Il giro del mondo in 80 ricariche: possibile in camion? Tobia Wagner, un autista tedesco, ci prova con un Mercedes-Benz eActros 600.
L’impresa con un eActros 600 da 621 kWh

Si possono fare 40 mila e più km sulle strade più disparate con 80 ricariche, in media una ogni 500 km? Secondo Tobias, che lo definisce “il viaggio più grande della mia vita e un tentativo di record mondiale“, assolutamente sì. Soprattutto ora che ha convinto la Mercedes a modificare un eActros 600 per l’impresa. “La mia missione: dimostrare all’intero settore logistico cosa possono davvero fare oggi i camion elettrici”, scrive Tobias sul profilo LinkedIn. Dando appuntamento a tutti all’Abenteuer Allrad di Bad Kissingen, in Baviera. Dove il veicolo, adattato per la sfida nello stabilimento Daimler Trucks di Wörth am Rhein, sarà presentato dal 4 al 6 giugno. Con telaio modificato e rafforzato. “Sono incredibilmente soddisfatto di essere riuscito a coinvolgere Mercedes. Per un progetto così enorme, mi era chiaro il costruttore doveva essere d’accordo. Dopo molte discussioni con vari produttori, l’eActros 600 è stato il mio preferito. Solo grazie alla sua massiccia batteria LFP da 621 kWh e all’efficiente asse elettrico è possibile fare tutto con solo 80 soste di ricarica“.
Il giro del mondo sulle orme dei pionieri Mercedes

La preparazione del mezzo è terminata a fine aprile e Tobias ha potuto seguire le varie fasi dell’allestimento. Alternando le giornate in fabbrica a Wörth am Rhein con il suo lavoro di camionista. Naturalmente tutte le tappe del viaggio saranno documentate sui social e un video di presentazione è già disponibile su Youtube. Naturalmente non sono mancati i commenti. C’è chi sdrammatizza, suggerendo a Tobias di godersi un viaggio così unico senza pensare troppo al record: “Con 80 o 100 ricariche cambia poco…”. E chi invece enfatizza, paragonando il protagonista del viaggio alla mitica Berta Benz, m
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Non è la prima impresa “estrema” con un eActros 600 👏 https://www.vaielettrico.it/a-capo-nord-in-camion-elettrico-il-viaggio-estremo-di-due-austriaci/
ho riletto sia l’articolo che indichi tu e pure quello linkato nel relativo commento… Quello che mi delude di questo nuovo tentativo di primato è la modifica delle caratteristiche di serie della motrice utilizzata, che fa diventare l’ “impresa” un po’ fine a se stessa senza costituire una vera dimostrazione di ciò che è possibile fare con un nuovo TIR elettrico. Del resto i resposabili aziendali (di flotte o con pochi automezzi) non credo si lasceranno impressionare da queste sfide ma guarderanno piuttosto ai consuntivi delle prime aziende impegnate nell’elettrificazione del loro parco mezzi come la perenne sfida tra Pepsi e CocaCola con due diversi TIR a batterie a spostarsi quotidianamente tra stabilimenti produttivi e magazzini; a breve l’ardua sentenza..