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Il meglio dell’Italia elettrica in 100 storie

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Credit foto: Sitael e-mobility

Il meglio dell’Italia elettrica in 100 storie. Lo racconta Fondazione Symbola in report scaricabile qui. Noi ne abbiamo scelte cinque tra le più interessanti

1-  Adduma Car, lo sharing alla siciliana

Il bello dell’elettrico, l’abbiamo scritto più volte, è che fa emergere start-up anche in zone d’Italia che non sembravano vocate per i business innovativi. Adduma Car (qui il sito web) è nata in provincia di Enna (Adduma in siciliano significa “accendere“). E ha puntato sul turismo sostenibile in una regione magnifica come la Sicilia, attivando un servizio low cost di car-sharing h 24 nell’aeroporto di Fontanarossa (Catania).

L’inaugurazione del car sharing Adduma a Firenze.

L’offerta si è poi estesa a Firenze (qui l’articolo), dove Adduma gestisce il car sharing cittadino, non solo di auto, ma anche di furgoni elettrici. Siglando poi unaccordo con il centro commerciale più importante della Toscana, I Gigli di Campi Bisenzio, per mettere i veicoli elettrici a disposizione dei clienti. https://euro-group.it

 

2- Euro-Group laminations, il fornitore dei grandi

Con i suoi lamierini elettrici tranciati, una componente fondamentale dei motori elettrici,  l‘azienda di Baranzate (MI) ha conquistato grandi clienti. Come Tesla e ora il Gruppo Volkswagen  per la nuova generazione di veicoli nati sulla piattaforma MEB. Qui non siamo in presenza di una start-up: Euro-Group è nato nel 1967 ed è una di quelle che gli economisti definirebbero una multinazionale tascabile. Con 1.950 dipendenti e 400 milioni di fatturato. Per Tesla, in particolare, ha ricevuto una grande commessa dopo avere completamente trasformato lo stabilimento Euro-Tranciatura Mexico in una fabbrica 4.0. Euro-Group, informa il Symbola, “collabora con le maggiori acciaierie mondiali nello sviluppo di nuove famiglie di acciai magnetici uso-elettrico”.

3 – Ares 2T, per trovare la ricarica

C’è anche la capitale nelle “100 Italian e-mobility stories 2019“. Ed è rappresentata da Ares 2T (qui il sito), azienda nata a Roma nel 2013 da un gruppo di giovani esperti di nuove tecnologie applicate alla mobilità e di data driven innovation.

Silvia Canale, presidente di Ares 2T

Finanziata inizialmente da un bando di INCENSe, un acceleratore targato Enel, Ares 2T si occupa di pianificare e gestire la ricarica del veicolo elettrico su colonnine pubbliche o dedicate (per esempio per il car-sharing). Il sistema che ha sviluppato, Charge Advisor, consente all’utente di prenotare da remoto la sessione di ricarica, consigliando il percorso migliore anche in relazione all’autonomia residua delle batterie. E, cosa non secondaria, informando anche sulle tariffe. Charge Advisor da tre anni è disponibile anche nella versione per flotte aziendali.

4 – Oikos, lo scooter made in Liguria

L’ambizione è di fare concorrenza al BMW C-Evolution (con costi dimezzati), più che alla Vespa elettrica. Così nasce Oikos 5000 (guarda il sito), lo scooter elettrico  creato da Walter Pilloni, un imprenditore di Sestri Levante che con la sua Teknit ha già alle spalle il successo conseguito con l’Ecojumbo, uscito di produzione nel 2017 dopo avere conseguito diversi premi. Pilloni è convinto di avere in mano un prodotto vincente e, secondo il rapporto Symbola, st cercando un partner finanziario per poi partire con spalle più solide con la produzione di massa. Una volta ultimate le procedure omologati con il TUV. L’Oikos 5000 nasce dalla Ecomission, una costola dell’azienda creata da Pilloni negli anni ottanta per produrre schede elettroniche. E dovrebbe consentire di assumere circa 50 persone.

5 – Sitael, la Puglia che sa pedalare

A Mola di Bari ha sede questa azienda (qui il sito) che ha portato le bici elettriche nell’era dell’internet of things. La Sitael fa parte del gruppo Angel, una multinazionale che si occupa di soluzioni high tech per l’aerospazio e per i trasporti. E che da qualche anno si occupa anche di rendere connesse le e-bike perfezionando un sistema, ESB, già integrato sui modelli di diversi produttori, come l’americana Pedego, la tedesca Bulls e, disponibile in Italia, la gamma Nexum.  ESB connette l’e-bike tramite Bluetooth o GPS/GPRS a una piattaforma cloud, consentendo per esempio di gestire di servizi di bike-sharing avendo in tempo reale tutti i dati sulla flotta in uso. Sitael ha sviluppato anche un prodotto, MAT, che consente di bloccare e sbloccare la bici semplicemente avvicinando il telefonino, utile anche come antifurto.