvio che deve andare bene come seconda macchina. Una Twingo come prima macchina, termica o elettrica che sia, la vedo molto improbabile e sacrificata…

  4. Che bello abitare a Milano. Sei costretto ad avere due auto: una per girare in città e una per i viaggi. Una elettrica e una normale. Viva Milano, viva Sala.

  5. Vedo che quasi tutti i commenti sono di persone che vivono in città e, tutto sommato, credo che un’auto elettrica possa avere senso. Io vivo in un piccolo paese di provincia e qui di auto elettriche se ne vedono veramente poche. Non credo che il parco macchine mondiale si elettrificherà, troppi problemi e costi di acquisto assurdi, per automobili che costano meno alla produzione delle tradizionali termiche. Vedo la morte dell’endotermico lontana anni luce, cosa farà lo stato se non posso permettermi l’acquisto di un elettrica, di istallare la colonnina e prendermi ore ti tempo per le ricariche intermedie? Certo con una Tesla si fanno molti km, ma chi se la può permettere? Resto inoltre dell’idea che, escluse le grandi città il problema dell’inquinamento non è dato dalle auto, e lo sapete bene tutti ma vi girate dall’altra parte per non rinunciare alla bella braciola di Angus o al prosciutto crudo.

    • La sua mi sembra una visione manichea. Il disastro climatico si può scongiurare solo agendo sulle bistecche di Angus e anche sulla combustione di carburanti fossili

      • Sei stato gentile Massimo, a me pare che il ragionamento sia in linea con la premessa “Io vivo in un piccolo paese di provincia” sulla quale mi taccio per evitare inutili flame.

  6. Chi ha la casa in centro a Milano o chi ha la casa vicino al lavoro può acquistare un auto elettrica…..per tutti gli altri penso proprio che siano solo scomodita’…..l’auto elettrica è scomoda da ricaricare fuori…. è scomoda per l’ansia da autonomia… è scomoda perché per tutti gli spostamenti devi pianificare i percorsi….quanto devi andare per risparmiare….per arrivare e per ripartire…. è scomoda se hai un urgenza e la tua batteria è bassa…..sono troppo scomode le auto elettriche e non sono nemmeno green….ne per il portafoglio,ne per l’ambiente….oltre all’enorme immissione di CO2 nell’aria dell’estrazione delle terre rare c’è sempre l’incognita smaltimento e costo batteria….in parallelo porteranno poi anche il pericolo di ritorno delle centrali nucleari per la mancanza di corrente elettrica che porterà il diffondersi di questi mezzi…..in definitiva dopo tanti anni di studio io non la comprero’…non c’è motivo farlo e non c’è un motivo per spendere il triplo in un auto che poi ha pochissima percorrenza in autostrada….No alla finta transizione ecologica…No all’auto elettrica!….pensateci bene!

    • Bene Capitanandy ha detto la sua. Ma il racconto di Luca, che lei commenta, dimostra tutt’altro. Le chiacchiere da bar sono un conto, l’esperienza diretta è tutt’altro. A chi dare credito?

    • @Andy: oltre le consuete ovvietà direi di prendere ad esempio questa: “…c’è sempre l’incognita smaltimento…”. Chi ha qualche anno di interessi in merito si ricorderà come nel 2005-2010 fosse l’argomento principe dei detrattori del fotovoltaico “dove metteremo tutti quei pannelli fra 10 anni quando saranno inutilizzabili”, sì perchè siccome gli incentivi duravano 10 anni (come la garanzia batterie delle BEV dura 8 anni) anche i pannelli sarebbero dovuti durare 10 anni (e le batterie schiantarsi a 8 anni e 1 giorno). Pannelli fatti con materiali non smaltibili (vetro, alluminio e silicio ovvero sabbia ahahah). I detrattori del FV sono scomparsi. Chissà che fine faranno i detrattori dell’elettrico!

        • Ci sono anche quelle persone che ad oggi hanno gia un loro ” peso anagrafico” e che in adolescenza erano fissate dalla tecnologia ..dall’ Hardware…quelli che modoficavano scooter, overcloccavano schede video e timing di memoria.
          Insomma persone mature e datata fuori..ma evolute dentro e che non hanno paura del diversoen che meno di un auto elettrica ( mera evoluzione della turbo laser e/o freccia Rossa della Gig Nikko con otto pile ricaricabili AAA).
          Persone insomma che in base alle loro esigenze nel quotidiano individuali e/o familiari possono fare delle valutazioni sulla bontà o meno di queste auto.
          Bene se queste persone hanno però la fortuna di avere un garage e fare pochi km al giorno o addirittura trovarsi nelle vicinanza 4 postazioni di ricarica vicino casa e mai utilizzate dai più in zona credo possano accettare dei compromessi rispetto alla destinazione d’uso di una full elettrica perché non si troveranno mai in situazioni limite.
          Queste stesse persone che non vivono in situazioni analoghe…sempre “vecchie” vedranno con più distacco e forse oggettività la scheda tecnica “occulta” dell’ autonomia di queste auto.
          Vogliono essere forse più libere e non trasformare il loro stile di vita già segnato dal caricatore del cellulare in uno stile di vita Simil Raniero & Fosca.
          Viva la🗽
          Già 30 anni fa c era il problema dell’autonomia della Pile ricaricabili per chi si immergeva in apnea o con le bombole con la Famosa Arturo 12.
          Oggi dopo 30 anni il problema è solo e sempre quello con la differenza che ste batterie devono portare a spasso 1 quintale e mezzo …2 quintali di auto.
          Test di autonomia fatti con il solo conducente a bordo.
          Insomma quelle persone “datate” non hanno paura del diverso…ma prendono contezza che La batteria in sé è una tecnologia VETUSTA ma che viene modernizzata dietro il concetto del Green.
          Hai voglia di ottimizzare il software …ma la base è sempre quella.
          Questo per dire bene vengano queste auto e anzi che le si “possano” quasi imporre in certi contesti con altissima densità demografica per abbattere lquinamento.
          Ma il tutto passa prima attraverso una capillarizzazione delle colonnine da ricarica nelleetropoli.
          Per il resto del Bel Paese …meglio farsene una ragione.
          Attendere euro 7…e termiche che viaggiano con sostanze meno inquinanti.

          • Caro Vincenzo, le tue riflessioni sul mio commento volutamente provocatorio sono molto interessanti.
            Ricordo che le batterie sono sì una tecnologia vetusta (pila di Volta, 1799) ma che ha e sta subendo accelerazioni nella sua evoluzione.
            Difficilmente le auto termiche la spunteranno perché le tecnologie evolvono e le nuove tecnologie sostituiscono sempre le vecchie.
            È anche normale che il sentimento sia di incredulità per molti, come la famosa frase attribuita a Bill Gates (ma che mai disse, effettivamente) e che molti presero per buona agli albori del personal computing: “640 kB sono abbastanza per tutti”, mentre oggi ne abbiamo 2 GB, più di 3000 volte tanto, nel nostro telefono personale

          • @VINCENZO VICINANZA: pensa un po’ te che quando ero giovane io non truccavo gli scooter, non esistevano. C’erano i College, Fantic Caballero, io avevo il Morino Cavalcone. Il mio primo PC aveva 1M RAM, 20M di HD (venti megabyte) 286 con coprocessore matematico per farci girar autocad, monitor 14″ bianco e nero VGA, 3.300.000 lire, 4 volte il mio stipendio di allora. Quando ero giovane non avevo il problema dell’autonomia delle pile quando andavo in grotta (qua vicino, a Brisighella abbiamo delle grotte nel gesso bellissime), avevamo le lampade a carburo.
            L’evoluzione non è dovuta alle batterie, è stata l’elettronica, io toccai i primi brushless per automazione nel 1984, allora gli inverter dell’Elettronica Santerno erano a “parzializzazione di fase”, altro che PWM. Oggi, se avessimo l’elettronica di allora, anche se avessimo batterie da 2.000kWh da 50kg, avremmo un power train da 400kg, 1 metro cubo di motore/elettronica.
            Purtroppo sono proprio i costruttori che si oppongono all’euro 7. I limiti sono tali che i costi di produzione sembra siano (a dir loro) improponibili.

          • – qua vicino, a Brisighella –

            Sta’ a vedere che lei conosce il mio amico (oddio… maestro in verità… )Luigi Rivola. 😂

          • @Alessandro D.: ero nello speleo club di Forlì, non ricordo alcun Luigi Rivola. Mi chiamo Daniele Casadei Lelli. Si parla del 1975-1977.

          • Ci mancherebbe Daniele. È che il de cuius è di Brisighella e a volte il mondo é piccolo. 😉

    • Non ne hai mai guidata una…. Non sai di cosa stai parlando…. quindi ti senti autorizzato a parlare. È il m9ndo di oggi, chi meno sa più parla

  7. Appoggio il punto di vista del sig. Caiazzo. Attenzione ad anteporre “scuse”, spacciandole per “necessità”. Il discorso congestione è tanto importante quanto l’inquinamento. Sono anche collegati: meno veicoli producono meno inquinamento.

    • Confesso che volevo solo risolvere un mio personale problema di mobilità, non pretendevo di risolvere i problemi del mondo. Poi se le mie scelte contribuiscono a un aria migliore, meglio ancora.

  8. Ho la Twingo ZE e volevo suggerire per la ricarica casalinga le prese di corrente Green Up, progettate da una nota azienda in collaborazione con Renault e capaci di fare caricare (potenza del contatore permettendo) fino a 3,7 kW contro i 2,4 delle normali shucko (con il carichino Renault per la ricarica “occasionale” da shucko).
    Costano poco (kit presa + differenziale c.ca 100 Euro). In pratica in 2,5 ore carico il 40% della batteria, più di una volta e mezza che dalla normale shucko.
    Lascio il link al video ufficiale di Renault che ne parla:
    https://youtu.be/pFbNgxXfhCU

      • Io ho un 6 kW e posso assicurare che in bolletta arrivo a picchi di 5,2 – 5,3 kW senza mai problemi. Quando carico la Twingo con tale presa il suo assorbimento reale istantaneo, visto sul contatore elettronico, è di 3,3 kW max dedotto togliendo il consumo della casa letto prima di attaccare la spina.

        Per questo ritengo che anche con un 4,5 kW la presa possa essere utile, perché se non si usano contemporaneamente elettrodomestici ad alto assorbimento difficilmente si potrà fare saltare il contatore.

      • Non è così. Per un contratto da 3kW è possibile assorbire fino a 3990W per 3 ore continuative e potenze superiori a 4kW per 2 minuti continuativi.
        Detto questo, a meno che non sia un contatore dedicato la vedo dura caricare a 3,7.

      • Credo che la frase “potenza del contatore permettendo” sia abbastanza inequivocabile, io che ho fatto l’upgrade da 3 a 4 kW per esempio potrei usarlo.. ovviamente chi ha 3 kW non può..

      • No, con il mio contratto da 3kw posso assorbire fino a 4kw senza subire il distacco.
        Non so se dipende dal nuovo contatore o dal fornitore.

        • Cioè te vedi sul display del contatore che eroga 4kw costanti senza problemi? Mi pare veramente molto strano
          Non penso si basi sul dato in bolletta dato che non ha modo di sapere se è costante, se avesse aderito all’iniziativa del gse per sbloccare la potenza in notturna dovrebbe avere anche la wallbox “ufficiale” quindi mi viene da escludere anche quello… Sto cercando di capire perché non è possibile che un contatore fissato a 3kw da remoto ne dia 4 per più di qualche secondo ammesso che non salta prima, che poi un contatore da 3kw è lo stesso da 6 e il limite è impostato è un’altro discorso.. Non penso abbia fatto l’errore di dimenticare di guardare la potenza impegnata a contratto

      • Un contatore in realtà consente un sovaccarico del 30% per 3 ore. Quindi nel caso di contratto da 3kW puoi assorbire quasi 4kW per 3 ore senza distacco.
        Io ho un contratto da 6kW e posso assorbire 8kW per 3 ore. Il sovraccarico tollerato per pochi minuti invece è del 50%, quindi 9kW nel mio caso.
        Il 10% che dici tu è il sovraccarico che può essere sopportato indefinitamente, senza limiti di tempo.

        • Boh io son certo che scatta molto prima del 30% in più, ahimè avendo in giro tre stufette elettriche, quando qualcuno la accende quando non dovrebbe salta, e gli incrementi sono di mezzo kw a botta, è difficile che abbia sbagliato a interpretare, non lo escludo eh.. Ma mi par alquanto strano, non dovrebbe saltarmi la corrente mai se avessi un margine del 30%

          Il 10% si è la tolleranza normale che puoi tenere a vita, ma appunto oltre la tiene solo pochi di solito, ok che la casa ha quasi 30 anni ma non penso di avere impianto così instabile da essere lui a creare problemi

        • Questo nella teoria. Nella pratica, da mia esperienza, quando superi il 10% di potenza dopo pochi secondi il contatore salta. È una cosa che non ho mai capito, è successo con tutti i contatori che ho provato. Esempio, parte il picco della lavastoviglie mentre ho altri carichi “pesanti” attaccati, mi fa superare di poco la soglia e generalmente solo per qualche decina di secondi, eppure il contatore salta nonostante, dalle attese, dovrebbe stare su per alcuni minuti se non ore. Boh…

          • Ah ok allora non sono l’unico hehe chi lo sa magari nel frattempo han cambiato i contatori e le regole, son sicuro di aver fatto la stessa ricerca su gg dieci anni fa dato che me lo chiedevano spesso i clienti

        • Boh leggendo in giro a quanto pare è così, non +30% ma +22%, e un 3kw scatta istant se passa i 4…
          Devo aver qualche instabilità in giro per casa si vede o qualche frigorifero è andato e non lo so

      • Non è vero nulla, io ho un contratto da 3,3 kW e quando metto la Twingo in carica a 16A quindi 3 kW continuo ad usare la casa normalmente, ovviamente no forno o lavatrice. Sulla bolletta ho trovato picchi di prelievo da quasi 5 kW e il contatore non salta.

  9. Massimo rispetto per le scelte personali… Però visto che vengono messe in piazza mi sento in dovere di commentare. affittare una casa per una ragazzina e per soli 20 km mi sembra una follia… Sarà pure servito male il suo comune di residenza ma sicuramente a qualche km trovava metro o treno ben serviti per arrivare a Milano.. invece che continuare ad andare avanti e indietro e vivere in due luoghi.. alla fine scelta per nulla pro ambiente.. km inutili e congestione del traffico, ulteriore inquinamento per una seconda casa invece che fare usare ad una studentessa i mezzi pubblici per una mezz’ora al giorno. Spero ci siano altre motivazioni..
    Pur essendo favorevole all auto elettrica trovo assurdo che chi è in elettrico non paghi area c una tassa di congestione.. il signore congestiona inutilmente eccome…

    • Qua si parla di auto elettriche, non di rapporto genitori figli. Non capisco perché lei debba commentare in questo modo. Tornando a noi ho una domanda per il sig. Madali: secondo me muore dalla voglia di provare ad andare alla casa al lago in elettrico. Ci aggiorna quando lo farà?
      E poi la sua auto è confortevole oppure ha dei difetti?

      • Secondo me ognuno fa le sue scelte e sono tutte basate su delle considerazioni personali ma valide, quindi no. Capisco perché criticare scelte personali non inerenti alla discussione del forum. Detto questo volevo solo far presente a Luca che la Twingo che carica fino a 22kW su qualsiasi presa cittadina è di gran lunga più veloce a caricare km/h rispetto a tutte le altre auto in giro su colonnine cittadine (quasi tutte caricano fino a 11kW), quindi se considera circa 6km/kWh, con soli 15 minuti di ricarica (più o meno una pausa caffè) andrebbe ad accumulare circa 5,5kWh e quindi anche più di 35 km che permetterebbero (da qualsiasi presa cittadina) di raggiungere la casa al lago. Questa velocità di ricarica è la più veloce, specie fuori dai grandi centri urbani dove si riesce a trovare qualche caricatore fast. Io ho una Dacia Spring e francamente avrei preferito molto più arrivare a 22kW da qualsiasi colonnina che a 30 (che non ho mai raggiunto, in realtà sono arrivato poco sopra i 24 x pochi minuti) dalle uniche due colonnine veloci che ci sono (a mia conoscenza ed uso) in Abruzzo.

      • Se ci provo racconterò come è andata, certo. La Twingo è molto comoda, per essere una piccola cittadina, e si guida molto bene. Finora difetti non ne ho trovati, per i miei gusti lo sterzo è un po’ leggerino, ma appunto sono gusti.

    • Alla favola che area c serviva per decongestionare o diminuire l’inquinamento del centro, credo soprattutto quando è stata attivata non ci abbia mai creduto nessuno.
      Parliamo di Milano, la città italiana che fattura più di tutte da multe spesso al limite del buon senso (ma mai della legalità troppi costi per le opposizioni), serviva solo un modo per spremere più soldi da chi vive e lavora in centro, la zona più costosa d’Italia per immobili, affitti, che logicamente si riflettono sulle possibilità economiche di chi compra o apre negozi li (giusto o sbagliato che sia, con tutte le eccezioni possibili questa è la realtà, un monolocale di 50mq vecchio in centro Milano costa come un 150mq classe A40000 a venti km da Milano con giardino garage privato etc etc)
      Tanto che poi han inventato area A e B.. Basta aspettare per pagare anche quelle in base all’auto che hai.
      L’accesso gratuito alle elettriche è un incentivo a farle comprare.. Chi meglio di chi già spende 5€ al giorno solo per arrivare in casa o in ufficio può spendere di più per una elettrica nonostante gli incentivi? Una volta gli stessi benefici erano per le auto a gas.. Toglieranno anche alle elettriche non preoccuparti.
      Milano è in una posizione geografica che favorisce l’accumulo di inquinamento se non c’è vento forte, come buona parte della pianura padana, Los scopo è semplicemente velocizzare la diminuire dell’inquinamento prodotto in loco, le fabbriche grosse non sono in centro Milano ma attorno, far cambiare caldaie a tutti i condomini sarebbe poco efficace (molti non lo farebbero) e costoso, è più semplice far spendere ai cittadini dandogli indietro un po delle tasse pagate per agevolare il tutto,niente permessi edili, niente condomini che litigano per ristrutturare e chi non vuole perché non ha soldi etc etc.
      Son d’accordo che prendere una terza casa per facilitare la scuola di un figlio può essere un po’ esagerato, ma dubito che chi ha certe predisposizioni economiche (tre case non son da tutti eh soprattutto una in centro) ci sia arrivato buttando via soldi senza pensare, avrà avuto sicuramente i suoi motivi… O non ha pensato ad altre alternative perché per lui non son accettabili… Conta che se anche avesse un mezzo pubblico a dieci minuti di auto da casa i tempi son comunque notevoli, più di un ora la mattina e idem al ritorno, probabilmente han impegni per cui quelle ore sono un problema. Io come tantissimi compagni alle superiori essendo lontani avevamo il nostro pullman alle 7 meno un quarto con cambio a favore di treno e poi un dieci minuti correndo per arrivare a scuola.. Mai stato un problema uscire all’una e mezza e tornare a casa alle tre e pranzare, per altri può essere.. Sicuramente Lecco di 20 anni fa non è Milano di oggi come “pericoli” etc.. Semplicemente so che non posso giudicare la vita di un’altra persona in questo modo… Ha 60 anni non è un ragazzino di 25 anni che pensa solo ad apparire con l’auto nuova e si trova qualunque pretesto per giustificare la spesa.

      • Sono stato pendolare per università e primo lavoro per una decina d’anni verso Milano entrambi in piena area C. Comune di residenza a circa 30 km, tempo di spostamento di circa 30 minuti di treno più occasionale bike sharing, bikemi e non quelle bici attuali buttate ad intralciare ovunque. E se proprio avevo voglia dell’auto mi pagavo il mio spostamento.
        Quando leggo che senza auto elettrica non potrebbe fare questi spostamenti mi va il sangue alla testa.. qui non c’è una questione ambientale o necessità, è puro sfizio e allora ti paghi quello che c’è da pagare. Ovviamente non ce l’ho con il signore ma con le amministrazioni che permettono ciò. Sono anche d’accordo ad incentivare in parte l’elettrico all’acquisto, sempre con buon senso, potenziare colonnine etc.. ma essendo il centro di Milano oggettivamente piccolo per l’utenza potenziale trovo davvero assurdo il non far pagare parcheggio ed accesso in una congestion charge.
        Altrimenti do ragione al possessore di un mega RAM 5.7 di cilindrata che avevo davanti l’altro giorno con scritto “Fuck Greta” sopra la targa…

        • Andare all’università ed essere maggiorenne è ben diverso da avere 14 anni, capisco benissimo cosa vuoi dire eh a 13 anni prendevo il mio pullman per andare a Milano in via Torino al game workshop a comprare statuine da nerd hehe ma è cmq troppo soggettivo, avendo genitori milanesi praticamente da che camminavo mi portavano a spasso in quelle zone con la scusa di andare poi dai parenti etc

          La differenza è che potevo essere autonomo in tutto andando a piedi al pullman e poi in stazione e poi in metro, in caso fossi stato a venti minuti a piedi dal pullman sarebbero stati problemi logistici enormi per i miei, sono un ragazzo e non una ragazza (per cui qualsiasi genitore si preoccupa possano succedere cose che a un ragazzo generalmente non succedono), il fatto è che chi abita in situazioni come noi lontane da tutto per forza di cose si dà una desciulata (per rimanere in tema lombardo) e certe cose le impara a gestire per forza senza alternative…se sei un cittadino dove hai tutto a 10 minuti a piedi e diverso.
          Ogni famiglia è diversa e certe cose non si possono giudicare con i propri parametri, io stesso nonostante molti miei “amichetti” delle medie si facessero più di 3h al giorno di mezzi per andare in prima superiore assieme a me, cenerano cmq altri che pur di non andare lontano da casa cambiavano scelta di indirizzo (mai sapute le reali ragioni ero troppo piccolo per capire).
          Come c’è gente che mi rifiutava lavori dove prendevano un livello più alto in aziende migliori etc (e quindi abbastanza dindi in più all’anno) perché a 20 minuti di auto da casa era troppo lontano, dal mio punto di vista che ne facevo 50 a tratta era inconcepibile, per loro evidentemente no.

        • No, non si può dare ragione al possessore del RAM 5.7 “Fuck Greta”, quello rimane un idiota a prescindere. Poi voglio vedere se è ancora contento con la benzina a 2 euro al litro e un veicolo da 5 km/litro

      • Ma aveva considerato un usato per rimanere su cifre più “umane”? Tanto con 44 km giornalieri e ricarica in casa….tutto era buono, pure la czero

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