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Il litio un problema? Impianto Mercedes in Germania

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Top manager di Mercedes e Rock Tech Lithium nell'inaugurazione della nuova fabbrica di idrossido di litio.

Il litio un problema? Mentre in Italia se ne discute, in Germania la Mercedes punta sull’approvvigionamento locale con Rock Tech Lithium. Gettando le basi per una fabbrica a Guben. Obiettivo: procurarsi idrossido di litio a dal 2026.

il litio un problema
Markus Schaefer (Mercedes) con Markus Brügmann (Rock Tech Lithium).

Il litio un problema? La Mercedes crea nuove fabbriche

L’obbiettivo finale è arrivare a una produzione sostenibile di batterie all’avanguardia in Europa. Spezzando la dipendenza dalla Cina di cui tanto si parla (vedi le dichiarazioni di Montezemolo) nei fatti, e non a parole. Il nuovo impianto nascerà nel Brandeburgo, la regione scelta anche da Tesla per la fabbrica europea. Il nuovo impianto di conversione rappresenta un’ulteriore pietra miliare nella partnership strategica tra Mercedes e la start-up tedesco-canadese. Le due società hanno firmato un accordo lo scorso anno per la fornitura ai partner di batterie Mercedes di idrossido di litio di alta qualità raffinato. In una quantità sufficiente per circa 150.000 veicoli completamente elettrici. Spiega Markus Schäfer, Chief Technology Officer di Mercedes: “Il passaggio all’elettrico cambia anche le catene di approvvigionamento. Tre obiettivi sono fondamentali: sostenibilità, sicurezza delle materie prime e localizzazione degli approvvigionamenti. E sulla fornitura di litio qui in Europa, Rock Tech svolgerà per noi un ruolo chiave”.

il litio un problemaAnche Termoli nello scacchiere europeo di produzione celle

L’idrossido di litio fornito da Rock Tech dovrà provenire da siti minerari controllati dall’Initiative for Responsible Insurance del settore minerario (IRMA). Con questo accordo, la Mercedes fa un altro passo verso l’indipendenza da costruttori asiatici nel settore delle batterie. Il più rilevante è stata la costituzione della Automotive Cells Company (ACC), l’alleanza con Stellantis e Total Energies. L’obiettivo qui è di costruire un campione europeo di batterie con ambizioni globali. Le celle saranno prodotte in tre sedi in Europa: Douvrain, in Francia, Kaiserslautern in Germania e Termoli, nella fabbrica molisana ex Fiat.  Nel cuore del suo stabilimento di Untertuerkheim, poi, Mercedes sta costruendo un eCampus  per ricerca e lo sviluppo di nuove generazioni di batterie e celle di batteria. Tutte mosse che dimostrano che la partita delle batterie con la Cina è tutt’altro che persa in partenza. E che, visto che la UE ha deciso che il futuro sarà elettrico, tanto varrebbe anche per l’Italia darsi una mossa. 

il litio un problemaSECONDO NOI. In Italia si chiacchiera, in Germania (Paese che sfiora la piena occupazione) si lavora per cavalcare il nuovo che avanza. Creando nuovi posti che sostituiranno quelli che si perderanno nelle motorizzazioni tradizionali. Quando lo capiranno i nostri politici e sindacalisti (con i grandi media appresso)?.

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13 COMMENTI

  1. È sempre la stessa storia, chiacchiere chiacchiere per fregarci un uovo oggi e lasciare la gallina a chi fa.
    Come diceva il nonno maresciallo asburgico di lingua italiana che non sapeva cosa fosse il politically correct ” a ciacere no sen sgionfa done.

  2. E mentre l’Italia parla di dipendenza dalla Cina, per quanto riguarda le BEV, perché invece restare dipendenti dal petrolio sarebbe meglio, in Germania fra FER, Litio e Sodio (non dimentichiamo che la X10 é una joiveture VW) puntano a diventare INDIPENDENTI ENERGETICAMENTE.

    • Se vuoi cercare di essere indipendente sevi mettere soldi e ingegneri , gli Usa li hanno messi , l Europa ci sta pensando e pensa agli E Fuel e ai Biocarburanti, sconfessati da tutti .
      Come diceva Kissinger una volta , se devo chiamare l Europa che numero devo fare ?
      Non siamo capaci di prendere decisioni forti e siamo bloccati da lobbies

      • Spiace perché in ENI ci sarebbero le risorse economiche e intellettuali per fare la transizione: ormai l’han capito anche i bambini che il petrolio del futuro saranno le batterie e altri sistemi di accumulo eppure restano timidi e scettici su questo fronte.

        • c’è il rischio che con le “nomine” radano al suolo anche Enel
          che un po di cervelli sembra averceli

      • Certo 120mld di litri di e-fuel e biocarburanti. Ad occhio dovrebbe essere questo il fabbisogno per la EU.

        Gli efuel in Italia ci sono in 150 stazioni e gli e-fuel nemmeno un litro in giro.

        Ma che ci vuole a produrne 100mld di litri e a 80€cent a L di costo produzione.

        Vero?

  3. MAI !
    in italia noi averen il solen
    la pizzen
    e il mandolinen
    e il prode Galeleazzo Salvini farà un mega ponten
    che costerà un cambialonen per i secolen affenire per i ciofani, che oltre al mandolinen
    creeranno il business del nuovo millennien
    “portare la graniten freschen in cermania” con aututrenen ricorosamente Diesel !!

    chissene freghen se quei gonzi di cinesen portaren beni di tutti i tipe con cargo container in tutto il Modo conosciuten

    noi lo faremoh in gomma partendo da palermo , con autostraden e ferrovien che sembraren quelle del far west , qualcune dicen che è staten attakkato da indianen autoktonen Feramente
    ma non credo che attaccherahnno pure su ponte delle meraviglien ..
    sempre che un terremoten come kuello del 1908 , non faccia finiren la festen di inaugurazionen
    prima che inizien

    eja eja alalà ..
    W il Disel !

    Tributo a sturmtruppen
    avrei voluto farlo a Giorgio Bracardi
    ma il forum è trppo politicallen corretten per pernacchie che durano mezz’ora

  4. Ho assistito ad un convegno presso policlinico di Milano e ho ascoltato che Faam a Teverola sta facendo plant produttivo ma non riescono a trovare tecnici .

    • Anche questo è un problema, però senza vedere il tipo di contratti e i loro importi non possiamo sapere se le offerte di lavoro sono competitive rispetto a quelle che si trovano all’estero. Purtroppo il mismatch (100k € di multa!) tra domanda e offerta è un problema atavico in Italia.

      • Ma è chiaro che in Italia gli stipendi sono piu bassi e poi non puoi comparare lavorare in Germania o in Italia

    • caro Daniele tra gli anni 60/70 del secolo scorso i “cattivi” americani vennero in Italia con una società petrolifera, (una delle 7 sorelle) mi assunsero come tecnico applicazione prodotti. Al di là della loro preparazione tecnica, vollero che completassi gli studi e con il loro aiuto e conseguii la laurea in fisica. Ho lavorato per loro una decina di anni fino a quando la società cedette l’intera attività ad un altra società. Na non rimasi a piedi poiché ebbi subito buone occasioni di lavoro. Non sarebbe il caso di ripetere esperienze del passato???

      • Scherzi?
        Siamo in Italia, guardiamo al futuro, non possiamo trastullarci guardando indietro al passato.
        I giovani devono lavorare da noi non per lo stipendio, ma per essere protagonisti e pionieri del futuro.
        Per la gloria, insomma.
        Infatti pensiamo ai biocarburanti per alimentare quel nuovissimo prodotto della tecnologia moderna che è il motore a ciclo otto. Ed anche quello a ciclo diesel. Magari anche quello a ciclostile…
        Il vile denaro lasciatelo ai proprietari di queste aziende….

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