Il metano è morto, ma chi si preoccupa dei metanisti?



Il metano è morto, ma chi si preoccupa di chi guida un’auto a gas? Un lettore che ha lavorato a lungo nel settore ci pone alcune domande, legittime. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

il metano è morto
Il settore dei bus è l’unico nel quale resiste il metano.

Auto non se ne vendono più, ora chiuderanno i distributori, come le edicole

“Ho lavorato nelle concessionarie auto per parecchi anni, con tre marchi diversi. E ne sono uscito abbastanza disgustato. Qualche giorno fa mi ha chiamato un vecchio collega per raccontarmi quel che sta succedendo, in particolare in un settore che ho seguito molto da vicino, quello del metano. Mi ha spiegato che di auto a gas ormai se ne vendono zero e che tutte le attenzioni sono concentrate sull’elettrico. Di qui la curiosità di vedere che cosa sta succedendo e un’occhiata al vostro sito. C’è però un problema di cui si parla poco, da sempre, in questo benedetto mondo dell’auto: si discute sempre di novità, di futuro, trascurando il presente e anche il passato. C’è tutto un settore, quello dl metano appunto, che sta andando a pallino nel disinteresse generale. I distributori di gas chiuderanno a uno a uno, come le edicole dei giornali. Il valore dell’usato, per chi ha un’auto gas, calerà ancora di più, a livelli ridicoli. E sarà dura anche trovare assistenza in caso di guasti o manutenzione. Vi sembra giusto tutto questo? Voi direte: è il progresso, le auto elettriche non inquinano. Ma vi ricordo che fino a pochi anni si parlava del metano proprio come l’alternativa ecologica a benzina e gasolio. G. Morselli

Il metano è morto, ma chi va a gas merita rispetto

Il metano è morto
Nella tabella Unrae le vendite 2024 e 2025, l’anno zero

Risposta. Chi ci segue da tempo sa che abbiamo sempre avuto un grande rispetto per chi in passato ha scelto il metano. Che, in effetti, era parsa a lungo la motorizzazione più virtuosa, su cui avevano puntato grandi nome Fiat e la stessa Snam. Tuttora circolano molti bus nelle città italiane con in bella evidenza la scritta “Veicolo ecologico a metano”. Purtroppo, però, la maggior parte dei costruttori non ci ha mai puntato veramente. E non è mai nata una capillare rete di rifornimento, se non in alcune zone d’Italia (come l’Emilia). E così le vendite sono progressivamente calate. Già nel 2020 erano scese a 31.613 unità (-18,1% rispetto al 2019), con una quota di mercato del 2,3%. Nel 2025 siamo arrivati praticamente a zero, come testimonia la desolante tabella a fianco, pubblicata dall’Unrae. C’è solo da sperare, come dice giustamente il lettore, che gli automobilisti non vengano abbandonati a se stessi.

 

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Visualizza commenti (21)
  1. Più metano si brucia, meno effetto serra ci sarà. Altrimenti tutto quello che vola su per la sua intrinseca leggerezza sono ulteriori chiodi della bara. Questo è il punto.

  2. Io vado a metano da 30 anni ma bisogna essere realistici, nonostante l’offerta di modelli fosse aumentata, così come i distributori e nonostante i numerosi incentivi è rimasto sempre un carburante di nicchia con percentuali irrisorie sul venduto. A parte un picco nelle vendite dopo gli anni 2000 e poi seguito un costante calo.
    I motivi sono tanti dall’aumento del prezzo alla pompa ai tanti limiti intrinsechi del combustibile, fino alle normative, ma di fatto è abbastanza logico che le case non investano più e puntino a qualcosa di più redditizio.
    Per il futuro le considerazioni del sig. Morselli mi sembrano un po’ troppo catastrofiche, la rete c’è, e si sta ampliando in punti strategici con i distributori di metano liquido per i mezzi pesanti (che solitamente hanno anche attacchi per quello gassoso), sicuramente qualche distributore chiuderà ma credo potremo tranquillamente portare a fine vita le nostre amate “Natural Power” o “TGI” senza doverle “svenderle”.

    1. Il forte aumento del prezzo alla pompa è avvenuto con il covid.
      Nel mercato ogni costruttore aveva piu’ versioni a metano, Fiat poi aveva perfino Ducato e Daily.
      Di pandini e Punto a metano ne hanno vendute a vagonate e ce ne sono ancora molte in giro dato che non sono macchine da rappresentante.
      Leggevo che l’aggiornamento alle normative piu’ severe dava problemi, e il settore era sicuramente di nicchia….
      Poi il settore auto europeo sta morendo da solo, figuriamoci investire su una cosa di nicchia,
      meglio vendere il vendibile e dare dividendi agli azionisti….

  3. Daniele Sacilotto

    Abbiamo avuto anche un auto a metano in famiglia ma a parte il risparmio economico sul pieno altri vantaggi non ne ho avuti. Manutenzione costosa (forse perché impianto after market), lenta da addormentarsi, distributore lontano da casa e tempi di rifornimento lunghi. La mazzata finale l’ha avuta nel 2022 quando scoppiò il conflitto in Ucraina e arrivò a 3€ al metro cubo

    1. L’aumento è stato a settembre 2021, prima dello scoppio della guerra in Ucraina. Ho fatto partenza per le ferie e ritorno pagando il metano al ritorno il doppio esatto che all’andata. Triste realtà. Ciò nonostante, la situazione è parzialmente rientrata ed i mesi in cui conveniva circolare a benzina sono stati in realtà pochi. Ciononostante il settore si è in parte auto sabotato, almeno in Italia (vedi la presa in giro del self service arrivato oltre tempo massimo ed adottato da pochissimi, o la farsa delle riqualificazioni delle bombole in composito), in parte c’è stata la crisi del 2021-2022 che ha rivelato una fragilità importante della catena di approvvigionamento della materia prima. La mia Grande Punto Natural Power la sto portando a fine vita, sarà sostituita da un’elettrica di sicuro.

  4. Se si vuole fare un ragionamento fondato, bisogna basarsi sui numeri. Quante auto a metano sono ancora in circolazione? Quanto sono vecchie? E capirete che prima che spariscano i distributori, come minimo passeranno altri 10 anni. Senza contare che potrebbe verificarsi anche un ritorno ad impianti installati su motori esistenti. E forse, chissa, come non hanno smesso di produrre certi modelli dati per morti, forse riprenderanno le produzioni di serie. Non bisogna mai impostare i ragionamenti sugli sviluppi del futuro cercando di rafforzarli in base alle proprie scelte. Nel 2020 sembrava che l auto elettrica esplodesse…ma poi….non è accaduto e non accadrà…almeno per anni e anni

  5. Per chi ha la doppia alimentazione Benzina e GPL sarà noioso (perché ricordo che in genere il serbatoio di benzina è più piccolo) ma andrà bene, chi ha l’auto solo a metano è un pazzo a tenersela ancora…
    Mio padre per fortuna mi chiese un parere quando nel 2020 gli proposero a prezzo stracciato una skoda a metano, gli dissi tassativamente NO prendila a benzina. Meno male, si parlava da almeno 15 anni di un distributore a metano di zona ma è un progetto mai nato (figuriamoci oggi).

    1. Ho l’auto solo a metano da 20 anni serbatoio ridotto da 14 litri e da sempre pago 50 euro di bollo (1/4 di bollo per 1/4 di serbatoio).
      Sono andato anche in Sardegna, mai avuto problemi e per il momento spendo piu’ o meno come GPL cioè metà della benzina..perchè sarei un pazzo?
      Certo quando ho iniziato a girare a metano 30 anni fa spendevo 1/4 rispetto alla benzina e per rifornire si girava con le cartine geografiche,ora i distributori ci sono….

    2. La stragrande maggioranza delle auto a metano sono bifuel come le GPL, quelle “solo a metano” (che in realtà continuano ad avere un piccolo serbatoio a benzina) sono poche, anche tra quelle di serie. Non so come sia la situazione nella tua zona, ma dal 2020 ad oggi qui (provincia di Torino) è sostanzialmente immutata (rally dei prezzi a parte nel 2021 e 2022), e penso lo rimarrà ancora per qualche anno, dipende anche dalla prospettiva che uno ha su quanti anni tenere l’auto. Il rischio è più che altro sui guasti ai distributori di metano, perché se scelgono di non ripararli significa avere un distributore in meno in zona. È pur vero che fino all’anno scorso incredibilmente c’erano ancora nuove aperture di distributori…

  6. Per chi lavora nel settore è un grosso problema come lo è stato per tanti altri settori. C’è da dire che i cambiamenti nel settore auto si conoscono con larghissimo anticipo e, questo dovrebbe un po’ alla volta aver spinto tanti lavoratori a guardarsi attorno per tempo.
    Quanto all’auto in sè, c’è da sperare che chi ancora la usa non venga abbandonato e non venga appositamente tartassato sfruttando la situazione di necessità. Ma ci credo poco.
    L’utente metanautista l’ho sempre considerato il più indicato a passare all’elettrico perchè le modalità di uso sono molto simili, a parte il vantaggio per chi può di caricare a casa.
    Ex- metanautista dal 1988 al 2021.

  7. Il metano è stato l’alternativa ecologica ai diesel e benzina degli anni 90.Negli anni recenti il vantaggio ecologico e scomparso, grazie alle norme euro sempre più stringenti.
    Inoltre la combustione del metano genera CO2 simile ad altri combustibili, mentre il metano stesso è un potentissimo gas serra se disperso.
    Era rimasto il vantaggio economico (basato su bassa tassazione), ma si è visto come il prezzo del metano sia suscettibile ai cambiamenti geopolitici. Insomma, ad oggi non vedo motivi per salvarlo

    1. Inquina meno di gasolio e benzina, mi sembra comunque un buon motivo…..
      Io sapevo che inquina leggermente meno anche del GPL, poi chiaro che no n escono margherite dallo scarico…..
      Ma a volte mi trovo davanti certi diesel puzzolenti che seminano morte…..

      1. Meno pm10 e pm2.5 di benzina e diesel ma 80 volte più climalterante della Co2 in un arco di 20 anni. In realtà già nel protocollo di Kyoto del 1997 era stato comunicato dalla comunità scientifica che il metano non era affatto ecologico, ma la politica dell’epoca (come quella odierna del resto) era pregna di ignoranza colossale e il messaggio di carburante ecologico venne mantenuto sino ai giorni nostri.

        1. “80 volte più climalterante della Co2 in un arco di 20 anni”
          sì, se disperso nell’atmosfera.

          Se invece viene “bruciato”, mi pare produca CO2 e H2O dallo scarico (oltre a NOx inevitabili in un motore ICE)

          1. Mi hai preceduto, se lasciato libero in atmosfera o per le perdite nei metanodotti….
            Ma le navi petroliere e le varie autocisterne che portano ai distributori benzina e gasolio inquinano anche loro o no?
            Purtroppo si sono inventati il trasporto di metano liquido e allora rendilo liquido, trasportalo con le navi, rigassificalo e fallo arrivare ai distributori o forse lo trasportano liquido con i camion….

      2. rispetto ai combustibili fatti con idrocarburi, il metano come combustione fa meno polveri sottilli (questo in parte vale anche per il GPL), e anche un -20% di emissioni di Co2 per unità di energia termica liberata

        infatti il metano è il combustibile preferito nelle centrali termoelettriche, specie quelle a ciclo combinato, come fonte energetica di transizione “meno peggio” di altre

        poi come detto sopra, un problema che prima non si considerava, è che le fughe lungo la filiera di metano incombusto agiscono come un potente gas climalterante.. questo effetto si aggiunge alla Co2 emessa nella combustione, fa alzare il conto della “Co2 equivalente” totale emessa

    2. Non bisogna confondere inquinamento con emissioni climalteranti. Le auto a metano sono rimaste le più ecologiche fino a pochissimi anni fa proprio perché le emissioni inquinanti sono molto basse e quelle climalteranti sono contenute. Come ti hanno risposto altri, il problema sono le emissioni incombuste, quindi quelle infrastrutturali, non riguardano l’auto in sé. E su queste, penso io, basterebbe avere la volontà di intervenire con più decisione, piuttosto che tollerare perdite anche quando note. Ad ogni modo, ancora oggi le auto a metano sono più ecologiche di quelle benzina e diesel, ma la ricerca per soddisfare i recenti standard sul contenimento delle emissioni è stata interrotta perché purtroppo il mercato non è mai decollato ed il mancato riconoscimento della neutralità ambientale del biometano non è mai stata riconosciuta dall’Europa.
      L’auto elettrica è sicuramente una soluzione migliore, ma non si può dire che benzina, diesel e GPL siano meglio per ambiente e salute.

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